Quando Barks copiava sé stesso: l’arte del remake

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Barks remake
Queste due quadruple provengono da due storie di Carl Barks. Sono simili, quasi uguali, eppure sono state pubblicate in tempi lontani tra loro. A che si deve questa somiglianza? E perché le storie che ospitano queste vignette sono quasi gemelle?

Sfogliando il ciclopico corpus barksiano di più di 700 storie, ci si avventura, di volta in volta, in luoghi esotici, su montagne innevate e vallate ridenti, tra miti e leggende noti e dimenticati, o ancora, nella vivace Paperopoli, a casa di Paperino o al deposito di Paperone. Risulta spesso difficile, in questo vorticoso turbine di creatività, immaginare che tutto sia opera di una sola mente. Tanti sono i prodotti della sua inventiva, che ricondurli ad un unico autore pare quasi irrealistico. Ma tale spesso è la natura dei geni. 

Proprio perché si tratta dell’opera di un sol uomo, l’occhio attento rileva numerosi richiami, ispirazioni e somiglianze tra un’avventura e l’altra. Come Barks stesso racconta, la produzione fumettistica era un lavoro non da poco. Spesso l’Uomo dei Paperi doveva combattere scadenze serrate e tempistiche incalzanti. Non dimentichiamoci, inoltre, che la maggior parte delle storie che portano il suo nome sono sia scritte che disegnate dalla sua mano.

Non stupisce dunque che, nell’economia della sua opera, capiti talvolta di trovare concepts riutilizzati, idee riproposte, o anche, come abbiamo visto sopra, singole vignette molto simili, se non identiche. Ebbene, proprio di questo parleremo qui. Analizzeremo alcune storie, divise per temi, che presentano queste caratteristiche, e danno luogo a lampanti dejà-vu. Dunque, senza indugio, diamo inizio alla nostra rassegna!

Ten-pagers a go-go

Per analizzare questa pratica, che possiamo definire dei reimagining, o remake (questo il termine adottato dal noto archivio online INDUCKS per alcune delle storie che vedremo), dobbiamo tuffarci in un mondo particolare, quello delle ten-pagers. Spesso, pensando ai capolavori dei nostri autori preferiti, la mente corre verso i classici: saghe, storie lunghe e appassionanti e vicende originali. La Storia e gloria della dinastia dei paperi di Martina, i racconti di Nonna Papera e le storie attorno al fuoco di Cimino, La Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa, o anche, per uno sguardo più moderno, Zio Paperone e l’ultima avventura per Artibani e Topolino e l’impero sottozero per Casty. 

Lo stesso accade per l’Uomo dei Paperi: Zio Paperone e la disfida dei dollariZio Paperone e la stella del PoloPaperino e il cimiero vichingo. Tutte storie originali, pilastri nel loro genere, con uno sviluppo unico e memorabile. Alcune di queste sono diventate fondanti nella storia del fumetto, e a ragione: sono tutte avventure complesse, che spingono il lettore a una riflessione e lo intrattengono con un pacing impeccabile.

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Queste storie, che rappresentano la spina dorsale dell’eredità degli autori, non devono farci dimenticare che gli stessi dovevano al contempo intrattenere il proprio pubblico periodicamente in un mercato competitivo. Per questo hanno prodotto anche numerose storie brevi, prive di conseguenze per lo sviluppo dei personaggi, e scritte per il puro intrattenimento del lettore. 

Lo scopo di queste mini-avventure è spesso quello di conformarsi alle necessità editoriali sfruttando la propria inventiva. Per Carl Barks, queste sono le ten-pagers: storie brevi, di dieci pagine l’una, che si conformano a specifici archetipi e che sono costruite per garantire al lettore un divertimento “mordi e fuggi”. 

Magari non sono le prime storie del volume, e nelle raccolte come La Grande Dinastia dei Paperi sono quasi sempre relegate nel mezzo. Ma, ciononostante, esse sono di grande importanza, se non altro per la loro consistenza sul totale della produzione barskiana. Ma non solo: sono un ottimo esempio della straordinaria abilità di sceneggiatore dell’Uomo dei Paperi. Le ten-pagers sono infatti difficilissime da scrivere per la necessità di condensare in poche pagine comicità e gags, e per l’inventiva richiesta per trovare sempre nuove idee su cui incentrare la storia. 

Tanto dure sono da sfornare, che l’erede spirituale dell’Uomo dei Paperi, Don “Keno” Rosa, ha ripetutamente affermato nella Don Rosa Library di trovarsi più a suo agio con le storie lunghe che con le ten-pagers di barksiana memoria. Queste storie brevi, e la creatività che si cela dietro a ognuna di esse, sono parte della ragione per cui egli definisce Carl Barks “il più grande narratore del XX secolo”.

La seconda storia mai scritta da Don Rosa è una ten-pager! Si tratta di Zio Paperone – Due nipoti, nessun profitto, caratteristicamente intitolata in originale con un semplice “Uncle Scrooge”, come le classiche storie brevi barksiane.

Lo scheletro di queste bite-size stories è sempre lo stesso: introdurre un “conflitto” principale, iterare su di esso con una porzione limitata del cast dei paperi, quasi sempre a fini di comicità, e, dulcis in fundo, concludere con un finale a sorpresa.

Dunque, a quali temi ricorrenti ha attinto Barks in queste ten-pagers? Vediamone alcuni.

N.B.: GDDP = La Grande Dinastia dei Paperi, ovvero la collana che raccoglie tutte le storie di Carl Barks per la prima volta in Italia, rilasciata come allegato al Corriere della Sera nel 2008 e oggetto di una ristampa nel 2021-2022.

Rivalità di famiglia

Il primo sottogenere di storie brevi da esaminare sono quelle che vedono protagonisti i due “cuginastri”, Paperino e Gastone. I due sono in costante lotta per trionfare sull’altro, come dei veri “parenti serpenti”. Sin dall’introduzione del cugino vestito di verde in Paperino lingualunga, si vede, prima ancora della sua proverbiale fortuna, la sua rivalità con Paperino.

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E non c’è maggiore oggetto di contesa per i due della bella Paperina. La dolce papera si fa desiderare (abbiamo analizzato qui la sua complessa relazione coi due cugini) e numerose sono le storie, anche post-barksiane, in cui Paperino e Gastone combattono per la sua attenzione.

In questa sede abbiamo selezionato la seguente coppia di storie: Paperino e la margherita (GDDP 2 – giugno 1950) e Paperino e la gara di raspasabbia (GDDP 17 – maggio 1959). 

Trame

Entrambe le vicende partono dalla stessa premessa, quella di una gara per trovare un oggetto particolare (una margherita nella prima, una generica “rarità” sparsa tra la sabbia nella seconda), con in palio un premio speciale: il vincitore potrà partecipare, unitamente alla dama che onorerà con il ritrovamento vincente, come cavaliere ad un picnic, in cui potrà gustare i manicaretti da lei preparati.

Barks remake

In ambo le storie Paperina spera che sia Paperino a spuntarla: successivamente però si scopre che anche Gastone ha deciso di partecipare alla contesa, sfruttando la sua incredibile fortuna. Gastone, sfoggiando la propria buona sorte a una riluttante Paperina, sfalda tutti i tentativi dello sfortunato cugino di offrire a Paperina l’oggetto vincente… sino a quando una catastrofe alluvionale pone la papera in pericolo.

Barks remake

Nonostante i migliori sforzi di Paperino, alla fine è Gastone a salvare la papera. Tuttavia, in entrambi i casi, il biondo papero pecca di narcisismo quando, fidandosi solo della sua fortuna, non riesce a evitare che Paperino gli sottragga la ragazza da sotto il naso e la porti sulla sua imbarcazione. Questo secondo “salvataggio” è disastroso per Paperino e Paperina, che finiscono tutti inzuppati d’acqua. Al contrario, il fortunato cugino è premiato dalla buona sorte: la sua imbarcazione si posa graziosamente in una comoda location sopraelevata, da cui il cuginastro può guardare dall’alto in basso gli sfortunati paperi. 

Barks remake

Le storie si concludono con lo stesso finale a sorpresa: i nipotini sono gli inaspettati vincitori del contest, lasciando entrambi i cugini con un palmo di naso.

Barks remake

Elementi notevoli

Entrambe le storie mostrano le costanti di questo genere di ten-pagers: in primo luogo, Paperina è aperta al confronto tra i due paperi, ma manifesta una forte preferenza per Paperino, nonostante sia disposta a seguire Gastone quando la situazione lo renda conveniente. Seppur più sfortunato e più iracondo, Paperino è il vero papero dei suoi sogni.

Secondariamente, queste storie mostrano uno sfavore generale per il cugino Gastone. Gli autori italiani spesso fanno conseguire al cuginastro vittorie ai danni di Paperino (come accade sovente nelle storie di Guido Martina) o, in tempi più recenti, ne mostrano il lato più simpatico e positivo (come accade, per esempio, ne La solitudine del quadrifoglio).

Ne La solitudine del quadrifoglio, il lettore è spinto a riflettere sulle conseguenze della fortuna di Gastone, rappresentato in modo molto più complesso.

Per Carl Barks, al contrario, Gastone è un quasi-antagonista irrecuperabile, e ciò risulta evidente nel suo comportamento arrogante e presuntuoso. Non mostra riguardo nemmeno per Paperina, ed è mal sopportato perfino da lei, che lo segue solo per ragioni di opportunità.

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Il ruolo di personaggio negativo è amplificato da un altro fattore: l’alleanza dei nipotini con Paperino. Qui, Quo e Qua, ancor più che Paperina, riconoscono la voragine che separa loro zio e l’antipatico cugino Gastone, sia in termini di possibilità, che in termini di cuore. Sanno che il suo interesse per Paperina è genuino e che, al contrario di Gastone, non è nato con la camicia. Per questo, cercano di aiutare Paperino in ogni modo, aiutando Paperino a procurarsi gli oggetti necessari per le gare e a soccorrere Paperina. 

Insomma, Paperino sarà pure più sfortunato, ma ha la famiglia dalla sua parte. I suoi nipotini sono la sua vera ricchezza, come dimostra il finale di Paperino e la gara dei raspasabbia. Diversamente dalla storia di nove anni prima, in cui Qui, Quo e Qua godono della loro vittoria dimentichi della sorte di Paperino, qui i nipoti supportano lo zio fino alla fine, e la storia si conclude con uno dei tre che passa al bistrattato papero un meritato piatto delle delizie del picnic. 

Barks rinforzerà l’alleanza tra i nipotini anche con storie di più ampio respiro, come Paperino e il tesoro dei vichinghi, in cui lo zio supera le avversità della navigazione e le umiliazioni del cugino Gastone grazie al loro prezioso supporto, che non cala in alcun modo tra le 32 pagine della storia. I nipotini sono davvero il prisma che rende evidente i colori di Paperino e il grigiore del cuginastro più fortunato. Con la loro presenza, Carl Barks rende la causa di Paperino più comprensibile, e le sue fatiche più credibili, garantendo al lettore un finale che li lasci soddisfatti.

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Conflitto bassotto

Come ben sappiamo, Paperon De’ Paperoni ha una singolare priorità: la propria pecunia. Naturale conseguenza di questo non così peculiare focus è il peculiare modus operandi paperoniano nella difesa delle sue sostanze. Stravaganti sistemi di sicurezza, coniugati a una paranoia senza pari, costituiscono l’elemento base per numerosissime storie comiche, ieri come oggi. Ma, tra i tanti sguardi rapaci che lo Zione ha dovuto temere nella sua lunga vita, i Bassotti hanno costituito la minaccia primigenia, nonché la più consueta. 

Al di là della preziosa Numero Uno, che Paperone difende dalle grinfie di Amelia, l’Anonima Bassotti rappresenta il nemico principale del magnate. Non stupisce che Carl Barks, essendo l’inventore di questi personaggi, si sia cimentato per primo nel raccontare brevi storie divertenti sull’eterno conflitto tra il denaro di Paperone e i suoi attentatori. Concentrandoci sul personaggio della Banda Bassotti, abbiamo scelto questa coppia di storie per l’analisi di questa categoria di ten-pagerPaperino e la banda dei segugi (GDDP 3 – novembre 1951) e Paperino e la ghiacciata dei dollari (GDDP 3 – dicembre 1951).

Le due vicende sono terribilmente simili, e ciò si deve probabilmente all’intenzione di Barks creare una continuità tra le storie a tema Bassotti, rilasciate a un mese di distanza. Entrambe le vicende sono d’importanza capitale nell’universo dei Paperi in generale. Paperino e la banda dei segugi è la storia d’esordio della Banda Bassotti stessa: denominata inizialmente dai traduttori italiani “Banda dei Segugi”, si può ipotizzare che questa celebre invenzione dell’Uomo dei Paperi sia nata per servire questo stile di ten-pager.

L’altra storia della coppia, Paperino e la ghiacciata dei dollari, introduce infatti il Deposito di denaro (ispirato all’enorme serbatoio della riserva d’acqua che William E. Whitney, il Paperone della città di Hemet in California, aveva donato alla collettività), oltre a rendere il visual design dei Bassotti più simile a quello odierno, aggiungendo in particolare le distintive targhette contraddistinte dal numero 176. 

Il fatto che questi fondamentali elementi dell’eterno conflitto tra lo Zione e la Banda siano stati introdotti proprio in storie che sono incentrate su questo contrasto, fa pensare che la ratio che ha spinto Barks a sviluppare questi personaggi sia proprio quella di divertire il lettore con una nuova categoria di ten-pager. Possiamo lodare senza esitazioni la scelta dell’autore, perché questo tipo di storie è senza dubbio il più longevo e popolare dei tre che analizziamo in questa rassegna. 

Trame

Le due vicende hanno alcuni elementi di differenza (come la presenza dei nipotini nella seconda storia), ma la struttura di base è pressoché identica. Paperino e Paperone si trovano a fronteggiare la minaccia della pericolosa Banda Bassotti. Lo Zione si abbandona alla disperazione (così tanto da chiedere nella prima storia a Paperino di disperarsi in sua vece). Paperino viene incaricato da Paperone di trovare una soluzione per proteggere il deposito. Dopo una celere spremuta di meningi, le elucubrazioni di Paperino portano a una brillante idea, che si rivelerà, in modi diversi, catastrofica in entrambe le vicende…

Barks remake

Adottato il rimedio, i paperi passano ad altri pensieri, sicuri di aver garantito sicurezza al peculio dello Zione. Ma la dura realtà presto si rivela, producendo disastrose conseguenze

Barks remake

Le storie si concludono entrambe con vignette quasi identiche per struttura, dimensione, distribuzione dei personaggi e testo del balloon

Barks remake

Elementi notevoli

Questa coppia di finali, e le due storie in generale tradiscono l’intento di Barks di rendere il conflitto Paperone/Bassotti un’archetipo ben definito, contraddistinto da elementi peculiari che l’autore stesso e i suoi successori svilupperanno in successive storie. 

Primo elemento, caratteristico di una storia nata per divertire, sono le azioni dei “buoni”: Paperon de’ Paperoni è profondamente disperato, e palesa i suoi dolori con esagerata drammaticità. Queste storie segnano la nascita delle epiche scenate dello Zione: lunghe, roboanti, teatrali sequenze che mostrano Paperone reagire alle avversità di un povero miliardario nel modo meno discreto possibile. 

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I pianti del magnate (e, nella prima storia, del nipote Paperino assoldato allo scopo), saranno poi espansi dagli autori italiani come Guido Martina e Rodolfo Cimino in veri e propri atti da palcoscenico. Ma, anche nel loro luogo di nascita, queste sequenze non smettono mai di suscitare una risata, e sono distintive dell’eccentrico carattere di Paperone. 

Al fianco dello Zione abbiamo il fidato nipote Paperino, che rappresenta il vero carburante della vicenda. La caratteristica incoscienza ed estrema fiducia in sé stesso che già Barks gli ha attribuito in altre storie, lo guidano qui a consigliare allo Zione le folli idee che porteranno alla vittoria finale dei Bassotti. Così come accade nelle varie storie in cui si cimenta con diversi gradi di successo in una professione, anche qui Paperino è decisamente convinto e orgoglioso delle sue trovate.

La fiducia di Paperone nella loro effettiva riuscita consente il dispiegamento di questa provata struttura narrativa, che anch’essa avrà profonda influenza sugli autori successivi. Le vignette finali di Paperino in fuga dallo Zione che vediamo sopra sono infatti solo due di moltissime vignette conclusive di questo tipo, che negli anni hanno affollato le pagine di Topolino, e non solo.

La vignetta finale di Paperino conquista le Montagne Nere, di Guido Martina e Giulio Chierchini.

Dal lato della Banda Bassotti, invece, al di là di dettagli storici e anagrafici, c’è molto poco da dire in queste due prime storie. Un elemento certamente ricorrente è la loro capacità di incutere timore, rappresentando una silente minaccia per i paperi anche solo quando visti da lontano, o persino unicamente menzionati in un telegramma.

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Il terrore paperoniano per la Banda è un elemento essenziale della rivalità tra queste due vere forze della natura: quella che sembra essere una sgangherata accozzaglia di furfanti è in realtà un gruppo criminale attrezzato e pieno di risorse, tanto da provocare un notevole effetto sui paperi e sul lettore senza avere neppure una linea di dialogo in ambo le storie.

Tutti questi elementi saranno successivamente sviluppati da Barks e altri autori in storie più lunghe, prima fra tutti la seminale Zio Paperone e la disfida dei dollari. Ma in questa sede ci siamo limitati ad affrontare l’impatto di questo archetipo narrativo sulle ten-pager barksiane, per dimostrare quanto queste brevi storie che si tendono a dimenticare possano ricoprire un ruolo fondamentale, sia riguardo alla storia di questi personaggi, che all’influenza sugli autori successivi. 

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Dolcezza tra parenti

Abbiamo parlato in precedenza di quanto Paperino e nipotini si vogliano bene, e desiderino la felicità l’uno dell’altro: ebbene, gettate tutte queste premesse zuccherose dalla finestra mentre ci approcciamo a quest’ultima categoria di ten-pagers.

Si tratta di quelle storie in cui Barks inscena conflitti di lieve entità tra Paperino e i nipotini. Come spesso accade in famiglia, si tratta di scherzi e dispetti, ma, come è invece frequente nel mondo dei paperi, l’escalation di questi bisticci è di notevole portata. Questo tipo di storie brevi ricorda la precedente disamina delle ten-pager a tema conflitto tra cugini, con la differenza che, come vedremo, qui si tratta più di rivalità amichevole, a differenza del vero e proprio astio che corre tra Paperino e Gastone.

Le due storie che abbiamo selezionato per questa sezione sono Paperino e i tre grilli magici (GDDP 38 – febbraio 1947) e Paperino e l’allevamento di ranocchi (GDDP 20 – maggio 1960)

Trame

Entrambe le storie hanno come elemento scatenante l’estro di Paperino, che, improvvisatosi chimico, cerca di produrre un composto che lo aiuti nei suoi scopi. In entrambi i casi, sono i nipotini che iniziano le ostilità, recandosi ad un negozio per noleggiare un costume nella prima storia e dei ranocchi di plastica nella seconda. Sono gli attrezzi adeguati per far credere a Paperino che l’agire della sua soluzione chimica ha provocato la rapida e smisurata crescita da una parte, degli insetti del suo orto e dall’altra dei ranocchi della palude.

Barks remake

Paperino cerca di pubblicizzare la sua miracolosa scoperta, nella speranza di fama e guadagni, ma i mega-organismi scompaiono esattamente come sono comparsi, lasciandolo umiliato. Ma, nel tentativo di piazzare trappole per catturare le supposte meraviglie della scienza, egli scopre gli attrezzi dei nipotini, deducendone il coinvolgimento.

paperino carl Barks remake

Anziché agire direttamente, Paperino pianifica un “contro-scherzo”, che si conclude in entrambi i casi con una mascherata: si traveste egli stesso da animale gigante, inseguendo i nipotini e spaventandoli sino alle preghiere, così come raffigurato nella vignetta con cui inizia quest’articolo. Entrambe le storie si concludono con Paperino che, nel tentativo di dare a una lezione ai nipotini, subisce un ultimo, devastante, attentato alla sua tranquillità, conducendo al consueto finale a sorpresa

Barks remake

Elementi notevoli

Queste storie sono senza dubbio le prime che sorgono in mente parlando delle ten-pagers di Carl Barks. In esse infatti, la posta in gioco è notevolmente bassa: non si tratta né di difendere le ricchezze di Paperone, né l’onore di Paperino. Solo una semplice disputa familiare, del tipo che coinvolge la famiglia dei paperi di frequente.

Particolare elemento di questa categoria di storie brevi è la dinamica dell’acquisto del materiale per lo scherzo. Conosciamo Paperino come un debitore eternamente insolvente, ma in queste storie, insieme a quelle che coinvolgono il vicino Jones, egli ha sempre a disposizione i mezzi per finanziare le sue idee geniali. Questo particolare genera un numero incalcolabile di negozi e negozianti sempre diversi che sono preparati ad accogliere le necessità dei paperi. 

Altro aspetto degno di considerazione è l’attitudine di Paperino, che si dimostra candido e ottimista sino alla scoperta dell’inganno. Prima che lo zio scopra gli scaltri piani dei nipoti, egli manifesta una creativa attitudine al lavoro, simile a quella che lo contraddistingue nei suoi mille tentativi di scoprirsi in nuove professioni. Fissatosi in mente uno scopo, tenta di raggiungerlo tramite la sua inventiva, e sembra quasi avere successo. 

Sono i nipotini, infatti, a rompere questo ciclo di attività. Nella maggior parte delle storie di Carl Barks i nipotini manifestano saggezza superiore anche a quella degli adulti, tratto innovativo introdotto dall’autore per rendere le trame più profonde, oltre a consentire di espandere l’universo dei paperi (con, per esempio, l’invenzione delle Giovani Marmotte). 

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Sono questi i nipotini che poi compariranno in Ducktales e nella stragrande maggioranza delle storie successive, lasciando i Qui, Quo e Qua discoli nel dimenticatoio. Tranne alcune eccezionali storie che vedono i nipotini alle prese con l’odiato anno scolastico, questa interpretazione dei personaggi è indubbiamente la più adottata.

In netto contrasto con questa visione dei nipotini sono queste vicende, in cui Qui, Quo e Qua sembrano tornare ad essere dei normali bambini. Il loro atteggiamento infantile e irrispettoso dell'”autorità” di Paperino ricorda il loro comportamento nelle strisce giornaliere di Al Taliaferro. Non dimentichiamoci che i nipotini sono nati in questa veste: infatti, nella loro primissima apparizione, essi sono affidati a Paperino dalla madre Della dopo che hanno fatto esplodere un petardo sotto la poltrona del padre!

Questi Qui Quo e Qua “ribelli” apparivano molto di frequente, soprattutto nei cortometraggi animati precedenti a Ducktales. D’altronde, lo spirito che anima i cortometraggi che coinvolgono i paperi è quasi sempre lo stesso delle ten-pagers di Barks: divertire lo spettatore con una serie di gag e un finale a sorpresa. Questa dinamica di rispettivi scherzi tra Paperino e nipoti si può per esempio vedere nel successivo cortometraggio Trick or Treat, il quale è stato poi oggetto di un remake a fumetti da parte dello stesso Barks in Paperino e le forze occulte.

Insomma, condividendo tra le loro ispirazioni cartoni animati classici e le strisce di Al Taliaferro, queste ten-pagers sono le più vicine al mondo dei paperi pre-barksiano, e per questo le più tradizionali.

Non solo capolavori

Prima di concludere, è doveroso fare una precisazione: non proprio tutte le ten-pager assumono questo ruolo di filler stories. Fermo restando il fatto che restano comunque storie scritte da un grandissimo autore, alcune di queste avventure brevi sono state costruite con l’ambizione delle loro colleghe più corpose. Un’esempio sono quelle ten-pagers che definiscono tratti fondamentali di un personaggio. 

Pensiamo a Zio Paperone e il pesce (d’oro) d’aprile, storia che, come leggiamo qui, ci dice moltissimo sullo spirito di Zio Paperone. Anche Paperino e l’amuleto del cugino Gastone, storia che mantiene la lunghezza delle avventure sopra descritte, ha ben due meriti, cementare la devozione alla pigrizia e il mistero della fortuna del cugino, nonché, già che ci siamo, introdurre il personaggio di Archimede Pitagorico!

Ma anche soffermandoci sulle ten-pager che effettivamente sono scritte per riempire il numero della settimana, senza grandi ambizioni, possiamo realizzare qualcosa. Lungi dal manifestare una mancanza di idee, le somiglianze che abbiamo visto mostrano un’altra verità. Quella di un alacre lavoratore, che, per divertire periodicamente la sua base di lettori, era “costretto” a deliziarli anche con opere come queste. Più di ogni altra cosa, questa visione ci ricorda le difficoltà che affliggono le menti creative di tutto il mondo.

Spesso trovare una nuova soluzione non è semplice, o anche solo praticabile. Sia per il rispetto delle tempistiche, che per seguire una scelta editoriale, o per adattarsi alle esigenze dei lettori, il più delle volte l’opera di creazione è frutto di scelte dolorose e sudati compromessi. Ma più di ogni altra cosa, è sempre vero che il genio non è mai rappresentato solo dal suo migliore lavoro. Marx non è solo Il Capitale, e Dante non è solo la Divina Commedia: è l’interezza della produzione che rende completo il ritratto dell’autore. 

Per questo, vi incitiamo a leggere anche le storie che trovate in mezzo al volume: oltre alla possibilità di scoprire interessanti aneddoti e curiosità, esse vi permetteranno di vedere il lato più recondito dei vostri artisti preferiti, e chissà mai, di scoprire capolavori su cui si è spesso glissato.

Lorenzo Oliva

Immagini © Disney – Panini Comics

Fonti:
La Grande Dinastia dei Paperi
The Don Rosa Library

Immagini da:
Scrooge McDuck Wikia
Guida al fumetto italiano
The Disney Wiki

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