5 cose che (forse) non sapevi su Gravity Falls

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Gravity Falls è una delle serie animate più apprezzate e degne di nota degli ultimi anni. Costituita da 40 episodi in due stagioni, andate in onda per la prima volta tra il 2012 e il 2016, la serie segue le avventure dei gemelli Dipper e Mabel Pines, in vacanza estiva dal prozio Stan, in una piccola cittadina dell’Oregon – Gravity Falls, appunto. Un giorno, Dipper trova nel bosco il Diario #3: un misterioso libro che tratta di sinistre creature che infesterebbero il paesino. In ogni puntata i gemelli Pines si troveranno a davanti ai mostri e agli orrori descritti nel diario, cercando di scoprire tutti i misteri di Gravity Falls.

Gravity falls

Creata dal californiano Alex Hirsch, la serie riscosse un enorme successo di critica e pubblico grazie alla sua sottotrama intrigante e a personaggi indimenticabili, a cui gli spettatori si affezionarono rapidamente. Gravity Falls è anche ricordato per essere uno show pieno di curiosità e piccoli segreti disseminati in ogni puntata. In questo articolo ve ne esporremo 5. Cominciamo!

1. Quel crossover con Rick & Morty

Gravity Falls vanta, nel suo curriculum, un crossover con quella che è forse la serie animata più influente del momento. Vediamo di approfondire meglio la questione.

Nell’episodio sette della seconda stagione dello show Disney, intitolato The Society of the Blind Eye, vengono risucchiati da un portale interdimensionale tre oggetti: una tazza, una penna e un block notes.

portale gravity falls

Indovinate un po’ cosa spunta fuori da uno dei varchi dimensionali aperti dalla spara-porte di Rick nel nono episodio della prima stagione di Rick & Morty?

rick & morty gravity falls
Notate qualcosa?

In Rick & Morty ci sono inoltre molti piccoli easter egg che rimandano a Gravity Falls, quasi a voler sottintendere che le due serie coesistano nello stesso multiverso narrativo.

Anche nella realtà c’è un collegamento tra le due serie, ovvero la buona amicizia che scorre fra Alex Hirsch e Justin Roiland, co-creatore di Rick & Morty. Il legame tra i due autori risale alla collaborazione nella produzione di Fish Hooks – Vita da Pesci, show animato Disney andato in onda dal 2010 al 2014 su Disney Channel. Ma non finisce qui: lo stesso Roiland ha partecipato attivamente a Gravity Falls, sfoggiando le sue doti da doppiatore nel prestare la voce al viaggiatore del tempo Blendin Blandin.

Blendin Blandin
Blendin Blandin nell’episodio 1×09 “The Time Traveler’s pig

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2. Nella versione originale il cattivo della serie doveva essere doppiato da David Lynch

david Lynch Bill Cipher

Per la voce dell’antagonista principale della serie, il demone multidimensionale Bill Cipher, gli autori pensarono originariamente al regista David Lynch, autore di film cult come The Elephant Man e Velluto Blu, ma che fu attivo anche in ambito televisivo con la serie Twin Peaks, le cui atmosfere ricordano quelle di Gravity Falls. Dopo il rifiuto di Lynch, Alex Hirsch pensò di doppiare lui stesso il personaggio facendo, come dichiara in un tweet, “una brutta imitazione” del regista statunitense.

Ma Bill Cipher non è l’unico personaggio a cui il buon Hirsch si è divertito a dare la voce. Il creatore della serie è infatti l’interprete di numerosi altri suoi personaggi, come ad esempio il burbero prozio Stan e il suo ingenuo aiutante Soos.

Stan e Soos

Alla lista si aggiungono anche il vecchio McGucket, l’ottavo presidente e mezzo degli USA Quentin Trembley e l’orda di Gnomi del primo episodio (sì, anche il mitico Shmebulock). Tutto ciò testimonia il versatile talento vocale del californiano Hirsch nel doppiare personaggi con timbri, accenti e tonalità ogni volta diversi.

Voci Alex Hirsch
Partendo da sinistra: il vecchio McGucket, Quentin Trembley e gli Gnomi.

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3. “The McGucket Hoax” ovvero come ingannare il proprio pubblico

Qual è la cosa peggiore che possa mai capitare a un gruppo di creativi al lavoro su una serie mistery/fantasy? Ovviamente la rivelazione anticipata e non programmata del grande mistero attorno al quale ruota show, il motore che manda avanti le vicende dei vari personaggi. Nel nostro caso: chi è l’autore del Diario?

il Diario gravity falls

Nel corso della prima messa in onda, la serie stava avendo popolarità sempre crescente. Di conseguenza aumentavano i vari thread sui forum online che formulavano strampalate teorie sui misteri di Gravity Falls. Ebbene, una di queste supposizioni centrò il bersaglio. Gli autori cercarono subito un modo per arginare la questione. Riscrivere parti della storia? Fuori discussione. Meglio depistare il pubblico. Così Alex Hirsch commissionò a un membro dello staff uno sketch raffigurante un giovane McGucket… mentre scriveva il Diario!

il Bozzetto

Una volta realizzato un finto frame partendo dal bozzetto, Hirsch scattò una foto che pubblicò su 4Chan (famoso sito di imageboard) con un profilo falso. Dopo poche ore eliminò l’immagine.

il Finto Frame

Hirsch scrisse quindi un tweet nel quale si lamentava di un presunto leak riguardante la sua serie. Poco dopo eliminò il tutto. Internet esplose. Per tutti, McGucket era l’autore del Diario: un depistaggio in piena regola, che allontanò i sospetti dal vero autore). Missione compiuta.

La serie era salva.

Foto Alex Hirsch
Che gran burlone.

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4. Codici segreti ovunque!

Come già accennato, Gravity Falls è piena zeppa di misteri e segreti, a cominciare dalla sigla.

Nel finale della sigla di chiusura indatti, se si presta molta attenzione, è possibile sentire un flebilissimo sibilo. Ascoltando bene una prima volta si è in grado di udire la frase I’m still here, “Sono ancora qui”. Ma a cosa si riferisce esattamente? Non abbiamo una risposta precisa. Forse la frase può essere ricollegata all’onnipresente Bill Cipher, in quanto la sua sagoma appare per una frazione di secondo poco prima che la sigla finisca.

Bill Cipher gravity falls

Ma le cose si fanno veramente interessanti se ascoltiamo la frase al contrario. In questo caso possiamo sentire “three letters back”. Tre parole indietro.

Confusi? Vediamo di fare ordine.

Alla fine di ogni episodio ci sono degli strani codici cifrati, indecifrabili senza la giusta chiave. Il misterioso sibilo al contrario ha lo scopo di aiutare lo spettatore a decifrare i suddetti codici. Con la frase “tre lettere indietro” si vuole suggerire l’utilizzo del Cifrario di Cesare, un algoritmo crittografico. Per cifrare le frasi si utilizzava infatti uno spostamento di 3 posizioni lungo l’alfabeto.

cifrario di cesare
Schema del Cifrario di Cesare

Decifrando i crittogrammi, in genere lo spettatore viene a conoscenza di piccoli easter egg riguardanti la puntata oppure si scoprono messaggi spiritosi.

5. La Cipher Hunt

Il 21 luglio del 2016, per festeggiare il finale di serie, Alex Hirsch organizzò un alternate reality game, ovvero una caccia al tesoro che si svolge su due piani: online e nel mondo reale. L’obbiettivo? Trovare la statua di Bill Cipher che si intravede alla fine dei titoli di coda dell’ultima puntata. Fan da tutto il globo unirono le forze per decifrare i vari indizi lasciati dall’autore nei vari episodi di Gravity Falls, usando numerosi cifrari.

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tweet indizio
Immagine che Alex Hirsch pubblicò sul suo profilo twitter per dare inizio alla caccia.

La caccia portò gli appassionati in molteplici parti del mondo. Da San Pietroburgo a Tokyo per poi tornare negli States, e proprio… nell’Oregon. Ma c’era da aspettarselo, in fondo.
In sole due settimane i fan riuscirono a completare la caccia trovando la statua in plexiglass del demone multidimensionale.
Ad attenderli li aspettava anche un forziere, contenente numerosi “tesori”, fra i quali gemme e monete di plastica, denaro in valuta giapponese e russa, una copia del Diario #3 firmata da Hirsch in persona, con tanto di sketch esclusivo e una targa da Sindaco di Gravity Falls.

statua bill cipher hunt gravity falls
Il creatore della serie accanto alla statua in plexiglass di Bill, meta finale della “Cipher Hunt”

Siamo così arrivati alla fine della nostra carrellata. Speriamo abbiate trovato interessanti o quantomeno divertenti le curiosità qui riportate. In chiusura, non possiamo che consigliarvi di vedere (o rivedere, perché no?) Gravity Falls su Disney+. Perché nell’Oregon, laggiù, da qualche parte nei boschi, c’è una piccola cittadina piena di misteri che aspetta solo di essere trovata.

Matteo Chiricosta

Immagini ©  Disney, Alex Hirsch

Fonti: Wikipedia | Gravity Falls Bonus Features: One Crazy Summer, Saying Goodbye; Youtube NoSpoiler | Twitter



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