Chi sono gli altri rivali di Zio Paperone?

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Paperon de’ Paperoni, il papero fantastiliardario più famoso del mondo, ha faticato molto per ottenere la sua posizione, come si evince dagli innumerevoli racconti che coinvolgono il nipotame e dal suo quotidiano impegno nella giungla più selvaggia: quella degli affari! Grazie a costanza, perseveranza e duro lavoro, il tycoon di Paperopoli ha guadagnato fama e gloria eterna, oltre ovviamente alla prima posizione nella classifica dei riccastri. Non dimentichiamolo mai: Paperon de’ Paperoni è il papero più ricco del mondo!

Pur rimanendo impressionati da questo traguardo ineguagliabile, è opportuno ricordare: dove sono primi, vi sono secondi e terzi, e dove uno è primo, è stato secondo e terzo. In altre parole, nella sua scalata al successo, lo Zione non ha dovuto solo confrontarsi con i duri ostacoli sociali della sua povertà scozzese o con la difficile tundra dello Yukon. Paperone ha dovuto anche sconfiggere potenti rivali per raggiungere vette mai toccate da nessun altro.

olio barks
Always Another Rainbow (1974)

Ecco, siamo proprio interessati a quegli “altri rivali”: conosciamo tutti il secondo papero più ricco del mondo, Cuordipietra Famedoro, e siamo più che familiari con il rampollo di società John D. Rockerduck. Ma la domanda che qui ci poniamo è: e poi? Quali ricconi hanno mangiato la sua polvere, permettendo al papero di raggiungere la cima?

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Questa è dunque la nostra missione. Condurremo un esame attraverso la vita di Paperone per scoprire i rivali che hanno dovuto cedergli il passo. Ma prima, una precisazione sulle linee guida della ricerca: saranno soltanto menzionati miliardari che hanno trovato vita dalla penna di Carl Barks (con un’unica eccezione). Il Maestro dell’Oregon ha infatti saputo costruire un mondo organicamente assemblato, con tutti i suoi ingranaggi perfettamente funzionanti, tra cui figurano anche alcuni altri ricconi rivali di Paperone.

Maragià del Verdestan – il regale prodigo

Iniziamo la nostra indagine con il Maragià del Verdestan, comparso per la prima volta in Paperino e il Maragià del Verdestan. In originale “Marajah of Howduyustan”, traducibile come Marajah di Comestai\Comestan (da ‘How do you do?’, ovvero ‘come va’?), la traduzione italiana fa riferimento alla condizione economica del monarca alla fine della sua storia d’esordio. Infatti, dopo aver condotto una sfida all’ultimo diamante per costruire la statua più pomposa che ritragga il fondatore di Paperopoli Cornelius Coot, il Maragià si dichiara sconfitto quando, ridotto al verde, scopre che l’analoga spesa era risultata irrisoria per lo Zione.

Marajà sconfitto

Il Maragià del Verdestan è forse il “terzo avversario” più noto di Paperone, e per buone ragioni. In primo luogo, quando il personaggio di Paperone era ancora in fase di sviluppo (Zio Paperone e la disfida dei dollari, storia che contribuirà a definire il personaggio, uscì nello stesso mese), è stato il primo dei rivali a sfidarne la ricchezza, già oggetto di leggenda. Forse per questo il Maragià rimane iconico ed è ricordato ancora oggi, come testimoniano le numerose citazioni nelle storie successive.

Il personaggio conta una citazione in Zio Paperone e l’ultima avventura, storia in quattro puntate ricca di riferimenti al corpus barksiano. Inoltre, molti alias hanno seguito il Maragià in altre storie dell’autore. Di Barks, ad esempio, è Zio Paperone e la tigre stanca, in cui un erede spirituale del regnante, questa volta proveniente dal lontano Turlipindore, lo sfida a una gara di corsa tra animali offrendo come premio il suo peso in diamanti.

Marajà
Il Maragià di Turlipindore

La somiglianza nel design dei due personaggi, unita alla prodigalità di entrambi e dalla simile tenzone, fa pensare a un tentativo da parte di Barks di riproporre la figura del Maragià del Verdestan senza incontrare problemi di coerenza narrativa dettati dal finale della sua storia d’esordio. Un altro esempio è il Ragià di Okkioduole, che concorre con il fantastiliardario in Zio Paperone e la luna a 24 carati.

Analogamente, in Italia, l’idea di una pacchiana gara di ricchezza legata alla costruzione di enormi statue è ripresa da Michele Gazzarri e Romano Scarpa nella storia Zio Paperone e la battaglia monumentale, in cui le premesse sono simili, salvo che il Maragià viene sostituito dal più consolidato John D. Rockerduck.

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Don Rosa, infine, menziona il maragià nell’unidicesimo episodio della Saga di Paperon de’ Paperoni (Il cuore dell’impero), in cui è citato come l’ultimo ostacolo da superare nella classifica dei ricconi appesa nel Deposito. Lo Zione diventa il papero più ricco del mondo non sconfiggendo Cuordipietra o Rockerduck, ma riuscendo a battere in pecunia il Maragià del Verdestan, il quale, secondo la continuity di Don Rosa, sfiderà successivamente Paperone a provare la sua ricchezza con la gara di statue della sua storia d’esordio.

Cornelius Coot
È da ricordare il posto d’onore del monarca nella mitologia barksiana per il ruolo che ha ricoperto nell’adornare Paperopoli della statua di Cornelius Coot, uno dei simboli architettonici più distintivi della Città dei Paperi. Paperino e il Maragià del Verdestan vanta infatti la prima menzione del leggendario fondatore di Paperopoli, tradotto per la prima volta in Italia come Cornelio Ermogene.

Il monarca ricopre un ruolo importante nell’analisi dei rivali di Paperone poiché all’inizio di tale storia non risulta subito chiaro il vero ammontare delle sue ricchezze. Il lettore è tenuto sulle spine, spinto a dubitare dello status di Paperone. E quando lo Zione dimostra, al termine della storia, di essere vertiginosamente più ricco del Maragià, il lettore può comprendere l’immensità del suo patrimonio, aggiungendo questo elemento alla leggenda di Paperon de’ Paperoni. Non è solo ricco, è spaventosamente ricco!

Si spiega così la scelta di Don Rosa nella Saga: il Maragià è l’avversario più formidabile nella lista di ricconi da superare non per abilità o astuzia, ma per l’ostentata enormità della sua dovizia. Un’apparenza che, come Paperone dimostra facilmente, spesso inganna.

Duca Sballoni – un nobile con illustri eredi

Va bene il primo, ma chi è il secondo? Anche fossero superate le minacce allo status quo che tutti questi rivali rappresentano, arriviamo a considerare un altro interessante quesito: chi viene dopo Paperone? Oggi la risposta è nota: l’arido Cuordipietra Famedoro, che, come dimostrato in Zio Paperone e il torneo monetario, possiede le stesse ricchezze dello Zione, meno un centimetro di spago (in inglese il titolo è ancora più diretto: The Second-richest Duck).

spago

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Ma sia prima che dopo la creazione di questo personaggio, Carl Barks non ha mai lasciato totale certezza sull’argomento, continuando a creare aspiranti individui più ricchi del mondo che si adattavano alle vicende narrate. Ciò è probabilmente dovuto alla natura delle storie brevi in cui compaiono questi “altri” miliardari, che nascono come pretesto per inscenare gli eventi folli di una vicenda comica e autoconclusiva.

Una di queste “meteore” che ha lasciato comunque un impatto significativo è senza dubbio il Duca Sballoni. Si tratta di un “terzo rivale” comparso solo in una storia breve, una ten-pager umoristica. Per quanto questo curriculum possa sembrare misero, ricordiamoci che lo stesso Rockerduck vanta un carriera di pari misura sotto la penna di Carl Barks, con una sola comparsa nella memorabile Zio Paperone e la superbenzina, anch’essa una divertente storia breve.

La vicenda di Paperino e il cenone di Natale vede il povero Paperino, costretto dalle ristrettezze economiche a rinunciare al tacchino di Natale, mascherarsi per sembrare un magnate del petrolio. Obiettivo: scroccare un pranzo a Paperone, adescandolo con vaghe promesse di un ricco affare. Come potrete immaginare, essendoci di mezzo l’incrollabile animo… parsimonioso dello zio, il nipote scherza con il fuoco! Lo Zione si fa sempre più sospettoso, sino a quando non scopre i baffi posticci dell’improbabile plutocrate. Anziché riconoscere il nipote lo confonde con un sosia, il facoltoso Duca Sballoni, il secondo papero più ricco del mondo!

il vero Duca
L’unica vignetta della storia in cui compare fisicamente il duca

Ebbene sì: è ufficiale. In questa breve storia, che può sembrare di lieve importanza nell’ambito dell’opera omnia di Barks, l’autore fa una grande rivelazione: designa ufficialmente un numero due! Ora i lettori potranno dormire tranquilli!

… o no? Ahinoi, che il ruolo del personaggio sia strettamente legato alla storia in cui è comparso, risulta evidente sin dalla sua prima menzione! Il nobile rampollo non compare in altre storie e la sua somiglianza con Paperino è concepita non per approfondire il personaggio (che, a dire il vero, non spiccica una parola), ma per alimentare la confusione di Paperone e favorire l’esilarante finale. Ma l’importanza di questo “terzo rivale” non risiede tanto nella sua azione diretta, quanto nella sua “eredità“.

In primo luogo, occorre contestualizzare la storia nel tempo: Paperino e il cenone di Natale viene pubblicata per la prima volta su Walt Disney’s Comics and Stories numero 148 del Gennaio 1953, ben tre anni prima della prima comparsa di Cuordipietra Famedoro (nel 1956) o dell’illustre collega John D. Rockerduck (che approderà nell’universo Disney nel 1961). Dei rivali di Paperone trattati in questa lista, l’unico con cui il Duca si contendeva il secondo posto era il Maragià del Verdestan, che aveva fatto la sua prima apparizione nell’anno precedente.

Chi sia davvero il secondo tra i due rivali si può facilmente chiarire. Dalla sua parte, infatti, il Duca gode di una dichiarazione diretta del suo status, per ammissione dello stesso Paperone. Bisogna poi osservare quanto i due personaggi siano riusciti a tenere fede alla loro fama. Il Maragià è ritenuto da tutti, nipoti di Zio Paperone compresi, l’uomo più ricco del mondo. Ma i fatti smentiscono rapidamente questo altisonante titolo, mostrando che tra i due patrimoni esiste una differenza abissale, e che la totalità delle sostanze del Maragià equivale al gruzzolo che lo Zione riserva per le piccole spese. Da ciò possiamo dedurre che, prima di molti altri, il Duca Sballoni era il “secondo” de facto.

rivali Paperone

La seconda ragione che garantisce al nobile un posto d’onore nell’Olimpo dei “terzi rivali” è senza dubbio il riferimento al personaggio contenuto nel reboot della serie televisiva DuckTales. Il terzo episodio della seconda stagione, La Ballata di Duke Salame, è dedicato alla riscoperta da parte di Cuordipietra Famedoro delle proprie origini. Dopo essere caduto in stato di amnesia, il miliardario crede di essere un semplice pescatore e assume il nuovo nome di Duke Salame. Alla fine della puntata si comprenderà che non si tratta di uno pseudonimo casuale, ma della vera identità del magnate, prima che adottasse il nome Cuordipietra Famedoro per iniziare una nuova vita come uno dei rivali di Paperone.

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Ma non è Duke Salame a interessare la nostra ricerca, bensì la sua versione americana, Duke Baloney. Nell’originale versione del reboot, questo è l’appellativo che Cuordipietra adotta nell’episodio. Il nome riprende quello di un altro riccone con un aspetto altrettanto peculiare. Si tratta del Nostro, il Duca Sballoni, ovvero, in inglese, the Duke of Baloni. Insomma, il Duca Sballoni conferma il suo posto d’onore in questa lista anche grazie a questo geniale easter egg.

Erbalto Lunghecorna- il cowboy fanfarone

Il fascino del Vecchio West non ha mai abbandonato Carl Barks: numerose sono le avventure in cui i paperi rivivono il Mito della Frontiera. Basti pensare a quando Paperino si è improvvisato mandriano in Paperino sceriffo di Val Mitraglia, o quando ha intrapreso insieme ai nipoti un viaggio nella California del diciannovesimo secolo in Paperino e il tempo che fu. Non può dunque mancare Erbalto Lunghecorna, tra i “terzi rivali” dello Zione, un tronfio mandriano del Texas, che vanta la sua superiorità su chiunque altro. In Zio Paperone e il favoloso magnate, lo Zione si reca al ranch di Erbalto per constatare di persona la vastità delle sue sostanze.

rivali Paperone

Ma, come sempre, non è tutto oro ciò che luccica. Quando il mandriano mostra i suoi “cavalli di battaglia” (selle d’oro massiccio, stivali con tacco di diamanti, speroni di smeraldo… GULP!), aspettandosi di “sgonfiare” le ambizioni dello Zione, Paperone si rivela: è un creditore! Solo grazie a un suo prestito Erbalto ha potuto affermare il suo impero, e la storia si conclude con il mandriano che, terrorizzato, firma il pagamento della prima rata.

In questa storia, l’autore dedica quasi quattro tavole alla presentazione del ranch da parte di Erbalto. Il mandriano mostra nei modi più inusitati la grandiosità del suo impero: il ranch è disseminato di ortaggi mastodontici, le trivelle scavano così a fondo da raggiungere Bombay, e le macchine raccoglitrici di cotone riescono a recuperare anche i cicloni! Ma Paperone non diventa verde d’invidia: per tutta la storia mantiene la suspense, in attesa del reveal finale.

Si tratta di una delle sequenze più memorabili nate dalla penna di Carl Barks: il lettore è travolto da un treno di inimmaginabili meraviglie, con dettagli e particolari che riescono a vendere sempre meglio la grandezza dell’Impero Lunghecorna. Il colpo di scena alla fine della storia non è altro che una legittimazione del primato paperoniano: dopo quattro tavole di immensità, nemmeno Paperino se lo aspetta, ed esce dalla porta destinata agli “sgonfiati”.

rivali Paperone

Erbalto Lunghecorna si distingue dal Maragià del Verdestan grazie alla sua originale professione: non un ricco regnante che ha probabilmente ereditato i suoi averi, ma un lavoratore, che si è guadagnato la sua posizione con fatica. Al contrario di Zio Paperone, che si è cimentato in molteplici campi e deve la sua fortuna anche alla versatilità, Erbalto ha raggiunto la sua vertiginosa ricchezza solo con l’allevamento, la coltivazione di cotone e l’estrazione del petrolio.

In questo senso, tutta la lunga e assurda sezione in cui il mandriano mostra una grandezza insuperabile si spiega con il basso numero di campi in cui il Re del Bestiame ha esercitato i suoi muscoli imprenditoriali. La potenza dell’impero di Paperone risiede anche nella sua varietà, e non c’è ranch che sia insuperabile per una piovra degli affari come lo Zione, per quanto possa sembrare il contrario.

rivali Paperone
Paperone ammira il suo impero

Insieme al Maragià di Okkioduole (analogo di quello del Verdestan, indicato difatti come tale su INDUCKS), e ai Bassotti, Erbalto Lunghecorna è uno dei miliardari in gara nella corsa spaziale per una luna in oro massiccio di Zio Paperone e la luna a 24 carati. La ricomparsa in un’altra storia cementa il suo status di “terzo rivale” e serve a dare ulteriore prova del suo potere economico. Questo stravagante uomo del West merita una lode per aver contribuito a solidificare il mito di Paperone, per averci regalato ben due storie che ispirano folli sogni di ricchezza e per aver arricchito il cast di rivali sconfitti da Paperone.

Muchkale – proprietario terriero ma non terrestre

Sempre in Zio Paperone e la luna a 24 carati abbiamo l’opportunità di incontrare un “terzo rivale” formidabile. Pensate, non abita neppure sulla Terra! Quando, al termine della storia, Paperone e nipoti scoprono che la luna d’oro massiccio appartiene a Muchkale, un alieno che un tempo vantava il notevole primato di essere… il più ricco di Venere, l’immaginazione del lettore ha buon diritto di prendere il volo.

Lo spazio sconfinato è tuttora un mistero da scoprire per l’uomo. A dire il vero, ci sono molte storie in cui Paperone si reca nello spazio per cercare di ampliare il suo mucchio d’oro. Zio Paperone ai confini dell’universo, di Fabio Michelini e Luciano Gatto, parte da una premessa analoga. Insomma, il fiuto di Paperone non può che affinarsi nell’esplorazione delle misteriose meraviglie dell’universo. Dove non si può contare neppure sulla certezza delle leggi del tempo, chissà quali incredibili ricchezze possono nascondersi.

Paperone Universo
Il satellite dorato di Zio Paperone ai confini dell’universo

Muchkale, il cui nome proviene dallo slang americano “much kale”, ovvero “molta grana”, è il fortunato abitante del satellite aureo oggetto della ricerca nella storia. Quando, distratti gli avversari, i paperi approdano sulla luna, Paperone crede di essere finalmente riuscito a garantirsi il possesso dell’incredibile tesoro. Ma, mentre è nell’atto di contemplare la purezza del biondo metallo, il fantastiliardario è interrotto da Muchkale, che gli comunica di essere il vero proprietario del satellite.

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Questo peculiare extraterrestre ha acquistato la luna presso l’Ufficio Minerario Concessioni Spaziali di Venere e l’ha raggiunta per prenderne possesso. Ma l’astronave che aveva inviato su Venere a recuperare un oggetto dimenticato non è più tornata, e così è rimasto bloccato.

rivali Paperone

Notevole è senza dubbio l’analogia con Paperone. Come lo Zione, anche Muchkale è il più ricco del suo pianeta, e anche lui cerca in tutti i modi di aumentare il suo gruzzolo. Nell’unico suo affare di cui veniamo a conoscenza, ha guadagnato un’enorme fortuna da due business molto familiari a Paperone: l’avventura e le concessioni minerarie. Insomma, le carte sono in tavola per dichiarare Muchkale il Paperon de’ Paperoni di Venere… o forse addirittura dell’universo?

Nella storia non abbiamo l’opportunità di ammirare gli averi di Muchkale, ma possiamo provare a immaginare quali siano le ricchezze di un individuo capace di comprare un satellite interamente costituito d’oro massiccio! Il curioso alieno detentore di questa sbalorditiva proprietà non sembra infatti essere particolarmente addolorato di doverla cedere.

affare

Naufrago per anni e lontano dal suo pianeta natale, l’extraterrestre si dimostra favorevole a barattarla con una manciata di terra, al fine di poterla usare per ritornare su Venere. Forse possiamo attribuire questa leggerezza ad una fortuna che persino Paperone può invidiare?

Certo, bisogna ricordare che Muchkale è spinto dalla necessità e dalla nostalgia non solo della sua patria, ma anche del suo piatto preferito (il cavolo fetido… de gustibus…). Zio Paperone al suo posto non accetterebbe mai un simile scambio! Possiamo immaginare che, oltre al bisogno, anche le innumerevoli proprietà dell’alieno l’abbiano spinto a cedere così facilmente quella che per lui, forse, non è che una goccia nel mare.

finale

Porcello de’ Lardis – suino in cerca di status

Nonostante il ruolo ricoperto nella sua creazione, Barks non menziona spesso del Club dei Miliardari, ambientando gli incontri tra i nababbi di Paperopoli in hotel e sale ricevimenti di lusso create all’occasione. Spesso l’autore tratta i miliardari come un’unità organica, non distinguendo le singole personalità, né attribuendogli un nome. Lascia piuttosto al visual design il grosso del lavoro, nell’ambito di quella che spesso si rivela essere una satira sociale sulle idiosincrasie della jet society.

Club dei miliardari
I miliardari nella storia d’esordio del Club, in Paperino campione di cha cha cha (disegnata da Barks, su testi di Bob Gregory)

L’esempio più noto è sicuramente Zio Paperone snob di società. Pubblicata nel 1963, quando il personaggio di Paperone e molti dei suoi rivali erano già stati sviluppati ampiamente da Barks, questa storia vede il Nostro impegnato in un lungo e pericoloso viaggio per ricomprare il rubino striato, pietra preziosa da lui stesso venduta anni prima al sovrano di una piccola isola tropicale. Lo Zione deve concludere l’acquisto prima del bieco Porcello de’ Lardis, poiché necessita assolutamente di uno status symbol, indispensabile per essere ben accetto nell’alta società paperopolese.

Questo tema pervade l’avventura: Paperone è un lupo solitario, e si dimostra inizialmente esterrefatto dell’importanza ricoperta dagli status symbols. Quando Porcello lo critica (per la semplicità del suo abbigliamento e delle sue abitudini), domandandogli per quale motivo sia stato ammesso al ricevimento con cui la vicenda si apre, lo Zione è lapidario: l’hotel è suo, ed è venuto a controllare che tutto fosse in ordine. Questa emblematica risposta rende chiara la distinzione tra il mondo di Paperone e quello di molti dei suoi colleghi.

Procello de' Lardis

Proprietario di una ricchezza frutto del duro lavoro e protagonista di una scalata sociale verticale che ha prodotto risultati tangibili e misurabili, il fantastiliardario si vede costretto ad assecondare le richieste di una realtà che non è la sua. La storia vede agire due contrapposte concezioni della ricchezza: quella basata sull’apparenza e sulla mondanità e quella pratica e concreta dei self-made men (o ducks) come Paperone. E, ovviamente, alla fine vincono proprio loro.

Il personaggio che più incarna la ricerca ossessiva dello status e dell’immagine è l’antagonista della storia, Porcello de’ Lardis. Si tratta di un cinghiale poco raccomandabile, che non esita a impiegare metodi loschi per raggiungere i suoi fini, assoldando i Bassotti per precedere Paperone nella corsa per il rubino. Ma, nonostante si possa presumere che possieda un discreto gruzzolo, il suo potere di spesa non viene mai dimostrato dalle sue azioni. Se tutti i “terzi rivali” di Paperone che abbiamo incontrato rendono manifesta la loro ricchezza con azioni o possedimenti clamorosi, Porcello si limita a presentarsi al ricevimento abbigliato elegantemente.

Bassotti paga

Dopo aver richiesto l’aiuto dei Bassotti, Porcello non li paga immediatamente, né fa alcun accenno a una profumata ricompensa finale, come ci si aspetterebbe da un facoltoso lestofante. A differenza di tutti gli altri rivali di Paperone, quella di Porcello è forse solo una ricchezza “d’immagine”. Invitato ai ricevimenti, sempre elegante e ben vestito, ma disonesto e spregiudicato, rappresenta l’emblema dell’ipocrisia che Paperone, invece, rifugge.

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Di fronte a tutti questi costrutti, lo Zione dimostra quasi sempre una candida innocenza, come se fino alla fine non li comprendesse. Anche per raggiungere il traguardo dello status, Paperone agisce come ha sempre fatto, avventurandosi nell’ignoto e guadagnandosi il suo risultato come il più duro e il più furbo.

rivali Paperone

Bonus: William Randolph Hearst

Fino a questo punto abbiamo potuto accertare un postulato indiscutibile: se anche non fosse il primo, lo Zione rimane comunque un concorrente formidabile! Ma l’ultimo dei “terzi rivali” di Paperone che discuteremo in questa sezione ha una portata notevole che gli garantisce una menzione bonus senza dubbio. Si tratta infatti di un personaggio realmente esistito, frutto del tentativo di Don Rosa di inquadrare con precisione la vita di Paperone in un contesto storico ben definito.

All’interno della Saga di Paperon de’ Paperoni, nel già menzionato episodio Cuore dell’Impero, un indurito Paperone osserva la classifica dei più ricchi del mondo per capire quando riuscirà a raggiungere l’agognata prima posizione. In occasione di una di queste letture, lo Zione menziona uno dei suoi ostacoli nell’ambiziosa scalata: il Sultano Ohmammamia. Sembrerebbe un altro esempio della già vista reiterazione dei vari Maragià, con la creazione di un monarca ad hoc per occupare un posto nella lista. Ma la Saga non smette mai di nascondere sorprese!

classifica

Nella versione americana, infatti, il Sultano è sostituito da William Randolph Hearst.
Ma di chi si tratta? È un personaggio storico vissuto tra ‘800 e ‘900. In primo luogo, è stato un editore protagonista della nascita del cosiddetto yellow journalism, caratterizzato dal focus sulla sensazionalità delle notizie per trascinare le vendite. Grazie a una scaltra gestione delle risorse, riuscì a costruire un enorme impero mediatico.

Forte dell’influenza del suo apparato giornalistico, Hearst riuscì a rendersi protagonista di momenti chiave della vita americana, affermando con decisione il ruolo fondamentale della stampa nelle questioni politiche. Il lavoro di Hearst e di Joseph Pulitzer (sì, quel Pulitzer!) è infatti oggi citato in relazione alla Guerra Ispano-Americana, un conflitto sorto durante la presidenza del repubblicano William McKinley, riguardo l’isola caraibica di Cuba.

William Randolph Hearst
William Randolph Hearst (1863-1951)

A fomentare l’opinione pubblica americana in favore della guerra contribuì infatti anche il giornale di Hearst, che pubblicò una lettera dell’ambasciatore spagnolo presso gli Stati Uniti indirizzata al Ministro degli Esteri spagnolo, in cui si denigrava il presidente. Dei rivoluzionari cubani indipendentisti spedirono la lettera alla stampa di Hearst che la rese pubblica, esacerbando la tensione tra i due paesi. Hearst vanta anche una breve carriera politica, dapprima presso la camera dei rappresentanti e successivamente tentando di essere eletto presidente.

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Questo excursus storico potrebbe sembrare superfluo, ma è invece necessario per due ragioni. In primo luogo, perché la vicenda politica di Hearst si incrocia con quella di Theodore Roosevelt, che a sua volta fu grande amico di Paperon De’ Paperoni, come attestano alcuni episodi della Saga. Ciò dimostra come le vicende narrate nella Saga siano tra loro coese e coerenti, formando un corpus organico.

Theodore Roosevelt
Lo scontro tra il presidente Roosevelt e Paperone ne L’invasore di forte Paperopoli

La seconda ragione per cui ha merito esplorare la vita di questo personaggio è molto più concreta: è stato un vero e proprio nababbo! Lo stesso Roosevelt potrebbe occupare questa sezione, contando lui stesso un notevole patrimonio (intorno ai 26 milioni) frutto della sua ascendenza aristocratica. Ma la ricchezza di Hearst è ben più nota e favolosa. Hearst riuscì a finanziare la sua attività editoriale grazie anche a sua madre, che gli elargì cospicue somme di denaro prelevandole direttamente dal patrimonio di famiglia. Oltre a ciò, Hearst aveva ottenuto dal padre la guida del San Francisco Examiner, la base della sua ascesa nel mondo dell’informazione.

Non possiamo dunque certo parlare di un self-made man, nonostante la sua innegabile abilità nel campo del giornalismo. In ogni caso, grazie alla sua catena di giornali, alla sua morte il patrimonio netto si configurava (tenendo conto dell’inflazione) intorno ai 30 miliardi di dollari, e questo dopo le perdite dovute alla crisi del 1929! Se vi interessa un confronto con il patrimonio di Paperone, abbiamo affrontato la questione qui.

Ma è davvero il primo?

Cosa possiamo desumere da questa analisi? In primo luogo, i rivali di Paperone sono numerosi e vari, e non si limitano all’onnipresente Rockerduck. Non meno importante è la nuova prospettiva che questa analisi ci dà sul patrimonio di Paperone: il suo primato non è solo rafforzato dal confronto con i numerosi rivali ma è spesso messo in discussione, lasciando il lettore con il tarlo del dubbio. Sarà davvero lui il più ricco?

Lorenzo Oliva

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Immagini © Disney – Panini Comics

Fonti:
Wikipedia
Disney Comic Guide
Lo spazio bianco
Our Documents.gov
Celebrity Net Works

Immagine in evidenza da: Lo spazio bianco

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