Disney torna al 2D: 4 nuovi corti in animazione tradizionale

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Il mondo è cambiato.

Lo sento nell’acqua, lo sento nella terra…

No scusate, piccola divagazione.

Però sì, il mondo è cambiato: anche quello dei cartoni animati. La computer grafica 3D domina ormai da anni il mondo dell’animazione, lasciando in molti di noi un po’ di amaro in bocca. Certo, la tecnologia ha fatto passi da gigante, i cartoni sono diventati sempre più realistici (per fortuna, o purtroppo?), adulti e bambini sono ormai abituati a prodotti ben diversi: lo stile bidimensionale sembra esser diventato solo un ricordo.

Ma…

Alcuni personaggi dei cartoni in 2D, accanto ai loro “equivalenti” in 3D. Si tratta di miglioramenti o di peggioramenti?

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Ma, dicevamo, non tutto è perduto. Nel nostro articolo (linkato qui sopra) sul possibile ritorno dell’animazione in 2D, avevamo parlato dei progetti recenti volti a salvare lo stile bidimensionale: avevamo nominato, tra gli altri, il reboot di DuckTales, il natalizio e pluripremiato Klaus, i cartoni dello Studio Ghibli e I corti di Topolino di Paul Rudish (proprio questi ultimi sono tornati su Disney+ con un pacchetto di episodi per la stagione estiva 2021).

Disney animazione tradizionale
Il reboot di DuckTales: sebbene sia stato creato con tecniche computerizzate (così come I corti di Topolino di Rudish), ha comunque mantenuto lo stile in due dimensioni.

Ma non è tutto, poiché questa estate 2021 ci ha riservato ulteriori buone notizie: sono, infatti, ben 4 i corti dei Walt Disney Animation Studios a risfoderare l’animazione tradizionale. In questo caso non si tratta solo di stile bidimensionale: tutti e 4 i corti sono stati realizzati con tecniche tradizionali e disegni a mano. Vediamoli insieme!

Il primo è Dinosaur Barbarian, che fa parte della stagione 2 di Short Circuit, rilasciato su Disney+ il 4 agosto. Il regista Kim Hazel decide così di tornare alle radici, facendo rivivere l’animazione disegnata a mano e replicando l’aspetto della celluloide inchiostrata e dipinta. Questo corto richiama un po’ gli anni ’80, con parvenze che ci ricordano quelle dei Flinstones.

L’animazione è stata supervisionata da Mark Henn, una vera e propria Leggenda che ha contribuito all’arte dell’animazione lavorando su diversi personaggi Disney molto importanti, quali Ariel, Belle, Jasmine e Simba. Assieme a lui, altri veterani dell’animazione a mano hanno trasferito le loro conoscenze ai giovani animatori formati nell’era della computer grafica. Attraverso un’introduzione a ritmo di musica rock, veniamo a conoscenza del protagonista della serie: si tratta di un uomo delle caverne che desidera il cuore di una bella principessa, e cavalca sul suo destriero… un dinosauro. Insomma, questo corto ci fornisce validissimi motivi per guardarlo!

Disney animazione tradizionale
Dinosaur Barbarian

Gli altri 3 corti – rilasciati anch’essi ad agosto – fanno parte della serie How to stay at home, in cui il nostro esilarante amico Pippo torna nelle vesti di protagonista principale. Questi nuovi corti seguono la scia della serie “How to” iniziata negli anni ’40, in cui Pippo era alle prese con le più strampalate attività. Il contesto è odierno e ci tocca molto da vicino: il goffo protagonista è infatti immerso nell’era dei lockdown, e tutte le situazioni in cui abbiamo dovuto imparare a gestire diversamente il nostro tempo vengono riviste in chiave parodistica. How to stay at home include i corti How to Wear a Mask, Learning to Cook e Binge Watching

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Disney animazione tradizionale

I tre argomenti scelti per raccontare l’ultimo anno e mezzo in chiave comica sono quindi come indossare la mascherina, come fare il binge watching (l’azione di vedere consecutivamente le puntate di una serie tv) e come cucinare. La particolarità degli episodi è che sono stati a loro volta realizzati dagli artisti in smart working (altro termine ormai entrato nel lessico quotidiano), ossia ognuno da casa propria, senza incontrarsi fisicamente.

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La direzione è affidata a Eric Goldberg – animatore, tra gli altri, del Genio in Aladdin, nonché regista di Pocahontas), mentre ancora una volta troviamo Mark Henn alla supervisione dell’animazione, insieme a Randy Haycock, animatore, tra le altre cose, di Hercules e de Il Re Leone. Lo stesso Goldberg fornisce dei curiosi dettagli sul lavoro svolto, basato in primis sul voler rivisitare la tecnica dell’animazione tradizionale in chiave moderna.

Non volevamo che sembrasse uscito direttamente dal 1940. Lureline ha realizzato degli sfondi più grafici e abbiamo dato a Pippo un bordo più spesso per modernizzarlo un po’, per mostrare che abbiamo realizzato questo cartone oggi, anche se presta molta attenzione alle tradizioni dei cartoni di una volta.

Anche l’audio contiene delle “perle del passato”, come spiega Goldberg:

Abbiamo avuto accesso all’intero archivio di effetti sonori di Jimmy MacDonald [storico responsabile del sonoro per la Disney e seconda voce ufficiale di Topolino in inglese, n.d.r], e ne abbiamo usati diversi nei tre film.

I Walt Disney Animation Studios ci regalano quindi queste 4 produzioni con tecniche di animazione tradizionale, seppur al passo con i tempi. Un connubio che non ci dispiace, e che sancisce ancor di più un ritorno – sebbene non definitivo né esclusivo – dell’animazione “vecchio stile”: un bagliore di luce per chi rimpiange con nostalgia i “bei tempi”, fatti di quelle magiche tradizioni disneyane che ben conosciamo. Chissà, forse questi corti potrebbero essere un preludio per il lungometraggio in 2D che ormai manca dal 2009? Restiamo in speranzosa attesa, e intanto godiamoci il momento!

Alessia Loddo

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Immagini © Disney

Fonti:

Pippo: Divertirsi in sicurezza, disegniamo Pippo con Eric Goldberg. Tomshw

Disney Short Circuit Review: “Dinosaur Barbarian”. Laughing place

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