Le dieci cose peggiori fatte da Paperino nei cartoni animati

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Quanto bene conoscete Paperino? Pensate che sia solamente un innocuo papero squattrinato? Assolutamente no! Paperino è un concentrato esplosivo di gocce di rabbia liquida, di fumi venefici di gratuita cattiveria, di frammenti essiccati di masochismo. Detto in breve: è un artista del male! Se pensavate che il limite al peggio fosse già stato raggiunto dai temutissimi villain, è chiaro che vi siete lasciati ingannare. Spesso, infatti, sono i buoni quelli da cui guardarsi. I cattivi, in fondo, si sa già che sono cattivi. Ma i buoni… be’, vedrete. Per dimostrarvelo, abbiamo raccolto per voi le dieci peggiori cose fatte da Paperino, e fidatevi, non crederete ai vostri occhi!

10) Il bello di far crollare un pupazzo di neve… con uno slittino

Cominciamo questa classifica con un corto ad alto tasso di cattiveria, ma a basso output catastrofico. Stiamo parlando di Paperino e le palle di neve (Donald’s Snow Fight; 1942), corto animato tratto dalla serie Donald Duck, dedicata al Papero più famoso del mondo.

Il corto prende in esame una “comunissima” giornata zio-nipoti in mezzo alla neve, mostrandoci livelli di disagio affettivo notevoli. Vediamo infatti Paperino cercare in tutti i modi di stanare i nipotini da un castello di ghiaccio, con metodi… poco ortodossi! Ma chi siamo noi per giudicare? In fin dei conti, l’amore si manifesta in forme inaspettate. Anche in vere e proprie battaglie di neve, con sottomarini di ghiaccio, con fortezze di ghiaccio, e con missili ovviamente di ghiaccio.

Paperino e la battaglia navale.

Diseducativo? Se lo state pensando allora è evidente che non avete idea di cosa è capace il nostro caro pennuto marinaio. Per questo vi invitiamo a continuare con la lettura! Questa è ancora una safe-zone, un luogo amico. Qui stiamo ancora chiacchierando. Ma il peggio è imminente, non vi preoccupate.

Torniamo alla nostra decima posizione, perché ci stavamo quasi per dimenticare della cosa più importante: la scena incriminata! Nel corto, infatti, c’è una scena in particolare che ci mostra la cattiveria nascosta di Paperino, quella pura e senza corrispettivo. Ancora prima di darsi da fare con una battaglia di neve all’ultimo sangue, infatti, Paperino si lascia sedurre da un pensiero maligno… e adagio, adagio… si sente malvagio.

Paperino su slittino.

Niente di deflagrante, capiamoci. Un piccolo gesto innocuo, che però è chiaro sintomo del male che alberga nel cervello da papero del nostro amatissimo pennuto. Tuttavia, la scena comincia stranamente bene. Lo vediamo infatti tutto spensierato mentre si dirige sul cocuzzolo della montagna con pelliccia, guanti, paraorecchie e slittino!

Paperino sulla neve.

Una volta raggiunta la vetta, però, l’apparente dolcezza del nostro protagonista beccuto lascia spazio ad altro. Infatti, adocchiati i tre nipotini completare il loro bellissimo pupazzo di neve, Paperino sale sullo slittino e prende la carica. Un lampo. Un fulmine. Un proiettile letale. Paperino si lancia con un solo obiettivo: disintegrare l’opera di neve dei piccoli Qui, Quo e Qua. Ce l’avrà fatta?

Paperino in discesa.
Paperino immortalato mentre infrange la barriera del suono col suo slittino.

Certo che sì, l’impatto è eseguito a regola d’arte e il pupazzo di neve è smembrato in tre parti. Un vero gesto malvagio, confermato dalla risata di gusto che Paperino ci regala l’istante successivo. Che dire, una decima posizione meritata! Ma ora è tempo di addentrarci nella selva oscura, nel lato buio della luna, nel ginepraio del male. Preparatevi.

9) Non date mai più una pistola a quel papero, per carità!

Avete letto bene. PISTOLA. Questa nona posizione promette bene… cioè male… cioè bene! Ma facciamo ordine. Innanzitutto dove ci troviamo? Siamo in Topolino il mago (Magician Mickey; 1937), corto tratto dalla serie dedicata al Topo, nel quale però scopriamo un cast d’eccezione.

Insieme a Topolino, infatti, lo show di magia viene portato avanti da un irreprensibile Pippo. È a lui che spetta l’arduo compito di gestire il dietro le quinte, con corde varie, sipario e luci. In una loggetta privata, poi, ecco il nostro caro Paperino. Tough crowd… è proprio il caso di dirlo! Infatti Paperino non rende per nulla facile il lavoro di Topolino, intento a mettere in scena uno spettacolo di magia di livello.

Mago Topolino.

Ogni occasione è buona per rompere le scatole. Tra sberleffi, urla, invasioni di palco e tentativi di rissa, Paperino si ritrova in men che non si dica davanti a un bivio. Prendere o non prendere la pistola dalla cintura di Mago Topolino? Allungare o non allungare la mano per appropriarsi di cosa altrui senza il consenso del propriet- che discorsi. Serve dirlo? In un nanosecondo Paperino si ritrova con le mani… in pasta!

Topolino con pistola.
Paperino con pistola.

Ma passiamo al vero dilemma: sparare o non sparare? Fermarsi alla minaccia di un colpo mortale o oltrepassare il punto di non ritorno? Insomma, va detto, si tratta di una reazione del tutto ingiustificata! È vero, Topolino si è preso gioco di Paperino. Ma faceva parte dello show. Giocare col pubblico è uno dei must di un buon spettacolo di magia! Di certo nulla di quello che è successo su quel palco è idoneo a giustificare un attacco a mano armata. Nemmeno l’aver trasformato Paperino – più volte – in altri animali agguerriti (un canguro, prima, e poi un tricheco e una scimmia).

Paperino-canguro.
Paperino in versione canguro.
Paperino-tricheco.
Paperino in versione tricheco.
Paperino-scimmia.
Paperino in versione scimmia.

Ma, tornando a noi, il punto è un altro. È partito o no questo proiettile? Assolutamente sì. Paperino non ci vede più. Senza rendersene conto, si ritrova con in mano una pistola e può finalmente mettere fine alla tortura psicologica di cui era vittima. Così lo fa. Prende la mira e spara dritto in faccia al povero Topolino. È pur sempre il nono posto. E forse non serve nemmeno dirlo, ma il proiettile genera un bellissimo spettacolo di fuochi d’artificio, sparando in aria Topolino… senza ucciderlo!

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L’omicidio è schivato, per fortuna. Ma siamo ancora ad inizio classifica. State con noi, perché il male ha solo iniziato a manifestarsi!

8) Soldi dei nipotini, soldi dello zio… giusto?

Eccoci all’ottava posizione. Cosa potrebbe aver fatto il nostro caro papero di peggio… dopo aver tentato l’omicidio doloso? Be’, state a vedere. Ci troviamo nel corto Il reato di Paperino (Donald’s Crime; 1945), e il titolo già la dice lunga. Non si tratta di un reato dei più gravi. Nessuno muore, grazie al cielo. Però la malvagità è alta, molto alta.

È una serata importante per Paperino. Paperina, l’amore della sua vita, lo sta aspettando per andare a ballare. Ma c’è un problema. La sala da ballo costa! E Paperino è un povero papero squattrinato. Il portamonete è vuoto. Come fare?

Paperino squattrinato.

Forse una soluzione c’è. Ed è proprio sotto il becco di Paperino. Ma sì, certo! Il salvadanaio dei nipotini! La serata è salva. Basta solo non farsi beccare da Qui, Quo e Qua. Se dovessero accorgersene, significherebbe fallire come zio, come figura paterna di riferimento, come papero. Ma poi, perché mai dovrebbero accorgersene. Paperino ha tutto sotto controllo. E d’altronde… soldi dei nipotini, soldi dello zio. Giusto?

Paperino diavoletto.
Paperino mentre si lascia trascinare a fondo dal vortice della malvagità.

La cosa importante è mandare a letto Qui, Quo e Qua. Detto fatto. In un attimo di pura autorevolezza, Paperino alza la voce, indica le scale e spedisce i tre nipotini – ignari di tutto – a dormire. Ora Paperino ha lo spazio di manovra necessario per le sue malefatte. Così si procura gli attrezzi che servono per rompere il salvadanaio e si mette all’opera.

Paperino e il salvadanaio.

Ma di che materiale è fatto quel dannato salvadanaio? Vibranio? Adamantio? Altre leghe indistruttibili ancora sconosciute all’uomo e alla scienza? Viene da pensarlo. Niente infatti sembra funzionare contro quell’oggetto pieno zeppo di pecunia sonante. Paperino è quindi costretto a ingegnarsi con ogni arnese che gli capita sotto tiro, ma niente. Fino a che… un impatto fortunato col pavimento libera il denaro dalle pareti indistruttibili del maialino rosa.

Il crimine perfetto? Parrebbe proprio di sì. Paperino infatti riesce a farla franca, a portare Paperina a ballare e, dulcis in fundo… a vincere un bacio dell’arrivederci. Un bacio, capiamoci, di quelli che si ricordano per sempre. È la serata perfetta. Paperino è alle soglie del nirvana mentre si incammina verso casa. È senza pensieri… cioè non del tutto. Un pensieruccio da nulla c’è. Un piccolo semino della vergogna che di colpo fiorisce, e Paperino non riesce più a pensare ad altro: ha derubato i suoi nipoti.

Paperino scioccato.

È l’ottavo posto per un motivo. Paperino, infatti, pur avendo commesso un crimine disgustoso, cerca di riaggiustare le cose. Nel vero senso della parola, considerato che il maialino salvadanaio era ridotto in cocci rosa. Prima, però, trova un lavoro per la notte e recupera il denaro rubato. Poi corre a casa, aggiusta alla meno peggio il salvadanaio… e rimette tutto a suo posto. Solo che, ironia della sorte, viene beccato dai nipotini col salvadanaio in mano. È il karma, caro Paperino, ed è giusto così. Non si ruba ai nipotini.

7) La bella e la… bestia scatenata

Paperino furioso.

Stiamo entrando nella zona calda. Qui servono guanti da forno e occhiali da laboratorio, perché la scena di cui stiamo per parlare è… roba incandescente. Proprio così: in Paperino e la pazienza (Cured Duck; 1945) il nostro Papero è vittima di uno scatto d’ira che lo trasforma in un mostro dalla forza sovrumana! E tutto per colpa di una finestra bloccata. Avete capito bene. Una misera, banalissima finestra.

Ma capiamo meglio il contesto. Il corto si apre con una bellissima scena dove vediamo Paperino dirigersi verso casa di Paperina. Guardatelo. Non sembra proprio un papero innamorato?

Paperino con il sigaro.

Eccome se lo sembra! Dal sigaro, infatti, escono due bei cuoricini di fumo. E Paperina si gode la scena dallo spioncino di casa sua, anche lei visibilmente innamorata. Ah… due amorevoli paperi in amore. Cosa mai può andare storto?

Paperina che guarda da spioncino.

Be’… ve lo ricordate il sigaro di poco fa? Ecco. Paperino, da bravo gentleman entra in casa della sua amata col sigaro acceso, riempiendo la stanza di fumo. Così Paperina lo invita ad aprire la finestra, per liberare il salotto da quell’aria irrespirabile. Ed eccoci quindi tornati al punto da dove avevamo cominciato: la finestra.

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Paperino si appropinqua. Si mette in posizione. È una finestra a scorrimento verticale, quindi mani sulla base. E via, un colpo secco e la finestra… non si apre. Ma cosa ci vorrà mai. Basta fare un po’ più di forza. Niente. Paperino è in difficoltà, ma non molla. Insomma, chi lo farebbe davanti agli occhi della propria fidanzata?

Paperino e la finestra.
Paperino in evidente difficoltà.

Paperino ce la mette tutta, ma proprio tutta. Lo vediamo spremersi per bene le energie che ha in corpo, fino ad accedere ad un luogo inesplorato della propria psiche e trasformarsi in una bestia furiosa. Avete presente l’ultima personalità del protagonista di Split, quella senza il dono della parola, ma con una forza tale da piegare delle sbarre di metallo? Ecco, qualcosa del genere. Paperino è fuori controllo.

Nel giro di pochi secondi, infatti, distrugge – letteralmente – il salotto di Paperina, che lo guarda sconfortata. Sfonda ogni mobile che gli capita tra le mani, sradica il telefono dal muro e tira a sé il cavo telefonico: ogni cosa collegata a quel cavo viene quindi trascinata all’interno della casa, sfondando il muro. Per “ogni cosa collegata a quel cavo”, intendiamo proprio ogni cosa: esatto, anche il palo del telefono.

Paperino e il palo del telefono.

Che dire, un degno settimo posto. Ma perché questa scena non è riuscita a scalare la classifica fino ai primi posti? Dunque, in parte perché Paperino si rende conto immediatamente dei danni causati e si mette subito all’opera per curare la propria rabbia. In parte perché nessuno si fa male. E in parte perché, ovviamente, Paperino ha fatto di peggio!

6) E il premio “zio dell’anno” va a…

Non a Paperino. Assolutamente no. Niente premio “zio dell’anno”. Per carità. Cosa gli è saltato per la testa? Dunque, andiamo con ordine. Il corto di riferimento si intitola Paperino compie gli anni (Donald’s happy birthday; 1949). In esso, come potrete immaginare, c’è una scena da sesto posto. Una scena, quindi, decisamente ignobile. Ma cos’ha fatto questa volta Paperino di tanto terribile?

Come dice il titolo del corto, è il compleanno di Paperino! E i nipotini lo sanno bene. Così decidono di fare un regalo al loro zio preferito. Perché gli vogliono bene. Talmente bene da mettersi al lavoro per guadagnare i soldi necessari per acquistarlo. Ma di cosa si tratta esattamente? Di una scatola di 50 sigari, dal prezzo di $2,98.

Qui, Quo e Qua e i sigari.
Qui, Quo e Qua mentre scelgono i sigari da regalare a Paperino.

Quindi, dicevamo, Qui Quo e Qua si mettono al lavoro: tagliaerba, rastrello, vanga e in men che non si dica il giardino risplende di luce propria. Una meraviglia. Una meraviglia del valore esatto di $2,98, che i tre nipotini vanno a riscuotere dallo zio, presentando un conto dettagliato.

Paperino, dal canto suo, è ben contento di pagare i suoi nipotini. D’altronde $2,98 è un prezzo ragionevole. Ma (c’è un “ma”), i soldi vanno messi in un salvadanaio-cassaforte interattivo. Su questo non si discute. Si tratta di un oggetto molto particolare: è un salvadanaio, perché è un contenitore con un buco rettangolare in alto per inserire le monete; è anche una cassaforte, perché per aprirlo bisogna inserire la combinazione esatta girando una rotella di metallo; è interattivo, perché canta una canzoncina per invogliare a risparmiare:

Take my advice
Do what I say
Save a little money for a rainy day

Segui il mio consiglio
Fa quel che dico
Risparmia qualche soldo per un giorno di pioggia
Salvadanaio.

I nipotini sono costretti a mettere i soldi appena guadagnati dentro alla cassafortina. Ma il loro amore per zio Paperino è così grande e sconfinato che decidono di non mollare. Nel giro di poco, riescono quindi a riappropriarsi del loro denaro e corrono a comprare il regalo per Paperino. Il quale però, papero onnisciente a cui nulla sfugge, vede tutta la scena dell’acquisto con un cannocchiale.

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Tre piccoli paperi in un negozio di sigari? Sia mai! Paperino, quindi, forte di essere dalla parte del giusto (nonché dimentico del proprio compleanno) raggiunge i nipotini nella casa sull’albero. E decide di dargli una bella lezione. Volete comprarvi i sigari? Volete fumare? E allora fumate! Fumate! Vediamo quanto vi piace.

Paperino e i sigari.

Esatto, siamo arrivati alla scena da sesto posto. Paperino obbliga i nipotini a fumare… l’intera scatola di sigari! Al che, sembrano opportune due considerazioni. Innanzitutto, avanti Paperino, chi diavolo si dimentica il giorno del proprio compleanno? E poi, che genere di lezione dovrebbe essere costringere dei bambini a fumare un’intera scatola da 50 sigari? È follia pura. Non esistono giustificazioni per questo comportamento.

Qui, Quo e Qua fumatori.

Qui, Quo e Qua sono annientati. Insomma, stiamo pur sempre parlando di bambini. E della bellezza di 50 sigari, non dimentichiamolo! Che dire, è decisamente una delle peggiori cose fatte da Paperino, su questo non ci piove. Avanti con la prossima posizione.

5) Papero affamato, pericolo ambulante

Siamo a metà classifica. È arrivato il momento di toccare con mano il disagio, la follia, la rabbia, l’aggressività, la violenza. E tutte insieme, in un mix letale. Dove? Nella sequenza animata Topolino e il fagiolo magico (Mickey and the Beanstalk; 1947), che ripercorre in chiave disneyana la storia senza tempo di Jack e il fagiolo magico all’interno del Classico Disney Bongo e i tre avventurieri (Fun and Fancy Free).

La scena in questione necessita di una piccola introduzione. La campagna del regno in cui vivono Paperino, è colpita da una terribile carestia. L’intero paese è sconvolto dal caldo torrido e dalla mancanza di acqua, al punto che vediamo perfino le piantagioni di frumento trasformarsi in polvere per l’afa! I fiumi sono prosciugati e nel villaggio non è restato altro se non gli abitanti che ancora riescono a sopravvivere.

Topolino e il fagiolo magico.

Tra i vari abitanti, il narratore decide di mostrarci i tre coinquilini più celebri al mondo. In una casetta in mezzo alla campagna, secca e arida, vediamo Topolino, Paperino e Pippo seduti a tavola per la cena. Cena? Ma non doveva esserci la carestia? Be’… esatto. Chiamare cena quella specie di pasto inesistente è molto più di un’esagerazione. Ma tant’è.

E quindi vediamo Topolino tagliare due fette a testa di pane in cassetta. Due fette, capiamoci, così sottili da sembrare trasparenti. E come imbottire questa sottospecie di panino? Con un fagiolo! Anzi, meglio, con una modica fetta di fagiolo. Una mini fettina a testa.

Paperino affamato.
Paperino che guarda la sua fetta di fagiolo.

Paperino è al limite. Sta per esplodere. Manca solo la proverbiale goccia per far traboccare il vaso. E infatti, eccola che arriva. Senza tardare. Il narratore, che commenta ogni minuscolo avvenimento, rivangando la situazione di grande difficoltà in cui si trovano i nostri eroi, viene sentito da Paperino. Per un attimo, si infrange la parete immaginaria che separa i personaggi dal narratore, e Paperino perde il controllo.

Ma cos’ha detto di tanto insopportabile il povero narratore? Niente di particolare, in fondo stava solo facendo il proprio lavoro da narratore: narrava, per filo e per segno. Sottolineava, evidenziava, rivangava. Ce la metteva tutta per dipingere a parole una situazione evidente.

Paperino impazzito.

Paperino sta per mettere sotto i denti il suo pasto. Ma il cervello gli va in tilt. Ed esplode. Lo scatto d’ira iniziale lo porta a masticare col becco piatti e posate. Come un forsennato. Poi arriva il pensiero malvagio: procurarsi del cibo, ad ogni costo.
C’è una cosa di cui non abbiamo parlato. I tre protagonisti possiedono una bellissima mucca. Ancora in forma smagliante e in carne. Avete capito il collegamento?

Paperino vede un’ascia appesa al muro e non ci pensa due volte. Sconvolto dalla fame e dalla sete si lancia sull’arma affilata e si tuffa all’esterno, faccia a faccia con la mucca. È il momento della verità. Finalmente si mangia! Paperino sferra il suo colpo migliore ma… Pippo e Topolino intervengono! La mucca è salva.

Paperino con ascia.

4) In che senso denuncia per maltrattamenti su minori?

Siamo arrivati al quarto posto. Come state? Non avete ancora cambiato opinione sul vostro papero preferito? No? E allora preparatevi, perché non c’è modo di edulcorare le prossime posizioni. A questo punto della classifica cominciano i danni alle persone. Quelli da denuncia. Siete curiosi? E allora bando alle ciance.

La scena che ha sfiorato il podio per un pelo, il nostro quarto posto della malvagità, è tratta dal corto Paperino acchiappasomari (Truant Officer Donald; 1941). In esso troviamo Paperino in tenuta da ufficiale scolastico, al lavoro per riportare i suoi nipotini a scuola.

Paperino acchiappasomari.

Paperino è infatti convinto che Qui, Quo e Qua stiano bellamente marinando la scuola. I tre piccoli paperi, d’altronde, stanno sguazzando in un laghetto, tutti felici e spensierati. Sicuramente non sono a scuola. Questo è fuori di dubbio. Ma la stanno veramente marinando?

Paperino è convinto di sì. Così ingaggia una battaglia all’ultimo sangue per catturarli e portarli di peso in classe. Per prima cosa li acchiappa dal laghetto e li chiude dentro un sacco di iuta. Già questa potrebbe sembrare una scena malvagia. Ma aspettate. Aspettate. È la quarta posizione. Serve qualcosa di molto peggio!

Qui, Quo e Qua nella casetta di legno.
Qui, Quo e Qua… quasi in salvo.

I tre nipotini riescono a fuggire dal sacco in cui erano prigionieri e si rifugiano in una casetta di legno. Ora l’obiettivo di Paperino è diventato un po’ più specifico. Non si tratta solo di portare Qui, Quo e Qua a scuola, ma di stanarli dal loro baluardo.

Paperino, ormai lo sappiamo, non ha limiti alla propria immaginazione. Nemmeno i limiti dettati dalla legge (penale in questo caso). Qualsiasi cosa abbia accesso alla sua mente contorta diventa in automatico una possibilità concreta. Anche sfruttare un condotto sotterraneo per intossicare i nipotini col fumo. Esatto. Avete capito bene. Fumo.

Paperino e il fumo.

Paperino quindi accende un fuoco all’estremità esterna del condotto sotterraneo. E spinge il fumo al suo interno, soffiando a più non posso. Il fumo fa il resto del lavoro. Raggiunge le fondamenta della casetta di legno di Qui, Quo e Qua e si infiltra tra le fessure del pavimento.

La casetta è completamente invasa dal fumo, e vediamo i piccoli paperi tossire fino a quasi soffocare. Questa è malvagità pura. È cattiveria al suo stato naturale. È condotta penalmente rilevante. È, in breve, un degno quarto posto per questa classifica degli orrori. Ma ora… siete pronti ad accedere al podio?

Qui, Quo e Qua che soffocano.

3) Una sventagliata di piombo vale più di mille parole

Avete letto il titolo di questo tanto agognato terzo posto? Ebbene sì. Siamo giunti alle armi da fuoco. Quelle vere. Quelle caricate col piombo. Non con fuochi d’artificio (vedi posizione n. 9). Ma perché mai Paperino si è trovato costretto a ricorrere a tali mezzi estremi? Vediamo meglio la scena.

Siamo nel corto Il clown della giungla (Clown of the jungle; 1947). In esso, vediamo Paperino, nel cuore della giungla, alle prese con una spedizione fotografica per amanti di volatili. In pratica, il nostro eroe vorrebbe scattare un po’ di foto mozzafiato ai pennuti più belli del globo. Ce la farà?

Paperino fotografo.

Ovviamente, no. Se fosse andato tutto bene non saremmo qui a parlarne. Anche se, a dire il vero, Paperino ci prova con tutta la buona volontà del mondo. Sembra calmo e concentrato. Professionale, con tutta l’attrezzatura adatta. Insomma, non gli si può proprio dire nulla. Se non che…

Sapete che cos’è un Aracuan? Dunque, l’Aracuan (o Araucano) è un coloratissimo pennuto sudamericano… creato ad hoc da Walt Disney. La sua caratteristica principale? Attirare l’attenzione di chiunque si trovi nelle vicinanze con modi a dir poco fastidiosi. Insomma, è un vero clown della giungla. Ricorderete tutti il suo verso inimitabile (qui una scena da I tre caballeros).

Aracuan.
Un bellissimo esemplare di Aracuan.

Ma perché siamo passati a parlare di questo grazioso animale? L’avete già capito? Esatto. Il povero Aracuan si imbatte nel pericolosissimo Paperino. Chiaramente non ha idea di chi ha di fronte. Non percepisce che sta scherzando con il fuoco. Infatti, il clown della giungla ci dà dentro a più non posso. Infastidisce Paperino da vero professionista degli scherzi… rovinandogli ogni singolo scatto.

Ad un certo punto, Paperino non ci vede più e ci regala una scena da medaglia di bronzo. Nascosto sotto un telo, dal quale sembra uscire l’obiettivo della fotocamera, Paperino invita l’Aracuan a mettersi in posa. Il pennuto non ci pensa due volte e si posiziona in posa da intellettuale, con bombetta e monocolo.

Paperino e l'Aracuan.

Ma purtroppo, Paperino ha giocato sporco. Sotto il telo non c’è una fotocamera. Assolutamente no. C’è una mitragliatrice! Ed è pronta a sparare. Lo farà? Premerà il grilletto? L’Aracuan prova a implorarlo. Con lacrime e genuflessioni. Ma nulla serve ormai. Paperino ha perso il controllo per l’ennesima volta. È troppo tardi.

È difficile persino scriverlo. Siamo costernati. Perché, in fondo, vogliamo tutti bene a Paperino. Ma va raccontata anche questa scena. Perché è giusto che voi sappiate. E quindi sì: il nostro papero svuota un intero nastro di munizioni addosso alla sua vittima indifesa. Senza pietà. Senza vergogna. Senza un briciolo di umanità. E per di più… ridendo di gusto dopo aver sparato.

Paperino e la mitragliatrice.

Noi siamo senza parole. Paperino ha superato sé stesso mostrandoci che non c’è limite al peggio e che la sua malvagità è sempre pronta a sferzare il suo attacco mortale. E che se ce n’è occasione… attacca senza pietà!

2) Il primo che ride è un uomo morto

Ve lo starete chiedendo. Cosa c’è di peggio di un attacco a sangue freddo con la mitragliatrice? E per di più a danno di un povero animale indifeso? Semplice. Un attacco a sangue freddo con la mitragliatrice a danno di una folla indifesa.

Ci troviamo nel corto Dilettanti allo sbaraglio (Mickey’s Amateurs; 1937). In esso, vediamo Topolino intento a presentare un talent show di dilettanti. Tra i vari concorrenti, ovviamente, ecco giungere Paperino con la sua versione di Twinkle, Twinkle, Little Star (in italiano tradotta con Nella vecchia fattoria).

Topolino talent show.

Il palco è tutto per il papero. Lui si mette in posizione. Spalanca il becco. E comincia a cantare. Purtroppo però la memoria gli gioca brutti scherzi. Che sia per la tensione? Che sia per una scarsa preparazione? Noi non lo sappiamo. Quello che succede però è che Paperino, dopo aver cantato il primo verso, si dimentica il resto della canzone. E si blocca. Il pubblico scoppia a ridere. Che figuraccia.

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Ma insomma, Paperino non è uno che getta la spugna facilmente. Così ci riprova. «Twinkle, Twinkle, Little Star…» e poi? Diamine. Paperino resta col becco aperto, nel tentativo di ritrovare il resto della canzone nella sua mente. Ma è fatica sprecata. Buco nero. E il pubblico scoppia a ridere di nuovo.

Paperino arrabbiato.

Paperino va su tutte le furie. Vorrebbe sfogarsi su quel pubblico irrispettoso. Vorrebbe dar loro una bella lezione. Ma Topolino suona il gong, che significa “fine dell’esibizione”, e una mano meccanica porta il papero dietro le quinte. Tutto qui? Sarebbe questa la tanto terribile scena da secondo posto?

Certo che no! Abbiate fede. Lo show continua con una bellissima esibizione canora della gallina Chiquita, accompagnata al piano da Clarabella. Roba di classe. Le due professioniste portano sul palco il valzer di Luigi Arditi dal titolo “Il Bacio”, incantando il pubblico. Di seguito una splendida versione orchestrata del pezzo.

Ma quindi? Che fine ha fatto Paperino? Neanche il tempo di dirlo, che il palco viene occupato da uno strano figuro. Un tizio vestito in modo eccentrico, con abito verde, capelli e barba rosso acceso, berretto viola, occhiali tondi e una valigetta porta violino. Chi sarà mai?

Paperino travestito.

Guardatelo bene. Non vi ricorda nessuno? Togliete barba, capelli e occhiali. Non assomiglia a un papero di nostra conoscenza? Ma certo! È Paperino. Paperino con una valigetta porta violino. Paperino che suona il violino? Da quando in qua? Sarebbe di certo un buon modo per rifarsi dalla fallimentare esibizione precedente. Lo sarebbe. Se non fosse che…

Paperino apre la valigetta. Contemporaneamente getta via il travestimento, palesandosi al pubblico, e tira fuori dalla custodia non proprio un violino… ma un mitra! Lo punta addosso al pubblico, minacciandolo. E parte con l’esibizione. La stessa esibizione di prima. Che, ancora una volta, presenta lo stesso identico problema: è tronca. Di Twinkle, Twinkle, Little Star Paperino ricorda solo il primo verso. Il resto ha lasciato per sempre la sua mente.

Paperino con mitragliatrice sul pubblico.

È l’ennesima figuraccia e il pubblico scoppia ancora a ridere. Gli ride in faccia, nonostante quella cosuccia di metallo che il papero imbraccia. Ma in fondo, la gente è lì per divertirsi. E vedere Paperino che si dimentica il 90% della propria esibizione per tre volte di fila… è dannatamente divertente. Così il pubblico ride. Ride di gusto. Probabilmente pensando all’arma da fuoco come ad un banalissimo giocattolo. Come parte dello show!

Ovviamente non è così. Il mitra è vero. Ed è carico con proiettili – anch’essi – veri! Paperino quindi mette il dito sul grilletto. Non ne può più. Ha superato il limite. Ha perso il controllo. E quindi spara. Spara colpi senza nemmeno mirare. Una raffica impazzita di piombo che esplode in ogni direzione. Un vero e proprio attentato.

Questo era il nostro secondo posto delle peggiori cose fatte da Paperino. Ma ora è il momento di accedere alla vetta della classifica. Siete pronti?

1) In guerra tutto è lecito… giusto?

Ebbene, cari ventenni, eccoci giunti al primo posto. Eccoci al cospetto della medaglia d’oro della cattiveria, eccoci al culmine della malvagità firmata Donald Duck. Cosa potrà mai aver fatto il nostro papero questa volta? Siete curiosi? Resistete ancora un momento: prima di cominciare è d’obbligo una premessa.

La scena in questione è tratta da un corto molto particolare, prodotto nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Un contesto storico che non dovrebbe essere ignorato, ma che noi abbiamo deciso di lasciare da parte per trattare il corto come una normale opera di casa Disney. Se volete però saperne di più sulle origini di Commando Duck (è questo il titolo del corto da cui è tratta la scena in oggetto!), vi invitiamo a dare un’occhiata qui, dove ne parliamo in modo più consapevole e approfondito.

Ma ora… basta con le chiacchiere. È arrivato il momento che tanto aspettavate. È arrivata l’ora di svelare la scena più terribile e devastante del repertorio di Paperino. Ci siamo. Tenetevi forte, perchè stiamo per assistere ad una vera e propria strage.

Commando Duck.

Come già accennato sopra, ci troviamo in Commando Duck (1944), corto nel quale Paperino viene spedito in guerra. Più precisamente, il nostro “eroe” viene spedito in Giappone col preciso compito di spazzare via i nemici. Ce la farà?

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Eccome se ce la farà. Lo vedete quel canotto arancione? Ecco. Noi non siamo in grado di dirvi esattamente di che materiale sia composto. Ma è evidente che si tratta di un qualche polimero indistruttibile creato appositamente dai migliori scienziati statunitensi. Come mai?

Perché quel normalissimo canotto, grazie ad una cascata, viene completamente riempito d’acqua. Nel senso che tutta l’acqua della cascata gli finisce dentro. E lui non si rompe! E anzi, continua a espandersi, contro ogni legge della fisica. Si espande a dismisura e Paperino fa di tutto per evitare che qualche oggetto acuminato lo buchi.

Paperino e il gavettone gigante.

Ma purtroppo, un tronco appuntito fa esplodere quell’enorme gavettone mortale, causando uno tsunami di acqua dolce. Ah, sì. Ed anche una frana di pietre grandi come case. Sembra la fine per Paperino. Lui prova a scappare. Corre più veloce che può, ma un burrone segna la fine del sentiero e la sua condanna a morte.

Ricordiamoci però che Paperino è un vero soldato americano. Non ha paura della morte. E quindi si mette sull’attenti, pronto a finire i propri giorni da vero eroe. I macigni stanno arrivando. Paperino è spacciato. È arrivata la sua ora. Cioè, un secondo. Lo è davvero?

Certo che no! Per un colpo di fortuna Paperino viene spedito per aria e viene agganciato da un tronco. È salvo! E per di più da lassù c’è una vista mozzafiato di tutta la vallata. Cioè di tutto l’accampamento nemico. Cioè di tutto l’accampamento nemico… devastato dall’acqua e dalle pietre.

È una strage delle peggiori. Nessuno si salva. E Paperino, come se non bastasse, se la ride. Ecco. Crediamo che questo sia l’apice della malvagità mai raggiunto da Paperino. Conosciamo il contesto storico e sociale. Conosciamo le ragioni che hanno portato la Disney a produrre un corto del genere. Ma nulla potrà mai togliere la medaglia d’oro a questa scena.

I resti dell’accampamento nemico.

Conoscevate questo lato da villain di Paperino? D’accordo, abbiamo volutamente esagerato descrivendo la malvagità di Paperino… perciò non siate troppo duri con lui! A tutti capita di sbagliare, suvvia.

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Giacomo Lamonica

Immagini © Disney

Fonti: 10 Worst Things Donald Duck Has Done In Disney History

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