Fratel Coniglietto rimosso da Disney World perché razzista? Non proprio

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Da qualche giorno fa discutere la notizia, rimbalzata sui vari media, della rimozione della statua di Fratel Coniglietto (Br’er Rabbit) da Disney World. La causa della rimozione è indicata da molti nell’accusa di razzismo rivolta ormai da tempo al film Song of the South, nella versione italiana I racconti dello zio Tom, datato 1946 per la regia di Harve Foster e Wilfred Jackson. Ma è davvero questa la causa?

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Fratel Coniglietto razzista: l’accusa

L’accusa di razzismo esiste e non è recente. Possiamo anzi dire che accompagna il film fin dal suo esordio. Alcune associazioni per i diritti civili tra cui la NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) tacciarono Fratel Coniglietto e compari di revisionismo storico. Secondo questa accusa, il film aveva la colpa di presentare ai bambini un quadro distorto dei reali rapporti che intercorrevano tra schiavisti e schiavi.

Benché la storia narrata si svolga dopo l’abolizione della schiavitù, l’equilibrio edulcorato tra schiavo sottomesso e padrone indulgente – tipico di un certo tipo di letteratura revisionista portata avanti dopo la guerra di secessione americana – non sembrerebbe essere intaccato. Sostanzialmente le accuse non sono cambiate con il passare del tempo. Il recente svilupparsi di un nuovo sentire, più attento alle esigenze e alla dignità di tutti i gruppi sociali ed etnici, ha riproposto la questione. La visione falsata e romanticizzata della vita nelle piantagioni prima della Secessione è considerata a tutt’oggi inaccettabile.

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Queste motivazioni sono alla base della riconversione di una delle più amate attrazioni Disney: Splash Mountain. Proprio in funzione delle richieste degli utenti, i personaggi de I racconti dello zio Tom verranno presto sostituiti da quelli de La principessa e il ranocchio. Quasi come in una legge del contrappasso, il tema colpevolmente minimizzato dello schiavismo soccombe davanti a una eroina nera. Per lo stesso motivo il film non è più distribuito su alcun supporto né rilasciato sulle piattaforme streaming della Walt Disney Company.

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Fratel Coniglietto razzista: la difesa

Nonostante i numerosi detrattori, Br’er Rabbit ebbe grande successo. Song of the South divenne addirittura il secondo film nella storia a far guadagnare l’Oscar a un attore afroamericano. Dopo Hattie McDaniel, la Mami di Via col Vento (presente anche nel cast de I racconti dello zio Tom), fu infatti la volta di James Baskett. L’attore interpretò Uncle Remus, tradotto in modo inappropriato come Zio Tom nella versione italiana. Walt Disney fu tra i primi a opporsi fermamente alla discriminazione razziale che vietò a Baskett, McDaniel e agli altri attori neri di presentarsi alla premiazione. Promosse anche una campagna affinché il premio venisse comunque consegnato all’attore.

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Tra coloro che hanno contestato le accuse di razzismo troviamo i principali membri del cast stesso. Essi definirono le accuse ipocrite e tendenziose, atte solo a creare ulteriori divisioni razziali. In genere nel corso degli anni la posizione degli estimatori del film si è basata sul rimando a una accurata contestualizzazione storica, definendo la pellicola addirittura progressista per il 1946. Più di recente anche Whoopy Goldberg ha auspicato che Song of the South possa tornare ad essere preso in considerazione dalla Disney. L’attrice, anche al di fuori dell’ambito Disney, da anni sostiene che:

Alcuni di questi cartoni animati riflettono i pregiudizi che erano all’ordine del giorno nella società americana, specialmente per ciò che riguarda la condizione delle minoranze razziali ed etniche. Queste battute erano sbagliate allora e sono sbagliate oggi, ma rimuovere queste imperdonabili immagini sarebbe come dire che queste cose non sono mai accadute […] Dobbiamo osservarle per riflettere su una parte della nostra storia che non può e non deve essere ignorata.

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La rimozione della statua

Torniamo dunque a Disney World. Qualche giorno fa, il sito wdwnt.com ha mostrato ai propri lettori delle foto che testimoniavano la rimozione della statua di Fratel Coniglietto. Un piedistallo vuoto è ciò che rimaneva nel giardino che custodisce le statue bronzee dei personaggi Disney più famosi e amati. La prima ipotesi a giustificazione non poteva dunque che essere quella legata alle controversie sul personaggio. Sebbene ancora non ci sia una data precisa per la riconversione di Splash Mountain, l’assenza di Br’er Rabbit sembrava il primo passo verso un’inevitabile damnatio memoriae. Ed è probabilmente la risposta esatta, anche se non del tutto.

Nei giorni successivi infatti lo stesso sito ha dato testimonianza della rimozione non solo di Fratel Coniglietto, ma di tutte le altre statue presenti. Ad agosto era stata preannunciata una piccola rivoluzione estetica con l’installazione di nuove statue dorate con le fattezze dei cinquanta personaggi più importanti del cinema a marchio Disney.

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La rimozione di Fratel Coniglietto sembra quindi dettata semplicemente da un naturale rinnovamento del parco. Sfogliando però l’elenco dei personaggi che troveranno posto sui piedistalli vuoti non troviamo né Fratel Coniglietto né nessun altro protagonista di Song of the South. La Disney non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito. Rimane comunque il fatto che la silenziosa assenza di un personaggio così controverso non possa che ribadire la chiara posizione presa dalla multinazionale di Burbank.

Possiamo quindi più correttamente affermare che la rimozione della statua di Fratel Coniglietto non è stata dettata dalle accuse di razzismo ma il suo mancato ripristino probabilmente sì.

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Francesca Arca

immagini ©Disney ©wdwnt.com

Fonti: movieplayer.it – wdwnt.com – catalog.afi.com – cartoonbrew.com

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