Fumetto Disney e Olimpiadi: le migliori 10 storie

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L’estate 2021 verrà sicuramente ricordata con affetto dagli appassionati sportivi di tutto il mondo. Oltre ai Campionati Europei di calcio, ai play-off NBA, a Wimbledon e a molti altri eventi, questa estate sportiva un po’ anomala infatti vede protagonisti i Giochi della XXXII Olimpiade, organizzati nella capitale del Giappone, Tokyo. È innegabile che le Olimpiadi siano uno degli eventi sportivi più attesi in assoluto, probabilmente anche grazie alla sua natura multi-disciplinare. Inoltre, quest’anno l’attesa è ancora maggiore del solito, visto lo slittamento dei Giochi stessi (originariamente previsti per il 2020) a causa della pandemia. E allora, quale modo migliore di prepararsi alla cerimonia d’apertura se non recuperare le migliori storie targate Disney a tema Olimpiadi?

Topolino e lo sport, specialmente nel nostro Paese, hanno infatti da sempre rappresentato un’accoppiata vincente, riproposta spesso in occasione di importanti eventi.

Disney Olimpiadi 1996
Albo Disney del 1996 dedicato alle Olimpiadi

Sono quindi stati molti gli autori che hanno provato a cimentarsi in storie che avessero come protagonisti i personaggi Disney e come sfondo i Giochi Olimpici, e se alcune di queste sono facilmente trascurabili, molte altre possono dirsi sicuramente riuscite. Ecco dunque le 10 migliori storie Disney a tema Olimpiadi.

Criteri della classifica delle storie Disney a tema Olimpiadi

Prima di iniziare, una precisazione è quanto meno doverosa. Naturalmente, nello stilare una classifica si tende sempre a ricercare un criterio quanto più oggettivo possibile, in modo da non incappare in scelte più o meno discutibili.

In questo caso, uno dei criteri è rappresentato dalla presenza dell’elemento “Olimpiadi” all’interno delle storie, con particolare apprezzamento verso quelle che presentano riferimenti a persone o eventi reali. Un altro parametro, non meno importante, consiste nella valutazione della qualità delle produzioni, che però, almeno in parte, risente inevitabilmente del nostro giudizio personale.

Pippo Disney Olimpiadi

Insomma, prendete la classifica per quello che è, ossia un tentativo senza troppe pretese di ricordare le storie a tema olimpico che hanno intrattenuto i lettori nel corso dei decenni. E diteci le vostre preferite, ovviamente!

10 – Paperino tedoforo

L’inaugurazione della classifica spetta a uno dei Maestri Disney più influenti di sempre, Carl Barks. L’Uomo dei Paperi in concomitanza con le Olimpiadi 1964 di Tokyo realizza infatti Paperino tedoforo, storia che si aggiudica il decimo posto.

Paperino teodoforo Olimpiadi Disney
Prima tavola di Paperino teodoforo

Pubblicata negli Stati Uniti su Walt Disney’s Comics and Stories 286, questa ten-pager di fine carriera di Barks ci mostra un Paperino incaricato, per una serie di circostanze, di portare la torcia olimpica da Anatropoli a Paperopoli in vista degli imminenti Giochi. Naturalmente a mettersi di mezzo sarà la proverbiale impacciataggine del volentersoso protagonista, capace di generare come sempre situazioni surreali e divertenti.

La storia è molto semplice e lineare, con la componente narrativa che si esaurisce di fatto nelle prime tre pagine. Tuttavia, le dinamiche di alcune disavventure che coinvolgono Paperino sono indubbiamente originali e testimoniano l’inossidabile maestria dell’autore.

La storia quindi rimane buona, ma sicuramente non indimenticabile come molte altre opere del Maestro, motivo per il quale è relegata all’ultima posizione di questa classifica.

9 – Paperino alle Olimpiadi

Continuiamo il nostro viaggio tra le storie Disney a tema Olimpiadi passando al 1956, anno in cui le Olimpiadi si tennero in Australia, a Melbourne. Per l’occasione, Guido Martina e Giovan Battista Carpi confezionano Paperino alle Olimpiadi, storia in due parti pubblicata sui numeri 151 e 152 di Topolino.

La trama vede tra i protagonisti Zio Paperone, il quale desidera che uno dei suoi atleti vinca la gara dei 100 metri piani olimpionici, così da ricavarne visibilità. Il tutto, naturalmente, per mettere i bastoni tra le ruote a un miliardario avversario che, stranamente, non è né Rockerduck né Famedoro. Un canovaccio semplice, visto e rivisto in altre produzioni disneyane,ma qui arricchito da qualche riferimento proprio alla città australiana di Melbourne.

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L’elemento sportivo non è preponderante all’interno della storia, che preferisce piuttosto concentrarsi sui buffi inconvenienti causati involontariamente da Paperino. Se a tutto ciò sommiamo il fatto che le vicende raccontate risultano estremamente diluite nelle 66 pagine pubblicate, risulta chiaro il motivo dietro a questa nona posizione.

Una nota è però d’obbligo per il tipico cinismo di Martina, che qui raggiunge vette raramente toccate, come con le “torture” inflitte al nipote, estremamente esilaranti. In sintesi, Paperino alle Olimpiadi è una lettura Disney senza troppe pretese, ma scorrevole e con alcuni aspetti degni di nota.

Un Guido Martina in grande spolvero

8 – Operazione Olimpiadi

L’ottava posizione della classifica delle storie Disney a tema Olimpiadi è invece decisamente particolare. Non si tratta infatti di un’unica storia, ma piuttosto di varie avventure collegate da alcune tavole di raccordo, in maniera non dissimile da quanto accade con alcune testate attuali come I Classici di Walt Disney.

In questo caso la sceneggiatura (sia delle tavole di raccordo che delle singole storie) è attribuita a Guido Martina, mentre si sono occupati dei disegni Luciano Bottaro, Marco Rota e Giovan Battista Carpi, tre “pesi massimi” della scuola Disney italiana.

Operazione Olimpiadi, pubblicata in cinque parti tra i numeri 856 e 861 (858 escluso) del settimanale, tratta del tentativo di Paperone di conquistare un alloro olimpico, ottenibile solo tramite la vittoria in diverse competizioni sportive. Ogni puntata approfondisce dunque una singola gara e gli sforzi del relativo protagonista di spuntarla in vista del premio finale.

Sebbene la trama possa apparire come semplicistica e non sufficientemente elaborata, la lettura risulta piacevole per il lettore, probabilmente anche grazie ai preziosi disegni. Unica pecca dell’intera è la mancanza di precisi riferimenti alle Olimpiadi di quell’anno (tenutesi a Monaco di Baviera), che relega Operazione Olimpiadi all’ottava posizione di questa classifica.

7 – Topolino e l’anello d’oro di Atlantide

Siamo nel 2000, e dunque a Sydney. La storia in questione è Topolino e l’anello d’oro di Atlantide. Scritta da Francesco Artibani per le matite di Claudio Sciarrone, l’avventura si inserisce nel filone della macchina del tempo, e trasporta Topolino e Pippo fino all’antica Atlantide, dove sono incaricati di ritrovare Indiana Pipps. L’esploratore pippide è infatti scomparso e tutte le tracce sembrano portare verso questa direzione.

Divisa in tre parti (Topolino 2337-2338-2339), il soggetto di ampio respiro permette ad Artibani di esprimere al massimo le sue capacità autoriali, che regalano dunque diversi colpi di scena e un’avventura in cui i misteri la fanno da padrone. Rimane però da chiarire un dubbio, ossia il legame tra tutto ciò e le Olimpiadi.

È presto detto: la Fiamma di Olimpia, che ogni quattro anni sancisce l’inizio e la fine delle competizioni in età antica come in quella moderna, secondo Artibani possiede uno stretto rapporto con la civiltà atlantidea, e sarà ripetutamente messa a rischio durante lo svolgersi delle vicende. Sarà compito di Topolino e Pippo assicurarsi che possa arrivare indenne a Sydney nell’anno 2000.

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Piccola curiosità: questa storia non rappresenta l’unico punto di contatto tra le avventure con la macchina del tempo e Atlantide. Giorgio Pezzin e Massimo de Vita avevano infatti già realizzato, nel 1987, Topolino e l’Atlantide continente perduto.

6 – Londra 2012 – Caccia all’oro!

La sesta posizione della classifica è occupata da una storia molto recente, risalente al 2012, anno delle Olimpiadi londinesi. Si tratta di Londra 2012 – Caccia all’oro!, saga in quattro parti pubblicata tra i numeri 2950 e 2953 di Topolino.

Realizzata da Roberto Gagnor per le matite di Marco Mazzarello, la trama catapulta un cast di personaggi composto sia da Topi che da Paperi in un “giallo” che li porterà in giro per il tempo e lo spazio. E, quando si parla di viaggi spazio-temporali, non si può che fare riferimento alla macchina del tempo precedentemente citata.

Un pericoloso criminale, infatti, sta sottraendo ai legittimi vincitori le loro medaglie olimpiche, tornando indietro all’anno in cui ognuno le ha vinte e cambiando radicalmente il corso degli eventi. Starà ai protagonisti smascherare chi si cela dietro questo piano.

Londra 2012 Disney Olimpiadi
Tavola iniziale della prima puntata di Londra 2012 – Caccia all’oro!

Una storia leggera, che sa intrattenere e divertire il lettore coinvolgendolo facilmente. Sono numerosi i riferimenti alle Olimpiadi presenti nel corso delle quattro puntate, che si incentrano di volta in volta su un’edizione diversa dell’evento grazie ai viaggi nel tempo.

Sono poi numerosi anche le strizzate d’occhio alla realtà: vengono mostrate personalità come Jesse Owens e Pietro Mennea o certe gare che hanno fatto la storia dello sport, come la maratona di Roma 1960.

5 – Paperino e le prove olimpiche

Apparirà strano, ma per la quinta posizione occorre tornare ancora una volta nel 1956, anno già citato a inizio classifica, in cui si svolsero le Olimpiadi di Melbourne. Carl Barks realizza infatti Paperino e le prove olimpiche, originariamente pubblicata su Walt Disney’s Comics and Stories 188.

Si tratta ancora una volta di una ten-pager del Maestro dell’Oregon con protagonista Paperino (come la già citata Paperino tedoforo), in questo caso impegnato a qualificarsi come rappresentante di Paperopoli proprio per le imminenti Olimpiadi. Naturalmente a farla da padrone è l’incapacità del Papero nelle discipline in cui compete (100 metri piani, corsa a ostacoli, 1500 metri), capace di regalare al lettore momenti di grande divertimento.

Se a ciò si somma la tipica qualità di Barks nella narrazione non si può che ottenere un’ottima storia, divenuta infatti, nel corso degli anni, un vero e proprio classico. L’ostacolo che impedisce però a The Olympic Hopeful (nome originale) di scalare la classifica fino ai suoi vertici è da ritrovarsi però nella mancanza di riferimenti specifici all’evento di quell’anno.

Sebbene infatti l’intera trama ruoti attorno al tema sportivo, non vi è alcuna menzione per le Olimpiadi di Melbourne, che hanno probabilmente solo dato un incentivo al Maestro per realizzare l’opera. La storia, dunque, non si propone l’obiettivo di celebrare il grande evento, come altre già citate, ma piuttosto di intrattenere il pubblico per qualche minuto con ironia come meravigliosamente Barks sa fare.

4 – Los Angeles ’84

La cosiddetta medaglia di legno spetta in questo caso a una storia peculiare. Nonostante il titolo ufficiale della storia sia infatti Los Angeles ’84, questo è stato modificato più volte nelle successive pubblicazioni, in base alla località in cui si tenevano le Olimpiadi nell’anno della ristampa. Per fare un esempio, nell’albo Topo Olimpiadi 92, il titolo recita Barcellona ’92.

In ogni caso Los Angeles ’84, pubblicata originariamente sui numeri 1495 e 1496 di Topolino, rappresenta un’eccellenza sotto quasi tutti i punti di vista. In 71 pagine lo sceneggiatore Fabio Michelini è infatti riuscito a concentrare un’avventura assai divertente e ricca di dettagli interessanti.

Los Angeles '84 (Olimpiadi Disney)
Prima tavola di Los Angeles ’84

Il canovaccio di partenza sa sicuramente di già visto e quest’impressione trova conferma anche nelle posizioni precedenti. Zio Paperone, in vista delle imminenti Olimpiadi, costringe infatti Paperino a gareggiare per lui come velocista, vista la sua abilità messa a punto in anni e anni di fughe da creditori e parenti furiosi. Però, a differenza di quanto accaduto con Paperino alle Olimpiadi, Michelini non si prende mai sul serio, e di riflesso riesce a coinvolgere i lettori nella follia e nel divertimento della sceneggiatura. Inoltre, i disegni di Giorgio Cavazzano risultano in quest’occasione più adeguati che mai e contribuiscono al successo finale della produzione.

Ciò che non fa salire Los Angeles ’84 sul podio è ancora una volta, come facilmente intuibile dal cambio di titolo che ha affrontato nelle successive ristampe, la carenza di grandi riferimenti agli eventi sportivi di quel periodo, che relega la storia a una posizione più bassa.

3 –Topolino il signore dei cerchi

Saliamo sul podio, il cui gradino più basso ci riporta nella storia recente. È il 2008, e dopo venti anni i Giochi Olimpici tornano in Asia, per la precisione a Pechino, capitale cinese. Sulle pagine di Topolino, per celebrare l’avvenimento, viene pubblicata tra i numeri 2745 e 2750 una saga a tema, Topolino il signore dei cerchi.

La sceneggiatura, opera di Massimo Marconi, mescola alla perfezione le tematiche sportive con quelle fantasy, capaci di rendere il prodotto molto più godibile per la maggior parte del pubblico. Queste vengono inoltre valorizzate al massimo dai disegni di Roberto Vian e Paolo Mottura, che in molte tavole inseguono uno stile “antico” e “leggendario”.

Il canovaccio di partenza risulta poi estremamente interessante. Si viene infatti a scoprire, grazie a un’antica leggenda, che all’apertura dei Giochi di Pechino si sarebbe liberato un pericoloso drago nell’entroterra cinese. Per evitare la sciagura, Topolino viene incaricato di recuperare i cinque cerchi olimpici, con cui è possibile domare l’enorme bestia. Questi sono sparsi per il globo e sono ottenibili solo superando determinate sfide di carattere sportivo.

Il ruolo del villain è ricoperto in questo caso da Pietro Gambadilegno, che punta a ottenere i cerchi per impadronirsi del potere del drago, da sfruttare ovviamente per scopi poco nobili. Tutti questi elementi si incastrano alla perfezione e in definitiva Topolino il signore dei cerchi risulta estremamente gradevole. Inoltre, la grande importanza conferita al tema olimpico e i numerosi riferimenti a Pechino 2008 non possono che confermare il terzo posto assegnato alla produzione.

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2 – Pippo e i parastinchi di Olympia

La medaglia d’argento ci riporta nel 1972, anno in cui i Giochi Olimpici ebbero luogo in quel di Monaco di Baviera. Il 23 luglio, circa un mese prima della cerimonia d’apertura, esce nelle edicole italiane I Classici di Walt Disney 45, contenente al suo interno una storia di assoluta qualità, Pippo e i parastinchi di Olympia. Romano Scarpa e Giorgio Cavazzano confezionarono infatti un prodotto fresco, estremamente divertente, intrigante e dal ritmo narrativo trascinante.

Pippo e i Parastinchi di Olimpiadi Disney

La trama ci mostra un Pippo inaspettatamente fenomenale in ogni disciplina sportiva grazie all’utilizzo di speciali parastinchi che sembrano essere appartenuti a un suo antenato. Per questo motivo viene scelto per partecipare ai Giochi di Monaco, dove una nuova gara, il Vingitathlon (20 sport) viene appositamente inaugurata per lui.

Nei risvolti finali della storia c’è poi spazio per diversi colpi di scena e per l’azione vera e propria, in quanto entra in scena Gambadilegno per mettere i bastoni tra le ruote ai protagonisti. Il tutto racchiuso in 134 pagine, che classificano Pippo e i parastinchi di Olympia come la storia Disney non divisa in parti più lunga di sempre.

Una seconda posizione dunque sicuramente meritata, non solo per l’eccellenza di comparto narrativo e artistico ma anche per i numerosi riferimenti ai Giochi Olimpici di quell’anno. Insomma, una pietra miliare del fumetto Disney da recuperare a ogni costo.

1 – Paperolimpiadi

Sulla vetta della nostra classifica non poteva che esserci una delle opere più maestose che le pagine di Topolino abbiano mai ospitato. Tra i numeri 1705 e 1712 del libretto vide infatti la luce Paperolimpiadi, scritta e disegnata nella sua interezza (250 pagine!) dal maestro Romano Scarpa.

Siamo nel 1988, anno delle Olimpiadi di Seul (Corea del Sud). L’attesa per l’evento quadriennale è alle stelle e l’autore veneziano di casa Disney decide di sfruttarla per realizzare una storia che, a dirla tutta, si estranea abbastanza dall’elemento sportivo. Solo le ultime parti di questa lunga saga sono infatti ambientate in Corea, mentre le altre prendono piede in località molto più familiari per i lettori, quali Paperopoli o Topolinia.

La trama trova il suo punto cardine nel premonitor, una sorta di macchina fotografica costruita da Archimede capace di mostrare il futuro a breve termine. Naturalmente le implicazioni che l’utilizzo di un apparecchio di questo tipo può avere sono innumerevoli, compreso il rischio di finire in mani sbagliate. Paperone vuole servirsene per sapere in anticipo i risultati delle competizioni sportive così da guadagnare tramite le scommesse, mentre criminali come i Bassotti o Gambadilegno lo sfrutterebbero per altri intenti ancor meno lodevoli.

Come già detto, Scarpa non si limita infatti a parlare di sport, ma espande il proprio raggio d’azione inserendo nella sua sceneggiatura elementi appartenenti alla fantascienza, all’avventura e al poliziesco e addirittura, velatamente, alla politica. Tutte queste diverse influenze riescono però a interagire perfettamente tra di loro senza confondere il lettore, che anzi viene rapito dall’incedere della narrazione senza riuscire a staccarvisi fino all’ultima vignetta.

Copertina di Topolino 1705, contenente la prima puntata di Paperolimpiadi

Contemporaneamente, non vengono assolutamente dimenticate le Olimpiadi di Seul, che anzi rappresentano, come accennato, una parte integrante della storia. Non vogliamo addentrarci ulteriormente nella trama per evitare spoiler importanti, ma sappiate che da fan del fumetto Disney questa storia non può assolutamente mancare nel vostro bagaglio di letture.

Per la qualità eccelsa della storia e per l’elemento sportivo mai veramente trascurato Paperolimpiadi conquista la prima posizione di questa particolare classifica, con cui speriamo di avervi consigliato dieci letture Disney interessanti, magari da gustare prima di una gara dei 100 metri o dopo un incontro di judo sotto il cielo del Sol Levante.

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Alberto Giacomelli

Immagini © Panini Comics – Disney

Fonti: WikipediaPapersera.net

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