5 corti di Pippo da guardare su Disney+

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Siete in crisi perché non riuscite a decidere cosa guardare su Disney+? Non sapete come districarvi nel catalogo in continua espansione, tra film memorabili e corti ipernostalgici? Siete nel posto giusto, perché con questa classifica cercheremo di facilitarvi la scelta. Mettetevi comodi, oggi parliamo dei 5 migliori corti di Pippo presenti su Disney+!

Prima di cominciare, però, è necessaria una doverosa premessa. Va detto infatti che i corti che abbiamo selezionato appartengono tutti alla celeberrima serie degli How to, che prende il via nel 1940 con il corto animato Pippo e l’aliante (Goofy’s Glider). In questa serie, un dotto narratore ci illustra le regole e le tecniche degli sport più disparati, lasciando a Pippo il compito di mettere in pratica – come solo lui sa fare – le indicazioni fornitegli.

Si tratta di una formula, quella degli How to, che riscosse da subito un grande successo nel pubblico, consolidando il personaggio di Pippo come una delle principali stelle degli Studios. Le circostanze che fecero avvicinare la Disney a questo format inusuale, però, sono meno comuni di quello che potrebbe sembrare. Gli How to, infatti, si posero come l’unica concreta alternativa per salvare Pippo da una fine prematura. Vediamo perché.

Dopo l’uscita di Biancaneve e i Sette Nani (1937), l’attenzione di Walt si era spostata maggiormente alla produzione di lungometraggi. Va da sé che anche buona parte delle risorse degli Studios vennero dirottate verso quella direzione, lasciando i corti sforniti del necessario backup economico per il loro sostentamento. Venne quindi valutata l’opportunità di una produzione più snella, con personaggi meno approfonditi e un maggiore impiego di comicità slapstick.

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La situazione si complicò ulteriormente a seguito dell’abbandono di Pinto Colvig, storico doppiatore di Pippo. Colvig, da poco rassegnate le proprie dimissioni per unirsi ai Fleischer Studios nella loro sede di Miami, aveva provocato un danno non da poco: Pippo, da sempre associato all’iconica risata, scrosciante e genuina, era rimasto senza più una voce!

Alcune “star” dei Fleischer Studios.

Ecco quindi l’idea degli How to, di una serie di corti senza grandi costi di produzione e, soprattutto, senza la necessità che Pippo recitasse alcuna battuta, al di là di qualche grido tra una caduta e l’altra. Gli How to sono infatti dominati dalla voce narrante, che permea ogni singola scena, orientando la nostra attenzione sui particolari delle discipline trattate.

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Per chi volesse saperne di più sull’evoluzione del personaggio di Pippo nel corso degli anni, vi lasciamo di seguito un nostro intervento dalla rubrica Piume Animate!

Ed ora… la classifica!

Un ultimo chiarimento. Questa classifica prende in esame i soli corti di Pippo presenti nel catalogo Disney+, per cui non andate su tutte le furie se abbiamo tralasciato alcuni must watch.

Per quanto abbiamo cercato di mantenere un approccio distaccato e oggettivo, è inutile dirlo: il filtro soggettivo è ineliminabile. Il nostro gusto, il ruolo che hanno giocato nella nostra infanzia i vari corti… tutti elementi che non siamo riusciti, nonostante l’impegno, a mettere da parte. Ma in fondo, non è forse questo il bello delle classifiche?

E ora, bando alle ciance: ecco a voi la nostra personale classifica dei 5 migliori corti di Pippo su Disney+!

5) Come giocare a baseball (1942)

Come giocare a baseball, locandina.

Iniziamo così la nostra classifica. Come giocare a baseball (How to play baseball) è un corto importante sotto più profili. Si tratta del primo How to… di uno sport di squadra: il baseball, per l’appunto. Le animazioni trasudano qualità e sono a totale servizio della voce narrante che, partendo dall’attrezzatura tecnica, e passando per i vari tipi di lancio, ci mostra da vicino le regole di uno sport quasi del tutto sconosciuto a noi italiani.

La regia è accurata e centra a pieno l’obbiettivo: mostrare quanto narrato, né più, né meno. Tra le varie scelte degne di nota, ricordiamo le sezioni di oggetti. Già sperimentate nel precedente L’arte di sciare (1941), le sezioni di oggetti si confermano essere uno strumento di grande efficacia.

sezione di palla da baseball.
Sezione di una palla da baseball.
Sezione di guantone da baseball.
Sezione di un guantone da baseball.
Sezione di scarpa da baseball.
Sezione di una scarpa da baseball.

Minimo sforzo, massima resa, si dovrebbe dire in questo caso: si tratta infatti di segmenti di fermo immagine. Se si considera che, di norma, gli animatori dovevano produrre circa 24 fotogrammi per ogni secondo di footage, la possibilità di occuparne dai 5 agli 8 con un solo fotogramma (o al massimo due) era un grande risparmio di tempo e fatica!

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Un cheap-trick? Decisamente no. Le sezioni di oggetti appaiono perfettamente integrate nel ritmo della narrazione, lasciando il dovuto spazio al narratore.

Altro grande pregio è il doppiaggio italiano: nulla da dire, se non che la voce di Mario Bardella è semplicemente perfetta. Rotonda e morbida, cruda e incisiva all’occorrenza, la voce di Bardella regala all’Italia un narratore indimenticabile.

Ma allora perché il quinto posto?

Potremmo semplicemente rispondere con un secco «perché gli altri corti sono meglio», ma non sarebbe professionale. La realtà è che Come giocare a baseball porta con sé il seme di un problema che esploderà negli anni seguenti: i pippidi.

Una squadra di pippidi.
Pippidi, da Il gioco del football (1944).
Alcuni pippidi in panchina.
Pippidi, da Pippo e la partita di basket (1946).

Già sperimentato nel corto precedente L’arte dell’autodifesa (1941), l’espediente dei pippidi (ossia di un corteo di sosia di Pippo), è un’arma a doppio taglio. Probabilmente giustificata dalla necessità di tagliare i costi di produzione e al tempo stesso di fornire una soluzione soddisfacente, questa scelta per certi versi sminuisce la bellezza del personaggio di Pippo.

Infatti, scomponendo le caratteristiche del Goof – elencate con grande cura dal celebre animatore di casa Disney Art Babbitt in un decalogo scrupoloso – e attribuendole a soggetti separati, Pippo diventa improvvisamente piatto, scomparendo nella confusione generale. Pippo c’è e non c’è al tempo stesso. Schiavo di un format ingombrante, sono forse stati i pippidi una delle cause del suo declino? Chi può dirlo…

Va chiarito, comunque, che in Come giocare a baseball i pippidi sono ancora utilizzati con parsimonia. Saggiamente confinati alla seconda parte del corto, i pippidi non si impongono sul nostro benamato Pippo, che viene mostrato nella prima parte in tutta la sua goofiness.

Pippo in tenuta da baseball.

Un quinto posto sofferto, quindi. Ma proseguiamo con la nostra classifica!

4) Impariamo a nuotare (1942)

Impariamo a nuotare, locandina.

Al quarto posto troviamo un How to… fondamentale. Se non saper giocare a baseball può essere tranquillamente considerata una mancanza di poco conto, non saper nuotare può letteralmente costarvi la vita! Ecco quindi il nostro Pippo a mostraci – a modo suo – come sopravvivere all’acqua.

Pippo che affoga nella vasca da bagno.

Dopo averci insegnato i primi rudimenti del nuoto nel salotto di casa sua (rischiando di farsi investire dal traffico e di annegare nella vasca da bagno), Pippo scende sul campo per darci una dimostrazione effettiva di come si nuota.

Anche in questo corto ritroviamo i medesimi stilemi già analizzati in Come giocare a baseball: la simbiosi perfetta tra Pippo e la voce narrante (nel doppiaggio italiano sempre affidata a Bardella), la sezione di oggetti (utilizzata con sapienza e in modo sempre servente alla narrazione) e una carrellata esaustiva delle tecniche del nuoto, del tuffo e del surf, per dare risposta all’How to… in questione.

Sezione di una cabina spogliatoio.
Sezione di una cabina spogliatoio.

Il corto si presta anche a un importantissimo heads up: il rischio di congestione digestiva. Tutti sappiamo che prima di fare il bagno è bene aspettare dalle 2 alle 3 ore dopo l’ultimo pasto. Molti, tuttavia, abbracciano l’idea che si tratti solo di un vecchio mito, privo di basi scientifiche e – soprattutto – di casi accertati. Purtroppo la congestione è un pericolo reale ed è consigliabile la massima attenzione!

Ci teniamo a chiarire una cosa: non è l’acqua il problema, ma il freddo. Le cause, infatti, sono dovute a uno scompenso circolatorio, in quanto il sangue, a seguito di uno shock termico, viene dirottato dallo stomaco al cervello, bloccando la digestione e – nei casi più gravi – innestando uno scompenso cardiaco, per il tentativo del cuore di ristabilire l’equilibrio circolatorio.

Pippo sott'acqua.
Pippo sgamato a consumare un pasto nel fondale marino.

Il corto prosegue poi con una bellissima sequenza di tuffi, nella quale vediamo Pippo interagire con un modellino di tuffatore bidimensionale. Questo, dopo averci dato perfetta dimostrazione della rincorsa, del salto e delle varie pose da assumere nella fase discendente (a coltello, mezzo raccolta, carpiata, mezzo carpiata, a volo di cigno e a candela) riprende la stessa sequenza al rallentatore, per permettere a Pippo di eseguire un tuffo a regola d’arte.

Pippo e i tuffi.

Purtroppo, il nostro Goof inciampa durante la rincorsa, sbaglia il salto e soprattutto… si dimentica di controllare che la piscina fosse stata riempita d’acqua, sfracellandosi nel fondo della stessa in una scena decisamente fantozziana.

Pippo e piscina.

Il corto termina poi con una breve sequenza di gag dedicata al surf, che serve meramente come mezzo narrativo perché Pippo possa raggiungere un isolotto sperduto in mezzo all’oceano, dove bearsi all’ombra di una palma, sorseggiando un cocktail attorniato da “bellissime” sirene.

Pippo e le sirene.

È vero, sono dei pippidi. Ma suvvia. Non siamo certo così fiscali!

3) Pippo e la pesca (1942)

Pippo e la pesca, locandina.

Il coefficiente nostalgia ha fatto guadagnare a questo corto il diritto di salire sul podio. E chi come noi è un grande affezionato dell’indimenticabile Pippo e Wilbur (1939), non può che essere d’accordo. In Pippo e la Pesca (How to fish) ritroviamo non solo la stessa atmosfera, ma perfino gli stessi personaggi: le trote di montagna.

Il corto è un How to… per eccellenza. Inizia infatti con un primo piano sulla copertina di un manuale dal titolo How to fish e prosegue introducendo ogni scena come se fosse un capitolo dello stesso. La trovata è a dir poco geniale: così facendo, l’intero corto appare essere una messa in scena di un manuale veramente esistente.

How to fish.
Copertina del manuale “How to fish”.
Pagina dal manuale "how to fish".
Pagina tratta dal manuale “How to fish”.

Il medesimo espediente narrativo, già impiegato in Come andare a cavallo (How to Ride a Horse, 1941), verrà poi utilizzato anche nel celeberrimo Le avventure di Winnie the Pooh (1977), quest’ultimo presente su Disney+.

Fotogramma da Le avventure di Winnie the Pooh (1977).
Capitolo 1, da Winnie the pooh.
Fotogramma da Le avventure di Winnie the Pooh (1977).

Su Pippo e la pesca non abbiamo molto da dire, ce ne rendiamo conto. Tuttavia, siamo piuttosto convinti nell’affidargli il terzo posto di questa classifica. La composizione, il ritmo, la voce narrante, le gag: ogni elemento appare pesato e mai eccessivo. È un corto che fa il suo, portando a casa un risultato più che sufficiente. E se a questo aggiungete il succitato coefficiente nostalgia, il risultato è pressoché scontato. Una medaglia di bronzo meritata, quindi! E ora… avanti col prossimo.

2) L’arte dello sciare (1941)

L'arte dello sciare, locandina.

Fuori dal letto? Nessuno è perfetto. Su questo siamo d’accordo. Tantomeno lo è Pippo. E tantomeno all’alba! In questo corto il nostro Goof ci mostra le buone abitudini dello sciatore. Prima tra tutte: la sveglia alle 4 di mattina.

Pippo alle 4 di mattina.

L’arte dello sciare è un corto indimenticabile. Diviso in due parti, la prima dedicata ad un’attenta analisi dell’attrezzatura da montagna e la seconda ai vari stili di discesa, L’arte dello sciare porta con sé una buona dose di cose fatte bene.

Troviamo innanzitutto una bellissima sezione di oggetti (v. sopra) che ci mostra l’interno dello scarpone da sci. Chiunque abbia mai avuto il piacere di calzarne uno, sa esattamente fino a che punto possa estendersi il significato della parola scomodità. E sa anche che quanto rappresentato nel corto… non è poi così lontano dalla realtà!

Sezione di scarpone da sci.
Sezione di uno scarpone da sci.

Scarpone a parte, L’arte dello sciare ci regala inquadrature spettacolari. La regia è ottima. L’utilizzo dei campi lunghi o lunghissimi è del tutto funzionale alla narrazione, senza mai appesantire la visione. La fotografia è impareggiabile, capace di rendere appieno i colori della montagna all’alba, del cielo e della neve. Anche i colori dell’abbigliamento di Pippo si pongono in perfetta armonia col resto dello sfondo.

Di seguito alcuni fotogrammi memorabili dalla nostra medaglia d’argento dei corti di Pippo presenti su Disney+.

Pippo e la seggiovia.
Pippo sulla cima della montagna.
Pippo sciatore.
Pippo in bilico.
Salto con gli sci, rampa dal basso.
Salto con gli sci, rampa dall'alto, POV.

Il tasto dolente

Fin qui L’arte dello sciare sembrerebbe un corto da primo posto. E lo sarebbe, se non fosse per un piccolo – ma al tempo stesso – fondamentale particolare: il doppiaggio italiano. Attualmente, infatti, Disney+ non da la possibilità di guardare il corto in lingua italiana. Per noi che siamo cresciuti con i corti di Pippo (si badi bene: Pippo, e non Goofy), una mancanza del genere è tale da determinare un secondo posto.

Ci dispiace moltissimo. Contiamo però che i capoccia di Disney+, leggendo questa classifica, facciano mea culpa e si sbrighino a caricare la versione italiana il prima possibile. E ora… rullo di tamburi!

1) Il campione olimpico (1942)

Al primo posto troviamo infine un corto che ci ha fatto sentire del tutto soddisfatti! Il campione olimpico è pressoché impeccabile: un bellissimo doppiaggio, inquadrature eleganti, una grande varietà di sport analizzati, gag divertenti e soprattutto… niente pippidi.

Senza dubbio, ciò basterebbe ad attribuirgli la tanto agognata medaglia d’oro. Ma la bellezza di questo corto proviene anche da un altro elemento di grande importanza, che non abbiamo potuto non prendere in considerazione nella valutazione.

La spinta in più

Ci stiamo riferendo al narratore. Ormai in simbiosi perfetta con il nostro caro Goof, il narratore si pone come un vero e proprio co-protagonista di questo corto. Egli infatti non si limita solo a dirigere le azioni di Pippo o ad esporre le varie tecniche delle discipline in oggetto, ma trova finalmente un proprio spazio di autonomia. Egli è, a tutti gli effetti, un vero e proprio personaggio, alla pari di Pippo.

In una scena in particolare, ciò appare con grande evidenza: Pippo, in bilico sull’asta subito dopo aver effettuato il salto, è costretto a fermarsi e ad attendere che il narratore finisca di recitare una poesia.

Saltare la sbarra

E VOLGE IL GIORNO AL TRAMONTO,
E IL SOLE ARROSSA LA TERRA,
E S’ODE LONTANO
IL LAMENTO DEL CAPRO CHE SALTA LA SBARRA.

In quest’occasione, vediamo Pippo guardare dritto in camera come a interloquire direttamente col narratore, che sembra essersi dimenticato momentaneamente del suo ruolo.

Inoltre, subito dopo aver recitato Saltare la sbarra, il narratore si sbilancia, facendo un commento in prima persona «è suggestiva vero? A me piace!», per poi ritornare al suo ruolo di sempre. Una piccola deviazione dal selciato, questo è vero. Eppure si tratta di un particolare impossibile da trascurare: ne Il campione olimpico non troviamo solamente un Pippo in gran forma, ma percepiamo davvero l’essenza della voce narrante quale quella di un personaggio invisibile. E tutto questo… è a dir poco stupendo!

Una curiosità: la poesia che viene recitata in italiano è una libera interpretazione del componimento elegiaco di Alfred Tennyson Crossing the Bar del 1889. Nella versione in lingua originale, questo viene mantenuto senza modifiche. Di conseguenza, se attiviamo i sottotitoli in italiano, notiamo una non corrispondenza tra quanto recitato dal nostro narratore e quanto scritto in sovrimpressione (che riporta la traduzione esatta della poesia di Tennyson).

Vi lasciamo anche qui alcuni fotogrammi memorabili del corto.

Monte Olimpo.
Pippo e gli ostacoli.
Pippo e il salto con l'asta.
Pippo e la fiaccola olimpica.

Ciò detto, Il campione olimpico è secondo noi il miglior corto di Pippo presente su Disney+. Che altro aggiungere se non consigliarvi di riguardarlo subito!

E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con questa classifica? Anche voi storcete il naso quando vedete dei pippidi aggirarsi nello schermo dell’How to di turno? O, al contrario, li adorate? Avete un vostro corto di Pippo preferito, magari non ricompreso nel catalogo Disney+? Noi sì, e abbiamo pensato di salutarvi lasciandovelo qui sotto, come premio per essere arrivati fino in fondo a questo articolo.

Pippo Superdetective (1952).

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Giacomo Lamonica

Immagini © Disney

Fonti:

Walt Disney’s Goofy: the Good Sport

M. Barrier, Hollywood Cartoons: American Animation in its Golden Age

Goofy – The Disney Compendium

The origins of Goofy

R. Figueiredo, Walt Disney Treasures: The Complete Goofy 

Pinto Colvig – d23.com

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