La Legge della Sommità esiste davvero? | Better Call Scrooge

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Il diritto di proprietà su Topolino viene proposto in molti modi diversi (alcuni esempi: Paperone che raccoglie i giornali abbandonati al parco, Gastone che trova portafogli, i tesori ritrovati dallo Zione e dal parentado nel corso di mille avventure). L’esempio più lampante è, forse, la Legge della Sommità.

Gli appassionati la ricordano, probabilmente, per il quarto capitolo della Saga di Paperon de’ Paperoni, Il re di Copper Hill.

Questa storia segna una svolta nella trama della Saga di Don Rosa. Seppure siamo ancora agli inizi, rappresenta una delle tappe di maturazione più importanti del giovane Paperone. Dietro questo capitolo, inoltre, vi sono molteplici curiosità, anche e soprattutto giuridiche.

Sapevate, infatti, che questa legge è esistita veramente e che la sua applicazione era probabilmente molto simile a quella presentata nella storia a fumetti? Per non menzionare il fatto che la Collina dell’Anaconda è veramente esistita. Insomma, cosa accadde in America nella seconda metà dell’Ottocento?

La risposta a queste domande nella nuova puntata di Better Call Scrooge!

L’antefatto

Paperone è ormai da qualche anno in America. Non è più il ragazzino che è partito da Glasgow con poche monete in tasca (tra le quali un certo decino) e alcuni cimeli di famiglia (ricordate una dentiera?), ma non è ancora l’uomo… pardon, il papero fatto e finito che conosciamo oggi. Deve ancora imparare una serie di lezioni fondamentali per la sua crescita. Una delle prime la apprende a Butte, in Montana, quando decide di mettersi in gioco come minatore.

Ma andiamo con ordine.

Non è un bel momento per il Papero. Tutte le avventure che sino a quel momento ha vissuto, pur se lo hanno arricchito di esperienza, di vita, di emozioni e di ricordi, non hanno provveduto a dare a Paperone quella stabilità economica che tutti gli europei cercano quando giungono in America. Inizia a risentire della pressione che grava su di lui da parte della famiglia. L’ultimo del clan de’ Paperoni, senza il becco di un quattrino e senza lavoro. Deprimente, eh?

Mentre pranza e condivide la sua tristezza, Paperone fa la conoscenza di un certo Marcus Daly

Marcus Daly incontra Paperone
Marcus Daly

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Il signor Daly spiega a Paperone che ha trovato sulla collina dell’Anaconda una grossa vena di rame, ma che è preoccupato perché gli investitori che hanno garantito per lui si aspettavano di trovarci l’argento.

Marcus Daly racconta della miniera dell'Anaconda
Tonnellate di rame!

Non c’è tempo per autocommiserarsi. Un misunderstanding di Paperone (che cerca di accendere una lampada elettrica scavando con le dita nel vetro, prendendo una scossa non da poco) rende noto ai due giovani che non è più l’oro o l’argento che bisogna cercare, ma il rame. Thomas Edison, già da un paio di anni, sta facendo la Storia dall’altra parte degli Stati Uniti, a New York.

Tom Edison ha portato a Butte l'elettricità, come a New York
Cameriereeeee!

I neonati cavi elettrici sono infatti costituiti di rame e il prezzo di questo metallo sta salendo alle stelle.

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Mentre Daly realizza di essere diventato ricco, Paperone inizia una corsa per cercare l’attrezzatura e un posto dove poter scavare in santa pace.

Paperone e Marcus Daly realizzano l'importanza delle miniere di rame.
Rame!

Una serie di eventi fortuiti porta Paperone a fare la conoscenza di Howard Rockerduck, il quale, essendo già abbastanza facoltoso e rivedendo nel giovane lo stesso entusiasmo che aveva agli inizi, decide di aiutarlo nel cercare il rame. Le cose vanno inaspettatamente bene…

Paperone e Howard Rockerduck scoprono una vena di rame

La vena conduce alla collina dell’Anaconda, ed è qui che Howard Rockerduck ha una grande intuizione: convince infatti Paperone a portare ad analizzare un campione della ricca vena di rame che hanno trovato.

In città, i sospetti si rivelano fondati. Il campione portato ad analizzare contiene la stessa percentuale della vena dell’Anaconda (55%), per cui è verosimile che la vena di rame abbia origine sulla concessione del giovane de’ Paperoni. Ciò sta a significare che il vero proprietario della collina dell’Anaconda è proprio Paperone.

Come è possibile? Entra qui in gioco la Legge della Sommità!

Legge della Sommità: applicazione nel fumetto

Howard Rockerduck e Paperone
I trucchi del mestiere

Uno sgomento Paperone, trascinato da Rockerduck Senior di fronte al giudice, scopre che, poiché la vena di rame della collina dell’Anaconda ha origine nella sua concessione, in una sorta di sineddoche legale (possedere una parte, ovvero il principio della vena, per possedere il tutto), tale circostanza lo rende proprietario dell’intera miniera.

Attenzione, però! Nel momento in cui il giudice pronuncerà la sentenza, Paperone dovrà essere il solo sulla concessione.

I cittadini di Butte cercano di accaparrarsi la concessione di Paperone.
Felici Hunger Games!

Inizia una corsa, una gara mentale di resistenza e forza in cui, in pratica, tutti si prendono a schiaffi. Si vince per KO. Un po’ come nella Royal Rumble della WWE: solo uno resterà in piedi.

E in quanto a fame, ambizione e voglia di vincere, nessuno tiene testa all’ultimo del Clan de’ Paperoni.

Paperone lotta contro chi vuole appropriarsi della sua concessione.
3,2,1, KO!

La tenacia paga e Paperone resta l’ultimo papero di Butte in piedi. Giusto in tempo per l’arrivo del giudice che pronuncia l’ordinanza. Paperone scopre allora che Rockerduck altri non è che uno dei soci di Marcus Daly, proprietario dell’Anaconda, il quale cerca subito di convincere Paperone affinché gli venda il terreno e, così, la vena di rame .

Paperone rifiuta, conscio di aver realizzato un sogno, e ringrazia Howard.

Molti di voi sapranno che l’epilogo della storia e una serie di accadimenti – questa volta tutt’altro che fortuiti – porteranno Paperone ad accettare i 10.000 dollari di Daly e a fare ritorno a casa (seppure temporaneamente).

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Ciò che a noi interessa è analizzare come si applica la Legge della Sommità secondo Don Rosa.

Nel fumetto, è abbastanza semplice. Paperone, possedendo la porzione di terreno sul quale la vena mineraria ha origine ed è più vicina alla superficie, di conseguenza possiede l’intera vena.

La circostanza che Paperone debba essere il solo sulla concessione e lottare per restarci è una trovata fantasiosa che Don Rosa ha probabilmente aggiunto per dare ritmo e tensione alla vicenda.

Nella realtà, invece, accadde un evento simile proprio a Marcus Daly, personaggio realmente esistito (è stato lui il vero “re di Copper Hill“) e proprietario insieme ad altri personaggi della collina dell’Anaconda in Montana. Un cercatore, appellandosi a una legge in vigore intorno al 1849, avrebbe cercato di appropriarsi dell’intera vena di rame.

Ma ci fu davvero una legge del genere?

The Homestead Act

Nella prefazione al capitolo Il re di Copper Hill, nel volume Paperdinastia: La grande storia dei paperi più famosi del mondo, si legge che la storia ha origine da una vicenda realmente accaduta: “la rivendicazione della ricchissima miniera della Collina dell’Anaconda, di proprietà di Marcus Daly, da parte di un cercatore sulla base di una norma del 1849 chiamata Legge della Sommità, la cui portata è esattamente quella narrata nell’episodio”.

Purtroppo, sebbene, per le ragioni che spiegheremo, non è affatto inverosimile che una vicenda del genere si sia fattivamente verificata, non si hanno fonti certe in merito a cosa accadde a questo cercatore o chi fosse. Possiamo solo ipotizzare che, sebbene vi fossero basi certe per la rivendicazione della miniera, Marcus Daly probabilmente optò, come nel fumetto con Paperone, per risolvere tutto inter partes, pagando il minatore con una somma cospicua.

Le leggi minerarie negli USA iniziarono a proliferare alcuni anni dopo gli eventi raccontati da Don Rosa. Abbiamo dati certi di normative in vigore intorno al 1862.

Prima di vederle in dettaglio, è necessario fare alcune piccole precisazioni circa il diritto minerario. Innanzitutto, come inquadriamo la miniera in ambito giuridico? In Italia, la miniera viene intesa come bene giuridico e viene ad esistenza quando lo Stato riconosce l’attività di ricerca e reputa utile la sua coltivazione.

Possono formare oggetto di concessione i giacimenti dei quali l’Amministrazione abbia riconosciuta la esistenza e la coltivabilità.

Art. 14 – Legge mineraria (r.d. n. 1443 del 1927).

Nei paesi di common law, invece, si applicava una formula che ancora oggi descrive molto bene il regime minerario statunitense e che ha le sue radici addirittura nell’antica Roma.

Infatti, in un passo di Ulpiano si legge che la proprietà del giacimento segue quella del suolo. Il proprietario del suolo può peraltro concedere a terzi il diritto all’estrazione dei materiali minerari (vi ricorda qualcosa? A Paperone succede una cosa del genere, nella storia citata).

Cosa accadde, quindi, in America?

Inquadriamo, innanzitutto, il periodo storico: 1862. Il presidente Abraham Lincoln decide di concedere ai cittadini statunitensi che ne facciano richiesta, circa 160 acri di terra, a prescindere dall’etnia, dal colore della pelle, dalla condizione sociale e dal sesso. Viene firmato l’Homestead Act il 20 maggio del 1862. L’obiettivo era dei più nobili, ossia dare a ciascuno la possibilità di avere le stesse risorse di partenza:

“to elevate the condition of men, to lift artificial burdens from all shoulders and to give everyone an unfettered start and a fair chance in the race of life.”

Discorso del presidente Abraham Lincoln, 4 Luglio 1861

Nella realtà, però, ci fu una corsa all’accaparramento del suolo pubblico. Il prezzo del terreno era piuttosto esiguo e, pertanto, non solo aspiranti proprietari terrieri parteciparono, ma anche speculatori e, soprattutto, minatori come Paperon de’ Paperoni.

Corsa all'accaparramento del terreno

La legge (e le altre che la seguirono) richiedeva una procedura in tre stadi molto semplici: presentare una domanda, migliorare la terra e presentare istanza per l’atto di proprietà. Chiunque non avesse mai preso le armi contro il governo degli Stati Uniti d’America (compresi gli schiavi liberati) e avesse almeno 21 anni o fosse a capo di una famiglia, poteva presentare una domanda per chiedere la concessione di una terra federale. L’occupante doveva risiedere sulla terra per cinque anni, e fornire le prove di aver apportato le migliorie richieste.

Come già accennato, però, più che utilizzare la terra per costruire fattorie o coltivare il terreno, molti le sfruttarono per estrarre petrolio o per il legname, almeno fino all’avvento del General Mining Act (1872).

General Mining Act

Con l’entrata in vigore del General Mining Act, infatti, i minatori che volessero reclamare il terreno pagavano una cifra irrisoria (da 2,50 a 5 dollari per acro) e, una volta ottenuta una sorta di patente (cd. claim) non pagavano i diritti di sfruttamento, poiché tale legge era di natura federale.

La legge del 1872 concedeva diritti aggiuntivi ai proprietari di un particolare tipo di patente, detta lode claim.

Ciò dava ai proprietari del terreno in cui nasceva una vena mineraria il diritto di seguire e scavare la vena ovunque conducesse, anche se la sua estensione nel sottosuolo continuava sotto altre rivendicazioni minerarie. Questa disposizione ha portato a lunghe controversie e persino a battaglie clandestine, specialmente a Butte, nel Montana. Indovinate come si chiamava questa specifica legge? Law of the apex, ovverosia Legge della Sommità.

Legge della Sommità

Si potrebbe pensare quindi che la Legge della Sommità fosse in vigore già da prima degli eventi narrati nella Saga. Se a livello temporale la collochiamo nel 1872, abbiamo la certezza che ai tempi di Paperone la disposizione richiamata fosse già nero su bianco. Resta, però, un’ovvia discrepanza con quanto accaduto a Daly. La norma di cui il cercatore si sarebbe servito contro di lui, infatti, sarebbe stata del 1849.

Conclusioni

Oggi l’applicazione di questa legge ha subito enormi mutamenti, soprattutto in virtù del fatto che il diritto di proprietà (di cui il diritto minerario costituisce una branca) è ormai di natura statale e non federale. Attualmente, per le attività di stoccaggio le imprese minerarie affittano il terreno ad un cd. dominus soli (il proprietario del suolo), il quale ha diritto di alienarlo a suo piacimento. Declinata così, la situazione è piuttosto semplicistica rispetto alla procedura concreta, ma ciò che ci interessava, in questo articolo, era l’applicazione della Legge della Sommità.

Non si può non apprezzare la Saga anche per farci conoscere retroscena poco conosciuti della storia americana, a riprova che il fumetto è uno strumento di divulgazione culturale. Infatti, anche in un episodio di Tex Willer ambientato in Oklahoma fa da sfondo l’Homestead Act (Oklahoma!, 1991).

Speriamo di avervi svelato un retroscena interessante di una delle storie fondamentali della Saga di Paperon de’ Paperoni. Alla prossima!

Lidia Brancia

Immagini © Disney – Panini Comics

Fonti

General Mining Act

Homestead Act

Profili civilistici di diritto minerario, Giappichelli;

Ulpiano, D. 8.4.13.1 Ulp. 6 opin.

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