Dimmi Amelia in tutte le lingue del mondo

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Siamo abituati a seguire le peripezie della strega creata da Carl Barks lungo la tratta Vesuvio-Deposito: ma le storie della magica partenopea ossessionata dalla Numero Uno hanno affascinato lettori di tutto il mondo! E paese che vai, nome che trovi: di seguito troverete una selezione dei più curiosi nomi di Amelia in altre lingue. Ovviamente, come per tutte le storie, è bene iniziare dall’inizio (o principiare dal principio).

Magica Sophia, magica Italia

L’uomo dei paperi aveva una grande passione per l‘Italia: le fattezze di Amelia sono infatti ispirate alla nostra bellissima Sophia Loren (con un tocco di Morticia Addams e di Gina Lollobrigida). L’italianità della strega è implicita anche nel suo nome originale: negli Stati Uniti, Amelia si chiama Magica De Spell (spell vuol dire “incantesimo” in inglese). Da notare che la particella “de” sta a indicare, nei cognomi italiani, una possibile ascendenza nobiliare: Magica potrebbe avere del sangue blu?

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La prima apparizione di Amelia

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A me gli occhi!

L’etimologia del nome Amelia è incerta, ma tra le ipotesi più diffuse c’è quella che lo fa derivare dal termine amal, che in germanico è traducibile come “lavoro”. Dunque amelia vorrebbe dire “operosa, perseverante”. Certo, Amelia continua a dare la caccia all’amato decino di Paperone, nonostante sia stata cannoneggiata ad aglio molte volte: sicuramente è perseverante! Ma forse non è questa la storia dietro al suo nome.

Amelia è, per definizione, la strega che ammalia. La malìa è, per l’appunto, una fattura, una pratica magica per sottomettere la volontà altrui: in senso traslato, sta a indicare il fascino e la seduzione. Plausibile che sia stata questa assonanza a ispirare la traduzione italiana.

Ma il nome di Amelia, anche in altre lingue, ha riferimenti diretti alla magia. In Russia, ad esempio, la strega che ammalia diventa Магика Де Гипноз (Maghika De Ghipnos): un nome molto più cattivo di quanto crediate! Ghipnos vuol dire “ipnosi”: questa pratica è aspramente condannata dalla chiesa ortodossa russa, che l’ha definita strumento per “servire consapevolmente il male e usare le forze oscure del mondo spirituale” (1989, Giornale del patriarcato di Mosca).

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Anche il Lettonia si fa riferimento all’ipnosi: Amelia diventa “Maģija Hipnotizētāja“.

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Illusioni, segreti e manici di scopa

In tedesco, la strega che ammalia è nota come Gundel Gaukeley. Gundel è un nome proprio femminile (nonché un cognome), ma anche uno dei nomi del timo selvatico, pianta apprezzata fin dall’antichità per le sue proprietà terapeutiche: nell’antica Grecia, per esempio, si riteneva che il suo profumo stimolasse la mente e l’anima. Gaukeley viene dalla parola gaukelei (gioco di prestigio), che deriva etimologicamente dal verbo gaukeln, che significa “praticare l’illusionismo” oppure “svolazzare”.

Nelle affascinanti isole Faroe, Amelia diventa Hulda Trøllont: Hulda è un nome proprio femminile che deriva dall‘antico norvegese e significa “segretezza”. Nella mitologia germanica pre-cristiana, Hulda (oppure Holda, o ancora Holle) era la dea del tempo atmosferico: questa figura è stata declinata in modi diversi nelle varie culture germaniche, fino ad arrivare nelle celeberrime Fiabe dei fratelli Grimm come la strega Frau Holle, la quale, ogni volta che si rifà il letto, provoca una nevicata. Trøllont indica invece la Aythya fuligula, ovvero un tipo di anatra.

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“Stregoneria con Gundel Gaukeley”

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Amelia saggia, mistica… patologica?

In portoghese, la fattucchiera del Vesuvio è conosciuta come Maga Patalójika: il suo nome suggerisce un gioco di parole tra l’aggettivo patologico e il sostantivo pata, che significa “papera”.

In lingua araba, Amelia diventa la strega Sonya (الساحرة سونيا – sạḥrẗ Sonia). Il nome Sonia è un ipocoristico di origine russa del nome proprio Sofia (dal greco “saggezza”): probabilmente il nome è stato scelto sia per l’indiscutibile suono europeo che in riferimento alle conoscenze arcane della nostra bella strega. In Grecia, invece, ha regnato un po’ di indecisione: Αμέλια (Amelia), Μάγισσα Μαγεία (Maghissa Magheja), Μάγισσα Μάγια (Maghissa Maghia), Μάτζικα ντε Σπελλ (Mazica nte Spell). Vale la pena soffermarsi sul più… inquietante?

Nella traduzione greca della storia Ten Cent Valentine (del mitico Carl Barks) Amelia diventa Μάγισσα Μήδεια (Maga Medea): un nome decisamente troppo cattivo! Medea, nella mitologia greca, è una strega che ne ha combinate di tutti i colori per aiutare il suo amato Giasone nella ricerca del Vello d’Oro; quando il marito la lascia, lei pensa bene di vendicarsi dando fuoco alla novella sposina e al suocero, nonché accoppando i propri figli (avuti appunto da Giasone) per vendicarsi. Tutto quello che fa Amelia è cercare di rubare un decino! Non vi pare esagerata questa associazione?

Quando la strega che ammalia combatte zio Paperone sulle pagine francesi, viene chiamata Miss Tick. Il nome francese di Magica è stato scelto per creare un gioco di parole: si pronuncia, infatti, esattamente come l’aggettivo mystique (ottimo aggettivo per un strega).

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Edizione russa di “Duck Tales – Scrooge’s Quest” di Marv Wolfman

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Traduzioni di Amelia in altre lingue europee

Il nome di Amelia in molte altre lingue consiste in una traduzione più o meno letterale di Magica De Spell: in norvegese troviamo, ad esempio, Magica fra Tryll (dal verbo trylle, “fare numeri di magia”), mentre in spagnolo Mágica De Hechizo (hechizo significa letteralmente “incantesimo”: il termine proviene dall’aggettivo latino factīcĭus, che vuol dire “falso”).

Magika von Čáry, allo stesso modo, traduce Magica De Spell in ceco. Piccola curiosità: čáry, nel significato di “magia” è un plurale tantum, ovvero un termine solo plurale; al singolare (čára) il termine vuol dire “linea”. Stando al dizionario etimologico di Rejzek, è il termine singolare a derivare dal plurale, ovvero la parola “linea” dalla parola “magia”, forse in ricordo delle linee magiche che un mago doveva disegnare per fornire una protezione mistica a un luogo o per evocare qualche forza misteriosa.

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Amelia nelle lingue asiatiche

Nella terra del Sol levante e dei manga, la nemesi magica di Paperone è マジカ デ スペル (Magica De Tsuperu): questa è la traslitterazione di Magica De Spell, effettuata con i caratteri katakana, utilizzati principalmente per la traslitterazioni di nomi e termini stranieri, nomi scientifici di piante e animali e per i versi degli animali.

In lingua indonesiana Amelia diventa Mimi Hitam, ovvero “Mimì nera”. Il nero è sicuramente un colore facilmente associabile a una strega (e ammettiamolo, ad Amelia piace parecchio!); inoltre, nella cultura indonesiana, questo colore è spesso associato al crimine (come succede analogamente in italiano con la nostra “cronaca nera”).

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Anche in olandese troviamo riferimento al nero: “Zwarte Magica” si traduce come “Nera Magica”.

Tante lingue, un solo fascino

Ce ne sono tante di storie e di piccole curiosità dietro una traduzione, tante sono le influenze e il fascino che un personaggio può esercitare – sapevate, ad esempio, che a Stoccolma esiste un parrucchiere “ispirato” ad Amelia? Il salone Magica De Sax (sax – “forbici” in svedese), il cui nome è parodia di Magica De Hex (da häxa – “strega”). O ancora, che in alcune storie Amelia insegna in una scuola parecchio simile a quella di Hogwarts?

Qualunque sia il segreto del suo successo, qualunque sia il suo nome in altre lingue, e anche se probabilmente non vincerà mai contro Paperone, è bello sapere che in quasi ogni paese del mondo c’è qualcuno che fa il tifo per la strega che vive alle pendici del Vesuvio.

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In Finlandia, Amelia si chiama Milla Magia (Milla equivale al nostro “Emilia”)

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Gabriella Vajano

Fonti: Wikipedia | Inducks | glosbe | Treccani | Academic (de) | Definify | Disney Estranky | BehindTheName | The Meaning of Magica (Goeffrey Blum)

Immagini: ©Disney | Mondadori | Panini | Egmont Latvija | Egmont Eapha Media | ACT | Sanoma Media Netherlands B. V.

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