Disney e musica classica: 5 brani che non immaginavi di conoscere

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Vi è mai capitato di avere in testa un motivetto che avete sentito da qualche parte ma di cui non sapete il nome? Se con le vostre doti vocali non siete riusciti a farlo riconoscere a Shazam, non disperate: può darsi che questo articolo possa fare al caso vostro. Soprattutto se i cartoni prima di cena su Rai 2 erano un vostro appuntamento fisso!

Andremo infatti a scoprire alcune melodie che tutti noi, cresciuti con i cartoni di Topolino, Paperino e Pippo, abbiamo sentito almeno una volta. E non sono canzoncine qualsiasi: sono dei brani di musica classica, composti da maestri di prim’ordine!

Musica classica: un’ospite fissa in casa Disney

Quando parliamo di musica classica e Disney, non può non venirci in mente Fantasia (1940), il film in cui l’animazione si fonde con alcuni brani classici memorabili. Ci sono poi i cartoni della serie Silly Symphonies, la cui vera protagonista è la musica: non è quindi raro trovarvi estratti dalle opere dei grandi compositori. O ancora, ci sono altri cortometraggi, come Il concerto bandistico, interamente costruiti attorno a un pezzo classico. Ma non sono le uniche incursioni di Walt nel mondo della musica classica.

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Infatti, in moltissimi cortometraggi Disney ci sono temi musicali tratti da brani di musica classica che hanno la funzione di caratterizzare l’atmosfera di alcune scene. Come vedremo, si tratta di vere e proprie melodie ricorrenti per accompagnare le immagini che appaiono sullo schermo. Addirittura, a volte sono diventate più famose per il loro utilizzo nei cartoni che per l’opera originale da cui provengono!

L’utilizzo di questi estratti classici era una pratica che risaliva all’epoca dei film muti. L’organista o il pianista che accompagnava il film in sala aveva un repertorio di brani (sia classici che contemporanei) da suonare a seconda della scena che veniva proiettata. Per di più, i pezzi di musica classica erano di pubblico dominio: la tradizione del cinema muto unita al fatto di non dover pagare per i diritti d’autore fecero sì che i brani classici divenissero protagonisti delle colonne sonore dei corti.

Una delle più importanti raccolte di pezzi per gli accompagnamenti del cinema muto, raccolti a seconda delle scene: l‘Enciclopedia di Erno Rapée (1925)

Il compositore che sfruttò maggiormente il repertorio classico fu Carl Stalling (1891 – 1972), che lavorò con Disney dal 1928 al 1930. Fu uno dei primi autori di musica per cartoni, gettando le basi di uno stile di composizione largamente seguito negli anni a venire. Tra le altre cose, fu proprio lui a proporre a Walt l’idea delle Silly Symphonies. Lasciata la Disney si accasò alla Warner Bros. dal 1936 fino al 1958: in quei 22 anni Looney Tunes e Merrie Melodies divennero le serie animate con più referenze classiche in assoluto.

Stalling al pianoforte: si riconoscono Walt Disney (secondo in piedi da sinistra) e Ub Iwerks (quarto in piedi da sinistra)

Avventuriamoci dunque alla (ri)scoperta di questi brani. Abbiamo individuato i cinque pezzi che secondo noi hanno trovato il maggior utilizzo nei corti Disney e che sono apparsi nei corti più famosi, quelli che trovavate nelle vostre cassette, in DVD e in TV!

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Un’ultima precisazione: questa non pretende assolutamente di essere una lista completa di tutti i cartoni in cui appaiono queste melodie. Vuole invece essere un semplice omaggio alla musica della nostra infanzia, che oggi vogliamo riascoltare con un orecchio più “erudito”. Troverete quindi un estratto del brano originale, seguito da un video con gli spezzoni dei cartoni in cui si trova il pezzo in questione.

Bando alle ciance: lasciatevi guidare in un tour musicale tra i ricordi!

Felix Mendelssohn, Romanze senza parole, Quinto Volume, Op. 62: Allegretto grazioso in La maggiore (“Frühlingslied”)

Scritto dal compositore tedesco Felix Mendelssohn (1809 – 1847) tra il 1842 e il 1844, il primo tema musicale che vi proponiamo è uno dei più utilizzati nei corti Disney e non solo. Se da piccoli avete visto qualche cartone animato, non potete non averlo sentito.

Felix Mendelssohn

Viene utilizzato per rappresentare situazioni di pace e serenità: i personaggi si muovono aggraziatamente e con leggerezza sulle note di Mendelssohn, colmi di tranquillità e spensieratezza. O, in alternativa, frastornati da un colpo in testa. Avete capito di che pezzo si tratta? Ecco qui la composizione originale:

L’inizio della “Canzone di primavera” di Mendelssohn

I cartoni che utilizzano questo tema sono moltissimi: solo per citarne alcuni, I pulitori di orologi (Clock Cleaners 1937), Sinfonia della fattoria (Farmyard Symphony, 1938), Come giocare a baseball (How to Play Baseball, 1942), Pippo e la pesca (How to Fish, 1942), Il campione olimpico (The Olympic Champ, 1942), Lezioni di Golf (How to Play Golf, 1942) e Partita a tennis (Tennis Racquet, 1949). Come possiamo vedere, molti sono corti con Pippo: d’altronde, chi più tranquillo e spensierato di lui?

Un elenco di titoli può non dirvi granché: molto meglio vedere e sentire i cartoni di cui sopra, cliccando sul video qui sotto!

Fryderyk Chopin, Sonata per pianoforte n. 2 Op. 35, terzo movimento (“Marche funèbre“)

L’inizio del terzo movimento della Sonata n.2 di Chopin (1810 – 1849) è un altro tema musicale che chiunque di noi ha sentito almeno una volta nella vita. Il nome del movimento – marcia funebre – parla da sé: è un motivo lento e grave, che procede in maniera solenne e dolente. Questo brano, suonato già ai funerali di Chopin stesso per accompagnarne il feretro, è il più celebre esempio di marcia funebre nel panorama musicale classico. Ascoltiamone insieme l’inizio: vedrete che la riconoscerete subito!

L’inizio della “Marcia funebre” di Chopin

I cortei funebri non sono certo all’ordine del giorno nei cortometraggi d’animazione, per lo più comici. Tuttavia, possono trovare spazio alcune gag che parodiano questi momenti drammatici, soprattutto nei cartoni più vecchi: è proprio in queste scene che risuona la marcia di Chopin.

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Ritratto di Fryderyk Chopin

Anche se altri studi di animazione, come la Warner Bros., hanno utilizzato più frequentemente questo tipo di di gag, ci sono comunque diversi esempi in casa Disney in cui sentiamo risuonare la marcia funebre. Si tratta del premio Oscar Fiori e Alberi (Flower and Trees, 1932), Paperino acchiappasomari (Truant Officer Donald, 1941), Proteggendo la città (Home Defense, 1943) e Il gioco del football (How to Play Football, 1944).

Gioacchino Rossini, Guglielmo Tell, Overture

Signore e signori, ecco a voi la regina delle composizioni classiche nei cartoni Disney. L’overture dell’ultima opera lirica composta dall’italiano Gioacchino Rossini (1729 – 1868) nel 1829 è indubbiamente uno dei capolavori del suo genere, ma sembra essere piaciuta particolarmente in casa Disney. Sono infatti moltissimi i cartoni che utilizzano estratti dal brano rossiniano.

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Gioacchino Rossini

Questa predilezione è dovuta sicuramente alla varietà di temi musicali presenti nell’overture: il brano infatti è composta da quattro sezioni molto diverse che si susseguono senza soluzione di continuità. In ordine, abbiamo:

  1. Preludio: Alba
  2. Tempesta
  3. Ranz des Vaches (Richiamo alle mucche)
  4. Finale: marcia dei soldati svizzeri

Come vedremo, questi movimenti differiscono parecchio l’uno dall’altro: ciascuno di essi è quindi stato utilizzato in maniera autonoma per caratterizzare al meglio una determinata scena. In particolare, ci concentreremo sulle ultime tre sezioni, che sono quelle più sfruttate nei cartoni Disney. Andiamo!

Tempesta

Anche in questo caso il nome della sezione ci dice già molto. Il movimento propone un tema musicale vorticoso e travolgente: Rossini sfrutta tutto l’organico dell’orchestra per trascinarci “nell’occhio del ciclone”. Pochi brani descrivono meglio l’atmosfera carica ed elettrica di una tempesta: ascoltiamone un breve estratto, restando al sicuro sotto all’ombrello!

Quand’è che troviamo questo tema nei corti Disney? Be’, ovviamente quando c’è una tempesta o qualche altro brutto evento atmosferico! È questo il caso de La capanna dello zio Tom (Mickey’s Mellerdrammer, 1933) e de Il piccolo tifone (The Little Whirlwind, 1941).

Ma non solo: può accompagnare le sfuriate di Paperino in Paperino e la pazienza (Cured Duck, 1945), gli sforzi di Pippo sul campo da golf in Lezioni di Golf, la caccia all’alce di Topolino, Paperino e Pippo in Topolino cacciatore (Moose Hunters, 1937), l’incendio di una foresta in Fiori e Alberi, e chi ne ha più ne metta. Insomma, se la situazione inizia a farsi agitata, tendete le orecchie: la Tempesta potrebbe farsi sentire!

Ranz des Vaches (Richiamo alle mucche)

La sezione immediatamente successiva non potrebbe essere più diversa. Al tumulto della Tempesta si contrappone un tema dolce e pacato, tracciato dal suono caldo e avvolgente del corno inglese: l’atmosfera che ci trasmette è proprio quella della quiete dopo la tempesta. Il curioso nome di questa sezione (Richiamo alle mucche) è dovuto al fatto che la melodia del corno ricalca le cantilene suonate dai pastori svizzeri per guidare il loro bestiame al pascolo.

Per il suo carattere pastorale, è il brano ideale per dipingere situazioni idilliache e serene, come ad esempio un’alba o un paesaggio di campagna immerso nella quiete. Alcuni dei cortometraggi in cui risuona il Ranz des Vaches sono Fiori e Alberi, Sinfonia della fattoria e Colazione per tre (Three for Breakfast, 1948).

Finale: marcia dei soldati svizzeri

Nel contesto del Guglielmo Tell questa è la marcia dei soldati svizzeri che tornano vittoriosi dalla battaglia contro gli austriaci per la liberazione della loro patria. Le trombe aprono il movimento con il loro suono squillante: l’orchestra si unisce poco dopo, in un tipico crescendo rossiniano, in cui lo stesso tema viene ripetuto più volte aggiungendo sempre più strumenti.

Il carattere concitato e incalzante di questa celeberrima melodia la rende la colonna sonora ideale per gli inseguimenti. Non ci stupiamo dunque di sentirla riecheggiare durante la precipitosa fuga di Topolino, Paperino e Pippo in Topolino cacciatore o nell’esilarante inseguimento automobilistico in Pippo superdetective (How to Be a Detective, 1952). Altri corti che utilizzano la marcia sono Sinfonia della fattoria, Il campione olimpico, Lezioni di Golf e Partita a tennis.

No, non ci siamo dimenticati di lui. Il concerto bandistico (The Band Concert, 1935), è sicuramente il cortometraggio che rende meglio omaggio all’overture. Ne parliamo soltanto ora perché non si tratta di un cartone in cui la musica del Guglielmo Tell viene utilizzata semplicemente per accompagnare una qualche scena. Infatti in The Band Concert tutto ruota attorno al componimento di Rossini. Anche se il brano è ovviamente condensato nei 9 minuti del cortometraggio, sono presenti tutte e quattro le sezioni dell’originale (anche se in ordine diverso: albamarcia dei soldati svizzeririchiamo alle mucchetempesta).

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Nel 1994 The Band Concert è stato votato da 1000 esperti di animazione come il terzo cortometraggio animato più bello di sempre

Ne Il concerto bandistico, Topolino è un direttore di una banda musicale, che esegue l‘overture del Guglielmo Tell durante un esibizione all’aperto. L’esecuzione è continuamente disturbata da Paperino, che non perde occasione di suonare con il suo flauto Turkey in the Straw, portando il topo sull’orlo di una crisi di nervi. Il finale è travolgente: l’orchestra suona la Tempesta e provoca l’arrivo di un vero tornado. Il pubblico fugge, ma non i musicisti e il loro direttore, che continuano a suonare anche mentre sono trascinati dal vento. The show must go on!

Franz von Suppé, Leichte Kavallerie, Overture

I compositori che abbiamo incontrato finora sono tra i grandissimi della musica classica: non devono certo la loro fama all’utilizzo dei loro pezzi nei cartoni Disney! L’italo-austriaco Franz von Suppé (1819 – 1895), invece, è relativamente sconosciuto ai più. Questo artista si dedicò principalmente al genere dell’operetta: portò in scena ben trenta opere, acquistando una discreta notorietà all’epoca. Oggi però il suo nome potrebbe essere nel dimenticatoio insieme alle sue composizioni, se non fosse per alcune overture tratte dalle sue operette.

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Franz von Suppé, pseudonimo di Francesco Ezechiele Ermenegildo Suppe

Questi pezzi – che originariamente aprivano le operette di Suppé – sono stati infatti impiegati in diversi film, pubblicità e… cartoni animati! La più famosa di queste overture è sicuramente quella dell’operetta Cavalleria Leggera (Leichte Kavallerie, 1866), che vi proponiamo qui sotto: di certo l’avrete sentita, senza sapere che fosse di un semisconosciuto operista!

In quanto al suo utilizzo nei corti Disney, vale lo stesso discorso fatto per la Marcia dei soldati svizzeri di Rossini. Le due composizioni hanno infatti un carattere simile, incalzante e trascinante, adatto per accompagnare fughe e inseguimenti: troviamo quindi Cavalleria Leggera in Pippo e la pesca, Il campione olimpico, Un lavaggio difficile (The Big Wash, 1948) e Partita a tennis.

Ma attenzione: anche l’overture di Suppé ha un cartone interamente a lei dedicato: si tratta de L’ora della sinfonia (The Symphony Hour, 1942). Come per Il concerto bandistico, L’ora della sinfonia è interamente sviluppato attorno al brano musicale in questione. Topolino veste di nuovo i panni di direttore d’orchestra: i suoi musicisti sono impeccabili nelle prove, ma il giorno dell’esibizione pubblica… qualcosa negli strumenti non va! Il risultato dell’esecuzione è memorabile.

Von Suppé può stare tranquillo: grazie a L’ora della sinfonia nessun appassionato Disney si potrà dimenticare di lui!

Johann Strauss II, An der schönen blauen Donau, Op. 314 (Sul bel Danubio Blu)

Chiudiamo la nostra rassegna con un altro brano indimenticabile. Sul bel Danubio blu (An der schönen blauen Donau) è forse il valzer più famoso di tutti i tempi: non a caso l’austriaco Johann Strauss II (1825 – 1899) – il compositore del brano – è detto anche “re del valzer”.

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Johann Strauss II, detto anche Johann Strauss figlio, Johann Strauss il Giovane, Johann Strauss Jr.

Scritto nel 1866, Sul bel Danubio Blu dura circa nove minuti e mezzo: dopo una particolare introduzione caratterizzata dal tremolo dei violini, si giunge al celebre tema del valzer. La varietà delle sezioni del brano e i cambi di tonalità evitano che il pezzo cada nella ripetitività: rimane sempre vivace e brillante, dall’inizio alla fine.

La gioiosa allegria del valzer lo rende un pezzo particolarmente adatto per scene di relax e spensieratezza. Nei cartoni Disney Sul bel Danubio Blu è meno utilizzato degli altri pezzi di musica classica che abbiamo incontrato, ma lo troviamo almeno in I pulitori di orologi e in Motormania (Motor Mania, 1950). Nel primo caso si tratta della penultima sezione del valzer, mentre nel secondo sentiamo proprio il famosissimo tema che vi abbiamo presentato.

Questo era l’ultimo dei pezzi di musica classica che non potete non aver sentito nei cartoni Disney. Per concludere, ecco a voi due brani bonus: inclusioni dovute per gli appassionati dell’animazione, interessanti curiosità per tutti.

Bonus: Franz Liszt, Rapsodie ungheresi (S. 244), Rapsodia ungherese n. 2

Abbiamo detto che l’overture del Guglielmo Tell è la regina della musica classica nei cartoni Disney. Ma se andiamo ad allargare il nostro sguardo anche al mondo dei cortometraggi degli altri studi di animazione, le cose cambiano: lo scettro passa alla Rapsodia ungherese n. 2. Scritta nel 1847 dal compositore e pianista Franz Liszt (1811 – 1886), si tratta di uno dei pezzi pianistici più difficili mai scritti: un bellissimo brano da ascoltare, ma una vera tortura da eseguire!

Non fatevi ingannare dall’allegria della musica: è un incubo per ogni pianista!
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Franz Liszt

Il carattere allegro e scherzoso della friska (la sezione più vivace del brano) ha reso la Rapsodia ungherese n.2 uno dei pezzi più diffusi nei cartoni animati. Come mai allora si trova qui solo come bonus? Il motivo è presto detto: i corti che l’hanno portata alla ribalta non sono Disney! I più famosi sono sicuramente Rapsodia in salmì (Rhapsody Rabbit, 1946) e Jerry il pianista (The Cat Concerto, 1947), prodotti rispettivamente da Warner Bros. e MGM. I due hanno trame molto simili: in entrambi il protagonista (Bugs Bunny nel primo, Tom nel secondo) è un concertista che si cimenta nel pezzo di Liszt, ma viene continuamente disturbato da un topo (un anonimo roditore in Rhapsody Rabbit, Jerry in The Cat Concerto).

Grazie a questi due cortometraggi (e ad altri che presentano lo stesso brano) la rapsodia è diventata il pezzo di “musica classica per cartoni” per antonomasia. A riprova di questo, in Chi ha incastrato Roger Rabbit – lungometraggio del 1988 che omaggia l’epoca d’oro dei cartoni animati hollywoodiani – Daffy Duck e Paperino suonano proprio la composizione di Liszt, in una delle scene più esilaranti del film.

Se però abbiamo inserito questo brano in questo articolo, anche se in veste di bonus, vuol dire che anche la Disney in qualche modo ha contribuito al suo utilizzo nei cartoni. Ed è così: il primo corto in cui si sente suonare la Rapsodia ungherese n.2 è proprio della casa di Walt. Si tratta di The Opry House, uno dei primissimi cartoni di Topolino, datato 1929. Mickey, qui alla sua quinta apparizione sullo schermo, è il proprietario di un piccolo teatro: presenta uno spettacolo che si conclude con una sua esibizione al pianoforte che comprende appunto il brano di Liszt.

Topolino suona un brano del grande pianista e compositore Sergej Rachmaninov prima di passare a Liszt. Rachmaninov disse poi a Walt Disney nel 1942: “Ho sentito il mio pezzo eseguito meravigliosamente da alcuni dei migliori pianisti e assassinato crudelmente dai dilettanti, ma non sono mai stato più commosso che dall’esibizione del grande maestro Topolino”

The Opry House è un corto epocale anche perché si tratta del primo cartone in cui Topolino indossa i suoi iconici guanti bianchi. Prima di allora, le sue mani erano nere con il resto del corpo: questo però avrebbe reso difficile distinguere i movimenti delle dita sul pianoforte, soprattutto nel contesto del bianco e nero. Gli animatori decisero allora di fargli indossare i guanti prima dell’esibizione pianistica, per poi lasciarglieli definitivamente.

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Bonus: Edvard Grieg, Pezzi lirici, op. 54: Trolltog (“Marcia dei troll”)

Abbiamo infine scelto questo secondo bonus non tanto per il suo utilizzo nei cartoni animati, quanto invece per l’importanza che ha avuto per l’animazione Disney. La Marcia dei troll del compositore norvegese Edvard Grieg (1843 – 1907) è un pezzo per pianoforte dal sapore enigmatico e intrigante: il basso insistente e le rapide discese della melodia confezionano l’atmosfera adatta a delle creature mitologiche come appunto i troll. Tra tutti quelli che abbiamo visto, è forse il brano meno noto. Ascoltiamo insieme l’inizio: vi ricorda qualcosa?

Grieg scrisse la “marcia dei troll” tra il 1889 e il 1891
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Edvard Grieg

Gli appassionati di storia Disney avranno certamente capito: è la musica che accompagna La danza degli scheletri (The Skeleton Dance, 1929), la prima Silly Symphony! Nata da un’intuizione di Carl Stalling e dalla sapiente mano dell’animatore Ub Iwerks, The Skeleton Dance è l’apripista di una serie di corti che forse più di ogni altra ha portato gli Studios a raggiungere i più prestigiosi traguardi nel mondo dell’animazione. È impossibile riassumere in poche righe la rilevanza che questa serie ha avuto per gli Studios: per saperne di più quindi vi consigliamo di leggere questo articolo.

Abbiamo scelto di inserire la marcia di Grieg per riconoscere l’importanza di questo cartone animato. Oggi può sembrare semplice e un po’ naïf, ma se Biancaneve e i sette nani ha visto la luce solamente nove anni dopo Steamboat Willie, parte del merito è anche di questi simpatici scheletri danzanti.

Una forma d’arte sottovalutata

Alla fine di questo excursus nel mondo dei cartoni, possiamo finalmente dare un nome ai motivi che abbiamo sempre sentito. Ma non abbiamo imparato solo questo. Anche se si tratta di cortometraggi comici, i cartoni che abbiamo incontrato confermano ancora una volta che l’animazione non ha nulla da invidiare alle altre arti. E, come le altre forme d’arte, è capace di cogliere le migliori espressioni della creatività umana – tra cui la musica classica – e trasformarle in una veste nuova.

Francesco Menegale

Immagini e video © Disney, Warner Bros., MGM

Fonti:

Daniel Goldmark, Tunes for ‘Toons: Music and the Hollywood Cartoon

James Bohn, Music in Disney’s Animated Features: Snow White and the Seven Dwarfs to The Jungle Book

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