Eta Beta è un alieno o un uomo del futuro?

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Pluigi Psalomone Pcalibano Psallustio Psemiramide, o per meglio dire Eta Beta, è uno dei migliori amici di Topolino. Oltre a indossare un gonnellino da cui può estrarre letteralmente di tutto, Eta Beta si distingue per una lunga lista di stranezze, dal mangiare la naftalina a dormire sui pomelli del letto. Tutto regolare, affermeranno molti di voi con certezza… perché Eta non è un umano come noi, di questo siamo sicuri! Quello che è meno certo però, è cosa sia esattamente Eta Beta: è un alieno o un uomo del futuro?

La prima apparizione di Eta Beta: uomo di un futuro primitivo

La prima apparizione di Eta Beta risale al 1947, in una storia dal nome eloquente: The Man of Tomorrow. Tradotta in Italia nel 1949, già solo il titolo potrebbe darci la risposta che stiamo cercando: Eta Beta l’uomo del 2000. Secondo gli autori della storia, Bill Walsh e Floyd Gottfredson, Eta Beta è stato dunque concepito in origine come un uomo del futuro.

Più precisamente, al primo incontro con Topolino, Eta Beta gli mostra un orologio regolato sulla data esatta del 3 ottobre 2447: addirittura 500 anni dopo il 1947, data in cui uscì (ed è ambientata) la storia.

Eta Beta
A voler essere ancora più precisi, considerato che in Italia la storia è stata pubblicata nel 1949, l’orologio di Eta Beta è avanti di 498 anni.

La qualifica di “uomo del 2000” attribuita a Eta Beta nella traduzione italiana (pur non coincidendo con la data esatta mostrata dall’orologio) contiene in sé il rimando a un futuro avveniristico e sconosciuto. Alla fine degli anni ’40 il nuovo millennio poteva forse apparire ancora lontanissimo, suscitando sentimenti contrastanti di speranza e timore per un mondo che da poco aveva voltato la pagina della Seconda Guerra Mondiale. Tra le sorprese che il futuro aveva in serbo, avrebbero potuto esserci umani simili a Eta Beta.

Nella storia, la teoria della provenienza dal futuro del personaggio viene accolta con entusiasmo da alcuni scienziati che hanno costruito un prototipo dell’uomo dell’avvenire. Sorprendentemente, Eta Beta sembra coincidere perfettamente con il modello ipotizzato dagli studiosi.

Eta Beta

La teoria proposta da Walsh e Gottfredson sulla provenienza di Eta Beta è molto affascinante: al centro della Terra esiste una civiltà, dalla quale proviene Eta Beta, dove il tempo scorre molto più velocemente rispetto alla superficie. Incontriamo proprio così il personaggio per la prima volta: nelle profondità di una caverna, che si suppone essere collegata in qualche modo al nucleo del pianeta.
Gli abitanti di questa civiltà sotterranea sono molto più evoluti dell’umanità di cui fa parte Topolino, ma estremamente puri e apparentemente ingenui come bambini. Un’altra grande differenza è il ripudio totale nei confronti di guerra e denaro, considerati ormai superati nel futuro.

Questa visione così particolare può essere considerata figlia dello spirito del tempo in cui fu scritta la storia, e cioè agli albori della Guerra Fredda. Alla fine degli anni ’40, difatti, si era diffusa la paura concreta di un conflitto nucleare che avrebbe potuto spazzare via la società contemporanea e le sue conquiste scientifiche, facendo regredire l’umanità a una sorta di età della pietra. Anche l’aspetto di Eta Beta – testa di grandi dimensioni, due sole dita delle mani e dei piedi – potrebbe essere visto come un’evoluzione fisica dovuta alle radiazioni.

Pertanto, il caso parrebbe chiuso: Eta Beta è un uomo del futuro. Ma non tutte le storie concordano con questa teoria…

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Eta Beta, un alieno dello spazio profondo

Negli Stati Uniti, tra il 1947 e il 1950, il personaggio di Eta Beta ottenne moltissimo successo, facendo spesso da spalla a Topolino. Si iniziò a temere che la sua popolarità potesse farlo diventare il vero protagonista, mettendo il topo da parte. Per scongiurare il pericolo, si adottò la seguente soluzione: colto dalla nostalgia per il suo popolo e la sua casa, Eta Beta se ne tornò al centro della Terra. E di lui non si seppe più nulla.

Il personaggio fu riesumato qualche anno dopo da Guido Martina, nel 1955, con Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera. Nella storia, apparsa su Topolino 116, Eta Beta dice di essere tornato dal futuro dopo aver percepito che Topolino aveva bisogno d’aiuto.

Eta Beta

Fin qui, la natura originale del personaggio come uomo del futuro era stata rispettata. Ma già due anni e due storie dopo, e cioè in Topolino e la nave del microcosmo di Romano Scarpa, Eta Beta viene messo alla guida di un’astronave, capace di viaggiare attraverso le dimensioni. La navicella, in realtà, viene trovata per caso dal nostro all’interno della sua caverna, ma è il primo passo che spinge il personaggio ad allontanarsi dalla Terra verso lo spazio.

Il primo lancio di Eta Beta nello spazio

Da esploratore dello spazio alla guida di un’astronave ad alieno, il passo forse non è troppo grande: e come tale lo troveremo nel 1973, protagonista di Eta Beta e il deterrente atomico di Andrea Fanton e Sergio Asteriti. Qui il personaggio viene definito come un vero e proprio alieno in maniera esplicita, senza lasciare alcun dubbio.

Eta Beta appartiene alla specie aliena degli etabetidi. Semplice, no?

In seguito a queste storie, troveremo sempre più spesso Eta Beta in visita a Topolinia, in veste di scienziato intento a studiare e a portare avanti ricerche sulla società del nostro presente.

Pur discostandosi dalla sua concezione originale di uomo dell’avvenire, l’Eta Beta scienziato alieno può farsi a sua volta rappresentante del futuro. Un futuro diverso da quello immaginato da Walsh e Gottfredson, in cui la vita sarà migliore grazie al progresso della tecnologia e della conoscenza.

Se a fine anni ’40 si pensava che l’umanità fosse destinata a regredire a causa di un terzo conflitto mondiale, il Boom economico riaffermò l’idea che, col tempo, la qualità della vita umana avrebbe potuto solo migliorare. In questo senso, l’Eta Beta alieno di un mondo evoluto è l’esponente di una società migliore della nostra, verso la quale tende l’umanità, grazie al progresso tecnologico.

Una storia che confonde le acque è Topolino nel mondo di Eta Beta (1981), di Roberto Catalano e Luciano Gatto. Qui Topolino e Pippo raggiungono l’amico a Petropolis, dove vive: per arrivarci, utilizzano un anello traslatore di brillidio, che gli fa compiere un balzo in avanti di 500 anni nel futuro. Non viene però specificato se la città si trovi sulla Terra o meno, anche se la tecnologia e il titolo della storia fanno credere che si trovi su un altro mondo. Analogamente, la smaterializzazione fa pensare a un viaggio interdimensionale.

Da qui in poi si è sviluppata sempre di più la credenza che Eta Beta fosse un extraterrestre proveniente dal futuro. A corredare la sua natura aliena, dal 1992 gli viene affiancata anche un’amica spaziale: la piccola cometa Beta, personaggio inventato da Fabio Michelini e Massimo De Vita.

Eta Beta
La cometa Beta vive nella Nube di Oort, realmente esistente

Ritorno al futuro

A onor del vero, occorre comunque ricordare che la provenienza di Eta Beta non sempre viene esplicitata nelle storie, lasciando nel vago il lettore. Il personaggio può essere descritto come un semplice alieno, come ne Il deterrente atomico, altre volte come un extraterrestre che proviene da un’altra dimensione, o da un altro tempo.

Ma succede anche che il personaggio ritorni a essere presentato come un uomo del futuro, come ad esempio in Pippo e il futuro troppo comodo, del 2001. Qui Eta Beta cerca di metterci in guardia dal pericolo a cui andrà incontro l’umanità, se cederà alla tentazione di lasciare tutto in mano alla tecnologia per risparmiare lavoro e fatica. Ne parla consapevolmente, perché tutto è già accaduto nel suo passato, circa 100 anni prima del suo tempo. E parla proprio dell’umanità, non di altri mondi: perché è quello che succederà sulla Terra, dove lui abita nel futuro.

Eta Beta

Pippo e il futuro troppo comodo è solo uno degli esempi in cui Eta Beta torna ad essere, a tutti gli effetti, un uomo del nostro domani. A differenza della storia d’esordio però, la società da cui proviene si trova nell’effettivo futuro della Terra, quando noi non ci saremo più, e non al centro del pianeta dove il tempo scorre più rapidamente.

Analogamente, la saga degli Ultraheroes (2007) sostiene la tesi che Eta Beta sia un uomo del domani. Sulla Terra del futuro, uno scienziato ha creato una macchina portentosa, la Ultra Machine. Inizialmente progettata a solo scopo difensivo, la macchina sfugge al suo controllo, divenendo malvagia. Per impedire che qualcuno possa utilizzarla a scopo criminale, Eta Beta scompone l’Ultra Machine in più parti, nascondendole nel passato.

Putroppo però, nel nostro presente, Spennacchiotto e compagni trovano uno dei componenti del congegno e si mettono in cerca degli altri pezzi per ricostruire la macchina e conquistare il mondo. Allarmato, Eta Beta torna nel passato insieme a Lyth, sua aiutante robot, e riunisce un gruppo di supereroi per combattere il nuovo pericolo, dando il via a un’avvincente narrazione che si dipana per 9 numeri di Topolino, a partire dal 2726.

Un grande classico della fantascienza: quando il futuro è nei guai, si cerca di rimediare tornando nel passato

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Due anime, un unico personaggio

Tra interpretazioni varie e discordanti, arriviamo al 2013, quando finalmente si compie un tentativo di conciliare le due anime di Eta Beta, tra extraterrestre dello spazio profondo e uomo del futuro proveniente dal centro della Terra.

Lo leggiamo sul numero speciale 3000 di Topolino, in Eta Beta, l’uomo del 3000, di Fabio Michelini e Francesco D’Ippolito. Il titolo è un palese riferimento a The Man of Tomorrow, ma non è l’unico punto di contatto con la prima apparizione del personaggio.

Per spiegare perché Eta Beta si trovava nelle profondità di una grotta al suo primo incontro con Topolino, gli autori ricorrono a un flashback. Scopriamo così che il personaggio, stanco della vita sul suo pianeta, oberata dalla tecnologia, aveva deciso di ritirarsi in una caverna di un pianeta remoto, per ritrovare il contatto con la natura. Si cerca così di rendere compatibile l’esordio del personaggio con la sua caratterizzazione di extraterrestre sviluppatasi in un secondo momento.

Eta Beta

Eta Beta, l’uomo del 3000, oltre a citare i fatti avvenuti in The Man of Tomorrow, fa riferimento alla storia di Walsh e Gottfredson sfociando nel metafumetto. Il protagonista racconta che la sua prima avventura con Topolino è stata poi trasposta a fumetti e pubblicata su “un pfamoso giornale”, ovvero il primo numero di Topolino libretto. L’intera storia è una caccia al tesoro metafumettistica, in cui Eta Beta cerca di ricostruire l’intera collezione di 3000 numeri del nostro settimanale preferito (senza ovviamente dimenticare i celeberrimi e amatissimi gadget).

Eta Beta
Fun fact: la reale collezione è in realtà composta da soli 2999 numeri, in quanto il numero 1370 non è mai stato stampato a causa di uno sciopero.

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Sempre nel 2013 esce Topolino e gli incontenibili Squee di Casty, una storia che presenta alcuni riferimenti a The Man of Tomorrow.
Anche se la storia ha una trama ben diversa da quella di Walsh e Gottfredson, Casty omaggia consapevolmente l’esordio di Eta Beta. L’incipit è simile: Topolino e Pippo, rifugiandosi in una caverna per sfuggire alla pioggia, trovano al suo interno una creatura sorprendente e misteriosa, che sa pronunciare solo la parola, “Squee!” – così era avvenuto nel 1947 il primo incontro con Eta Beta, un essere molto strano che all’inizio riusciva a dire solo “Eta!”.
Il mistero dello squee verrà risolto da Eta Beta, che Topolino rinviene svenuto nella solita grotta – stavolta però, a differenza della sua prima apparizione, il nostro è dotato di una ben poco cavernicola navicella spaziale.

Con le opportune differenze, sia ne L’uomo del 3000 che in Topolino e gli incontenibili Squee, gli autori riconoscono le origini di Eta Beta, ma le riadattano secondo l’evoluzione che il personaggio ha subito nel tempo. Negli ultimi anni, il nostro sembra ormai essersi affermato come alieno. Non sembra però aver dimenticato il suo primo incontro con Topolino, e la pubblicazione a breve distanza delle due storie citate denota, da parte della redazione di Topolino, un’attenzione crescente per la storia editoriale dei personaggi.

La verità, infine (forse)

La vera identità di Eta Beta, quindi, qual è? Non esiste una vera e propria risposta corretta e universale, in quanto questa caratterizzazione del personaggio si è modificata nel corso del tempo.

Eta Beta ha esordito come uomo del domani, che abita al centro della Terra nel nostro presente, ma è stato anche un semplice uomo che vive sulla Terra del futuro.
In alcune storie è un alieno di un altro pianeta, o addirittura di un’altra dimensione, parallela alla nostra e in un altro tempo.
La versione più comune attualmente adottata in Italia è quella che Eta Beta sia un extraterrestre proveniente da uno spazio altro, che si serve di navicelle spaziali e attraversa speciali tunnel spazio-temporali per giungere sulla Terra.

eta beta topolino tute spaziali

Non a tutte le domande dei fumetti Disney esiste una risposta univoca, perché ogni autore sceglie di dare una sua interpretazione ai personaggi. Eppure, nonostante le variazioni sul tema, vengono mantenute alcune costanti che ci permettono di riconoscerli quale che sia la situazione e il contesto in cui sono inseriti. Non importa che Eta Beta venga dal futuro o da un altro pianeta: sapremo sempre che parlerà anteponendo le P alle parole, e che nel suo gonnellino si può trovare di tutto. Topolino sa di poter contare sempre su di lui e, per quante variabili possano introdurre le storie, sapremo di essere sempre davanti allo stesso personaggio.

Tra viaggi intergalattici e gadget futuristici, una costante di Eta Beta rimane anche l’appartenenza a una società più avanti della nostra, scientificamente o temporalmente che sia. Che usi una tecnologia più evoluta oppure che la rifugga, quello che il personaggio cerca sempre di fare è di metterci in guardia sul futuro.
Un monito a non farci sopraffare, in quanto umanità, dalla pigrizia e dall’evoluzione scientifica, che possono essere tanto allettanti e benefiche quanto pericolose: forse proprio questa è l’identità di Eta Beta, l’anima più fedele a quella del personaggio ideato da Bill Walsh e Floyd Gottfredson nel 1947.

Anto

Grazie a Mattia Del Core per le informazioni

Immagini © Panini Disney

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