L’Ultima Avventura di Paperon de’ Paperoni

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Dicembre 1947. Negli Stati Uniti esce il numero 178 di Four Colour Comics, testata prodotta dalla Dell Comics che ospita le storie dei più importanti personaggi Disney, e, di conseguenza, autori di grandissima caratura. Uno di questi è Carl Barks, indubbiamente tra i più grandi maestri del fumetto Disney (per molti, il più grande).

L’albo contiene Paperino e il Natale sul Monte Orso. Esordisce Zio Paperone, la più sbalorditiva tra le invenzioni barksiane.

Prima apparizione di Zio Paperone in "Paperino e il Natale sul Monte Orso" (Zio Paperone e l'ultima avventura)
Vignetta tratta da Paperino e il Natale sul Monte Orso

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Zio Paperone e l’Ultima Avventura

Da quel lontano 1947, Paperone ha affrontato imprese di ogni genere, trovandosi faccia a faccia con avversari più o meno temibili e attraversando momenti di seria difficoltà. In (quasi) tutti i casi, però, è sempre riuscito a uscirne grazie a qualche escamotage, per la gioia dei suoi lettori. Questa regola generale rischia di franare quando, nel febbraio del 2013, Francesco Artibani e Alessandro Perina confezionano Zio Paperone e l’Ultima Avventura, storia in quattro parti pubblicata tra i numeri 2985 e 2988 di Topolino.

La trama si apre con l’incontro tra gli antagonisti della vicenda, tutti creati da Barks: Amelia, Rockerduck, Cuordipietra Famedoro e la Banda Bassotti. Questi, visti i loro continui insuccessi nel tentativo di danneggiare Paperone, decidono di allearsi, nella speranza che un attacco congiunto possa portare risultati migliori.

Riunione dei villain in "Zio Paperone e lultima avventura"

In realtà, l’idea di una coalizione formata dai maggiori nemici del papero non è una vera e propria novità. Già nella storia del 1997 Qualcosa di veramente speciale, sceneggiata e disegnata da Don Rosa, Cuordipietra, i Bassotti e Amelia si erano alleati contro il loro comune avversario, finendo per essere sconfitti dopo aver fatto passare momenti di notevole sconforto al nostro protagonista.

Nonostante alcune somiglianze tra le due storie, Artibani riesce a risultare comunque innovativo grazie a una sceneggiatura di più ampio respiro (126 pagine contro 28) e risvolti di trama molto differenti.

L’unione fa la forza

L’offensiva contro Paperone si rivela inizialmente un gran successo. In uno scambio dei consueti ruoli, i Bassotti sgraffignano la Numero Uno, mentre Amelia fa sparire tutto il patrimonio del magnate in una dimensione parallela.

Lo Zione, ritrovatosi dunque senza il becco d’un quattrino, perde anche le sue aziende. Il loro valore infatti, calato a picco, permette a Rockerduck e Cuordipietra di acquistarle. Al nostro eroe non resta quindi niente, neanche il suo amato deposito, rilevato dai due miliardari: Paperone, senza alcun dubbio, è stato sconfitto.

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Il segreto dietro Zio Paperone e l’Ultima Avventura

La storia si presenta dunque agli occhi dei lettori come una ventata di aria fresca in un panorama editoriale attuale talvolta monotono.
In Zio Paperone e l’Ultima Avventura, l’alleanza a tratti improbabili tra tutti i nemici di Zio Paperone genera una situazione a suo modo insolita.

Il tracollo definitivo di Paperone

Senza darsi per vinto, lo Zione vuole provare a venire a capo di questa vicenda. Si imbarca quindi per Napoli, destinazione la residenza di Amelia. Arriva però troppo tardi, in quanto la strega è già intenta a fondere le sue preziose monete per ottenere l’agognato Amuleto della Ricchezza. Tutto ciò che ne ricava è la perdita della sua mitica tuba, bruciata nelle fiamme del Vesuvio.

La perdita della palandrana da parte di Paperone in "Zio Paperone e l'ultima avventura"
Zio Paperone assiste alla perdita della propria tuba

Morte e rinascita di Paperone in Zio Paperone e l’Ultima Avventura

Il nostro protagonista torna quindi a Paperopoli, per poi trasferirsi a casa di Paperino con i nipoti. I cinque vengono però sfrattati dopo qualche giorno dai nuovi proprietari di casa, in una scena molto drammatica, e sono quindi costretti a stabilirsi da Nonna Papera.

Zio Paperone, Paperino e i nipotini arrivano alla fattoria di Nonna Papera in "Zio Paperone e l'ultima avventura"

Da Nonna Papera, Paperone cade in una fase di acuta depressione, che lo porta a decidere di partecipare alle attività lavorative della fattoria. A niente serve l’affetto e il conforto dei suoi cari: la batosta è stata troppo grande e, secondo lui, è impossibile riprendersi.

In questa scena emerge il lato più umano e simile a noi di questo personaggio all’apparenza così distante da qualsiasi persona comune. Chiunque abbia vissuto periodi bui (quindi, chiunque) può empatizzare con il Papero.
L’importante però è riprendersi. Trovare un punto da cui ripartire con positività per riprendersi tutto ciò che ci appartiene. Proprio come Paperone, che, venuto a conoscenza del progetto dei suoi rivali di spianare la Collina Ammazzamotori, non può restare con le mani in mano.

Di nuovo in pista

Ed è qui che parte la controffensiva dello Zione, più che mai deciso a riprendersi ciò che è suo di diritto, anche a costo di sfidare pericoli molto più grandi di lui. Lo shock derivato dalla notizia dello spianamento della Collina, da sempre simbolo del suo impero, costruito con grande impegno e fatica, lo risveglia infatti dalla sua rassegnazione, convincendolo a combattere fino all’ultimo.

Per tornare alla ribalta, Paperone pianifica una strategia molto intelligente, che richiede però l’aiuto dei suoi parenti e congiunti vari. Questa volta la sfida è troppo grande per essere gestita da un solo individuo, e anche un personaggio orgoglioso come lo Zione deve, piuttosto saggiamente, affidarsi ad altri per il raggiungimento dell’obiettivo.

La personalità di Paperone

Il Paperone di Artibani si dimostra dunque molto meno orgoglioso di alcune sue versioni nostrane passate, e decisamente più disposto a essere aiutato dalle altre persone. Per fare un esempio, basta prendere in considerazione uno dei più prolifici sceneggiatori della Scuola Disney italiana: Guido Martina.

Certo, era un’altra epoca, e più in generale le storie di Martina rappresentavano il mondo di Paperi e Topi in maniera molto più cinica, ma le differenze tra le due versioni del personaggio sono davvero abissali. 

Il Paperone sceneggiato da Martina, rappresentando un certo tipo di personaggio avido e cinico, mai e poi mai, soprattutto nei momenti di difficoltà, si sarebbe rivolto a parenti e amici, spesso anzi sfruttati per il proprio tornaconto. Su tutti Paperino, sempre impegnato in massacranti lavori sotto il ricatto della chilometrica lista dei debiti.

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Distaccandoci momentaneamente dalla sfera parentale del papero, il personaggio martiniano, una vera e propria maschera, si presentava in realtà come estremamente controverso, soprattutto se osservato al giorno d’oggi. Non si faceva scrupoli per inseguire il minimo guadagno, arrivando a compiere veri e propri reati. Potrebbe esserne un esempio il contrabbando di oppio, da lui menzionato nella storia del 1967 Il romanzo di un papero povero.

Contrabbando di oppio di Paperone in "Il romanzo di un papero povero"
Paperone contrabbanda oppio in Il romanzo di un papero povero

Il Paperone di Artibani

Artibani, per il suo Paperone, sembra ricalcare per certi versi quello osservabile nella Saga di Don Rosa. In particolare ci sono echi dell’ultimo capitolo Il Papero più ricco del mondo. La storia, che si svolge proprio durante gli eventi di Paperino e il Natale sul Monte Orso del maestro Barks, prende le mosse 17 anni dopo gli avvenimenti dell’undicesima parte della Saga.

Anche in questa occasione, sarà proprio la presenza dei familiari a risvegliare lo spirito di avventura latente in Paperone, facendogli riscoprire l’importanza e l’utilità del lavoro di gruppo e il suo talento.

Il Paperone di Artibani è un personaggio risoluto, positivo, un avventuriero vero e proprio come era in Barks e in Don Rosa. Ed è un personaggio che ama la sua famiglia.

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Citazionismo barksiano

Nel corso della storia c’è anche spazio per dei personaggi certamente familiari ai fan più accaniti del mondo papero: i terremotari. Questi simpatici esseri dalla forma sferica erano originariamente comparsi in una storia di Carl Barks del 1956,  Zio Paperone e i terremotari. Qui lo Zione, accompagnato dal nipotame, scopriva in Terrini e Fermini (le due etnie in cui si suddivide questa civiltà) la causa dei terremoti nel mondo.

Sebbene il primo incontro tra i personaggi non si fosse concluso in maniera pacifica, nella storia del 2013 appaiono molto più aperti al dialogo, probabilmente perché in difficoltà. Difatti la loro città sotterranea, Terry Fermy, è invasa dai macchinari di Famedoro che trasportano nel sottosuolo montagne di rifiuti e spazzatura, ovviamente infastidendoli.

Perdita della prima palandrana di Zio Paperone in "Zio Paperone e i terremotati"
Vignetta tratta da Zio Paperone e i terremotari

L’utilizzo di personaggi come i terremotari lega la storia ancora più a doppio filo con la figura di Carl Barks. Per la prima volta, terrini e fermini compaiono in una storia italiana: dopo Barks erano stati utilizzati solo da Don Rosa e altri autori per il mercato danese, oltre che ovviamente nel mondo dell’animazione (in DuckTales, sia nella serie originale che nel reboot in corso).

Il Maragià del Verdestan

Ma non finiscono con i Terremotari le citazioni a Barks nel corso di Zio Paperone e l’Ultima Avventura. Durante la riscossa dei nostri protagonisti, una parte del piano prevede infatti, per il personaggio di Filo Sganga, un camuffamento particolare. Il nostro Filo si trasforma quindi temporaneamente nel Maragià del Verdestan, nome che risulterà familiare ai fan dell’ “Uomo dei Paperi”.

Il personaggio è ripreso, sebbene in maniera piuttosto particolare, da una storia del 1952 di Barks, la magnifica Paperino e il Maragià del Verdestan, in cui il ricchissimo visitatore di Paperopoli sfidava in una gara di… ricchezza il nostro Zione.

Il Maragià del Verdestan in Paperino e il maragià del Verdestan
Il Maragià in una vignetta tratta da Paperino e il Maragià del Verdestan

La caratterizzazione dei nemici in Zio Paperone e l’Ultima Avventura

I nemici di Paperone presentano nella storia peculiarità che emergono con forza.

Per esempio, Amelia, sebbene si ritrovi all’interno di un gruppo, mantiene la sua natura estremamente individualista. E infatti, non appena ottiene l’agognato decino, non ci pensa due volte e abbandona i colleghi al proprio destino, salvo poi mostrare una certa etica nei confronti dei Paperi che paradossalmente le verranno in aiuto in un momento di difficoltà, rispettando gli accordi presi.

I Bassotti, ingenui di tutti i giorni

I Bassotti e Rockerduck, sebbene diversi tra loro, sono invece accomunati da una particolare caratteristica: l’ingenuità.

I Bassotti in "Zio Paperone e l'ultima avventura"

I Bassotti sono individui estremamente reali, tormentati da una situazione economica sempre critica. Non sono mossi da crudeltà o cattiveria, ma dalla pura e semplice voglia di guadagno facile.
Nel progettare i loro assalti al Deposito, i Bassotti puntano unicamente al proprio guadagno, e non alla rovina del ricco Paperone.

Rockerduck, eterno secondo (ma anche terzo)

Lo stesso carattere semplice, anche se in diversi termini, può essere affermato per Rockerduck, da sempre presentato come eterno secondo dello Zione, ma che in questo caso viene piuttosto oscurato dalla presenza di Cuordipietra.

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Una volta sconfitto Paperone, infatti, il papero in bombetta non sembra soddisfatto. Certo, ha raggiunto il suo obiettivo, ma ciò ha portato alla rovina il suo avversario, condannato quasi certamente a una ben magra esistenza.

Addirittura, quando, a un certo punto della storia, Paperone viene creduto morto, Rockerduck viene attanagliato dai sensi di colpa. L’episodio culmina con l’apparizione notturna di un fantasma del miliardario rivale, che porta a galla tutto il rimorso nascosto nel suo subconscio.

Vignetta tratta da Zio Paperone e l'ultima avventura con Rockerduck

Questo momento rievoca il Canto di Natale di Topolino, capolavoro animato del 1983, e in particolare la scena iniziale in cui il fantasma di Pippo-Marley ammonisce Paperone-Scrooge.

Scena tratta dal Canto di Natale di Topolino

In questo frangente è lo stesso Zione a ricoprire in qualche modo il ruolo di coscienza di Rockerduck, con lo scopo di spaventarlo e dissuaderlo dal compiere altre malefatte.

La psicologia di Rockerduck

L’episodio fa intuire ai lettori la vera personalità del multimiliardario, individuo senza dubbio ambizioso, all’occorrenza pronto a utilizzare mezzi poco ortodossi per ottenere ciò che vuole, ma non spietato.

Difatti, le malefatte che Rockerduck compie perseguono un unico scopo: il primo posto nella classifica dei patrimoni. Tuttavia, ciò non implica una necessaria caduta definitiva del rivale. La rovina di Paperone non rientra negli obiettivi di Rockerduck, e quando ciò accade la sua psiche ne rimane scioccata.

Artibani presenta Rockerduck quindi quasi come un bambino, che per essere il primo della classe, nella sua ingenuità, può portare a termine azioni eticamente sbagliate. Ma ciò non è sintomo di effettiva crudeltà.

Cuordipietra Famedoro, vero antagonista di Zio Paperone e l’Ultima Avventura

In fin dei conti, vero villain a tutto tondo della storia risulta essere Cuordipietra Famedoro. Senza remore dall’inizio alla fine, il multimiliardario sudafricano appare spietato come non mai.

Cuordipietra Famedoro in "Zio Paperone e l'ultima avventura"

La sua cupidigia sembra non avere mai fine, e la sua coscienza non pone alcun freno alle azioni che compie. Non si accontenta di aver battuto definitivamente Paperone, ma si spinge ben oltre.

Non appena sgominato il suo principale rivale, risulta facilmente intuibile l’identità delle nuove minacce al suo patrimonio, ossia proprio i suoi colleghi criminali. Non esiste gratitudine per il lavoro compiuto, d’altronde “in guerra e in amore tutto è concesso”.

E qui di guerra si tratta, poiché Cuordipietra punta alla completa distruzione dei suoi avversari, cercando addirittura, in alcuni casi, di metterli a tacere per sempre.

Due facce della stessa medaglia

Cuordipietra e Paperone (Zio Paperone e l'ultima avventura)

Cuordipietra ha origini similari a quelle dello Zione. Sono due Paperi che si sono costruiti da soli, senza solide basi di partenza.

Ed è quindi interessante come, nonostante questo, l’esperienza abbia modellato due personalità estremamente diverse, che non possono far altro che entrare in conflitto ogni volta che si ritrovano messe a confronto.

Come evidente nelle storie barksiane in cui compare, Cuordipietra è una sorta di gemello malvagio di Paperone.

L’unione fa la forza

Ciò che davvero distingue il personaggio di Zio Paperone da tutti i suoi avversari è un punto in realtà già affrontato in precedenza: l’apertura alla collaborazione.

La coalizione nemica, infatti, crolla proprio per la mancanza di unione e compattezza: una volta raggiunto il proprio obiettivo, ognuno va per la propria strada, rinnegando qualsiasi patto precedente. Ed è proprio questo a rimettere in gioco Paperone.

Zio Paperone con parenti e amici in "Zio Paperone e l'ultima avventura"

Lo Zione nel corso della sua vita ha invece imparato (anche a proprie spese) l’importanza della compagnia e dell’assistenza reciproca.

La vittoria finale di Paperone, in sé piuttosto prevedibile, mette in luce molte tra le caratteristiche che amiamo di questo personaggio senza tempo: tenacia, umiltà, ardore, amore per il parentado, saggezza, spirito reattivo. Non male per un vecchietto nato in una notte di Natale di 74 anni fa…

Alberto Giacomelli

Fonti: IMDbI.N.D.U.C.K.S.Grand Comics Database

Immagini © Disney – Panini Comics

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