Si può diventare legalmente imperatori? | Better call Scrooge

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Topolino imperatore? Accadde anche questo tra le pagine del “Topo”, nella storia del 1961 Topolino imperatore della Calidornia, pubblicata sui nn. 274 e 275 di Topolino, di Romano Scarpa e Rodolfo Cimino.

Pensate se una cosa del genere fosse possibile oggigiorno! Poter decidere come guidare un paese, che leggi varare e come trattare i propri sudditi.

Come dite? Piuttosto inverosimile? Be’…

L’antefatto

Topolino Imperatore
Can you feel the power?

1880: l’uomo che vedete nell’immagine qui sopra è il ministro degli Stati Uniti J.B. Svanch, riuscito nell’ardua missione di acciuffare il temibile bandito Topo The Kid. Deve portarlo a Spavent City per consegnarlo alle autorità. Con loro viaggia anche un giornalista fotografo, incaricato di immortalare i momenti più salienti del viaggio.

Il viaggio, non privo di ostacoli, subisce un brutto arresto quando la spedizione si trova, sprovvista di cavalli, a dover fronteggiare un nemico imprevisto: Topo The Kid ha infatti percepito l’arrivo dei nativi americani, con intenzioni tutt’altro che pacifiche…

Topo The Kid
Topo The Kid

Nella confusione creatasi, Topo The Kid potrebbe benissimo provare a fuggire ma decide di restare. Lui, in effetti, essendo un profondo conoscitore della zona, sa benissimo come scampare al pericolo imminente, in cambio di una minuscola ricompensa da parte del Ministro Svanch: un documento che lo legittimi – insieme alla sua discendenza – come Imperatore della Calidornia!

Topo The Kid chiede a Svanch la Calidornia.
Però, sveglio questo ministro!

Mosso dalla paura di rimetterci la pelle, il Ministro acconsente e firma il documento.

Documento con cui Svanch consegna a Topo The Kid la Calidornia
Adulatore!

J.B. Svanch, tuttavia, decide di non consegnare l’intero documento al fuorilegge, ma solo metà, che inserisce dentro un fischietto. Infatti, darà la parte restante al fuorilegge una volta che li avrà condotti indenni a Spavent City.

J.B. Svanch e Topo The Kid

Tuttavia, al momento di riconsegnare a Topo The Kid l’altra metà del documento, il Ministro non riesce a trovarlo.

Topo The Kid e J.B. Svanch cercano il fischietto con dentro il documento.

La ricerca prosegue senza alcun risultato, portando il Ministro addirittura a denudarsi per riuscire a trovare il fischietto.

J.B. Svanch e Topo The Kid non trovano il fischietto.
You can leave your hat on.

Topo The Kid, tuttavia, non vedrà la sua richiesta esaudirsi. Il Presidente degli Stati Uniti,di passaggio a Spavent City, vedendo il ministro Svanch in déshabillé, decide di destituirlo dalla carica che riveste, facendogli perdere, di conseguenza, l’autorità necessaria a redigere un nuovo documento. A Topo The Kid non resta che cercare da solo il fischietto.

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Il Presidente degli Stati Uniti destituisce J.B. Svanch dalla carica
Atti osceni in luogo pubblico

Ottant’anni dopo

Topolinia (ex Spavent City). Gli abitanti si trovano improvvisamente bersagliati dall’aumento degli affitti delle case, per mano di un decreto firmato dall’imperatore della Calidornia.

Topolino e Atomino Bip Bip

Contemporaneamente, un losco figuro si aggira di notte tra le soffitte degli abitanti. Per una serie di coincidenze Topolino, il commissario Basettoni e Atomino Bip Bip riescono a ricostruire le tessere del puzzle e risalire alla vicenda che aveva coinvolto ottant’anni prima Topo The Kid e il ministro Svanch.

Topolino ed il Commissario Basettoni

Vi è anche una rimarchevole somiglianza tra Topolino e Topo The Kid, che il detective decide di sfruttare a suo vantaggio – dopo che gli ha causato innumerevoli problemi – per smascherare l’usurpatore che si sta spacciando per l’imperatore della Calidornia.

Non mi somigghia pe nniente (cit).

Ciò dà il via a una serie concatenata di eventi – che non anticipiamo per non privarvi del piacere di andare a recuperare questa storia – che portano Topolino faccia a faccia nientemeno che con Topo The Kid, anche se parecchio invecchiato, nonché a ritrovare la parte restante del documento che il ministro Svanch perse ottant’anni prima e a smascherare chi ne stava prendendo le sembianze con lo scopo di reclamare la Calidornia.

Topo the Kid invecchiato

Il vecchio fuorilegge, tuttavia, non se la sente di governare e nomina suo erede Topolino, il quale diventa imperatore della Calidornia.

Topo The Kid decide di cedere la Calidornia a Topolino.

Tutto è bene quel che finisce bene? Be’… il Ministro Svanch aveva aggiunto al documento una clausola in calce: Topo The Kid sarebbe sì stato imperatore, ma a termine, con scadenza fissata alla mezzanotte di quello stesso giorno.

Documento che attesta la data di scadenza dell'impero di Topo The Kid

Topolino imperatore spera almeno di riuscire a rimediare una cena gratis con la sua Minni, ma la sua fidanzata impiega talmente tanto a prepararsi che alla fine passa la mezzanotte e al povero detective non resta che rassegnarsi a pagare il conto.

Topolino e Minni parlano

Diventare imperatori per meriti speciali: è davvero possibile?

Topo The Kid riesce a ottenere la “carica” di imperatore da un documento firmato da un Ministro di Stato: J.B. Svanch.

La firma è autentica, la carta intestata anche, J.B. Svanch fino al momento della destituzione è legittimamente ministro degli Stati Uniti, pertanto l’atto è formalmente valido… finché non viene strappato!

J.B. Svanch strappa il contratto davanti a Topo The Kid.
RIP!

Ciò ne inficia la validità sin dal principio e, nonostante Topolino lo incolli con del nastro adesivo, ciò non comporta alcun mutamento nello stato dell’atto, a tutti gli effetti inevitabilmente danneggiato, non esistendo neanche delle copie autenticate.

Basterebbe solo questo, di per sé, per delegittimare Topo The Kid quale imperatore. Tuttavia, ammettiamo per un istante che il documento sia integro. Cambierebbe qualcosa?

Lo stato di pericolo

Soffermiamoci sulle modalità di redazione di questo atto. Topo The Kid sottopone il ministro Svanch a una condizione inusuale: gli salverà la vita dall’attacco degli indiani qualora lui gli ceda la Calidornia.

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Topo The Kid chiede a Svanch la Calidornia
Repetita iuvant!

In Italia al giorno d’oggi non sarebbe possibile redigere contratti con tali condizioni e, a riprova di questo, vi è l’art. 1447 c.c., il quale rende rescindibili i contratti (e possiamo far rientrare in tal senso in quest’alveo anche l’atto della storia) redatti in stato di pericolo. Più nel dettaglio:

Il contratto con cui una parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique, per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, può essere rescisso sulla domanda della parte che si è obbligata.

Il giudice nel pronunciare la rescissione può, secondo le circostanze, assegnare un equo compenso all’altra parte per l’opera prestata.

Art. 1447 c.c. – Contratto concluso in istato di pericolo

Pertanto, è rescindibile qualsiasi contratto redatto al fine di salvaguardare se stessi o gli altri da un pericolo attuale e imminente. La ratio dell’articolo si fonda non sul tutelare la volontà del soggetto, bensì sul fornirgli uno strumento processuale contro le iniquità contrattuali accettate in stato di pericolo.

Facendo un altro esempio, a titolo meramente esemplificativo: a colui che, avendo riportato fratture agli arti superiori a seguito di incidente stradale, accetti di pagare a un tassista una cifra esagerata e superiore alle tariffe ordinarie, a patto che lo conduca al più presto in ospedale senza attendere i soccorsi, spetta il diritto di poter chiedere a un giudice la rescissione di tale “contratto”, date le condizioni inique, oltre che, eventualmente, anche un rimborso.

La legge suprema statunitense

Tuttavia, le storie Disney su Topolino sono ambientate perlopiù in America (USA), per cui la legge italiana, per quanto interessante per fare un confronto e renderci maggiormente edotti su cosa accade nello Stivale, non si applica alla storia che stiamo analizzando. Inoltre, il codice civile italiano è del 1942, mentre Topolino imperatore della Calidornia è ambientata, almeno nella prima parte, nel 1880, per cui non è possibile risolvere la questione in tal senso.
Inoltre, la Calidornia è uno stato fittizio negli USA.

La domanda da porsi, pertanto, è la seguente: J.B. Svanch ha l’autorità per cedere uno Stato, nel caso in cui l’atto sia integro?

Riflettiamo un secondo.

La Costituzione americana è la legge suprema degli Stati Uniti, vigente dal 1787, quindi perfettamente in vigore ai tempi di Topo The Kid. Fin dall’inizio vige il principio della separazione tra poteri, con la forma di governo presidenziale. Inoltre è tuttora vigente il Bill of Rights, la Carta dei Diritti, la quale comprende gli emendamenti, ossia i princìpi che garantiscono la Costituzione, approvati inizialmente in un blocco di dodici.

Nel 1868, con lo scopo di equilibrare tramite un meccanismo di checks and balances la lotta tra potere federale e statale, venne varato il XIV emendamento che, tra le altre cose, si fa garante di un principio fondamentale: la tutela della libertà.

(…) Nessuno Stato farà o metterà in esecuzione una qualsiasi legge che limiti i privilegi o le immunità dei cittadini degli Stati Uniti; né potrà qualsiasi Stato privare qualsiasi persona della vita, della libertà o della proprietà senza un processo nelle dovute forme di legge; né negare a qualsiasi persona sotto la sua giurisdizione l’eguale protezione delle leggi (…).

XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti

Di conseguenza, sarebbe alquanto improbabile che nel 1880 un ministro avesse il potere o l’autorità di cambiare uno stato democratico come quello degli USA per cederlo a un fuorilegge. La stessa problematica persiste nel 1961, anno in gli autori ambientano la seconda parte di Topolino imperatore della Calidornia.

Infatti Topolino, nel brevissimo tempo in cui è insignito del titolo di imperatore, fatica a rendersi credibile. Fermato da un vigile per eccesso di velocità, resta sorpreso nello scoprire come il documento non venga preso sul serio.

Topolino con un vigile.
è sua Altezza Reale, la prima volta!

Pertanto, un’ipotesi del genere (per quanto succulenta) rimane del tutto utopistica. Non basta un pezzo di carta per divenire imperatori! Né autoproclamarsi tali. Eppure…

Il primo imperatore degli Stati Uniti

Sicuramente, Joshua Norton avrebbe trovato questa storia perfettamente plausibile. Forse avrebbe pure accusato il duo Scarpa – Cimino di aver preso spunto dalla sua storia personale. Descritto dai più come un folle, questa semisconosciuta persona della seconda metà dell’Ottocento si autoproclamò imperatore con una lettera ai giornali:

“A perentoria richiesta e desiderio di una larga maggioranza di questi Stati Uniti, io, Joshua Norton, un tempo cittadino di Algoa Bay, Capo di Buona Speranza, e oggi e per gli ultimi scorsi 9 anni e 10 mesi cittadino di San Francisco, California, dichiaro e proclamo me stesso Imperatore di questi Stati Uniti”.

Joshua Norton – 17 settembre 1859

Il San Francisco Bullettin fu l’unico a pubblicare questa sua lettera, per prenderlo in giro. La gente però lo riconosceva, lo salutava, accettava i soldi e le monete che lui emetteva. Quando un agente arrestò Norton – ex imprenditore che decise di autoproclamarsi imperatore per il bene comune – vi fu una vera rivolta popolare che, oltre a portare alla sua immediata scarcerazione, comportò le scuse del capo della polizia.

La storia incredibile di un uomo che, se solo avesse avuto le risorse, magari avrebbe persino ottenuto la legittimazione popolare. Non sarebbe stata infatti la prima volta che, nella storia, un uomo diviene la massima carica dello Stato seguendo metodi poco ortodossi. Chissà se in un altro momento storico quest’uomo, che era vicino di casa di Mark Twain, avrebbe avuto il riconoscimento di tutti gli Stati Uniti. Di lui intanto rimane l’incisione sulla sua tomba: “Norton I, imperatore degli Stati Uniti e protettore del Messico”.

Bonus: il diritto all’oblio

C’è un momento in cui, in Topolino imperatore della Calidornia, il nostro detective viene marchiato d’infamia dai mass media. Ciò lo si deve alla straordinaria somiglianza con Topo The Kid, somiglianza che anche l’impostore che si spaccia per imperatore cerca di sfruttare a proprio vantaggio.

Un cittadino di Topolinia accusa Topolino in presenza di Basettoni e di un agente.
Il colpevole è lui!

In brevissimo tempo i quotidiani millantano una parentela tra Topo The Kid e Topolino. Il Topo, nonostante sia un cittadino modello, si ritrova di fronte a un’esclusione sociale che, seppure costituirà la linfa mediante la quale riuscirà a risalire al documento perduto, gli causa una serie di disagi.

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Lo Strillo del Mattino di Topolinia

Soffermatevi sul fatto che Topolino abbia problemi inaspettati solo per una presunta parentela con Topo The Kid. Davvero questa per i giornali può essere considerata una notizia degna di nota e da pubblicare? Senz’altro sarebbe un ottima occasione di dibattito, ma ciò che vogliamo richiamare alla vostra attenzione è il cosiddetto diritto all’oblio.

Il diritto di cronaca si concretizza nel potere-dovere di portare a conoscenza dell’opinione pubblica fatti e notizie considerati di pubblico interesse. Le notizie devono essere pertinenti (si parla di “utilità sociale dell’informazione”), continenti (correttamente esposte) e attuali.

Il diritto all’oblio consiste nel diritto a non restare indeterminatamente esposti a danni ulteriori che la reiterata pubblicazione di una notizia può arrecare alla reputazione e all’onore di un soggetto. In parole povere, tale diritto si concretizza nel non vedere ripubblicate notizie già legittimamente pubblicate, quando sia trascorso un notevole lasso di tempo e non ci sia un interesse attuale nella ripubblicazione della notizia.

La normativa europea, la CEDU, la nostra giurisprudenza tutelano questo diritto al fine di non arrecare danno a chi abbia già espiato le sue colpe, soprattutto se tali notizie non sono di pubblico interesse.

In quest’ottica lo sciacallaggio subito da Topolino è assolutamente condannabile.

Conclusione

Per quanto allettante, dubitiamo fortemente che autoproclamarsi imperatori sia possibile. Almeno nei paesi democratici! Non basta scrivere una lettera. Anche se provarci a quanto pare è meno impensabile di quanto sembri.

Lidia Brancia

Immagini: © Disney

Fonti

40 Pareri e atti/ Civile, D.G. Pintus, Nel diritto editore, Parere sul Diritto all’oblio a cura del Dott. Francesco Giardina, da pag. 17.

Compendio di Diritto Civile, Francesco Caringella, Valerio di Gioia, DIKE.

Codice Civile

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