5 personaggi secondari indimenticabili dei film di Bud Spencer e Terence Hill

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Bud Spencer e Terence Hill sono una delle più famose coppie cinematografiche italiane di tutti i tempi. I motivi del successo dei loro film sono svariati, a partire dal fatto che hanno messo in scena il trionfo e la rivincita dei piccoli contro gli oppressori, non in toni aulici ma con un linguaggio universale e comprensibile a tutti.

Io subivo delle cose in cui la gente si identificava. Chi è che non avrebbe voglia di dare una lezione al capoufficio? Guardando me pensava di poterlo fare.

Bud Spencer

Per recitare bene bisogna essere felici e, a giudicare dalle pellicole, Bud & Terence si divertivano tantissimo insieme sul set: uno dei punti di forza della coppia era l’alchimia tra i due attori che, oltre a recitare, collaboravano attivamente alla regia.

bud spencer terence hill dune buggy

Come ripeteva sempre Bud Spencer ogni volta che rincontrava Terence Hill dopo tanto tempo, i due non hanno mai litigato: l’affiatamento della coppia traspare dalle loro opere, che trasmettono tutte una felicità contagiosa.

Chi è cresciuto con Bud & Terence sa bene quale è la formula di questa felicità su pellicola:

  • la dinamica dei buddy movie, in cui un Terence Hill bello, un po’ furbo e in caccia di guai coinvolge suo malgrado un Bud Spencer, grosso, un po’ più tonto e che starebbe volentieri tranquillo (ma i due finiranno per stringere una forte amicizia);
  • personaggi in cui è possibile immedesimarsi;
  • sganassoni coreografici e soddisfacenti ai danni dei prepotenti;
  • dialoghi con battute frizzanti e colonne sonore che rimangono impresse nella memoria a distanza di anni;
  • abbuffate da far venire l’acquolina in bocca;
  • personaggi secondari ben caratterizzati, al punto da essere indimenticabili nonostante abbiano solo ruoli minori.

Per alcuni film, ci sono personaggi secondari tanto rilevanti da essere la prima associazione che facciamo pensando alle pellicole di Bud Spencer e Terence Hill. Ma fra questi, quali sono i migliori?

I personaggi secondari dei film di Bud Spencer & Terence Hill a cui siamo più affezionati

Nel redigere la classifica abbiamo scelto i personaggi in base alla popolarità, alla loro funzionalità all’interno della trama ma anche secondo il legame affettivo di chi ha scritto l’articolo. Si tratta perciò di una selezione soggettiva, e dunque perdonateci se abbiamo dimenticato il vostro preferito.

5) Coro dei pompieri, …altrimenti ci arrabbiamo! (1974)

Apriamo la classifica con un gruppo di personaggi forse fra i più noti dell’epopea cinematrografica di Bud Spencer e Terence Hill: il coro dei pompieri di …altrimenti ci arrabbiamo!

Il trionfo delle scene corali è una delle firme d’autore della coppia. Si tratta di lunghe sequenze in cui un gran numero di personaggi interagisce contemporaneamente e con poche battute, basandosi soprattutto sull’espressività, sul gioco di sguardi e sulla gestualità a tempo di musica.

La riuscita di questo tipo di sequenze è basata sulla partecipazione di ogni personaggio, indipendentemente dall’importanza del proprio ruolo. Per questo il quinto posto va ai protagonisti di una scena corale nel senso letterale del termine, in uno degli esempi più emblematici di come Bud & Terence non avessero bisogno di parole o pugni per farci ridere.

Il nostro riconoscimento va in particolare al direttore del coro, nel novero di quei personaggi che vorrebbero portare avanti tranquillamente la propria esistenza e le cui azioni vengono invece frustrate dalla presenza di Bud & Terence, senza dimenticare le coriste che lanciano occhiate languide a Kid (Terence) e Ben (Bud). Il tutto mentre il sicario cerca invano di prendere la mira e il resto del coro continua imperterrito a cantare.

4) Anulu, Chi trova un amico trova un tesoro (1981)

In Chi trova un amico trova un tesoro, Bud Spencer e Terence Hill naufragano su un’isola abitata da una tribù indigena, di cui l’erede al trono e futura speranza è Anulu.

anulu bud spencer terence hill

I nostri lo incontrano mentre stanno esplorando l’isola. Inizialmente, potremmo credere che sia incapace di comprendere e farsi capire perché parla un’altra lingua, un buffo misto di italiano, portoghese e parole inventate. Dopo che Bud & Terence arrivano al villaggio, scopriamo invece che la regina e gli altri indigeni sono in grado di comunicare nonostante le barriere linguistiche.

Meo figlio Anulu, un poco scemotto.

Diciamolo chiaramente: Anulu figlio de mama è duro di comprendonio. Vorrebbe essere un temibile guerriero ma non è in grado di difendere la sua gente dai temibili pirati, il padre lo ha rinnegato, non ha abilità. Ma, con tutti i suoi demeriti, è la chiave risolutiva di molte situazioni del film – oltre a essere incredibilmente buffo.

Anulu è un perfetto esempio della comicità spensierata e slapstick dei film di Bud Spencer e Terence Hill. Il personaggio fa ridere, dal modo di parlare all’uso della mimica facciale e del corpo, nel suo tragicomico tentativo di avere l’approvazione dei genitori a fronte della sua evidente incapacità. Nonostante le ripetute sventole è sempre in prima linea, fino a quando non corre via piagnucolando perché il suo spadino viene fatto a fette.

Nel complesso, Anulu ci dà la possibilità di divertirci senza pretese, ricordandoci che fa bene ridere e lasciarsi andare, senza timore di essere un po’ scemotti. Per questo si merita il quarto posto nella nostra classifica.

Una storia vera

Forse non tutti sanno che un altro dei personaggi del film, l’onorevole samurai Kamasuka, è ispirato a una storia reale. Kamasuka è barricato su un fortino dell’isola, arroccato nell’anacronistica convinzione che la Seconda guerra mondiale non sia mai finita, come il militare giapponese Hiroo Onoda.

Kamasuka in una scena del film e una foto di Hiroo Onoda, militare a cui il personaggio è ispirato

Nel 1944, Hiroo Onoda era di base sull’isola filippina di Lubang. L’anno successivo le truppe giapponesi furono sconfitte e l’uomo si dette alla macchia insieme ad altri tre commilitoni. Per anni gli uomini portarono avanti una guerriglia personale in nome dell’Impero e rifiutarono di credere che la guerra fosse finita: uno solo si arrese, gli altri due morirono in scontri armati con la popolazione locale nel 1972 e 1973. Rimasto solo, nel 1974 il governo giapponese riuscì finalmente a convincere Hirooo Onoda a rientrare a casa.

Sapendo che Kamasuka è il padre di Anulu, oltre che per cieca fedeltà all’Impero, viene da credere che il samurai si sia rinchiuso nel fortino per evitare lo squinternato figlio.

3) I pugili di Bomber (1982)

Anche se in questo film Terence Hill non c’è, il terzo posto va ai pugili della palestra “Forti e Tenaci” di Jerry Calà in Bomber. Un posizionamento in classifica ben più alto di quello che avrebbero potuto mai raggiungere in un incontro di box.

pugili bomber

No, non sto parlando di Giorgione che coi suoi occhi azzurri e un destro mai visto ci aveva stregato tutti. Parlo della prima linea di chi non ce la può fare. Una carrellata di personaggi improbabili e totalmente impresentabili, ma che credono nella causa fino alla fine. Prosecco alias Sylvester Stangone, Silos, Ciuffo di cuoio, per arrivare alla vera libidine, anzi doppia libidine: il cagliaritano Piddu.

Solo chi non ha cuore non potrebbe affezionarsi alla loro causa persa. Sono consapevoli dei loro limiti, eppure sperano e supportano Giorgione e Bud fino alla fine. Forse non sceglieremmo mai Prosecco, Silos e Piddu nella nostra squadra, ma li vorremmo sempre dalla nostra parte a fare il tifo per noi. Sono un esempio positivo che ci insegna a non arrenderci e a credere in noi stessi.

Tutto Bomber, in realtà, trasmette questo messaggio: sulla nostra strada forse troveremo qualcuno di più grosso, più preparato o meglio attrezzato di noi. Ma non è un buon motivo per cedere e convertirsi alla causa sbagliata. La vita può metterci al tappeto ma, se abbiamo scelto bene gli amici, avremo una mano che ci aiuterà a tornare in piedi. E dare il massimo non significa necessariamente arrivare primi, ma metterci tutto il nostro cuore e non smettere di crederci.

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2) Capitano McBride, I due superpiedi quasi piatti (1977)

A quanti è capitato di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato? Bud Spencer e Terence Hill, ne I due superpiedi quasi piatti, mettono in scena questa situazione sotto ogni punto di vista.

wilbur kirby mcbride superpiedi quasi piatti

I due, nel tentare un furto, si ritrovano a fare domanda per arruolarsi come cadetti di polizia, finendo di fronte al capitano McBride. Già dalla prima occhiata, il burbero ufficiale di polizia si dimostra scettico nei confronti della candidatura. Nel corso del film, Wilbur (Bud) e Matt (Terence) lo faranno ripetutamente dannare, ma mai come nella scena del colloquio d’ammissione, che è tutto un susseguirsi di passi falsi e gaffe da parte della coppia.

La faccia speranzosa di Bud Spencer e le espressioni entusiaste di Terence Hill alternate alla serietà e all’insofferenza di McBride sono esilaranti, in un crescendo di scivoloni che rendono i due sempre più inopportuni. Non a caso, si tratta di uno degli scambi di battute più famosi della filmografia di Bud & Terence.

[…] e così il sabato sera, si scendeva al villaggio, tra una bottiglia e una baldracca, una baldracca e una bottiglia, insomma, ci scappava la rissa del sabato… sa come succedono certe cose, lo sa no?

No. Io sono puritano. E non bevo.

Il capitano di polizia che vorrebbe ordine, messo a confronto con la trasandatezza dei due, ha un resa comica perfetta. Il ritmo della scena si svolge in crescendo: cercando di giustificare le proprie fedine penali censurate, Bud & Terence non fanno altro che scavarsi una fossa sempre più profonda. Ma nel farlo non perdono il loro ottimismo e ci credono fino alla fine.

Il capitano di polizia ne uscirà sconfitto, nonostante ci venga mostrato come esempio di rettitudine morale. Per i tempi comici difficilmente ripetibili della scena, per la stoicità e lo spirito di sopportazione che accompagneranno McBride per tutto il film, il personaggio vince un onoratissimo secondo posto nella nostra classifica.

Menzione d’onore: Brunilde, Nati con la camicia (1983)

In Nati con la camicia, Bud Spencer e Terence Hill raggiungono l’apoteosi della spacconeria. A causa di un equivoco, i due vengono scambiati per agenti della CIA di prima categoria, ed è inutile dire che i nostri colgono al volo l’occasione di atteggiarsi come eccentrici texani nella maniera più plateale possibile.

Dopo aver viaggiato in una Lincoln Continental Mark 3 Convertible dorata e con tanto di corna di bufalo e trombe sul cofano, i due arrivano a un grand hotel. Lì un malcapitato fattorino è costretto a prendere in consegna l’ingombrante armamentario che i due si sono portati dietro, fra cui un bagaglio insolito. Talmente insolito da essere meritevole di una menzione d’onore tra i migliori personaggi secondari dei film di Bud Spencer e Terence Hill.

brunilde nati con la camicia

Complice il suo ingresso in scena, che costituisce l’apice dell’esagerata ostentazione di opulenza messa in atto da Bud & Terence, Brunilde è l’esempio perfetto di come un personaggio secondario possa diventare indimenticabile. Purtroppo, è un fuori classifica perché si tratta di una mucca.

E per la vacca?
Si chiama Brunilde. Quella portala in cucina. Noi beviamo solo latte della nostra fattoria alla mattina.

1) Messicano senza nome, Lo chiamavano Trinità… (1970)

Al primo posto non poteva non esserci che un personaggio di Lo chiamavano Trinità…, pellicola che ha portato Bud Spencer e Terence Hill sotto le luci della ribalta. E non a torto: questo film ha introdotto molti degli elementi destinati a diventare archetipi di tutte le opere a seguire della coppia.

In realtà, avremmo potuto scrivere un lista solo con i personaggi di questo film. Dagli scagnozzi dell’antagonista principale, spacconi e sbruffoni fino a che non incontrano i pugni di Bud Spencer come Emiliano (“non tradisce!”), a chi si pavoneggia eccessivamente come il baro del saloon, destinato a sgonfiarsi miseramente di fronte dalla brillantezza di Terence Hill, tutti ci sono rimasti nel cuore. Ma, se dobbiamo sceglierne uno, il personaggio più emblematico è il messicano.

bud spencer terence hill messicano trinità

La sua comparsa è breve: eppure tanto è bastato per renderlo iconico e indimenticabile. Alla parola “Trinità” ci sarà qualcuno che risponderà:

Mi esposa estava al fiume señor, a lavare. Un gringo l’aggredì, la voleva e ho corso in suo aiuto… avevo il coltello… quello mi guarda con gli occhi spalancati, e muore.

No, non la conosciamo a memoria solo perché il povero messicano, nel delirio, ripete la frase all’infinito (anche se la cosa ha probabilmente aiutato). Se da un lato la ripetizione è uno dei meccanismi più semplici della comicità e non possiamo che ridere di fronte alla sua nenia estenuante, dall’altro il messicano rappresenta qualcosa di più.

trinità terence hill

Incontriamo Trinità nella sequenza iniziale che si fa trascinare sdraiato su una lettiga dal suo cavallo: fin da subito lo inquadriamo come uno scansafatiche, totalmente disinteressato a quel che succede intorno a lui. Eppure, poco dopo non esita a salvare un uomo che neanche conosce: e non è un caso che questa sia la prima azione che compie.

Bud & Terence ci piacciono perché difendono i deboli dai prepotenti, quando nessun altro lo avrebbe fatto, e il messicano senza nome rappresenta l’ultimo degli ultimi, in una terra di confine dove la legge è dettata dai gringos.

Ma Trinità non è un supereroe: non aiuta il messicano per spirito di eroismo o senso del dovere, lo fa piuttosto per insofferenza nei confronti delle ingiustizie della vita. Il nocciolo della questione è tutto in questo punto: non serve essere perfetti per capire da che parte schierarsi.

I personaggi di Bud Spencer e Terence Hill non sono mai un esempio di virtù, tutt’altro. Nonostante la loro tendenza a voler scegliere la via più semplice e comoda, finiscono sempre per fare a botte contro i cattivi.

L’insegnamento che ne traiamo è che, pur con debolezze e difetti, si può decidere qual è la parte giusta da cui stare. Anche se nel farlo si utilizzano metodi poco ortodossi, come il salvataggio del messicano che si conclude con un bicchiere di whisky e un cazzotto di Bud per farlo stare – finalmente – zitto.

Perché continuiamo a riguardare i film di Bud Spencer e Terence Hill

Questa chiave di lettura è una delle basi di tutta l’opera di Bud & Terence: una coppia di eroi non senza pecca né senza paura, ma capace di una bontà spontanea. Nei loro film, i due sono solitamente mossi da interessi personali e agiscono cercando vantaggio per sé: questo rende i personaggi reali, ma le loro azioni trovano il limite di fronte alle libertà degli altri. Non appena compare un vero cattivo che con le sue scorrettezze minaccia o fa danno a qualcun altro allora i due intervengono, e questo li rende umani.

bud spencer terence hill trinità

Lo chiamavano Trinità… è stato girato ormai più di 50 anni fa come elemento di rottura rispetto alla crudità degli spaghetti western: il regista E. B. Clucher voleva ribaltarne i cliché, sostituendo le risate alla violenza. L’esperimento riuscì perfettamente: la cultura popolare aveva bisogno di questo ottimismo. Sono passati più di 50 anni, e forse è lo stesso ottimismo e la stessa umanità di cui abbiamo bisogno ancora oggi.

Agnese Amato

Immagini © Laguna Productions Inc, Josi W. Konski, CIC, Capital Film, West Film

Fonti: budterence.tk | The Cinema Show | Il Giornale OFF | Wikipedia

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