La Pixar dopo Lasseter: parla Pete Docter

Il 2018 è stato un anno cruciale per la Pixar Animation Studios, la casa di produzione cinematografica specializzata in animazione digitale. John Lasseter, membro fondatore e direttore creativo (CCO), diede le dimissioni e il difficile compito di raccogliere la sua eredità passò a Pete Docter.

Docter è uno storico membro Pixar, negli studi fin dal 1990. Animatore già di Toy Story (1995), è stato regista per Monsters & Co., Up, Inside Out, sceneggiatore per WALL·E, produttore esecutivo per Ribelle, Toy Story 4 e Onward – Oltre la magia. Ha curato anche la sceneggiatura e la regia di Soul, il nuovo film d’animazione Pixar uscito in streaming sulla piattaforma Disney+ il 25 dicembre 2020.

Docter pixar
Pete Docter

Il 6 gennaio 2021 – pochi giorni fa – Docter ha rilasciato un’intervista per Hollywood Reporter in cui ha parlato del futuro della Pixar, svelando molti aspetti della sua nuova “linea editoriale”. Vediamoli insieme!

La questione dei sequel

Iniziamo con dei dati alla mano: dal 2010 al 2019 sono stati prodotti ben 7 sequel Pixar. Un numero piuttosto alto se pensiamo che dal 1995 al 2009 ne è stato prodotto solamente uno, Toy Story 2! 14 anni quindi di film “unici” e che hanno riscosso enorme successo: Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Cars, Ratatouille e via dicendo.

Ma perché nell’ultimo decennio i sequel sono aumentati? Docter nell’intervista ha chiarito un aspetto importante e mai affrontato in questi termini, ammettendo in maniera esplicita che i sequel servono per una stabilità finanziaria:

In passato abbiamo avuto una grande serie di sequel, troppi di fila […]. Ora abbiamo molte cose originali, di cui sono personalmente entusiasta, ma per la sicurezza finanziaria dovremmo probabilmente avere qualche sequel in più.

Nonostante i sequel siano comunque presi in considerazione, Docter è attualmente più interessato ai progetti originali e non basati su film precedenti. Recenti sono infatti le uscite di Soul e di Onward – Oltre la magia.

Oltretutto, in occasione del Disney Investor Day -tenutosi a dicembre 2020- sono stati annunciati i prossimi progetti di casa Pixar. Questi si collocano tutti in questa nuova strategia di puntare su nuove idee originali e non solo su sequel di film passati.

Potrebbe interessarti anche: Disney Investor Day 2020: tutte le novità

Il lungometraggio Turning Red, diretto dalla regista vincitrice dell’Academy Award® Domee Shi, è previsto per marzo del 2022. Parlerà di un’adolescente alle prese con una maledizione familiare, che la trasforma in un gigante panda rosso ogni volta che è troppo emozionata.

Lightyear è la storia sulle origini dell’eroe che è stato fonte di ispirazione per il famoso Space Ranger, è diretto da Angus MacLane ed è previsto anche questo per il 2022.

Quest’estate è prevista invece l’uscita di Luca, diretto dal regista italiano Enrico Casarosa, che racconta di un’amicizia nata nella riviera ligure.

Lo sviluppo dello streaming

La nuova via indicata Docter riguarda anche il servizio di streaming. Sebbene quest’ultimo sia ultimamente diventato, causa Covid, una strada obbligata, costituisce in primo luogo un’importante opportunità per sperimentare strade nuove. E questo ben si addice all’identità della Pixar, casa innovatrice per eccellenza.

In un certo senso, la richiesta di produrre per Disney+ ha riportato l’ambiente Pixar all’atmosfera dei primi tempi. Così afferma Docter:

All’inizio, quando stavamo lavorando a Toy Story, non sapevamo cosa stessimo facendo. Le persone procedevano a tentoni. Il servizio dello streaming ci ha riportati a quei tempi in cui ti dovevi buttare a capofitto e proseguire.

Soul, a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni, è stato il primo film Pixar a esordire sulla piattaforma streaming Disney+. Una scelta obbligata dalle circostanze, non senza rimpianti. Ecco le parole del CCO nell’intervista:

Avevamo finalizzato ogni fotogramma per il grande schermo. Volevamo che fosse vissuto insieme. È ancora una cosa triste. Tuttavia, per dove siamo adesso, se non avessi preso quella decisione, non so se la gente avrebbe mai visto il film.

Lo streaming, a prescindere dai recenti avvenimenti, sta quindi diventando sempre di più un terreno fertile per le nuove proposte. Il suo utilizzo si sta intensificando, anche perché, come rivela Docter stesso, gli è stato chiesto di produrre con maggiore frequenza. 

A proposito: la prima serie animata Pixar, Win or Lose, arriverà in esclusiva su Disney+ nell’autunno 2023.

Potrebbe interessarti anche: Tutte le uscite Disney+ di gennaio 2021: in arrivo WandaVision, Bud e Terence

Soul: l’ultimo film diretto da Docter?

Nonostante Docter si sia affermato come regista di grandi film, Soul sarà probabilmente uno degli ultimi in cui ricalcherà questo ruolo. Mentre Lasseter aveva diretto alcuni film durante il suo periodo di direttore creativo, Docter non sembra per il momento voler fare altrettanto. Il nuovo CCO attinge ai suoi 30 anni di esperienza nell’animazione per consigliare i registi più giovani, preferendo fare da supervisore:

Il lavoro del CCO non è fare film […]. Guida altre persone. Inizialmente ero preoccupato, pensavo che sarebbe stata come una tassa, portandomi via da ciò che amavo veramente. Ma è stato sorprendentemente gratificante. Vedo i loro occhi [dei dipendenti] illuminarsi e riconoscono la verità di ciò che dico, e questo li aiuta ad arrivare da qualche parte, ed è stato sorprendentemente appagante per me.

La personalità di Docter

Docter viene descritto come una persona molto talentuosa e creativa. Il presidente esecutivo della Disney, Bob Iger, ha commentato:

Pete è un artista e un narratore di talento. Ha anche un cuore gigantesco, i cui principi guida di leadership sono gentilezza, empatia e integrità.

Bob Iger

Per capire meglio la personalità di Docter, è utile soffermarsi sui lungometraggi che ha diretto in qualità di regista. Il nuovo CCO della Pixar ha trattato tematiche non solo delicate ma anche particolari, spesso basate sulla propria esperienza di vita. Come dichiara il collega Andrew Stanton:

Pete non sceglie mai una strada facile. Non è interessato nel ripetere qualcosa. Vuole inventare un nuovo colore ogni volta.

Up (2009) parla del dolore di un vedovo, Carl Fredicksen. In un’intervista pubblicata da La Repubblica nel 2018, Docter ha dichiarato di essere un tipo introverso, a cui piace stare per conto proprio. Quando la situazione diventa caotica finisce per sentirsi un po’ sopraffatto, proprio come accade a Carl.

Inside Out (2015) ci offre in maniera molto originale uno spunto di riflessione sui sentimenti. Docter ci spiega come sia nata l’idea di personificare le emozioni

È nato tutto dall’osservazione di mia figlia […], lei aveva 11 anni e da bambina energetica e vivace si era trasformata, era diventata riservata e taciturna. Così ho cominciato a riflettere sui cambiamenti che attraversano i bambini e mi è venuta l’idea di confrontarmi con le loro emozioni.

Docter pixar

Potrebbe interessarti anche: Quella volta che… Hitler ispirò Inside Out

Il già accennato Soul presenta il primo protagonista di colore della Pixar, ed è incentrato sull’anima. Docter, che suona il contrabbasso e i cui fratelli e genitori hanno tutti una carriera nella musica, ha visto nel jazz una metafora ideale per l’improvvisazione e l’imprevedibilità della vita. 

Docter pixar

Lo scandalo del 2017

Cosa è successo esattamente prima dell’arrivo di Docter? Torniamo indietro di qualche anno: il predecessore John Lasseter, come abbiamo accennato all’inizio, è stato il direttore creativo della Pixar e dei Walt Disney Animation Studios dal 2005 al 2018. Chiamato anche “il moderno Walt Disney” per via della sua grande creatività e inventiva, ha supervisionato moltissimi film Pixar in qualità di produttore esecutivo. Lasseter è stato inoltre il regista di Cars e del caposaldo dell’animazione digitale Toy Story.

John Lasseter

Col terminare del 2017 però assistiamo a un vero e proprio terremoto: Lasseter si mette in aspettativa per sei mesi, dichiarandosi colpevole per aver compiuto dei “passi falsi”. Tutto ciò avviene nel periodo dello scoppio dello scandalo delle molestie sessuali, innescato dalle accuse al capo della Miramax Harvey Weinstein.

Ma quelle che dovevano essere aspettative diventano poi vere e proprie dimissioni, rese ufficiali nel 2018. Nonostante le voci dello scandalo, entrambi gli studi non mancano però di riconoscere il grande lavoro di Lasseter. Lo stesso Bob Iger, in un comunicato ufficiale, ha commentato:

Gli siamo profondamente grati per il suo contributo, che include un profondo e geniale stravolgimento dei Walt Disney Animation Studios. Uno dei risultati maggiori di John è stato assemblare un team di grandi innovatori e storyteller con la visione e il talento, usati per settare gli standard dell’animazione delle generazioni future.

Un’eredità pesante

Il neo direttore Docter era ben consapevole dell’importanza di Lasseter, un uomo diverso da lui, dal carattere – a detta degli stessi dipendenti e collaboratori – più socievole e più estroverso. 

Docter pixar
Docter insieme a Lasseter

Raccogliere il peso di un testimone così importante non è stato per nulla semplice. Docter ha affermato di avere avuto timore di non essere all’altezza, e di aver provato paura nel prendere il posto di colui che non era solo un capo ma anche un caro amico. Nell’intervista dice infatti:

[Lasseter] è stato una parte così fondante dello studio. Quando ha lasciato [la Pixar], tutti sono rimasti incerti su come progredire.

Alcuni hanno paragonato il “dopo Lasseter” alla situazione di stallo che si era creata negli studi di animazione Disney dopo la morte di Walt. Senza più un modello da seguire, tutto ha iniziato a zoppicare per quasi vent’anni, un periodo noto come Epoca del bronzo. Docter è invece riuscito a inserirsi nel solco tracciato da Lasseter senza stravolgerlo, e trovando gratificazioni inaspettate nel ruolo di CCO.

Fino a oggi Docter ha dimostrato di avere molte carte da giocare, e di aver impresso una nuova interessante direzione nella Pixar. Il suo segreto, probabilmente, è di aver mantenuto la mente aperta alla sperimentazione di nuove idee e progetti; ma senza dimenticare la propria personalità, la propria storia, e la strada tracciata da chi c’è stato prima.

Potrebbe interessarti anche: L’animazione Disney tornerà mai al 2D?

Alessia Loddo

Immagini © Disney

Fonti:

Rianimazione della Pixar, Hollywood Reporter

Bufera travolge Lasseter, Ansa

Docter e Lasseter svelano il segreto di Pixar, movieplayer

Soul-parla il regista Docter, Wired

Il dopo Lasseter alla Pixar, la Repubblica

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo!

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Ultimi articoli

Articoli correlati

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.

Le opinioni espresse dai singoli autori negli articoli sono a titolo personale e non rappresentano in alcun modo il pensiero dello staff di ventennipaperoni.com.

L’autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

Tutto il materiale eventualmente coperto da copyright utilizzato è usato per fini educativi ai sensi dell’art. 70 della legge 633/41 sul diritto d’autore. Qualora i titolari volessero rimuoverli possono comunicarlo via e-mail e provvederemo subito alla conseguente rimozione o modifica.

E-mail: redazione@ventennipaperoni.com