10 cose che (forse) non sapevate sulle VHS Disney

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Le VHS Disney sono state un’istituzione per tutte le persone nate fra gli anni ’80 e ’90: basta il solo pensiero a farci tornare indietro nel tempo, e forse non esageriamo a dire che la diffusione delle videocassette è stato uno dei motivi che ha contribuito a consacrare l’animazione Disney sugli altari della cultura popolare.

Probabilmente molti di voi hanno almeno una storia da raccontare legata alle videocassette Disney: ma quanto siete esperti in materia? In quest’articolo troverete 10 curiosità che le riguardano, scritto con un pizzico di nostalgia e grazie al contributo di Matt Disney del sito Disney: Tapes & More.

1) Primati italiani

L’Italia è il primo Paese ad aver avuto Biancaneve e i sette nani in videocassetta Disney originale.

La VHS venne rilasciata il 12 Maggio 1994 mentre il resto del mondo, Stati Uniti inclusi, dovette aspettare l’autunno dello stesso anno.

Una strategia ponderata

Snow White and the Seven Dwarfs è il primo lungometraggio animato sonoro della storia. Quando fu proiettato in sala, nel 1937, il film incontrò un grandissimo successo, al punto da valere a Walt Disney un Oscar onorario per la significativa innovazione apportata al mondo del cinema.

Se per il grande schermo Biancaneve e i sette nani è stata un’opera pioniera, la stessa cosa non si può dire per il piccolo schermo. La più bella del reame fece la sua apparizione in videocassetta solo nel 1994: relativamente tardi, se si considera che la produzione ufficiale di VHS Disney era stata inaugurata nel 1980 dagli Stati Uniti.

Shirley Temple consegna il premio Oscar a Walt Disney per Biancaneve e i sette nani. Insieme alla statua “principale” ci sono sette piccole statuine. Fonte: Repubblica.it

Inizialmente, la politica riguardo l’home video della Walt Disney Company era di non rilasciare i Classici in videocassetta, poiché si temeva che questo avrebbe fatto perdere loro valore. La strategia adottata era di proiettarli ciclicamente a distanza di 7-10 anni nelle sale cinematografiche: così le nuove generazioni avrebbero potuto affezionarsi ai film, mantenendo l’offerta limitata per non far deprezzare il prodotto.

Quando il mercato dell’home video iniziò a ingrandirsi, la casa di Burbank iniziò a soppesare la questione diversamente. Diveniva sempre più chiara l’idea che le videocassette avrebbero potuto generare una fonte di profitti ben maggiore rispetto alla strategia adottata fino a quel momento.

Così iniziarono a essere rilasciati gradualmente i primi Classici, a partire da Pinocchio nel 1985. Successivamente, fu la volta di altri lungometraggi: le vendite aumentavano a ogni nuova release, a testimonianza di come, ancora una volta, la compagnia fosse stata in grado di ascoltare correttamente le tendenze del mercato.

Ma perché la videocassetta di Biancaneve arrivò per prima proprio in Italia?

Nonostante fosse stata finalmente avviata la distribuzione dei Classici in VHS, rimaneva un certo riserbo nei confronti delle opere più importanti, alla cui realizzazione aveva preso parte Walt Disney in persona.
Ma l’assenza di Biancaneve dal mercato delle videocassette era assordante.

Fra i Classici, Biancaneve e i sette nani è uno dei più amati e, forse, fu proprio la sua popolarità a fronte della sua assenza ciò che portò il film a essere uno dei più piratati.

In Italia, negli anni ’90, le copie non ufficiali di Biancaneve circolavano in gran numero. La distribuzione non autorizzata era inoltre sostenuta dalla credenza che l’opera, vecchia più di 50 anni, non fosse più soggetta al diritto d’autore.

Una videocassetta di Biancaneve e i sette nani non originale Disney

La situazione degenerò al punto da essere intollerabile per la Walt Disney Company, spingendola a non indugiare oltre per produrre una videocassetta ufficiale di Biancaneve e i sette nani. Mentre venivano aperte cause legali contro le case di produzione che avevano rilasciato copie non autorizzate, si affrettò il processo per rilasciare quanto prima la versione italiana.

Successivamente vennero prodotte anche le copie in altre lingue: la prima principessa Disney era finalmente pronta a entrare nelle case di tutto il mondo.

Non solo nani

Nel 1994 ci fu un altro primato dell’Italia: l’uscita in VHS de Gli Aristogatti a febbraio. Altrove la videocassetta si fece attendere fino al 1995 o addirittura al ’96, come negli USA.


In questo caso non abbiamo fonti sulla motivazione, può darsi che il primato fosse dovuto ancora una volta alla pirateria o, più semplicemente, a un mercato nostrano con più domanda di altri Paesi.

2) Non accettate i falsi vs. videocassette Disney pirata

Il fenomeno della pirateria delle VHS imperversava indiscriminatamente, in Italia come negli altri Paesi. Come nel caso di Biancaneve, i film Disney a caderne vittima più frequentemente erano quelli non ancora rilasciati in versione ufficiale – ma non solo.

Potrebbe interessarti anche: Chi era la voce che diceva “È un vero Walt Disney, non accettate i falsi?” nelle VHS Disney?

La pirateria poteva riguardare videocassette vendute clandestinamente dalle videoteche o sulle bancarelle, il cui video era ottenuto da riversamenti della pellicola cinematografica o da riprese dirette del film nei cinema.

Oltre a queste versioni, esistevano anche videocassette non ufficiali, distribuite in maniera apparentemente legale. Le suddette potevano trovarsi in edicola, edite da diverse case produttrici, di cui una delle più famose è probabilmente la Walkman s.r.l., anche conosciuta come Cinepatrizia o Scabar.

Le videocassette Disney di Walkman srl

I prodotti Disney presenti nelle videocassette Walkman sembravano essere in regola, in quanto le VHS erano vendute legalmente da attività esercenti e dotate di vidimazione SIAE sulle fascette.


L’apparente legalità della distribuzione è legata al fatto che all’epoca, ovvero nel 1992, si pensava che i Classici Disney meno recenti fossero diventati di pubblico dominio per una interpretazione della Legge 633/1941 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.

La Walkman s.r.l. si pose una domanda: stando alla legge, le immagini sembravano non essere più soggette al diritto d’autore… ma valeva lo stesso per i doppiaggi italiani? Probabilmente, per superare il dubbio che la traccia audio italiana fosse ancora protetta da copyright, la label commissionò a uno studio di doppiaggio delle nuove versioni di quasi tutti i film e cortometraggi Disney da lei distribuiti.

I risultati sono – a nostro parere – abbastanza discutibili. Ma giudicate con le vostre orecchie, guardando questo video con alcuni spezzoni del doppiaggio Walkman di Biancaneve e i sette nani:

In altri casi, come con Pinocchio, la società decise di mantenere i doppiaggi italiani originali [fortunatamente, NdA].

Se interessati potete trovare le schede dettagliate di queste videocassette sul sito Disney: Tapes & More.

La reazione della casa madre

La Walt Disney Company, di fronte alle versioni non autorizzate dei suoi film, non tardò a ricorrere alle vie legali. La divisione addetta alla distribuzione delle VHS Disney, all’epoca denominata Buena Vista Home Video, citò in giudizio le case che commercializzavano i suoi prodotti senza autorizzazione, tra cui la Walkman. Le sentenze degli anni ’90, come potete immaginare, dettero ragione alla casa madre.

Il Re leone: le contromisure

Negli anni ’90, poco dopo la distribuzione delle pellicole nei cinema, non tardavano a comparire le videocassette di contrabbando. Per evitare che a Il Re leone toccasse la stessa sorte, la Walt Disney Italia decise di affidare la proiezione solo a soggetti di fiducia, almeno nel periodo iniziale della distribuzione.

La risposta dei pirati italiani fu sorprendente. Visto l’enorme successo del film, Il Re leone rappresentava un potenziale profitto irrinunciabile. Per non perdere questa occasione d’oro, si fece ricorso a un po’ di fantasia e allo stesso modus operandi che ebbe un paio di anni prima la Walkman s.r.l.: qualcuno rimediò una videocassetta pirata americana scadente – molto scadente – di The Lion King e fu aggiunto un doppiaggio italiano commissionato appositamente, con un cast completamente diverso da quello ufficiale.

Per la qualità, ci rimettiamo nuovamente al vostro giudizio.

Nonostante questa videocassetta non abbia mai circolato in maniera legale, riuscì a diffondersi ad ampio raggio, venduta sottobanco nelle videoteche o dagli ambulanti. Ne esistono addirittura più copertine, di cui vi proponiamo le più famose:


Probabilmente qualcuno di voi è cresciuto con questa versione (e forse non ha mai ascoltato quella ufficiale!)

3) Videocassette Disney Educational

Oltre alle copie non autorizzate delle videocassette Disney, sono forse meno note quelle non ufficiali ma distribuite legalmente. Stiamo parlando della collana “Disney Educational” di Sampaolo – Mastervideo, che aveva ricevuto il consenso per la riproduzione dei prodotti Disney da parte della casa madre.

Nato nel 1989 e proseguito nel corso dei primi anni ’90, il progetto Disney Educational comprendeva diversi titoli Walt Disney di interesse didattico. I nastri erano destinati esclusivamente al circuito delle scuole, e ogni videocassetta era corredata di libretto-guida per l’insegnante, inserito all’interno della custodia.

VHS Disney Educational


I titoli della collana erano principalmente documentari naturalistici, come La terra questa sconosciuta (Nature’s Half Acre, 1951), La valle dei castori (In Beaver Valley, 1950) e cartoni animati didattici come Pierino e il lupo (Peter and the Wolf, 1946) e il famosissimo Paperino nel mondo della Matemagica (Donald in Mathmagic Land, 1959).

Quest’ultimo vantava il primo doppiaggio italiano, presente anche nella prima videocassetta Disney, uscita nel febbraio 1987. Per chi non lo sapesse, tutte le videocassette di tale cortometraggio distribuite a partire dal 1992 contengono invece un doppiaggio diverso.

4) Strategie di marketing

Nelle custodie delle videocassette Disney spesso erano inseriti dépliant e cataloghi. Oltre alle forme di pubblicità destinate agli utenti finali, esisteva anche del materiale promozionale riservato ai rivenditori ufficiali, a testimonianza di come la strategia di marketing delle VHS Disney fosse curata a ogni livello dalla casa produttrice.

Questo materiale consisteva per lo più nei Profit Planner, ovvero delle brochure in cui venivano illustrate le motivazioni che avrebbero dovuto spingere il venditore a ospitare i suoi prodotti in un negozio, definendo la campagna pubblicitaria e riepilogando i grandi successi di vendita delle stagioni precedenti.

Leggendo i profit planner, è possibile farsi un’idea della fetta di mercato occupato delle videocassette Disney. I numeri da capogiro parlano chiaro: il volume di vendita poteva arrivare anche a un milione di copie vendute per ciascun titolo nel giro di pochi mesi.

I rivenditori ufficiali di VHS Disney venivano inoltre istruiti su come esporre il prodotto per valorizzarlo al meglio. Insieme agli stock di videocassette venivano forniti espositori, vetrofanie e poster del titolo in uscita, unitamente alle indicazioni su come collocarli per allestire i punti vendita.

Oltre ai prodotti per le scuole e al materiale per i negozianti, esistevano anche videocassette per la stampa. Per i nuovi film in uscita, la Buena Vista iniziò a distribuire anche edizioni speciali delle VHS Disney destinate alla critica.


Il rilascio in anteprima aveva lo scopo di far pubblicare le recensioni del prodotto. Nella foto in alto potete vedere quella de Il Re Leone, ancora nel suo imballo originale. La custodia è esteticamente uguale alla videocassetta destinata alla vendita, con l’aggiunta dell’adesivo “Edizione Speciale per la stampa” sulla fascetta.

5) Le edizioni colorate

Forse molti di voi ricorderanno le custodie per VHS di colori particolari, ad esempio il giallo oro de Il Re leone II – Il regno di Simba o il verde di Flubber. Anche se la maggior parte delle custodie destinate alla vendita era nera, le variazioni di colore non erano rare.

Guardando dentro le scatole invece, era molto più difficile trovare videocassette Disney con il “guscio” di colore diverso dal nero. Meno probabile ma non impossibile.

Fin dagli esordi, la Buena Vista Home Video (oggi Walt Disney Studios Home Entertainment, NdA) si è sempre distinta per l’attenzione ai dettagli e i colori alternativi sono una peculiarità che non poteva mancare alle VHS per rendere più preziose alcune edizioni.

Ricordiamo così un paio di esempi come il cofanetto con Chi ha incastrato Roger Rabbit? e Ecco Roger Rabbit! con due VHS rispettivamente blu e rossa, e Monsters & Co. la cui videocassetta è azzurra.

Anche le edizioni speciali per la stampa si distinguevano da quelle normali per il colore del guscio. Quella de Il Re Leone di cui abbiamo già parlato, ad esempio, è blu con la stampigliatura del marchio Disney Video sulle finestre trasparenti.

Fonte: ebay. N.B. Questa è l’unica foto di una videocassetta non fornita da Matt per l’articolo. Nella sua ricchissima collezione non manca questo pezzo (ma la sua copia è ancora sigillata!)

6) Le videocassette Disney “da edicola”

Se avete vissuto la golden age delle VHS, con ogni probabilità avrete qualche cimelio firmato TV Sorrisi e Canzoni o simili. Si trattava di cassette “da edicola”: ben più economiche di quelle distribuite da Walt Disney Company.
I negozi e le edicole costituivano circuiti commerciali separati e nelle seconde si trovavano prodotti Disney distribuiti da società terze.

C’è però un caso particolare: nel febbraio del 2000 la casa di Burbank tentò di conquistare anche le edicole. Fu così che uscì una versione “economica” de Gli Aristogatti, al prezzo di 29.900 lire (contro le oltre 40.000 dell’edizione standard). Chiaramente, questa cassetta era un vero e proprio esperimento. Non a caso, all’interno della custodia era presente un dépliant da compilare rispondendo ad alcune domande sulla qualità e il gradimento del prodotto.

VHS edicola Aristogatti

Questa edizione rimase un caso isolato: probabilmente l’esperimento fallì.

In edicola continuarono comunque a uscire cassette contenenti prodotti Disney. Per esempio, in allegato a Topolino si potevano trovare VHS contenenti raccolte di corti (o Estremamente Pippo, caso unico in questo). Alcuni Classici uscirono in edicola insieme alla già citata Tv Sorrisi e canzoni.

Tuttavia si trattò sempre di società intermediarie, e Walt Disney Company non si occupò mai più direttamente della distribuzione in edicola di un suo prodotto.

7) Edizioni speciali

Lo affermiamo senza timore di essere smentiti: le videocassette Disney erano un regalo perfetto per ogni occasione. Per questo alcuni lungometraggi arrivarono sul mercato home video anche con confezioni speciali, pronte per essere donate.

Alcune cassette, per esempio, potevano essere abbinate a una bambola, come avvenne per Cenerentola (novembre 1992) o per La Bella e la Bestia (settembre 1993). Altre erano accompagnate da un peluche: è il caso de Il libro della giungla (novembre 1993), di Biancaneve e i sette nani (ottobre 2001) e di Cenerentola II – Quando i sogni diventano realtà (aprile 2002).

confezioni regalo VHS Disney
Un po’ di confezioni speciali

Un caso particolare è quello della prima edizione VHS di Aladdin (ottobre 1994): tutte le copie in commercio avevano in allegato il gioco da tavola Jafar contro tutti.

Esisteva poi un intero filone di cassette deluxe. Erano prodotti accompagnati da una quantità notevole di materiale extra, perfetti per gli appassionati e per i più esperti.

La prima edizione di questo tipo per una VHS Disney fu quella di Fantasia (novembre 1991). Oltre al nastro del lungometraggio, la confezione conteneva una seconda videocassetta, dedicata al making of del film, due CD contenenti l’intera colonna sonora, una litografia, un opuscolo e un certificato di autenticità.

Giunti a questo punto possiamo dire che, per varietà e qualità, le VHS Disney erano una garanzia!

8) La concorrenza

Solo per un momento vorremmo abbandonare le VHS Disney per fare un cenno alla concorrenza. Ci riferiamo alle produzioni home video di Stardust, un’azienda era famosa per l’abitudine di distribuire lungometraggi animati ispirati a film più famosi, solitamente firmati Disney. Spesso, inoltre, le illustrazioni sulle confezioni Stardust “richiamavano” in qualche modo quella del Classico Disney di riferimento.

Esiste però un’eccezione: la copertina de La Sirenetta.

A un primo sguardo, la fascetta della VHS Stardust de La Sirenetta potrebbe sembrare simile alla locandina cinematografica dell’omonimo Classico Disney. Nulla di nuovo, quindi.

C’è però un dettaglio da considerare: Stardust in questo caso distribuì un lungometraggio prodotto da Toei Animation nel 1975. La locandina di questo film era molto simile sia alla copertina Stardust sia alla locandina del Classico Disney, ma per ovvi motivi era stata disegnata prima di entrambe.

Da sinistra: la locandina originale di Toei Animation, la locandina Disney, la copertina Stardust.

Se pensiamo che La Sirenetta (Disney) è arrivato in sala nel 1989, possiamo facilmente capire dove stia l’anomalia. Esatto: per una volta, non solo Stardust ha preso spunto dalla locandina di un altro studio, ma anche Walt Disney Company!

9) VHS e messaggi subliminali

I lungometraggi Disney contengono messaggi subliminali? La questione è complessa e trattarla nel dettaglio ci porterebbe a toccare temi lontani dalle VHS. Oltretutto, abbiamo già affrontato altrove il tema. In questo caso, quindi, ci chiederemo solo se le videocassette italiane (quelle con cui siamo cresciuti) contenessero messaggi subliminali di qualsiasi tipo.

Potrebbe interessarti anche: Disney e messaggi subliminali, cosa c’è di vero?

Bianca e Bernie topless

Partiamo da Le avventure di Bianca e Bernie. Pare che in due soli frame apparisse, affacciata a una finestra, una donna a seno scoperto. Nell’edizione americana del 1999, effettivamente, questi fotogrammi erano presenti per errore. Tutte le cassette vennero ritirate dal mercato in pochi giorni e sostituite. In Italia il film arrivò in edizione home video direttamente nella sua versione “corretta”.

Torre fallica

Pure La Sirenetta andò incontro a diverse “correzioni” dopo l’uscita. I punti incriminati, in questo caso, erano addirittura due. A destare scalpore fu in primo luogo la locandina del film: una delle guglie del castello di Re Tritone sembrava avere forma fallica. Nonostante le accuse siano state tutte rigettate, l’illustrazione venne ritoccata entro il 1991, anno in cui la VHS de La Sirenetta arrivò in Italia… senza guglie ambigue.

Prete La sirenetta

Le prime cassette italiane de La Sirenetta, però, non si salvarono dal secondo passaggio problematico del film. Il sacerdote incaricato di ufficiare il matrimonio tra Eric e Ursula, infatti, sembrava avere una protuberanza “sospetta” in mezzo alle gambe. L’ex animatore Disney Tom Sito ha smentito queste dicerie, affermando che il rigonfiamento non era altro che un ginocchio del prete. Nonostante questo, le edizioni home video uscite dopo il 2006 sono state corrette.

Gaston messaggio subliminale

Per l’edizione home video de La Bella e la Bestia avvenne in un certo senso il processo inverso. Nella VHS italiana del 1993 vennero infatti modificati dei fotogrammi, poi reinseriti nella loro versione originale nelle edizioni DVD del Classico. In questo caso, il passaggio incriminato era la comparsa di due teschi negli occhi di Gaston appena prima della sua morte.

10) La Bella e la Bestia

Vogliamo chiudere questa piccola raccolta di curiosità sulle VHS Disney con una nota di colore. Nel novembre del 1997 arrivò sul mercato l’edizione home video de Le avventure di Winnie the Pooh. Tra i vari trailer presenti nella cassetta c’era quello di Il mondo incantato di Belle, terzo film dedicato al mondo di Belle e della Bestia. In Italia, però, non ancora uscito il primo sequel de La Bella e la Bestia, ovvero La Bella e la Bestia – Un magico Natale.

La discrepanza, in realtà, si spiega in modo abbastanza semplice.
La VHS de La Bella e la Bestia – Un magico Natale, a differenza che in Italia, venne rilasciata negli Stati Uniti quello stesso novembre. All’interno era contenuto il trailer del terzo capitolo della serie, e da lì fu trasferito per errore nell’edizione italiana della VHS di Winnie the Pooh.

I due film direct-to-video dedicati a Belle sono protagonisti anche di un’altra anomalia. La VHS del terzo capitolo della serie venne registrata con il codice VS 4737. Il numero progressivo della cassetta del secondo dei tre film, invece, era VS 4759.

Anche se i prodotti sono stati immessi nel mercato italiano nell’ordine esatto, prima Un magico Natale e dopo Il mondo incantato di Belle, l’inversione del numero dei codici fa supporre che le due videocassette hanno davvero rischiato di uscire nell’ordine sbagliato.

VHS codici Bella e la Bestia
I codici delle due videocassette incriminate: Un magico Natale, secondo capitolo della serie La Bella e la Bestia, ha codice progressivo più alto del terzo capitolo, come se fosse stato programmato per uscire dopo.

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La nostra piccola raccolta di curiosità finisce qui. Le videocassette Disney, ora possiamo scriverlo, non sono così interessanti solo per il loro fascino vintage o per le belle storie che contengono. Questi nastri magnetici nascondono tanti piccoli segreti: forse per questo ci attirano così tanto ancora oggi.

Se siete cresciuti con le videocassette Disney speriamo di avervi ricordato, anche solo per un attimo, tutti i pomeriggi e le serate passati davanti al videoregistratore. Forse siete tra i fortunati che ancora oggi possiedono un lettore VHS funzionante. Se poi, addirittura, avete videocassette Disney non distrutte dall’uso e dagli anni, non possiamo far altro che augurarvi buona visione!

Matt Disney, Alessandro Giacomelli e Agnese Amato

Fonti: Disney: Tapes & More | The Pop History Dig

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