Finché usucapione non vi separi! | Better Call Scrooge

Molti studenti di giurisprudenza hanno appreso il termine usucapione ben prima di incontrarlo tra i libri di testo universitari. Anche per la maggior parte di voi sarà stato così, soprattutto se avete presente la storia in due parti che apre i numeri 1510 e 1511 di Topolino.

Quel che è certo è che una nostra vecchia conoscenza… questa parolina non la scorderà mai più!

Paperone e Brigitta sposi in un album di nozze

L’antefatto

Aaah, i matrimoni! Una scusa come un’altra per rifocillarsi a spese altrui, vedere parenti sconosciuti, ma soprattutto stringersi accanto a una nuova coppia, unita da un amore puro, unico, corrisposto e disinteressato.              O forse no!

La storia di Topolino che tratta dell’istituto giuridico dell’usucapione, scritta e disegnata dal Maestro Massimo De Vita, si intitola Il matrimonio di Zio Paperone e narra di quella volta in cui una certa papera bionda riuscì quasi a impalmare il papero più ricco del mondo. 

Ma andiamo con ordine.

La storia si apre con un Paperone piuttosto depresso perché gli introiti derivanti dalle sue molteplici attività si stanno riducendo drasticamente. La soluzione proposta da un esperto di marketing è di costruire un centro commerciale molto grande (non per niente la tecnica commerciale adottata si chiama gigantismo), dotato di tutto il necessario e anche molto di più!

Paperon de Paperoni ed un consulente marketing.
Slurgh!

I preparativi per edificare il centro commerciale iniziano di buona lena. Tuttavia si presenta da subito un problema, quando Paperone scopre che un fazzoletto di terra all’interno del terreno di sua proprietà appartiene nientemeno che a… Brigitta!

Preoccupato che la papera possa chiedergli una cifra imponente per cedergli il terreno, Paperone escogita una serie di escamotage (tra i quali una corte inaudita e alquanto sospetta) per far capitolare Brigitta. Quest’ultima, però, ancora non obnubilata dalle tecniche di seduzione del miliardario, decide di indagare per testarne le vere intenzioni. Una volta scoperta l’importanza del terreno decide di cederlo a Paperone, ponendo però una minuscola, innocua condizione: per averlo, il papero dovrà prenderla in sposa!

Paperone sviene al pensiero di dover sposare Brigitta.
Inezie.

Giusto il tempo di riprendersi che a Paperone giunge come un deus ex machina l’avvocato Bido de Truffis, che gli spiega che esiste un articolo di legge che regola un istituto che potrebbe fare al caso suo, risparmiandogli il matrimonio. Questo istituto è, ça va sans dire, l’usucapione!

Paperon de Paperoni e l'avvocato Bido de Truffis parlano dell'usucapione.
Usucapione dixit

Tale intervento cade a fagiolo in quanto, nell’unica scommessa che Paperone perse contro Rockerduck su quel terreno, un tempo campo da golf, andò a finire una pallina, la numero 17, appartenente allo stesso de’ Paperoni, che è rimasta nell’appezzamento di Brigitta per vent’anni, il tempo necessario a reclamare l’intera proprietà.

Una volta accertata la presenza della pallina sul fazzoletto di terra appartenente alla papera, a Paperone e agli altri non resta che attendere il decorso ventennale. Ma attenzione: qualora Brigitta, in qualità di precedente proprietario, reclamerà il terreno, Paperone non potrà più appellarsi ai diritti derivanti dall’usucapione.

Viene spiegato a Paperone come funziona l'usucapione
Dura lex, sed lex

Paperone deve perciò impedire che Brigitta, ove scoprisse il suo piano, lo batta in velocità, usufruendo della postilla di legge sopra citata. Un susseguirsi di eventi porta a un epilogo abbastanza intuibile.

Paperone afferma di non voler sposare Brigitta
Nessuno mette Paperone in un angolo.

Tutto è bene quel che finisce bene? In un certo senso. Paperone può aprire il suo mega centro commerciale e nomina la mancata sposa direttrice delle vendite. Alla “povera” Brigitta non resta che sospirare nell’attesa di una nuova occasione.

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Vignetta conclusiva Il matrimonio di Zio Paperone

L’istituto giuridico

Il matrimonio di Zio Paperone è passata alla storia per l’utilizzo dello strumento dell’usucapione come mezzo di risoluzione legale del problema che Paperone deve affrontare. Se un espediente del genere sia applicabile o meno nella realtà è stato a lungo oggetto di dibattito, soprattutto fra gli appassionati.

Facciamo una dovuta premessa: l’istituto dell’usucapione esiste e appartiene alla branca del diritto privato e, tecnicamente, è un modo d’acquisto della proprietà a titolo originario. Viene disciplinato dall’art. 1158 del codice civile, titolato Usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari e, sebbene Massimo De Vita abbia avuto il merito di utilizzare questo istituto in maniera verosimile e di confezionare una storia credibile, la sua applicazione nella realtà è abbastanza diversa.

L’articolo

La proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per vent’anni.

Art. 1158 c.c., Sezione III “Dell’usucapione”.

Pertanto un soggetto, nella nostra storia Paperone, può agire rivendicando la proprietà di un bene immobile, alla cui categoria appartengono anche i terreni, purché ne eserciti il possesso continuato per vent’anni. Cosa vuol dire esercitare il possesso?

Nel diritto civile si intende per possesso il potere di fatto su una cosa, che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio del diritto di proprietà. Non è quindi sufficiente avere la disponibilità materiale del bene ma è necessario soprattutto agire su di esso come se fossimo i legittimi proprietari.

Questa breve disamina serve a farci comprendere come, già da questi presupposti, non sarebbe possibile comportarsi come Paperone. Innanzitutto, non è sufficiente, come nella storia con la pallina da golf numero 17, possedere un oggetto nel terreno che vogliamo usucapire e lasciarlo lì per vent’anni.

Zio Paperone esulta

Se ciò fosse possibile, tutti noi potremmo reclamare la proprietà di tutti i terreni dei vicini nei quali sono finiti nel corso degli anni i nostri palloni, purché vi siano rimasti per vent’anni.

Come funziona?

In realtà, Paperone avrebbe dovuto compiere delle azioni in modo palese, tangibile e continuato per vent’anni su quel terreno, ad esempio coltivandolo o edificandolo, e agendo come se ne fosse davvero il proprietario. Invece, è consapevole fin dal primo momento che una parte sita nel terreno di sua proprietà appartiene a Brigitta. Infatti inizialmente vorrebbe optare per un contratto di compravendita per farsi cedere quella parte ma, preoccupato di dover sborsare una cifra esosa, opta per metodi ben poco ortodossi.

Inoltre, non sarebbe stato comunque possibile agire alle spalle di Brigitta per tenerla all’oscuro della possibilità di reclamare un terreno che le appartiene.

Paperone, Paperino e Bido de Truffis discutono su come non insospettire Brigitta.

Infatti, come ci dice la Corte di Cassazione in una sentenza del 2017, in una situazione simile a quella raccontata da Massimo De Vita, la manifestazione del dominio deve essere assolutamente incontestabile e provata attraverso un’attività durevole. Ancora, deve essere svolta in maniera tale che risulti incompatibile con il possesso altrui. Infine, chi vuole invocare l’usucapione di un bene, non deve limitarsi ad avere questi requisiti:

  • Possesso prolungato per vent’anni (per i beni immobili, per altre tipologie oppure condizioni, il termine è ridotto);
  • Agire sul bene come il legittimo proprietario ed in modo palese;

ma deve anche provarlo di fronte a un giudice, onde evitare ritorsioni o eventuali contrasti. Brigitta, infatti, avrebbe potuto benissimo reagire per dimostrare di essere la legittima proprietaria del pezzetto di terra. Non sarebbe stato possibile agire alle sue spalle in tempi così brevi.

Paperone, Qui, Quo, Qua, Paperino, un giudice, Archimede e Bido de Truffis fanno un sopralluogo

Il sopralluogo effettuato nell’immagine qui sopra, inoltre, non sarebbe fattibile, anche solo perché i paperi si addentrano nel terreno di proprietà di Brigitta senza alcuna autorizzazione. 

Bonus: ma Brigitta è davvero innocente?

Se una piccola lacrima fuggente vi è scesa e il vostro cuore si è spezzato al pensiero della papera, sostituta di Paperino nel trovarsi al centro di una serie di sfortunati eventi che la privano in un sol colpo del marito e del terreno, vi fermiamo subito facendovi presente un piccolo aspetto che non coinvolge direttamente l’istituto dell’usucapione ma che non può passare inosservato: la condizione alla quale Brigitta sottopone Paperone per ottenere il terreno.

Paperone sviene al pensiero di dover sposare Brigitta
Repetita iuvant

Il matrimonio, che sia civile o religioso, non può esonerarsi da un elemento imprescindibile: l’assenza di termini e condizioni. Deve cioè essere assolutamente disinteressato, per cui è chiaro come la costrizione a cui è sottoposto Paperone non rientra in questo requisito. Ciò è spiegato chiaramente nel codice civile:

La dichiarazione degli sposi di prendersi rispettivamente in marito e moglie non può essere sottoposta né a termine né a condizione.

Art. 108, primo comma c.c. – Inapponibilità di termini e condizioni

Questa specificazione avviene in ottemperanza al modo in cui il matrimonio viene configurato nel nostro ordinamento, ossia come un atto puro e incoercibile, per cui è inefficace qualsiasi patto con il quale ci si impegni a contrarre matrimonio.

Nice try, comunque, Brigitta.

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Brigitta si sposa.
I do!

Conclusioni

Nonostante l’istituto giuridico dell’usucapione funzioni nella realtà in maniera diversa rispetto alla storia e con una serie di sfaccettature troppo ampie per essere discusse in questa sede, Massimo De Vita riesce a raccontarla in maniera credibile, utilizzando anche alcuni elementi rinvenibili nel diritto nostrano. Riesce soprattutto a giocare col diritto e a plasmarlo a seconda delle proprie esigenze, quasi fosse un navigato esperto del settore. Per questa ragione, persino chi aveva contezza dell’usucapione è andato a ricontrollare che le sue conoscenze fossero esatte. Nel dubbio, però, accertatevi di non aver scordato palloni nei giardini altrui!

Si conclude il primo appuntamento con questa nuova rubrica. State pur certi che è solo l’inizio. Preparatevi a giurare sulla Legge della sommità, a diventare imperatori – ma solo fino a mezzanotte – e a scoprire chi erediterà l’impero di Paperone (non noi, purtroppo). E, se avete altre domande…

BETTER CALL SCROOGE!

Lidia Brancia

Immagini © Disney – Panini Comics

FONTI

Codice civile: Artt. 108, 1140, 1158.

Papersera

Sentenza della Corte di Cassazione n. 16414/2017, citata a pag. 754 del Codice Civile Esplicato – Spiegato articolo per articolo, Edizioni Giuridiche Simone.

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