Gli amanti del fumetto si sono sentiti comprensibilmente feriti nell’orgoglio, dopo l’annuncio che il Ministero dei Beni Culturali aveva rigettato la richiesta di fondi presentata dal WOW, il Museo del Fumetto di Milano. La motivazione: “Non rientra tra i musei e luoghi della cultura che espongono beni culturali”. Una notizia che ha riscaldato gli animi di molti simpatizzanti della nona arte.

Ieri, 13 novembre 2020, il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini è intervenuto personalmente nella questione, confermando il sostegno del MiBACT al WOW, precedentemente negato. La vicenda ha avuto quindi vari sviluppi nell’arco di soli cinque giorni, ma cerchiamo di ripercorrerne i principali.

WoW, i fondi e il MiBACT: l’aiuto negato

L’8 novembre 2020, il direttore di WOW Spazio Fumetto, Luigi Bona, ha pubblicato tramite il suo account Facebook la risposta del MiBACT alla richiesta di fondi d’emergenza inoltrata dal Museo:

https://www.facebook.com/luigi.bona/posts/10159135375321332

Uno stralcio dal post:

Un burocrate romano ci ha appena dichiarato che WOW Spazio Fumetto “non rientra tra i musei e luoghi della cultura che espongono beni culturali” in quanto “luogo espositivo di cose prive della qualità di bene culturale”.

I fondi sarebbero stati parte dei 165 milioni di euro stanziati dal Ministero dei Beni Culturali nel decreto rilancio del 15 agosto 2020, e destinati al sostegno delle realtà museali di cui l’Italia è costellata.

Realtà di cui, a quanto pareva prima dell’aggiornamento da parte del MiBACT, il WOW non faceva parte. Inutile sottolineare come il malcontento sia serpeggiato tra le file di amanti della nona arte. I commenti sotto il post di Bona hanno naturalmente manifestato il loro sostegno. Purtroppo, però, come affermava Bona:

Non abbiamo risorse. Rischiamo di chiudere per sempre se il Ministero non farà retromarcia.

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Franceschini: “Errore di interpretazione degli uffici”

Fortunatamente, la pronta mobilitazione di numerose testate e di un enorme numero di “laici” è riuscita a smuovere qualcosa ai piani alti. Oggi, 13 novembre, in un tweet, il ministro Franceschini ha confermato che il MiBACT è tornato sui propri passi:

A corredare l’inversione di marcia del Ministero, l’onorevole Franceschini ha anche aggiunto 17 milioni di euro al capitale già destinato al ristoro dei musei, aggiungendo alla lista naturalmente anche il WOW, in un decreto dell’ultimo minuto.
Tutto è bene ciò che finisce bene, insomma. Luigi Bona ha ringraziato in un nuovo post su Facebook “quanti hanno raccolto, rilanciato e sostenuto la nostra comunicazione in questi giorni di battaglia per la dignità del Fumetto e per la sopravvivenza di WOW“. Tuttavia, ha aggiunto:
Ci auguriamo che i prossimi impegni del governo (e delle altre istituzioni) non volgano soltanto a finanziare nuovi progetti più o meno faraonici (come è stato sempre fatto, bruciando capitali pubblici e privati) ma che salvaguardino le tante realtà che già operano da tempo e con impegno.
Distingua il fumo dal Fumetto.
È stato senza dubbio uno sgradevole malinteso per lui. Ma, come scrive la pagina Facebook del WOW, “che lo spiacevole incidente segni l’inizio di una buona collaborazione tra la nostra realtà (e con essa l’intero mondo del fumetto e il suo intorno) e il Ministero che tutela i Beni e le Attività culturali, risolvendo con il buonsenso tanti nodi burocratici”.

Che cos’è il WOW?

Il Museo del Fumetto di Milano è stato fondato nel 2011 alla presenza del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura, e si è sempre distinto come cuore pulsante della Nona Arte. Lo spazio, sviluppato sui due piani di una ex fabbrica di dolci, offre una biblioteca, un bookshop, aule didattiche, auditorium e mostre permanenti e temporanee. A questo è da aggiungersi un pingue archivio con più di 800 mila pezzi, che spaziano da disegni autografi di Stan Lee a tavole di Benito Jacovitti.

Prima della chiusura per via del Covid-19, erano aperte al pubblico una mostra sulla storia della Marvel a partire dal 1939 e un’altra sui trent’anni di Guido Crepax. Mostre apprezzate dal pubblico con numerosissimi ingressi ogni giorno. Per non parlare del successo riscosso dalle iniziative didattiche, tra cui corsi di sceneggiatura, disegno e animazione in stop-motion.

Insomma, un vero e proprio luogo di aggregazione, dove l’arte del fumetto viene tenuta viva ogni giorno praticandola in comunità. Ci uniamo alla speranza del WOW che questo equivoco fughi una volta per tutte ogni dubbio sull’artisticità del fumetto, e auguriamo al Museo e a tutte le altre attività, culturali e non, una pronta riapertura.

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fondi wow

Letizia Somma

Fonti: TGCOM24, Il Giorno, Beni Culturali, MuseoWOW.it

Letizia Somma

Nasce a Napoli ma ha l'anima bohémienne. Le piace molto il fumetto, di più l'animazione. È cresciuta sui classici Disney, cartacei e in celluloide. Spesso fa il tifo per i cattivi, ma sotto sotto è una simpatica canaglia. Non sa disegnare nemmeno una partita a tris.