L’animatore Glen Keane ha rivelato che, a suo avviso, il film Il Pianeta del Tesoro sia uno dei film più sottovalutati targati Walt Disney Studios.

In questa lunga intervista rilasciata a poche settimane dal debutto su Netflix del suo nuovo film Over the Moon, la Disney Legend non nasconde il suo disappunto per l’accoglienza iniziale di Treasure Planet e racconta interessanti aneddoti sulla sua carriera.

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Il Pianeta del Tesoro e le ragioni del flop

Il film animato reinterpreta in chiave futuristica e sci-fi il romanzo L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson.

Nonostante l’impegno profuso, non riscosse grande successo al botteghino: vennero incassati “solo” 109 milioni di dollari a fronte dei 140 milioni spesi.

Alla domanda “tra i tanti personaggi che ha animato, c’è qualcuno che avresti voluto fosse stato apprezzato di più?” Keane risponde di sì. Il personaggio in questione è proprio lui: Long John Silver, l’antagonista-mentore de Il Pianeta del Tesoro.

Ma cosa ha determinato l’insuccesso del film? La Disney Legend racconta a Vulture:

Quel personaggio era molto importante per me, quando ero un ragazzo. Conoscevo una persona – il mio allenatore di football, Micky Ryan – che aveva detto la stessa cosa che Silver ha detto a Jim Hawkins: “Un giorno vedrò la luce risplendere su di lui e da te “. Ho potuto sentirlo. Ho messo anima e cuore nella realizzazione di quel personaggio. Anche solo il legame tra Computer Grafica e animazione a mano libera uniti nello stesso personaggio; lui definiva tutto ciò che sono come animatore – il cuore, la passione, il senso dell’umorismo, lo spessore. Tutto di quel personaggio. E ho visto sacrificare quel film in una battaglia politica tra Michael e Roy a quel tempo, in cui il film fu definito come un flop solo dopo, credo, due settimane. Nessuno è andato a vederlo.

Long John Silver

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Le ragioni del mancato successo

A determinare il fallimento del film (almeno secondo Keane) fu la disputa tra Michael Eisner (allora CEO della Disney) e Roy E. Disney, nipote del famoso Walt. Questi faceva parte del consiglio di amministrazione ed era legato alla produzione dei film animati.

Il diverbio nasceva dal fatto che Roy non gradiva la gestione di Eisner e che quest’ultimo, a sua volta, aveva tentato di rimuoverlo dalle posizioni di rilievo in azienda. Il tutto venne risolto sostituendo Eisner con Bob Iger e portando la dirigenza Pixar ai vertici della Walt Disney Animation Studios. Questo episodio influì decisamente sul passaggio definitivo dell’animazione degli Studios alla computer grafica.

Forse i piani alti non erano mai stati molto convinti da questo progetto ambizioso, nonché parecchio costoso. Il fatto che fossero state investite così tante risorse ha fatto sì che si ponesse più attenzione all’incasso piuttosto che alla qualità del prodotto finito. Averlo definito come un flop dopo sole due settimane, oltretutto, non ha spronato il pubblico ad andare a vederlo al cinema.

pianeta del tesoro

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L’unione di animazione 2D e 3D

Proprio quell’unione tra computer grafica e disegno a mano libera, di cui parla Keane, fu una cosa parecchio rivoluzionaria ai tempi. Long John Silver ha un braccio cibernetico che viene mosso grazie alla CGI dell’animatore Oskar Urretabizkaia. Keane si occupò invece della parte più “umana” del personaggio. I due riuscirono a legare perfettamente l’animazione 2D e 3D, dando vita a un personaggio unico nel suo genere.

Ancora oggi Keane ritiene che Il Pianeta del Tesoro sia un capolavoro, così come lo è il personaggio a cui è tanto affezionato. Lui stesso afferma nell’intervista a Vulture:

Devo dire che è uno dei film animati più belli in assoluto. Penso che l’autenticità di Silver sia davvero notevole […] Non ho mai fatto nulla del genere. Era così vero e spontaneo. Era come improvvisare.

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L’esperienza alla Disney

Glen Keane è famoso per aver animato diversi Classici Disney, tra cui Aladdin, La Bella e la Bestia, La Sirenetta, ma non solo.

L’animatore racconta nell’intervista cosa lo ha spinto a lavorare su Ariel invece che su Ursula e le difficoltà incontrate nella realizzazione di Rapunzel.

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La Sirenetta e la rinascita della Disney

Il 28° Classico Disney venne alla luce in un momento buio per la società.

Quando i “Nine Old Men” Frank Thomas e Ollie Johnston (gli unici animatori ritenuti in grado, ai tempi, di mantenere vivo lo spirito di Walt Disney e guidare il team) andarono in pensione, fu difficile per gli Studios ritrovare la propria strada.

Michael Eisner e Roy Disney presero il controllo dell’azienda per evitare che fosse venduta. Si trasferirono negli uffici degli animatori e questi ultimi vennero spostati, secondo Keane, all’interno di una ex-fabbrica di bare. Questo portò a un ovvio calo del loro morale, poiché iniziarono a pensare che il loro lavoro non fosse poi così importante per l’azienda.

A quel punto Ron Clements presentò per la prima volta lo script de La Sirenetta, che non incontrò il favore di Michael Eisner. Jeffrey Katzenberg decise di produrre comunque il film d’animazione e questo riaccese la passione degli animatori.

Alan Menken si occupò della musica che li ispirò tutti, soprattutto Glen Keane. La Disney Legend infatti doveva occuparsi inizialmente di animare il personaggio di Ursula, per un semplice motivo:

Generalmente sono attratto da qualcosa che abbia una certa forza. Forza d’animo, energia, forza fisica. C’è uno scultore in me che trova davvero affascinante guardare negli occhi di una statua di Rodin e scorgervi tenerezza. Non deve essere necessariamente un cattivo, anche se all’inizio pensavo di avere bisogno di questo – un cattivo per comunicare efficacemente quel tipo di energia, di forza.

Tuttavia, fu la canzone Parte del tuo mondo che gli fece cambiare idea e lo convinse a occuparsi di Ariel:

Poi ho sentito Jodi Benson cantare “Parte del tuo mondo” […] ho trovato nella sua interpretazione una forza più grande – credere che l’impossibile è possibile. Pensai infatti: “Oh, Whoa, è la luce più brillante. Dovevo animarlo.” E questo è ciò che mi ha guidato da allora.

ariel ursula
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Rapunzel e le difficoltà nella realizzazione

Quando Glen Keane si mise al lavoro su Rapunzel, aveva intenzione di realizzare il tutto in uno stile molto più “dark”.

L’animatore amava questo film dall’enorme profondità e dai temi importanti, come l’amore e il suo potere di guarire. Fu costretto a modificarlo più volte, perché quello stile non si avvicinava a quello tipico dei film Disney. Egli stesso racconta:

Nel cambiarlo più volte, mi sono reso conto che era davvero difficile prendere qualcosa che ami e modificarlo continuamente, fino a quando… Ho avuto un infarto. A quel punto mi sono tirato indietro e mi sono occupato solo della supervisione dell’animazione e questo mi ha fatto sentire meglio.

Per chi non avesse ancora visto Il Pianeta del Tesoro (o volesse rivederlo) e per chi volesse dargli un’altra chance, il film è disponibile su Disney+.

rapunzel

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Marzia Caramazza

Fonti: Coming Soon, Vulture, Cinema Blend

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