Dai recenti sviluppi sembra che nemmeno l’insospettabile Nightmare Before Christmas sia immune alle polemiche. Sotto “inchiesta” in questo caso è finito il villain del film, il malvagio Bau Bau, accusato di promuovere (almeno indirettamente) uno stereotipo offensivo e razzista, in particolare nei confronti della comunità afroamericana.

L’identità dell’autrice delle proteste è sorprendente: si tratta di Caroline Thompson, sceneggiatrice dell’amatissimo classico, e frequente collaboratrice di Tim Burton. In una intervista concessa durante il podcast Script Apart, la Thompson ha infatti parlato, a distanza di anni, dei rapporti turbolenti con Henry Selick, regista del film, e Tim Burton, suo produttore e creatore.

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Litigi sul set

Anche prima di esprimere le sue perplessità sul personaggio del Bau Bau, Caroline Thompson ricorda che durante la produzione non si godeva di un’aria tranquilla.

Henry Selick mi urlò che stavo rovinando il film… Henry e Tim [Burton] ebbero un colossale diverbio sul Bau Bau, perché Henry voleva che al suo interno ci fosse il Dottor Finklestein invece che quel mucchio di insetti. Tim, invece di discuterne, diede di matto e bucò il muro con un calcio. Poi se ne andò. […] In quel momento si ruppe il mio rapporto con Tim, e a essere sinceri non si è mai ricucito.

L’iniziale rimprovero di Selick potrebbe alludere al fatto che Caroline Thompson si unì al progetto mentre era già in stadio avanzato: Danny Elfman aveva persino ultimato la colonna sonora. Inoltre, il regista non gradiva i contributi della Thompson, a suo parere troppo scarni, fatto dovuto tuttavia a impegni presi con altre produzioni.

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Il caso del Bau Bau

Nonostante il clima acceso che si era venuto a creare sul set di Nightmare Before Christmas, alla Thompson non erano sfuggiti dei dettagli sul personaggio del Bau Bau che lo rendevano, a parole sue, un personaggio «orrendo, pericoloso e contrario a tutto ciò che è dentro di me».

Secondo la sceneggiatrice, il character design del Bau Bau lo rende paurosamente simile a un membro del Ku Klux Klan, l’organizzazione terrorista e razzista nata dopo la Secessione Americana e ancora in attività.
Il nome scelto da Tim Burton per il Bau Bau in lingua originale poi è Oogie Boogie, un termine dispregiativo usato nel sud degli Stati Uniti nei confronti degli afroamericani. Per completare la «tripletta delle cose sbagliate», la voce del personaggio è di Ken Page, un attore teatrale di colore. Afferma Caroline Thompson, sempre durante il podcast Script Apart:

Implorai Tim di ripensarci. Specialmente per quanto riguarda il nome…è un appellativo davvero crudele. Ma non l’ebbi vinta. Penso che sia una parte divertente della storia così com’è stata eseguita, ma è anche fastidiosa.

Le ispirazioni dell’Oogie Boogie

bau bau razzista
Concept art originale di Tim Burton

 

L’iperprotettività di Tim Burton nei confronti del suo personaggio è probabilmente frutto dei ben 8 anni che intercorsero tra la scrittura del poema The Nightmare Before Christmas e l’avvio della produzione del film.

Ciononostante, le accuse di razzismo iniziarono ben presto a serpeggiare tra gli spettatori, e perfino il compositore Danny Elfman iniziò a temerle. Henry Selick se le scrollò di dosso affermando di essersi ispirato, per le scene in cui appariva il Bau Bau, ai vecchi cartoni animati di Betty Boop, in particolare The Old Man of the Mountain del 1933. In esso, un altro cantante nero, Cab Calloway, danza con movenze simili e pronuncia persino alcune battute identiche a quelle del Bau Bau. L’ispirazione sembra palese: lo stesso Tim Burton, nell’autobiografia Burton on Burton, conferma l’ispirazione dello stile e dei movimenti del Cattivo a quelli di Cab Calloway, più precisamente alla sua apparizione nel cartoon Minnie The Moocher del 1932.

Oogie Boogie condivide inoltre un’assonanza con Oingo Boingo, la band new wave di cui Danny Elfman è stato il frontman dal 1972 al 1995, e che utilizzava anch’essa nei suoi video musicali molti riferimenti agli psichedelici cartoni di Betty Boop.

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Razzismo o una sua critica?

Anche ammettendo che l’Oogie Boogie sia stato effettivamente modellato sulle fattezze di un adepto del KKK, può essere utile concentrarsi, anche brevemente, sul modo con cui il personaggio è rappresentato. Il Bau Bau non è semplicemente l’antagonista del film d’animazione, ma possiede anche una morale discutibile e il vizio del gioco.

Per quello che sappiamo, potrebbe trattarsi di un’intuizione di Tim Burton. Il personaggio del Bau Bau è improntato su l’ambiguità e l’antitesi: appartiene al Paese di Halloween, ma vive da solo e trama contro il suo stesso popolo; ha la voce di un uomo di colore, ma veste come un membro del Klan. In entrambi i casi, si tratta di una vera serpe in seno. Un essere che si crede migliore degli altri, e per questo motivo in diritto di imbrogliare e fare del male al suo prossimo, con grave nocumento dell’intera comunità.

Un personaggio di certo contraddittorio e malvagio: all’interno del suo apparentemente solido e “candido” sacco di iuta si nasconde un nugolo di insetti e altre creature disgustose, chiara metafora dell’odio e del livore repressi nel suo animo. Il Bau Bau è un essere infido, una creatura ripugnante che sembra scimmiottare gli stereotipi razzisti di cui è accusato e i suoi cultori, piuttosto che volerli convalidare.
Secondo Burton e Selick l’ispirazione dell’Oogie Boogie sarebbe quindi estranea a qualsiasi rappresentazione razzista e offensiva nei confronti degli afroamericani.

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Letizia Somma

Fonti: The Independent, Looper, Movieplayer

©Disney, Tim Burton

Letizia Somma

Nasce a Napoli ma ha l'anima bohémienne. Le piace molto il fumetto, di più l'animazione. È cresciuta sui classici Disney, cartacei e in celluloide. Spesso fa il tifo per i cattivi, ma sotto sotto è una simpatica canaglia. Non sa disegnare nemmeno una partita a tris.