Halloween! Periodo che invoglia a imbacuccarsi in una copertina sul divano, in parte per i primi freddi e in parte per combattere i brividi di paura per le maratone di film e cartoni dall’atmosfera sinistra.
Tra i cartoni perfetti per una sana dose di brividini, ce n’è uno che è rimasto nel cuore di molti. Stiamo parlando di quell’adorabile cagnolino rosa a macchie nere a cui ne capitavano davvero di tutti i colori: Leone il cane fifone.

Creata da John Russell Dilworth, la serie verte sulle avventure di Leone, cane pavido all’apparenza ma in fin dei conti coraggioso che deve proteggere la sua famiglia (in particolar modo la sua dolce Marilù) da minacce mostruose e eventi sovrannaturali terrificanti, il tutto in salsa spesso ironica e demenziale.

Di episodi genuinamente spaventosi (soprattutto in riferimento al target giovanile… ma non troppo) ce ne sono diversi: ecco i 5 secondo noi più macabri e agghiaccianti.

5) Il demone nel materasso (The Demon in the Mattress, 3 dicembre 1999)

Tradizione vuole che i mostri si nascondano sotto il letto in modo da cogliere l’ignaro bambino di sorpresa, un attimo dopo che si abbandona tra le braccia di Morfeo. Ma se vi dicessimo che in un episodio di Leone il cane fifone un’anomala presenza si trova proprio dentro il materasso?

Leone il cane
L’episodio si intitola Il demone dentro il materasso

 

Marilù si è stancata di dormire su un materasso vecchio e malandato. Una pubblicità che sponsorizza materassi cade a pennello per spingerla a sostituirlo. È Leone il solo a comprendere (origliando la telefonata di Marilù con il venditore) che il fantomatico acquisto potrebbe rivelarsi una seria minaccia per i suoi padroni. L’intuizione si rivelerà corretta e un misterioso demone che risiede nel materasso si impossesserà di Marilù. C’è un’unica soluzione: ricorrere all’esorcismo.

Avete indovinato: questo episodio di Leone il cane fifone è un esplicito omaggio al celebre film L’esorcista di William Friedkin. Nel corso della puntata vediamo scene che ne ripropongono le atmosfere, una tra tutte Marilù che ruota la testa di 360 gradi per poi farla staccare dal corpo.

Nonostante i numerosi riferimenti alla celebre pellicola, l’episodio mantiene toni tutto sommato non troppo cupi, adatti anche al pubblico infantile. Basti prendere come esempio la scena in cui viene praticato l’esorcismo, che viene interpretato in chiave comica. Nel mondo di Leone, per eseguire un esorcismo basta semplicemente indossare un abito “svolazzante” (consistente in pigiama e cuffia da notte femminili) e recitare una stramba formula che termina col motivetto “Ricaccialo in padella. Hoo Hoo Hoo!!

4) Perfetto (Perfect, 22 novembre 2002)

Si tratta dell’episodio che chiude l’intera serie di Leone il cane fifone, lasciandoci un importante messaggio sulla perfezione. Quante volte nella vita facciamo di tutto per essere perfetti? Eppure sappiamo bene che la perfezione è un obiettivo impossibile da perseguire, soprattutto perché è nei nostri errori che troviamo la motivazione per migliorarci continuamente. È proprio quando tutto sembra andare storto che ci scopriamo più forti di quanto avremmo mai pensato: ed è un po’ quello che succede a Leone nel corso di questo episodio.

Leone il cane

Nella puntata tutto sembra andare storto al nostro povero cagnolino rosa, che non riesce neanche più a svolgere semplici commissioni quotidiane.
Questa situazione porterà Leone ad avere una profonda crisi di identità, che peggiorerà notevolmente con l’arrivo della misteriosa Perfezionista, un’insegnante che invece di aiutarlo a ritrovare la sua autostima lo bacchetta senza pietà ricordandogli costantemente le sue imperfezioni. Il malessere di Leone si manifesta con una serie di sequenze oniriche. 

Proprio uno di questi incubi è considerato dai fan come la scena più inquietante dell’intero cartone. In questo sogno un essere umanoide (che ricorda un feto, ma secondo alcuni rappresenterebbe la tomba di Giustino, il padrone di Leone) sussurra con aria affranta le seguenti parole: Tu non sei perfetto”. Per vivere a pieno il terrore di questa scena vi consigliamo di guardarla. Occhio agli incubi! 

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3) Leone nella grande città (Courage in the Big Stinkin’ City, 8 ottobre 2000)

New York è molto più che una semplice città. Con la sua vita notturna, i suoi grattacieli e le sue mille sfaccettature, la Grande Mela è stata definita come la città che non dorme mai. Ma è davvero tutto oro quello che luccica? Sappiamo bene che non è così! C’è infatti l’altro volto della metropoli: quello che tendiamo ad ignorare, quello che nasconde una giungla di strade sporche e degradate dove l’incuria e l’inciviltà regnano sovrane.

Saranno proprio i quartieri degradati della Grande Mela a ospitare questa terrificante avventura. Marilù vince un concorso musicale e potrà suonare il suo sitar in un teatro di New York. Leone e famiglia vengono accolti dal macchinista di scena, lo scarafaggio Schwick, che li fa alloggiare in uno squallido e deprimente monolocale. Ben presto il nostro pavido eroe si renderà conto delle reali intenzioni dello scarafaggio, che lo manderà a ritirare un pacco sotto la minaccia di vedere uccisi Marilù e Giustino in caso di ritardo.

Leone il cane
Jumpscares assicurati

 

Per Leone inizia una lunga odissea attraverso le sudicie strade di New York. Il nostro cagnolino dovrà muoversi tra lo squallore e il degrado urbano, arrivando alla fine a un palazzo abitato da creature mostruose, tra cui l’arcinemesi di Godzilla: King Ghidorah. Tra gli abitanti dell’edificio vi è anche una dolce ragazza bionda che sta suonando un violino con delicata maestria, che sembra rincuorare Leone dopo la sua terribile avventura. Peccato che, non appena voltatasi, la dolce ragazza mostrerà la sua reale natura lanciando un urlo disumano. Morale della storia: mai disturbare un artista al lavoro, soprattutto se si tratta di un mostro.
Il personaggio della violinista e la relativa scena sono ispirati a Large Marge, l’inquietante camionista apparsa nel film Pee Wee’s Big Adventure

Tutto l’episodio è un angosciante viaggio nell’incerto senza respiro.

2) Il fantasma del plenilunio (The House of Discontent, 9 novembre 2001)

Sul secondo gradino del podio, ottiene la medaglia d’argento è il Fantasma del plenilunio. Giustino è senz’altro una persona cinica, carica di odio, egoista e avida, che pensa sempre a perseguire i suoi interessi anche se questo significa mettere a rischio l’incolumità dei pochi amici e familiari che gli vogliono bene. Un difetto altrettanto problematico è però la sua negligenza nella gestione della fattoria. In effetti, nonostante sia un contadino, non lo si è mai visto lavorare la terra per far crescere piante o verdure (cosa del resto impossibile, visto che vive nel bel mezzo del deserto).

Leone il cane

Proprio questa incapacità del personaggio di svolgere il suo mestiere di contadino è causa di una serie di strani fenomeni che stanno colpendo la casa di Leone. Il cibo prende misteriosamente vita attaccando Marilù e dai tubi del bagno comincia a sgorgare acqua a non finire provocando un allagamento. Il tutto mentre una misteriosa e agghiacciante voce dal nulla intima loro di andarsene. Ben presto Leone e famiglia si renderanno conto che la loro casa è infestata dal Fantasma del plenilunio che impone loro un aut aut: o faranno crescere una pianta qualsiasi entro la mezzanotte oppure dovranno lasciare la fattoria, se non vorranno perire per la sua collera.

Per realizzare la testa del fantasma, gli autori hanno digitalizzato la testa di Peter Fernandez, doppiatore che ha prestato molte voci ai personaggi della serie. Il risultato è un essere tutto testa con una pelle bianca come il latte e occhi e bocca neri come la pece. Curiosamente, lo stesso Fernandez presterà volto e voce, nell’episodio L’albero magico di Altrove, a un albero magico, uno dei personaggi più agghiaccianti della serie. In entrambi i casi, una delle cose più spaventose è vedere le labbra di una persona reale muoversi all’interno di un corpo animato.

1) La maledizione di Ramsete (King Ramses’ Curse, 21 gennaio 2000)

Signore e signori, rullo di tamburi! A vincere l’oro di questa top degli orrori è il nostro Ramsete, l’antagonista (ma forse più anti-eroe) dell’episodio La maledizione di Ramsete. 

Leone il cane
“Riporta la stele!”. Ammettetelo: lo avete letto con la sua voce!

 

Leone rinviene, in una buca scavata da dei criminali, una stele rubata con dei misteriosi simboli. Ben presto il manufatto cade nelle avide mani di Giustino, che apprende dalla TV che la stele vale un milione di dollari. L’avido contadino respinge le richieste sia di Marilù che di Leone di restituire il manufatto, ignorando le nefaste conseguenze delle sue azioni. Una brutta sera si presenta quindi alle porte di casa sua il vero proprietario della stele: il fantasma Ramsete, che minaccia la famiglia contadina con tre orribili piaghe se non gli verrà restituito il manufatto.

Ramsete è uno (se non il re) dei personaggi più spaventosi mai apparsi nella serie di Leone, anche solo per l’aspetto. Il fantasma del faraone si presenta come un essere scheletrico avvolto da un’unica grande garza verdognola. Il suo volto ricorda molto le tradizionali maschere funebri egiziane, ma con un aspetto più decadente e scheletrico. Ha gli occhi violacei, spenti e vuoti. Il timbro vocale freddo e profondo contribuisce ad aumentare la sua aura spettrale. Un solo tormentone: “Riporta la stele!”

L’episodio suscitò parecchie critiche riguardo la qualità povera della CGI utilizzata per raffigurare Ramsete. Ma è proprio questa povertà digitale a renderlo uno degli antagonisti più creepy e grotteschi mai affrontati da Leone. 

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E i vostri episodi preferiti?

Con Ramsete chiudiamo questa maratona horror dedicata a Leone il cane fifone. Trattandosi di un cartone dalla durata quasi decennale, ci rendiamo conto di aver saltato episodi altrettanto meritevoli. Abbiamo tralasciato l’episodio che più vi terrorizza? Fatecelo sapere!

Antonio Ferraiuolo

Immagini © Cartoon Network/John Russell Dilworth

Fonti: Courage the cowardly dog Wiki Fandom | gfycat.com

Antonio Ferraiuolo

Classe 1992. Giovane di buone speranze cresciuto a pane e Topolino grazie al quale scopre i piaceri della lettura e del collezionismo. Ama anche i videogiochi (PC gamer ortodosso), la storia, la filosofia (Nietzsche) e la pizza.