Un aggettivo che assoceremmo al settimanale Topolino? Rassicurante.

Non che le storie con Paperi e Topi siano una specie di Festival dell’Unicorno Arcobaleno, beninteso. Nelle migliori avventure ci sono contrasti, si combatte (anche aspramente), si risolvono misteri, segreti, intrighi, talvolta si impugnano armi e qualcuno ci lascia pure le penne. Tuttavia, sarebbe una bugia affermare che le storie di Paperino & co. siano spesso in grado di inquietare il lettore.

I fumetti Disney affascinano il lettore, lo cullano, lo stupiscono. Quasi mai riescono a disgustarlo e terrorizzarlo. Perché non realizzare una lista di tutte quelle volte che, invece, ce l’hanno fatta?

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Paperone si trasforma in un vero e proprio mostro in questa sequenza da incubo ne Il ritratto di Zio Paperone.

Una mostra di mostri

Ci sono stati casi in cui ci siamo trovati davanti a esseri ributtanti, in grado di lasciarci sgomenti a chiederci: “ma questo coso che ci fa su Topolino?!”. Che ci credessimo o no il bestio era lì, a fare repellente mostra di sé nella stessa vignetta al fianco di Paperino e Filo Sganga.

Del resto, cos’è un mostro? Stando larghissimi, si tratta di una creatura che possiede caratteristiche estranee al consueto ordine naturale. Qualcosa che è (letteralmente) stra-ordinario. Può essere anche un complimento, quando “sei un mostro” lo si dice a una persona molto brava in una particolare attività.

Ecco, no: quelli di questo pezzo sono proprio mostri. Esseri ripugnanti, anormali, deformi, tali da impressionarci e indurci stupore e paura. Che ci fanno su Topolino, dite? È quello che stiamo per scoprire.

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Il mostro di Paperino e il Terrore di Golasecca non compare nella selezione: esteticamente è “solo” un serpente marino, e per di più… siamo sicuri che sia un vero mostro?

Come ti seleziono il Mostro

I criteri di selezione per questa lista di creature disneyane sono i seguenti:

  • comparsa su Topolino: sembra scontato ma in realtà non lo è. Esistono tante testate parallele che presentavano contenuti destinati a un target più maturo, come PKNA, X-Mickey, Witch. Lì di mostri disgustosi se ne vedono tanti. Tuttavia, ciò è comprensibile se si considerano gli intenti delle testate. Qui ci interessa solo roba effettivamente apparsa sul rassicurante settimanale Topolino, per lettori “da 0 a 99 anni”.
  • ruolo nella trama: c’è un mostro bruttissimo, ma che compare in una sola vignetta dietro un albero in una notte buia senza luna? Allora non ci interessa. I nostri Mostri devono ricoprire una certa rilevanza all’interno della storia.
  • effettiva bruttezza e originalità: manco a dirlo, i Mostri sono presentati in ordine di mostruosità e peculiarità crescente. Vampiri e licantropi sono un concept troppo banale: noi vogliamo di più!
  • gusti personali: criterio selettivo palese, ma lo diciamo lo stesso. Manca quel Mostro orribile che vi piaceva tanto? Fateci fare amicizia con lui nei commenti!

Tutto chiaro? Allora immergiamoci in questa selezione… da paura!

10) Donald Hyde

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Appare in: Lo strano caso del dottor Ratkyll e di mister Hyde (Bruno Enna, Fabio Celoni), Topolino 3070, 24 settembre 2014

Perché: questa inquietante versione di Paperino ci fa gelare il sangue nelle vene! Appare alla fine della prima parte della parodia del romanzo di Robert Louis Stevenson, in cui al nostro piumato antieroe è assegnato il ruolo del signor Hyde. Occhi iniettati di sangue, zanne aguzze, artigli affilati: Donald Hyde è un mostro agghiacciante, al decimo posto solo perché si tratta di una… creatura da incubo, che non appare fisicamente nella storia.

9) Il pestilenziale Puahngo

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Appare in: Topolino e il collegamento multidimensionale (Massimo Marconi, Giorgio Cavazzano), Topolino 1963, 11 luglio 1993

Perché: è grosso, puzza, sbrodola fango e ha l’alito cattivo. Il pestilenziale Puahngo rende piena giustizia al suo epiteto! Nella storia, Topolino e Pippo finiscono in una dimensione parallela e riescono a comunicare con Tip e Tap solo grazie al mitico Topo-Walkie. Per scappare dalle segrete di un castello, però, devono prima neutralizzare questa specie di Jabba the Hutt che suda liquami, odora di uova marce e… ha paura dell’abbaiare dei cani: come quello di Pluto, trasmesso grazie al prodigioso walkie-talkie. Un onesto nono posto per un mostro che sembra uscito da La Città Incantata!

8) Le arpie infernali

Appaiono in: L’inferno di Topolino (Guido Martina, Angelo Bioletto), Topolino 7, 10 ottobre 1949

Perché: sono degli uccellacci pestiferi e bellicosi con la testa della strega cattiva di Biancaneve. Davvero servono altre spiegazioni? Topolino-Dante e Pippo-Virgilio le incontrano nella parodia del Canto XIII dell’Inferno. Nella Commedia di Dante là erano puniti i suicidi (trasfigurati in alberi secchi) e gli scialacquatori (inseguiti e sbranati da nere cagne). Nell’opera di Martina e Bioletto il contrappasso si abbatte sui teppistelli e i fannulloni da banco scolastico.

Nonostante i nostri eroi annaspino nella Selva solo per poche vignette, la nostra attenzione è tutta per queste mostruosità alate, complice anche la loro metamorfosi agghiacciante in… Paperino. L’irascibile papero si rivela una spina nel fianco ricorrente per Topolino e Pippo, tormentandoli nei vari gironi infernali dopo che i due si sono rifiutati di aiutarlo a fuggire dalla sua bara infuocata.

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7) Paper-Alien

Appare in: Paperino e la nube cosmica (Rudy Salvagnini, Alberto Lavoradori), Topolino 2066, 4 luglio 1995

Perché: è la versione papera di uno xenomorfo, uno dei mostri più terrorizzanti mai concepiti da mente umana. Proprio non poteva mancare in questo elenco. Da un simile sodalizio artistico non avremmo potuto aspettarci niente di diverso: Salvagnini è un grandissimo appassionato (e critico) di film di genere horror e fantascientifico, mentre Lavoradori non ha mai nascosto una passione per le opere di H. R. Giger, come le agghiaccianti creature di Alien.

Nello spazio nessuno può sentirti starnazzare

Questa storia fa parte di un trittico (insieme a Paperino e il pianeta impossibile e a Zio Paperone e il planetoide misterioso) che a metà anni Novanta permise a Lavoradori di farsi una solida nomea di fumettista a proprio agio con le atmosfere fantascientifiche. Ciò gli valse la possibilità di illustrare il primo, storico numero di PKNA, Evroniani. In effetti, ci sono delle somiglianze tra il mostruoso paperomorfo e i vampiri succhiaemozioni

6) Il “drago” olimpico

Appare in: Topolino e il Signore dei Cerchi (Massimo Marconi, Paolo Mottura e Roberto Vian), Topolino 2745-2750, estate 2008

Perché: drago o demonio? Questa mefistofelica creatura appare nella saga olimpica del Signore dei Cerchi: dovrebbe essere un dragone, ma il suo aspetto e la sua storia ricordano tutt’altro. In tempi antichi questa entità maligna seminava la devastazione, ma i Custodi del Drago riuscirono a fermarla. Con l’avvicinarsi della Prima Guerra Mondiale, sentirono che l’odio dell’umanità la stava risvegliando. La imprigionarono con una catena simbolica, ispirando a De Coubertin il simbolo delle olimpiadi: cinque anelli di catena che simboleggiano l’umanità unita nella fratellanza.

Sì, è senza dubbio un drago

In questa storia, le Olimpiadi cinesi devono essere inaugurate l’8/08/2008 alle 8:08, dato che l’8 in Cina è un numero benaugurante. I cinque 8 (cinque doppi cerchi) spezzeranno la catena simbolica: Topolino deve forgiarne una nuova, con i veri cerchi (nascosti uno per continente in dei luoghi mistici) e fermare il demon… ehm, il “dragone”.

5) E.T. ipertrofico (e gli altri orrori dei Veggenti Viola)

Appare in: Paperino contro i Veggenti Viola (Giorgio Figus, Alessio Coppola), Topolino 2221, 23 giugno 1998

Perché: verrebbe da chiedersi come abbia fatto questo povero conterraneo di E.T. a ridursi in uno stato simile. Noi ipotizziamo doping, tredici caffè al giorno per un mese di fila e un uso massiccio di fanghi d’alga. Non che il signor Pappagallo Zombie sia messo troppo meglio… In questa storia gli agenti QU-QU 7 e ME-SE 12 si scontrano con i Veggenti Viola, maghi svitati in grado di evocare esseri disgustosi, pirati ed elettricisti.

Mostra di mostri: un goblin marrone, un “libronado”, un calamaio volante e due mostri dalla bocca larga

L’avventura, disseminata di mostri più o meno ripugnanti, si conclude con la comparsa del distruttivo Demone Scarlatto (che un passante apostrofa con un sempreverde “bestio”):

Nonostante una tale densità di mostri, siamo ragionevolmente convinti che nessuno batta quell’E.T. melmoso con la testa ciclopica.

4) Le ombre vaganti

Appaiono in: Paperino e il mistero delle ombre vaganti (Giulio Chierchini), Topolino 1714, 2 ottobre 1988

Perché: brutte, sporche e cattive, le ombre vaganti sono tra le creature più inquietanti che siano mai apparse sulle pagine di Topolino. Chierchini realizza una vaga parodia del film horror Poltergeist – Demoniache presenze nel corso di quello che possiamo considerare il suo periodo creepy. Durante gli anni Ottanta l’autore genovese dà libero sfogo alla sua vena più oscura, scrivendo e disegnando una serie di avventure dalle atmosfere cupe e dai soggetti impressionanti.

Una sola domanda: MA CHE DIAMINE È QUELLA ROBA SULLA DESTRA???

Paperino non riesce più a vedere la televisione a causa di un guasto e, non avendo abbastanza soldi per comprare un apparecchio nuovo, decide di costruirselo da sé. Qualcosa va storto e il marchingegno diventa una sorta di generatore di queste aberrazioni. Le ombre compaiono sullo schermo, si contorcono, la temperatura nella stanza scende sotto lo zero e il marchingegno vomita questi demoni direttamente dalle cerchie infernali. In effetti Giulio Chierchini con l’Ade ha una certa dimestichezza: notevoli le sue illustrazioni dei diavoli e delle Malebolge ne L’inferno di Paperino (1987).

3) Il verme interplanetario

Appare in: Paperino e il razzo interplanetario (Carlo Chendi, Luciano Bottaro), Topolino 230, 10 marzo 1960

Perché: è un incrocio aberrante tra un verme, un formichiere, un millepiedi e una falena barboncino. Disgustoso e colossale, il verme vive nelle cavità di un asteroide su cui Paperone abbandona il nipote nel corso di un viaggio interplanetario. Lo iellato papero rischia di essere sbranato da questa immonda creatura, ma viene salvato per il rotto della cuffia da un “pescatore” di Giove dopo aver perso un discreto numero di piume per il (comprensibile) terrore. L’avventura sancisce la prima apparizione disneyana di Rebo, dittatore e generale supremo di Saturno, che tornerà anche in episodi successivi ad opera del solo Luciano Bottaro.

L’autore di Rapallo si trova decisamente a suo agio con i mostri, al punto che decine di sue raccapriccianti creazioni meriterebbero di condividere la medaglia di bronzo col verme. Bottaro è un illustratore che gioca con le deformazioni, l’onirico, il bizzarro, il perturbante. Solo a titolo di esempio menzioniamo i virus nella folle Pippo nel microcosmo, ma quasi tutte le creature presenti in questa storia sono degne (e orrende) rivali dell’anellide spaziale.

2) Il Gran Biascicone

Appare in: Paperino e l’isola inabitabile (Giorgio Figus, Giorgio Cavazzano), Topolino 2118, 2 luglio 1996

Perché: immaginate di trovarvi in una situazione piacevole. Siete con gli amici, con la famiglia, con il partner. Vi state divertendo. Fino a quando non sentite qualcosa: un rumore di ventose, incessante, sempre più vicino. Percepite anche un borbottio sordo e grave, animalesco. Improvvisamente scorgete dei tentacoli secchi e pelosi, neri come la pece, e poi un’enorme volto rugoso con la bocca a fornace e gli occhi scavati.

Il Gran Biascicone è indistruttibile, e non si fermerà fino a quando non vi avrà ridotto in poltiglia con le sue zampe irsute. Brutto come un capolavoro d’arte moderna, questo abominio cronenberghiano è diventato l’insistente inquilino dei nostri incubi peggiori da quando abbiamo letto Paperino e l’isola inabitabile.

In questa storia Paperino e Archimede sono spediti da Paperone su un’isola che ha appena acquistato per fare chiarezza sulla recente fuga degli autoctoni. Il motivo è presto spiegato: l’isola è abitata da orribili mostri! Nell’avventura appaiono numerose creature:

Nome: Acchiappone Notturno.
Obiettivo: mangiare i Paperino e gli Archimede, preferibilmente dopo averli cosparsi con salsa Klug.
Punto debole: “MALATACANA”!

Nome: il Tenebroso.
Obiettivo: nascondersi sotto ai letti, mangiare le luci e attaccare al buio.
Punto debole: la pistola ad acqua!

Nomi: Egisto, lo Svitatore Folle, e Pasqualone, il mostro delle pulizie di Pasqua.
Obiettivi: per Egisto, smontare le invenzioni del piccolo Archimede. Per Pasqualone… boh, pulire in giro?
Punti deboli: sconosciuti.

Nome: Gran Biascicone.
Obiettivo: ridurre in poltiglia le persone.
Punto debole: coprirsi gli occhi quando lo si incontra!

La storia di Figus e Cavazzano ha fatto breccia nei nostri cuori perché racconta con divertita lucidità quelle che erano le nostre paure di bambini. Questi mostri sono a tutti gli effetti le incarnazioni di timori e insicurezze reali, a cui assegnavamo (per semplificazione) delle fattezze spaventose.

Nonostante questo nutrito parterre di aberrazioni, niente e nessuno può battere quell’infame del Gran Biascicone, Imperatore del Disgusto e legittimo detentore del secondo posto della nostra classifica. Fun fact: nelle recenti ristampe è stato ribattezzato Gran Brontolone. Ma noi sappiamo che lui biascica, non brontola!

1) Gongoro

Appare in: Paperino e il feticcio (Carl Barks), Topolino 7, 10 ottobre 1949

Perché: è un cadavere riportato in vita da un’oscura maledizione africana per compiere una mortale vendetta. La palma di creatura più raccapricciante mai apparsa sul nostro amichevole settimanale di quartiere non poteva non essere assegnata a questo macabro zombie.

Cos’è un Gongoro? Secondo una divertente definizione presente nella storia, è “un tizio che non esiste, ma se esistesse non dovrebbe esistere”. Gongoro è un morto vivente della tradizione haitiana, incapace di provare dolore e con uno scopo ben preciso da portare a termine. Carl Barks lo chiama Bombie The Zombie e lo disegna ispirandosi a un film del 1932, White Zombie, e a un racconto illustrato del 1942, I Met A Zombie!.

Barks in origine aveva concepito il Gongoro con le orbite completamente vuote, ma l’editore gli suggerì di aggiungere le pupille per renderlo meno spaventoso. A restaurare questa sua originaria caratteristica sarà Don Rosa quasi cinquant’anni dopo nella storia Il cuore dell’impero, undicesimo capitolo della Saga di Paperon de’ Paperoni.

Lo scopo del mostro è consegnare a Paperon de’ Paperoni un pupazzo vudù che al suo interno cela una spina intrisa di un filtro magico, che rimpicciolisce chiunque sia punto. Lo stregone Matumbo aveva maledetto il magnate, colpevole di aver messo a ferro e fuoco il suo villaggio e di averlo meschinamente truffato. Da quel momento il Gongoro inseguirà silenziosamente PDP per oltre settant’anni, fino a confonderlo con il ben più giovane Paperino.

Ricapitolando: un cadavere enorme e inarrestabile pronto a seguirti incessantemente per i quattro angoli del globo, con un feticcio velenoso in grado di ridurti alle dimensioni di una pulce. Con buona pace del Gran Biascicone, non c’è partita!

Menzione d’onore: Smorgasbord

Appare in: Paperino e le forze occulte (Carl Barks)

Perché: è un discreto agglomerato di peli, piercing, braccia e corna impreziosito da una elegante bombetta. Meglio noto come Smorgie il malvagio, l’orco Smorgasbord deve il suo nome a un pantagruelico buffet con un’incredibile varietà di pietanze, tipico dei Paesi Scandinavi. In effetti, Smorgie stesso è un leviatanico ammasso di diverse parti anatomiche.

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Dotato di possenti braccia allungabili a dismisura, un occhio sulla fronte e uno sulla nuca, il repellente orco è evocato dalla strega Nocciola nel cuore della notte di Halloween. La sua missione? Strappare i dolcetti dalle avide mani di Paperino. L’impresa gli riesce, ma qualche vignetta dopo viene fatto saltare in aria in seguito a un’astuta manovra del nostro marinaio bombarolo preferito.

Non potevamo non citare Smorgie, ma… se lo avessimo incluso nella classifica, avremmo barato. L’editor di Barks, Alice Cobb, lo ritenne troppo disgustoso e tagliuzzò la sequenza in cui appariva. Smorgasbord sarebbe stato riabilitato solo a partire da metà anni Novanta: ne consegue che su Topolino, in realtà, non ci è mai apparso. Ecco spiegata la sua menzione fuori elenco!

Mattia Del Core

Fonti iconografiche © Disney, Panini Comics

Mattia Del Core

Videomaker innamorato da sempre dei Paperi Disney, promulga questa passione sul web dal 2011. Adora il cinema d'animazione, il tè, il silenzio. Admin di Ventenni Paperoni e direttore editoriale di VentenniPaperoni.com. Si dice abbia segretamente becco e piume.