Se c’è una cosa che sicuramente le storie e i cartoni Disney insegnano, è di non porre limiti alla propria immaginazione. Tutti noi, cresciuti a “pane e Disney”, abbiamo imparato che la fantasia è spesso l’arma segreta per superare gli ostacoli che la vita ci propone e per realizzare i nostri desideri: non a caso, uno dei motti preferiti di Walt era “se puoi sognarlo, puoi farlo“. Quest’oggi dunque vi proponiamo un gioco per testare le vostre capacità immaginative: ci state? Ottimo, allora iniziamo!

Un canadese al cinema

Immaginate dunque di vivere nel 1941. Non è difficile, vero? Bene, ora restringiamo il campo d’azione: vi trovate a Toronto, e state per entrare in un cinema per guardarvi un bel film, mettiamo che sia Via col Vento, dato che volete qualcosa di leggero. Come sempre prima di un lungometraggio, viene proiettato un cartone. Non siete certo i tipi da soffermarvi sui titoli di testa, ma vedete Walt Disney scritto bello in grande e subito vi rilassate, tanto che leggete solo di sfuggita il titolo: riuscite solo a cogliere la parola pig (porcellino) e rimanete un po’ confusi. Questa situazione dura ben poco: sullo schermo appaiono subito tre allegri porcellini, e capite che ciò che state guardando non può essere altro che I tre porcellini, uscito qualche anno prima. 

Tutto nella norma…

Riuscite a immaginarvi al cinema? Bene, allora proseguiamo: finalmente state per gustarvi 7-8 minuti di spensieratezza, quando vi cade il sacchetto di popcorn che avevate appoggiato sul bracciolo della poltroncina. Siccome vi aspettano 4 ore di film e il venditore è già passato, vi affrettate a raccoglierli per salvarne il più possibile (vale la regola dei 5 secondi), distogliendo lo sguardo da ciò che si vede sullo schermo. Non riuscite quindi a notare gli strani mattoni con cui il terzo fratello sta costruendo la casa, né capite bene quello che dice ai pigri fratellini. Poco importa: finalmente avete recuperato anche l’ultimo popcorn, giusto in tempo per rialzare la testa e sentir cantare la bella canzoncina Chi ha paura del lupo cattivo?.  

… almeno sembra!

Ed ecco che il tanto atteso lupo sbuca da dietro un albero, e rimanete di stucco. Non tanto per l’apparizione – è una storia che conoscete a memoria – quanto per il fatto che il predatore indossa un cappello e una fascia entrambi decorati con una svastica. Com’è possibile una cosa del genere? 

Che succede?

I tre porcellini e il lupo nazista?

Il nostro esperimento con la vostra fantasia termina qui. Siamo certi che vi stiate domandando: perché immaginare una situazione così malata e inverosimile? Il motivo è presto detto: ciò che abbiamo provato a ricreare è probabilmente quello che accadde veramente a molti spettatori canadesi quando si trovarono di fronte qualcosa che assomigliava a I tre porcellini, ma che in realtà era un vero e proprio “cartone bellicoso“. Confusi? Saremmo sorpresi del contrario: vediamo assieme di capire che cosa è successo in questo strano corto.

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A mali estremi, estremi rimedi

I motivi che spinsero Walt a realizzare questo (e altri) cartoni animati furono di natura prettamente economica. Infatti, nel 1940 lo scoppio della guerra in Europa aveva ridotto notevolmente il mercato per i suoi film: un capolavoro come Pinocchio incassò solo 1 milione di dollari a fronte dei 2,289 spesi per la realizzazione. La stessa sorte toccò a Fantasia: senza il mercato europeo e asiatico, lo studio affrontò una grandissima crisi, rischiando di soccombere di fronte agli enormi debiti dovuti ai mancati guadagni.

Disney cercò allora di sfruttare la guerra in Europa che tanto lo aveva penalizzato. Già nel marzo del 1941 collaborò con la Lockheed Aircraft Corporation, una delle più importanti aziende aerospaziali americane: realizzò Four Methods of Flush Riveting, un filmato animato che spiegava come rivettare correttamente la lamiera delle aeromobili. Non si fermò qui: il mese successivo organizzò un pranzo a cui parteciparono importanti personalità imprenditoriali e governative. Presentò Four Methods of Flush Riveting, mostrando come avrebbe potuto promuovere l’industria aerea tramite il medium dell’animazione. 

Da sinistra: Title card di Four Methods of Flush Riveting e frame di una sequenza animata

Perché in Canada?

Una settimana dopo inviò una lettera a molti dei partecipanti al pranzo in cui si offriva di realizzare filmati di formazione “per le industrie della difesa nazionale al costo, e senza alcun profitto. Nel fare quest’offerta, sono motivato solamente dal desiderio di contribuire, al meglio delle mie possibilità, nella presente emergenza”. Disney in questo modo stava cercando di salvare la reputazione dello studio ma allo stesso tempo di ottenere dei lavori che fino a poco tempo prima avrebbe rifiutato. La sua iniziativa ebbe successo: il National Film Board of Canada commissionò 4 cartoni che promuovessero la vendita di titoli di guerra.

Per questo motivo, nei titoli di testa (che prima non avevate guardato con attenzione) leggiamo sia “National Film Board of Canada” sia “comitato locale per il risparmio di guerra”. Il Canada, a differenza degli Usa, nel 1941 era già coinvolto nel conflitto in quanto territorio del Commonwealth, l’unione degli ex possedimenti dell’impero britannico. Gli inglesi e i canadesi erano in guerra dal settembre 1939: avevano quindi urgente necessità di sollecitare i propri cittadini ad investire in titoli di guerra.

Tre porcellini e il lupo nazista
I titoli che precedono i quattro cartoni commissionati dal National Film Board of Canada

Antenati illustri

Gli Stati Uniti entrarono in guerra poco dopo l’uscita del secondo dei quattro cartoni commissionati (vi ricordate Pearl Harbour? Ne abbiamo parlato qua!): il loro ingresso nel conflitto fu la vera svolta per il futuro degli Studios. Infatti, solamente un giorno dopo l’attacco giapponese – l’8 dicembre – la marina offrì a Walt un contratto per la realizzazione di venti filmati sull’identificazione di velivoli e navi da guerra. La casa di Burbank entrò in una nuova fase della sua storia: gran parte degli sforzi ricaddero sulla produzione di corti per l’esercito, di propaganda per l’acquisto di titoli (The New Spirit e The Spirit of ’43) e di propaganda contro i paesi dell’Asse (Education for Death, Chicken Little, Der Fuherer’s Face e Reason and Emotion). Possiamo quindi affermare che questi quattro cartoni “canadesi” siano i veri e propri “papà” di tutti i cartoni bellicosi che abbiamo incontrato finora.

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Perché i tre porcellini?

Se ora avete capito perché vi abbiamo chiesto di immaginarvi in Canada, vi dobbiamo ancora spiegare perché i tre porcellini di colpo si trovano a dover affrontare un lupo nazista. Il motivo per cui Timmy, Tommy e Jimmy (sì, i porcellini si chiamano così) sono stati reclutati nel corto è dovuto al budget molto limitato messo a disposizione per questi cartoni, tra i 4.000 e 5.000 dollari ciascuno. Per darvi un’idea di quanto questa somma di denaro fosse risicata, pensate che nel 1933 la realizzazione del corto I tre porcellini era costata ben $22.000! Visti i fondi limitati, si decise quindi di riciclare scene animate in precedenza per altri cartoni, adattandole al contesto bellico. Si fece anche ricorso all’animazione limitata, riducendo il numero di disegni per secondo: ciò rese la produzione più economica, anche se ovviamente influì sulla qualità dei corti.

Tre porcellini e il lupo nazista
Esempio di “scene riciclate” da I tre porcellini: è stata aggiunta la bandiera inglese (che era anche quella canadese fino al 1945)

I quattro cartoni “canadesi”

Non perdiamoci in chiacchiere: andiamo subito a scoprire quali sono questi quattro cartoons realizzati dai Walt Disney Animation Studios per il governo canadese! Cliccando su ciascun titolo potrete poi vederli per intero. Un’avvertenza: in questi corti vedrete molto spesso la bandiera inglese. Non dobbiamo infatti scordare che furono realizzati per un pubblico canadese: fino al 1945 la bandiera ufficiale del Canada era proprio l’Union Jack, e non quella che conosciamo oggi con la caratteristica foglia d’acero. Bene, siete pronti? Andiamo!

The Thrifty Pig (19 novembre 1941)

I tre porcellini e il lupo nazista

Finalmente scopriamo come si chiama il cartone che ci ha fatto così tanto dannare mentre eravamo al cinema. The Thrifty Pig (Il porcellino risparmiatore) è il primo dei quattro cartoni ad essere uscito: come potete immaginare, è costituito da sequenze riciclate dal famoso corto del 1933 Three Little Pigs (I tre porcellini). La trama è molto semplice: come nella fiaba, Timmy e Tommy (i porcellini pigri) prendono in giro Jimmy perché non fa altro che lavorare alla sua casa invece che divertirsi. Il porcellino saggio sta costruendo le pareti dell’abitazione non con semplici mattoni, ma con i titoli di guerra canadesi: rimprovera i fratelli di essere imprudenti e di non aver costruito case a prova di lupo come sta facendo lui. Timmy e Tommy si allontanano suonando e cantando, finché appunto non si imbattono nello strano lupo nazista di cui abbiamo parlato prima.

Mattoni dei tre porcellini contro il lupo nazista
I “mattoni-titoli di guerra” che Jimmy (in originale Practical Pig) usa per costruire la sua casa

Il predatore li insegue e abbatte le fragili casette di paglia e di legno dei due fratellini, che riescono però a fuggire dal più previdente Jimmy. Sono salvi: Ezechiele non riesce ad abbattere le solide pareti e viene messo in fuga dal fratellino saggio, che lo colpisce ripetutamente con i “mattoni-titoli di guerra”. I tre porcellini, ormai al sicuro dal lupo nazista, cantano la loro tipica canzone di vittoria, opportunamente modificata:

Chi ha paura del grande lupo cattivo?
La bandiera inglese sta ancora sventolando
Saremo al sicuro dal grande lupo cattivo
Se presterai i tuoi risparmi.

Lupo nazista e i tre porcellini
Il lupo nazista viene scacciato a colpi di “titoli di guerra” dai tre porcellini

La trama del cartone finisce qui: comincia invece una sequenza animata di immagini belliche. Carri armati, fabbriche di armi, combattimenti aerei si susseguono in un turbinio di esortazioni ad investire i propri risparmi per sostenere la causa inglese (e canadese). Ecco un elenco di alcuni slogan tipici dell’epoca che ritroviamo anche in The Thrifty Pig (e in seguito anche negli altri tre corti):

  • Buy more and more war saving certificates: comprate sempre più certificati di risparmio di guerra;
  • Five for four: cinque per quattro. Si riferisce ad un particolare tasso d’interesse: un rendimento a lungo termine di cinque dollari per ogni quattro investiti in titoli di guerra;
  • Invest in victory: investite nella vittoria;
  • Spend less – lend your savings: spendete di meno – prestate i vostri risparmi.
  • Keep your money fighting: continuate a far combattere i vostri soldi.
Tre porcellini e il lupo nazista
Uno degli slogan più ricorrenti: five for four

7 Wise Dwarfs (12 dicembre 1941)

Il secondo cartone prodotto da Disney per il National Film Board ricicla invece alcune scene dal film del 1937 Biancaneve e i sette nani. Come si intuisce dal titolo (Sette nani saggi), i protagonisti del corto sono i piccoli amici di Biancaneve. All’inizio vediamo i nani lavorare nella loro miniera: è esattamente la stessa sequenza del film animato, salvo il fatto che gli ometti, invece di immagazzinare le gemme in miniera, se le spartiscono in sette sacchi. I nani quindi escono dalla miniera, marciando sulle note della famosissima canzone Ehi-ho!: il testo che cantano, però, è adattato al contesto bellico.

Ehi-ho, Ehi-ho siamo i nani più saggi che conosciamo
Ehi-ho, Ehi-ho, Ehi-ho Ehi-ho, Ehi-ho, stiamo andando a comprare
Faremo la nostra parte con tutto il cuore
Ehi-ho, Ehi-ho, Ehi-ho Ehi-ho, Ehi-ho, dobbiamo tutti aiutare, lo sai
Vinceremo la guerra con il “cinque per quattro”
Ehi-ho, Ehi-ho, Ehi-ho Ehi-ho, Ehi-ho, vi aiuteremo a trovare l’oro
Faremo la nostra parte con tutto il cuore
Ehi-ho, Ehi-ho Ehi-ho, Ehi-ho, Ehi-ho, Ehi-ho.

I sette arrivano in una cittadina canadese imprecisata: Dotto avvista un ufficio postale in cui vendono titoli di guerra e si precipita all’interno, seguito a ruota dai compagni. Cucciolo rimane fuori dalle porte dell’ufficio, ma non si perde d’animo: si infila in una banca che offre gli stessi certificati di risparmio. Tutti i nani escono poi dai due edifici, canticchiando ancora la canzoncina modificata e imbracciando tutti i titoli che hanno acquistato. Segue una sequenza di slogan, come nel cartone precedente: gran parte delle scene sono le stesse di The Thrifty Pig, montate in ordine diverso. 

I sette nani tornano a casa, carichi di titoli di guerra canadesi

Vedendo il corto, il momento in cui la canzone passa dalla versione originale a quella modificata si nota parecchio, così come è lampante la differenza tra la qualità dell’animazione della scena riciclata dal film e quella creata appositamente per 7 Wise Dwarfs. Per evitare che il passaggio dalla scena di Biancaneve a quella nuova fosse troppo marcato, la nuova sequenza venne attaccata quando i nani escono dalla miniera, in modo che le mutate condizioni di luce mascherassero gli evidenti difetti di colore e animazione. 

Dotto: notevoli le differenze tra le scene riciclate dal film (sinistra) e quelle realizzate apposta per il corto (destra)
Un altro slogan molto ricorrente: investi nella vittoria!

 

Donald’s Decision (11 gennaio 1942)

Il terzo cartone “canadese” è un corto che vede come protagonista Paperino. Il papero, comodamente sdraiato sull’amaca, ascolta alla radio un annunciatore che esorta a investire per la vittoria: i suoi appelli fanno breccia nel sentimento patriottico di Donald, che decide quindi di prestare il suo denaro per la causa bellica. La sua decisione però è travagliata: da un lato vorrebbe andare subito a comprare i titoli di guerra, dall’altro vorrebbe spendere per sé i suoi soldi. Questo conflitto interiore è rappresentato da due distinti personaggi: l’anima volenterosa di Paperino è un angelo “paperizzato”, mentre quella pigra ed egoista è un diavolo, pure lui in becco e piume.

Le due “anime” di Paperino

Dopo una breve lotta tra le due parti della coscienza del nostro amico, è l’angioletto a prevalere: Paperino porta i suoi risparmi all’ufficio postale per comprare i titoli di guerra. Che cosa ci sarà mai dopo? Ovviamente la solita carrellata di immagini di guerra e slogan: anche in questo caso sono quasi tutte sequenze già viste negli altri due corti montate in maniera differente.

Paperino decide finalmente di investire i suoi risparmi

Anche questo terzo cartone è realizzato principalmente utilizzando vecchie sequenze animate: infatti, Donald’s Decision ricicla scene di due cortometraggi, Donald’s Better Self (1937) e Self Control (1938). I più accorti di voi avranno poi certamente notato che la situazione di conflitto interiore di Paperino prelude a quella rappresentata in un altro corto di propaganda, The Spirit of ’43. 

Un frame dalla sequenza conclusiva di Donald’s Decision

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All Together (13 gennaio 1942)

L’ultimo cortometraggio di questa strana serie è certamente il più povero a livello di trama. All Together non è altro che una sfilata dei personaggi degli Studios di fronte al Parlamento canadese e per le strade di Ottawa (la capitale del Canada). Vediamo quindi Pinocchio, Geppetto e il gattino Figaro; seguono Paperino, Qui, Quo, Qua e Pluto, che sponsorizzano ancora una volta il “five for four”. Tocca poi a Topolino: si trova su di un carro motorizzato (simile a quelli del carnevale) e dirige un’orchestra in cui troviamo anche Pippo, Clarabella e Orazio; infine, la parata è chiusa dai 7 nani, nuovamente reclutati per la causa bellica.

Topolino dirige la sua orchestra

La sequenza di Topolino non è certo originale. Proviene infatti dal celebre The Band Concert (1935): per questo motivo Mickey ha ancora gli occhi “pieni“, nonostante già dal 1939 si sia affermato il nuovo design che ha aggiunto le pupille agli occhi del Topo. Non c’è molto altro da dire su All Together: una volta terminata la sfilata, assistiamo alle ormai consuete sequenze di guerra.

Piccoli ma importanti

Questi quattro cartoni non sono certo brillanti per trama o contenuto, né tantomeno spiccano per qualità di animazione. Hanno però permesso di tracciare una strada per la sopravvivenza degli Studios e hanno gettato le basi per la loro rinascita, dopo che la guerra aveva rischiato di mettere per sempre fine al sogno di Walt. Per questo motivo meritano di essere ricordati: se oggi possiamo ammirare i capolavori Disney degli ultimi settant’anni, è anche merito di questi piccoli, strani cartoni animati.

Francesco Menegale

Immagini © Disney

Fonti: 

Michael Barrier, Hollywood Cartoons: American Animation in Its Golden Age

Neal Gabler, Walt Disney: The Triumph of the American Imagination

Disney and The National Film Board of Canada: Five for Four – Cartoon Research

The Thrifty Pig, 7 Wise Dwarfs, Donald’s Decision, All Together – The Big Cartoon Database