La Disney si è mai occupata di ecologia? 

Ultimamente abbiamo sentito parlare tanto di riciclo, riuso, problematiche ambientali e molte altre questioni che l’uomo tenta di risolvere da decenni. Svariati attivisti (una fra tutti Greta Thunberg) si sono mobilitati per portare all’attenzione dei grandi del pianeta la questione climatica e ambientale. 

Fra tutti anche il mondo del fumetto, e in particolare la Disney, ha affrontato questo tema più volte e sotto diversi interessanti punti di vista.
Infatti, nonostante se ne parli tanto, ancora non riusciamo a risolvere il problema. Basta solo vedere quanta plastica usiamo ogni giorno. Tanta, troppa. 

Anche se l’ecologia e le problematiche ambientali sono ormai alla portata di tutti, applicare i principi del riciclo, riuso e zero waste nella vita di tutti i giorni non è così semplice, anzi.  Nella realtà dei fatti, ci si ritrova molto spesso in una sfiancante guerra quotidiana: contro chi non ricicla e quindi rende vano il nostro impegno, contro chi imbratta le strade invase da guanti usa e getta e mascherine, contro chi sporca le spiagge senza ritegno alcuno. La plastica è ovunque e i rifiuti non sono da meno. 

Per questo motivo è nata ad esempio l’iniziativa del plastic free July. Si tratta di un mese dove ogni giorno viene presentata una sfida per ridurre l’uso della plastica e introdurre il cambiamento poco alla volta nella nostra vita. 

Ma qual è il nesso tra la plastica, l’ecologia e la Disney?

In occasione di questo Luglio Plastic Free, auspicandoci che sia ogni mese così, abbiamo voluto individuare le migliori storie pubblicate su Topolino che hanno lanciato un messaggio ecologista ai propri lettori.

splash-page-ecologia-topolino

 

Infatti ecologia e Disney non formano un binomio così insolito.

Anzi molto spesso gli autori attraverso i personaggi che interpretano le loro storie sono riusciti a cogliere con arguzia alcuni fondamentali aspetti.
In alcune storie ci mostrano pregi e difetti dei materiali plastici; in altre ci insegnano lo spirito ecologista e le difficoltà quotidiane di chi vuole riciclare consapevolmente. Infatti non è sempre tutto rosa e fiori e la lotta agli “sporcaccioni” è una battaglia che va avanti dall’alba dei tempi.

E dunque via, partiamo con questa classifica delle 5 migliori storie sull’ecologia Disney per arrivare alla fine con la storia più bella ed educativa di questa raccolta.

 

5. Qui Quo qua e la giornata dell’ecologia

“Se si maltrattano le sue creature la natura si vendica” dicono i nipotini allo zio pronto ad assalire un povero ragno entrato in casa. E in questa storia sarà proprio così. Paperino infatti proverà a sfruttare l’ecologia per dare una lezione ai nipoti ma verrà a sua volta punito dalla sua ingordigia. Sarà il karma o la natura che si vendica?

qui-quo-qua-giornata-ecologia

 

Quando Paperino proverà a proporre di andare a piedi fino alla fattoria di nonna Papera per fregare i nipoti, loro proporranno invece, da brave giovani marmotte, alternative non inquinanti all’uso della macchina ma comunque pratiche e non faticose.

qui-quo-qua-giornata-ecologia 2

 

Dopo uno dei suoi soliti disastri Paperino finirà con il mal di pancia punito dalla stessa natura che lui stesso ha criticato. Se non è un ciclo naturale questo!

qui-quo-qua-giornata-ecologia 3

 

Guido Martina / Francesc Bargadà Studio , Topolino n. 1312

 

4. Paperino alla ricerca dell’ecologia perduta

In questa storia vediamo Paperino che per ovviare all’insonnia inizia a leggere Robinson Crusoe di Daniel Defoe.

Ispirato dal protagonista decide di vivere le sue stesse avventure, rinunciando alla comoda vita cittadina. Intraprende così la via dell’ecologia e inizierà da subito con il crearsi da sé una zattera. 

Quello che fa sorridere è che, sin da subito, ogni cosa che Paperino fa per ridurre il suo impatto ambientale lo porta a sborsare soldi: vuoi per pagare le multe dei tronchi presi senza permesso per farsi la zattera, vuoi per pagare il traino in mare da parte di un battello quando si perde.

paperino-ecologia-1

 

Insomma il collegamento ai costi che bisogna sostenere per mangiare biologico, comprare prodotti biodegradabili e sostenibili è presto fatto. Questi prodotti non sono accessibili a tutti e spesso costano più della media.

Inoltre una volta sull’isola Paperino deve fare i conti con la realtà dei fatti: in quella stagione dell’anno l’unico frutto commestibile disponibile è l’aglio!

paperino-ecologia-2

 

La frutta tutto l’anno è comoda ma qual è l’impatto ambientale? Ecco che vediamo chiaramente in una sola vignetta la sofferenza di Paperino che deve adeguarsi all’aglio pur di mangiare. Noi per fortuna siamo molto fortunati e anche se rispettiamo le stagioni per comprare frutta e verdura, abbiamo comunque moltissima scelta!

Così Paperino si adatta e mentre si cucina la sua testa d’aglio, viene disturbato da un vampiro che lo ipnotizza per derubare Paperone. Zio Paperone scopre l’inganno e riesce a riportare Paperino a casa insieme al suo denaro. Finirà così la stramba avventura ecologica di Paperino.

Carlo Chendi, Luciano Gatto, Topolino 1121

 

3. Topolino e l’iceberg di Plastica

Il numero 2891 di Topolino è stato interamente dedicato alla giornata della Terra. In tale occasione abbiamo ritrovato tanti begli spunti sul riciclo e sui piccoli gesti per salvaguardare il pianeta. Una storia in particolare ci mette in guardia: Topolino e l’iceberg di Plastica.

Eta Beta

Inizialmente Topolino realizza, grazie al coscienzioso Eta Beta, che l’uso di plastiche monouso come quelle delle buste della spesa porta a delle nefaste conseguenze. Basti pensare che negli oceani abbiamo 150 tonnellate di cui il 49% risulta provenire da plastiche monouso (imballaggi, buste, bicchieri, piatti ecc.).

Ne vedono subito la prova in TV, dato che un colossale ammasso di plastica (non dissimile dalle), si sta avvicinando a Topolinia. Per eliminare il problema, il sindaco commissiona a Leone Macaone, rinomato industriale amante della natura, lo smaltimento del pericoloso cumulo.

topolino-plastica-1

 

Ma non è tutto oro ciò che luccica. L’arrivo dell’amica Beta Betulla, sensibile ai mali della natura, rivela ai due amici che qualcosa non va nei pressi della fabbrica di Leone.
Infatti l’industriale non ha smaltito la plastica ma l’ha solo raggruppata in una caverna sotto un vulcano che di lì a breve erutterà ricoprendo di plastica il parco vicino a Topolinia.

topolino-plastica-2

 

Eta Beta da vero problem solver ha l’idea geniale (e vien da dire: non potevi proporlo prima?!) e con un suo marchingegno riduce in un cubetto tutta la plastica e la porta vicino al pianeta di Beta Betulla per proteggerlo da un attacco di meteoriti.

topolino-plastica-5

 

Questa storia è un chiaro esempio di riciclo e riutilizzo di materiali plastici. Ma si presenta anche come spunto di riflessione sulla problematica del recupero e smaltimento dei materiali plastici che non è di facile soluzione, vista la situazione attuale. La reazione del personaggio Beta Betulla al problema della plastica può essere vista come un rimando alla natura che spesso ci fa capire che qualcosa non va ma noi, al contrario di Topolino, non le diamo ascolto.

Non sappiamo dove sia poi finita la plastica ma credo che Eta Beta l’abbia nuovamente ridotta a cubetto piccolissimo e debitamente conferita nei contenitori per il riciclo della plastica a Topolinia.

Fabio Michelini / Alessandro Perina, Topolino n. 2891

 

2.  Zio Paperone e la febbre della plastica

In questa storia in due puntate uscita su Topolino 1538-1539 (1985) Zio Paperone è sull’orlo del fallimento. Il settore siderurgico è in crisi e con esso anche quello del lavoro. Vediamo proprio uno scenario a noi ben noto: ferramenta che chiudono, persone che perdono il lavoro ed essendo Paperone fra i proprietari della maggior parte delle acciaierie, rischia anche lui il collasso!

Ma sappiamo bene che il papero più ricco del mondo non è uno che si arrende e inventa in men che non si dica un modo per superare la crisi.
In gran segreto inizia a costruire dei mega cantieri (questa parte fa pensare moltissimo alla Fabbrica di Cioccolato Wonka) e inizia ad assumere personale. Per fare cosa?

Paperone plastica
Paperone sull’orlo del fallimento con tanto di metro che misura il livello del denaro residuo (vista la vicinanza con il soffitto il deposito sembra ancora  bello pieno)
Paperone plastica 2
“Vietato tutto!”

È quasi sul finire della prima parte che Paperone, con un colpo di scena rivela la sua nuova invenzione: Il Paperonile (Dimetilbromodifenilpimbizeronile), un materiale plastico che a detta sua lo farà diventare ancora più ricco.

paperone-3
Un giovane Steve Jobs presenta la sua ultima invenzione al mercato facendo rosicare Bill Gates

Il bello di questa storia è che lo zione si fa decisamente prendere la mano. Spinto dalla volontà inesauribile di guadagnare fantastiliardi sostituisce qualsiasi cosa con la plastica. Inizierà con le macchine, le case e gli elementi della città: lampioni, staccionate, cassette della posta e così via.

paperone-febbre-plastica-f

 

Paperone supererà il limite quando vorrà sostituire anche gli elementi naturali. Infatti con un bel giro di parole convincerà il sindaco a sostituire tutti gli alberi della città con alberi finti in plastica, parlandogli di come risparmierà sui conti pubblici rispetto ai veri alberi che richiedono costose cure.

Questa scena mi ha fatto ripensare a un fenomeno che vediamo in diverse città italiane. Infatti molti alberi vengono tagliati alla base per via di malattie o per fare spazio a qualche infrastruttura, purtroppo però non vengono sostituiti con nuove piante ma lasciati lì a marcire.

paperone 5
Bolsonaro decide le sorti della Foresta Amazzonica

I nipotini provano a farlo ragionare dicendogli che quanto sta facendo produrrà esiti devastanti e che sarà solo questione di tempo perché le conseguenze dell’uso sconsiderato della plastica siano visibili agli occhi di tutti.

QQQPaperone 7

Pesca

Zio Paperone li ignorerà e riuscirà addirittura a strappare un accordo per deforestare la foresta Amazzonica per sostituirla con alberi di plastica e sfruttare il legno per produrre costosissimi stuzzicadenti. Questa storia è del 1985 ma l’estrema attualità è da far accapponare la pelle: leggendo la storia viene subito da pensare alla politica di Bolsonaro nei confronti della Foresta Amazzonica. Purtroppo anche in quegli anni la natura non se la passava proprio bene: fughe di gas tossici dalle industrie chimiche di Seveso, in Lombardia, nel 1976; il disastro di Bhopal, in India, nel 1984, gli incidenti nucleari di Three Mile Island ad Harrisburg in Pennsylvania, nel marzo 1979 per poi arrivare a quello di proporzioni epocali di Černobyl, nell’aprile 1986.

A Paperino e Qui Quo Qua non resta che colpire Zio Paperone dove fa più male: i suoi adorati soldi.
Di rientro dal viaggio di lavoro Paperone fa un bel tuffo nel suo deposito ma c’è qualcosa che non va… i soldi sono diventati di plastica!

paperone-febbre-plastica-e

 

Così Paperone rinsavisce e decide di riportare tutto alla normalità.

Paperone natura

 

Giorgio Pezzin, Guido Scala, Topolino n. 1538+1539

 

1. Zio Paperone e l’isola di Plastica

Fra tutte queste storie quella che più mi ha colpito per colpi di scena e momenti feels è stata proprio questa.

Zio Paperone si trova a dover pagare una maxi tassa ad personam, creata appositamente dal sindaco per poter pagare i lavori della tangenziale. Il problema sembra impossibile da risolvere ma sarà proprio il nemico Rockerduck a ispirare la soluzione adeguata. Egli ha infatti delocalizzato le sue fabbriche e spostato il domicilio fiscale per evitare la tassa.

Paperone durante un’intervista viene a conoscenza dell’esistenza di un ammasso di plastiche nel mare di Paperopoli chiamato l’Immondisola, date le sue straordinarie dimensioni. Decide così di trasferire lì il suo domicilio fiscale, rivendicandone il possesso e chiamandola Paperonia.

paperone-isola-plastica-1a

paperone-isola-plastica-1b

Isole simili esistono realmente e questo ci fa capire quanto i fumetti Disney siano un modo di raccontare la realtà e farcela vedere sotto diversi punti di vista. L’isola più conosciuta è chiamata Pacific Trash Vortex (700.000 km² di estensione fino a più di 10 milioni di km²). 

isola plastica
La vera “immondisola”

 

 

paperone-isola-plastica-1c

Il sindaco pensando di fare un dispetto al papero multimiliardario e rendergli le cose difficili cambia la legge. In questo modo Paperone dovrà risiedere nel suo nuovo domicilio per almeno una settimana. Ma noi sappiamo bene che questo è niente rispetto al Klondike!

paperone-isola-plastica-1c

 

Infatti Paperone si rimbocca le maniche e si avvia nel suo nuovo domicilio pronto a godersi un po’ di meritato riposo. Se la caverà benissimo nonostante gli imprevisti (temporali, o anche attacchi di Pirati Bassotti cugini della Banda Bassotti). Riuscirà anche a fare nuove amicizie fra i cetacei che visitano la sua isola.

paperone-isola-plastica-1d

paperone-isola-plastica-1e

La settimana finisce ma lo Zione fa una triste scoperta: la plastica si è disciolta per via del sole e dell’acqua salata e si è dispersa nel mare arrivando fino a Paperopoli. Troverà però il modo di rientrare con le tasse che doveva al sindaco realizzando una tangenziale prodotta dal riciclo dei materiali plastici che ha raccolto dal mare.

paperone-isola-plastica-f

paperone-isola-plastica-1g

Questa storia mi ha fatto ripensare alle avventure dalla Saga di Paperon de Paperoni, a quello spirito avventuriero di Zio Paperone che qui emerge, dimostrando le innumerevoli qualità positive del papero tra cui il buon cuore.

Sarebbe fantastico se anche noi avessimo imprenditori come Zio Paperone a occuparsi così egregiamente della plastica negli oceani,  ed effettivamente qualcuno già c’è! Infatti la strada fatta di plastica riciclata esiste realmente.

Nei Paesi Bassi è stata costruita una pista ciclabile interamente in plastica nella città di Zwolle mentre a Londra l’azienda MacRebur ha ideato un metodo che include l’utilizzo di bottiglie di plastica nella creazione dell’asfalto. Il prodotto finito dura 3 volte di più ed è più flessibile, il che lo rende ideale per resistere agli agenti atmosferici. Anche in Italia nel 2019 è stato implementato un materiale misto a grafene e plastica riciclata per un intero chilometro della strada provinciale Ardeatina a Roma.

Francesco Monteforte Bianchi, Ottavio Panaro, Topolino n. 3025

 

Bonus: Il corto animato Paperino e l’ecologia o Lo sporcaccione (1961)

La Disney ha dimostrato anche sul fronte animato il suo impegno nell’ecologia con un simpatico corto, dedicato a una specie largamente presente sulla nostra terra, lo sporcaccione. Il racconto, che procede sullo stile documentaristico, ci mostra come l’uomo ogni giorno metta a rischio, inquinando e sporcando, l’ambiente in cui vive, come se la cosa non lo riguardasse.

Inizia con delle immagini reali e una canzone abbastanza orecchiabile ma dalle dure parole:  “Circoli e semini distruzion, brutto sporcaccion!”.
Il corto prosegue con innumerevoli esempi molto chiari che ci mostrano come si comporta lo sporcaccione e le conseguenze che ciò ha sulla natura.

Una visione divertente ma allo stesso tempo educativa e realistica.

 

Cosa ci insegnano, dunque, queste storie? Pensando al pubblico cui sono rivolte, tantissimo. 

Colpiscono la sensibilità e l’attualità dei temi trattati. Anche nelle storie più datate, gli autori hanno cercato di far passare un messaggio di rispetto e di informazione sulle tematiche di attualità legate all’ecologia.

Giulia Satta

Immagini ©️Disney-Panini Comics

Fonti: Curiosandosimpara – Ingegneri.cc Greenme

 

Giulia Satta

Musicista per passione e per lavoro, scrittrice per diletto. Leggo storie di Paperi sin da quando ne ho memoria e adoro avventurarmi nella natura in compagnia dal manuale delle Giovani Marmotte.