Guru Guru è uno di quei cartoni che ha lasciato il segno in noi che siamo nati negli anni ’90. Veniva trasmesso in prima mattinata quando eravamo avvolti dal calore delle nostre coperte e ci forniva la carica necessaria per affrontare le giornate. Coloratissimo, frenetico, simpatico e demente al punto giusto, è un cartone che, se visto ancora oggi, regalerebbe tante risate. Similmente ad altri giganti dell’animazione come la serie animata di Batman, Gargoyles oppure Le avventure del bosco piccolo, l’anime è un vero fenomeno cult che ha lasciato ai fan tanti dolci ricordi che siamo pronti far riemergere con questo articolo.

Guruguru

Guru Guru esordisce come manga nel 1994 ed è un’opera di Hiroyuki Etō. In contemporanea al fumetto l’autore lavorò anche alla sua trasposizione animata, ragion per cui tra il fumetto e il cartone esistono numerose differenze. Il cartone è una parodia degli RPG giapponesi che in quegli anni stavano spopolando e che trae spunto da saghe come Dragon Quest o Final Fantasy. Infatti nella serie si possono notare numerosi elementi tipici del videogioco di ruolo come punti esperienza, livelli o statistiche di mostri e magie.

Guru Guru: un mondo di mistero e magia

Le vicende di Guru Guru prendono piede nell’immaginaria JamJam, una terra dallo stile medievale caratterizzata da una morfologia vasta e variegata, dove gli uomini vivono in grandi città e piccoli villaggi, mentre i mostri popolano i luoghi selvaggi. Come la tradizione degli RPG vuole, il regno è minacciato dal tradizionale signore del male di turno, Giri, che, dopo essersi liberato dai sigilli che lo tenevano imprigionato da trecento anni, è deciso a vendicarsi.

Il re di JamJam suona l’adunata per tutti gli uomini del regno per trovare il Valoroso Guerriero che, secondo la tradizione, dovrebbe sconfiggere il malvagio Giri. Tra di essi c’è il tredicenne Nike che, dopo aver estratto una spada magica, si rivela essere il fantomatico guerriero che tutti cercano. Prima di partire Nike viene affiancato da Kokori, un’apprendista strega nera alle prime armi in grado di evocare mostri disegnando cerchi (i Guru Guru). Inoltre la ragazza è anche l’ultima discendente dei MiguMigu, un popolo che anni addietro intrappolarono l’anima di Giri. Ai nostri eroi aspetta un lungo viaggio in cui dovranno accumulare esperienza, salire di livello e apprendere i misteri dei Guru Guru per sconfiggere le forze del male.

Un videogioco… animato

Da un punto di vista narrativo Guru Guru non si discosta tanto dai tradizionali canoni dei battle shonen. Abbiamo come protagonisti due ragazzini che devono affrontare imprese più grandi di loro per sconfiggere un nemico che inizialmente appare imbattibile. Si tratta di un quadro semplice e standard che ancora oggi contribuisce alla diffusione degli anime e manga. Ciò che contraddistingue il cartone è il modo in cui le vicende vengono narrate.

La demenzialità e il comico raggiungono livelli stratosferici, quasi impareggiabili. L’anime è ricco di siparietti comici che si protraggono lungo gli 83 episodi che ne compongono le due stagioni. Non vi è un solo momento di pausa in cui il cartone si stacchi dalla sua comicità: persino nei momenti più seri avvengono episodi esilaranti che spezzano l’atmosfera drammatica. Ogni occasione è buona per dar vita a scene divertenti che mettono in risalto l’idiozia dei personaggi o di certe situazioni. Come spesso capita negli anime, i personaggi vengono disegnati in maniera caricaturale nei momenti comici e non mancano le tradizionali face deformed giapponesi.

Un esempio di citazione ai giochi di ruolo

 

Essendo una parodia degli RPG, gli episodi abbondano di tutti quegli elementi che contraddistinguono i videogiochi di ruolo. Il narratore è un’entità onnipresente che assume i panni del dungeon master col compito di descrivere le statistiche, i punti vita, le classi e le tecniche dei personaggi. Talvolta non si esime dall’esprimere commenti e frecciate di fronte alle situazioni assurde in cui i protagonisti si ritrovano. La cosa più bella è che i nostri eroi sono consapevoli dell’esistenza di queste statistiche e dei loro vantaggi e difetti e ciò si rivela risolutivo in buona parte delle situazioni.

Personaggi dementi in cerca di normalità

La demenzialità colpisce anche i personaggi che popolano il cartone di Guru Guru, anzi molti di loro sono consapevoli della loro idiozia e non esitano a esprimerla anche in situazioni che richiedono un minimo di serietà. È come se ciascuno di essi si presentasse come una parodia del ruolo che ricopre. Nell’anime troviamo mostri dall’aspetto buffo e infantile, sindaci di villaggi chiusi nelle loro strambe ossessioni, maestri di magia e combattimento dai metodi a dir poco discutibili, cattivi che cercano di essere malvagi ma non lo sono (ma almeno ci provano) e spiriti e folletti provocatori e dispettosi.

Anche i nostri protagonisti non sono da meno. Nike dovrebbe ricoprire la tradizionale figura del guerriero che introduce il giocatore nel gioco di ruolo e che in genere è al centro di una metamorfosi che dovrebbe aiutare a farlo maturare. In realtà si rivela essere un ragazzo opportunista che non esita a fare il cascamorto con le ragazze più carine e che durante i combattimenti aspetta che siano gli altri a fare il lavoro grosso. Agli atti, Nike è esattamente il contrario del ruolo che dovrebbe ricoprire (anche se più avanti si scoprirà che la sua classe è quella del ladro). Invece Kokori è una maga nera alle prime armi non ancora in grado di padroneggiare i Guru Guru, i cerchi disegnati per terra con cui invoca mostri o magie, con esiti spesso esilaranti. Insomma, tanto Nike che Kokori sono ancora ben lontani nel ricoprire i ruoli a loro assegnati, complici la loro inesperienza e la loro giovane età.

edvarg kita dance
Il sindaco Edvarg mentre esegue la sua celebre danza Kita

 

Edvarg è probabilmente il personaggio comico più riuscito dell’anime. Vestito di un solo gonnellino di paglia e armato di una straordinaria quanto stramba perseveranza, questo anziano sindaco ha un sogno: trovare un erede che possa portare avanti il tradizionale ballo Kita. Si tratta di una danza dalle movenze buffe ed esilaranti che infastidiscono tutti coloro che assistono allo spettacolo, ma che per noi è fonte di risate. Se non mi credete, provate a vedere questo video senza ridere! Evidentemente Edvarg ricopre lo stereotipo del NPC (non playable character). Avete presente? È il tipico personaggio videoludico che assegna le task ai giocatori e che a volte appare in momenti inaspettati. Edvarg, appunto, possiede la capacità di spuntare nei momenti meno opportuni per dare libero inizio alla sua danza Kita.

Una menzione onorevole merita Toma, forse l’unica persona intelligente dell’intero cartone. Infatti, grazie alla sua serietà vive la triste condizione di solitario personaggio assennato circondato in un mondo popolato da idioti. La sua ragione lo porta sempre a fare dei ragionamenti sensati ma che, solo qualche volta, vengono ascoltati. In fin dei conti appartiene alla classe degli ingegneri e necessita della logica per trovare una soluzione agli ostacoli.

Che fine ha fatto Guru Guru?

Tirando le somme Guru Guru è uno di quei cartoni che da piccoli ha pizzicato le corde dei nostri cuori e ci regalato tante risate grazie alla sua comicità. Della serie rimane da risolvere il seguente interrogativo: che fine ha fatto Guru Guru?

È una domanda che ci poniamo da anni. La seconda stagione si chiude con un finale aperto che ha lasciato in noi fan la speranza che per i nostri piccoli eroi le avventure non siano ancora concluse. Per nostra sfortuna, Guru Guru ha conosciuto un lungo periodo di silenzio che ha lasciato presagire un’improvvisa chiusura del cartone. Un’attesa, tuttavia, che si concluse nel 2017 quando venne annunciata l’uscita del remake della prima serie, realizzata in collaborazione con la Square Enix.

Il remake di Guru Guru
Poster promozionale che mostra i personaggi principale nel remake del 2017

 

A quanto sembra, anche Guru Guru si è inserito in questo dinamico periodo dei remake che stiamo vivendo. Si tratta di una scelta che di certo potrebbe deludere chi da tempo attende che la serie ricominci da dove è stata interrotta. Ma ogni tanto occorre anche vedere il bicchiere mezzo pieno: forse non si tratterà del seguito tanto atteso, ma è pur sempre un segno che per Guru Guru non è ancora finita. Resta solo da capire quale sarà la prossima direzione che l’anime prenderà e se in futuro il cartone riuscirà a conquistare i cuori dei fan di vecchia e nuova data.

Antonio Ferraiuolo

Immagini © Rai-Hiroyuki Etō- Nippon Animation

Fonti: Metropolitan Magazine

Popcorn Tv

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Antonio Ferraiuolo

Classe 92'. Laureato in Scienze storiche alla Federico II di Napoli, cresciuto a pane e fumetti. Fin dalla più tenera età legge Topolino, aiutandolo a scoprire i piaceri e le gioie che la lettura può offrire.