Che cos’hanno in comune Walt Disney, Inside Out e Adolf Hitler?

Che cosa può legare il creatore dell’universo dei Paperi e dei Topi, il film d’animazione Disney Pixar del 2015 e il temibile dittatore tedesco? Scopriamolo assieme in questo quarto appuntamento con Cartoni bellicosi!

Il filo rosso che unisce questo strano trio è infatti un cartone animato del 1943 prodotto dagli Studios, Reason and Emotion (Ragione ed Emozione). Le circostanze in cui venne realizzato erano le stesse di Education for Death: era cioè un cortometraggio di propaganda anti-tedesca prodotto su commissione del governo. Nonostante la forte connotazione politica, ne uscì un prodotto veramente innovativo e ben animato, che gli valse una nomination come miglior corto animato agli Oscar del 1943. Hitler, Inside Out e Disney: cosa potrà uscire da un mix così insolito? Vediamolo insieme!

La title card del cartone

Antenati di Gioia?

Un narratore ci accompagna per tutto il cartone: ci spiega che nella mente di ognuno di noi ha luogo un perenne conflitto tra la razionalità, la Ragione, e l’istinto, l’Emozione. “E questo cosa c’entra con la guerra?” direte voi. Effettivamente, il cartone non svela subito la sua natura propagandistica. Possiamo infatti suddividerlo in due parti ben distinte: la prima spiega i ruoli della Ragione e dell’Emozione nella vita degli uomini e delle donne, mentre la seconda veicola il messaggio politico vero e proprio. Questa separazione in due sezioni non era un fatto insolito per i cortometraggi di propaganda (vedere, ad esempio, The Spirit of’43): rendeva sicuramente più piacevole il corto, e permetteva inoltre di proporre con gradualità il contenuto.

Proprio nella prima parte scopriamo finalmente il collegamento di questo corto bellico con il film Pixar. Avrete certamente notato che scriviamo di Ragione ed Emozione con le iniziali maiuscole: infatti, non sono altro che dei piccoli omini che vivono nella testa di ogni essere umano e lo guidano in tutte le sue azioni, proprio come in Inside Out! Che abbiano a che fare con Gioia e compagni, apparsi 72 anni dopo?

Ragione ed Emozione, i piccoli personaggi nella mente di ognuno di noi

I personaggi nei personaggi

Diamo un’occhiata più da vicino a questi personaggi, che incontriamo per la prima volta nella mente di un bambino di nome Junior. Inizialmente, la mente del piccolo è occupata solo da Emozione, che ha l’aspetto di un fanciullo primitivo, ad indicare la sua natura istintiva. Nei primi mesi di vita, infatti, Emozione è l’unica responsabile delle azioni di Junior: questa situazione non dura però a lungo. In seguito a una caduta del bambino dalle scale, un nuovo personaggio -Ragione – fa capolino nella sua mente. Il suo arrivo è provvidenziale: grazie a lei, Junior potrà imparare a pensare e a capire che rotolare giù dalle scale non è poi una grande idea. Da questo momento, Emozione perde il suo ruolo di leader incontrastato: inizia così un conflitto tra Ragione ed Emozione, che durerà per tutta la vita di Junior.

Come nel film?

È sorprendente come questa descrizione del cervello del bimbo ricordi quella che vediamo in Inside Out: nel film del 2015 nella mente della neonata Riley c’è un solo personaggio, Gioia, proprio come all’inizio è solo Emozione a gestire Junior. Non solo: anche Gioia viene disturbata da un altro personaggio mentre gestisce da sola la sua bambina; arriva infatti a farle compagnia Tristezza, cui si aggiungono in seguito Rabbia, Paura e Disgusto. A dirla tutta, nel cartone del ’43 l’intrusione di Ragione nella vita di Junior avviene quando ormai il bimbo sa già gattonare, mentre in Inside Out Tristezza arriva (stando alle parole di Gioia) 33 secondi dopo la nascita della bambina; nonostante questo, le somiglianze sono evidenti.

Personaggi a confronto: Ragione si presenta ad Emozione…
… e Gioia incontra Tristezza

Un conflitto senza tregua

Andiamo avanti con Reason and Emotion: il narratore ci spiega che, una volta che Junior è cresciuto, i rapporti di forza sono cambiati all’interno della sua mente. L’uomo, ormai adulto, è gestito quasi esclusivamente dalla razionalità, mentre l’istinto ha un ruolo di secondo piano. Tale situazione viene illustrata rappresentando l’essere umano come una “macchina” pilotata dai personaggi nella sua testa: Ragione si trova al volante per “guidare” Junior, mentre Emozione è relegata al sedile posteriore. I due personaggi sono cresciuti assieme al bambino: il primo è vestito in un abito da lavoro sobrio ed elegante, il secondo ha mantenuto le sue vesti preistoriche, e in più si è lasciato crescere la barba. Ovviamente non è una gerarchia stabile: non appena Emozione ha un minimo di libertà di azione, cerca sempre di prevalere.

Inside out Disney Hitler
La mente umana è un’automobile guidata da Ragione, con Emozione sul sedile posteriore

Difatti, non appena l’uomo vede una bella donna per strada, Ragione non riesce a contrastare Emozione: quest’ultima prende il sopravvento e spinge il ragazzo a flirtare con lei, con il solo risultato di ricevere un bello schiaffone. D’altro canto, Junior non è il solo tormentato dal conflitto Ragione/Emozione: anche nella testa della ragazza le due emozioni non convivono pacificamente, ma anzi scatenano un gran putiferio solo per decidere cosa mangiare. Il narratore prende spunto da queste piccole situazioni per dirci: “Questo è quello che succede quando Emozione prende il sopravvento: caos e brutte figure!“.

Ragione ed Emozione mandano in crisi una ragazza che deve decidere cosa mangiare

Come nel film!

Anche in queste scene si notano numerose analogie con la pellicola della Pixar: innanzitutto, la rappresentazione della mente umana come una “macchina” pilotata dalle emozioni. In Reason and Emotion essa ha proprio le fattezze di un’automobile, con volante e pedali; nel film, invece, è rappresentata da una più tecnologica plancia di comando. Inoltre, sia nel film che nel cartone le situazioni spiacevoli o imbarazzanti avvengono sempre a causa di litigi tra le emozioni. Questo aspetto, che nel corto è descritto come una semplice contrapposizione razionalità/istinto, in Inside Out viene reso in maniera molto più centrale e complessa: i contrasti tra le emozioni non causano infatti solo qualche brutta figura, ma una vera e propria crisi pre-adolescenziale.

Il quartier generale delle emozioni in Inside Out: la plancia di comando

Il terzo protagonista

Tutto molto bello e interessante… ma dov’è Hitler? Finora l’unico messaggio che il cartone sembra lanciarci è “non lasciate che Emozione prenda il sopravvento”: come può collegarsi alla guerra contro la Germania? Ce lo spiega il narratore: per farlo, ci mostra la situazione mentale di un uomo che segue con attenzione l’andamento del conflitto. Difatti, ogni giorno è bombardato da notizie contraddittorie, incerte o addirittura false. Alcune sono incautamente ottimiste, altre invece dicono che la guerra è perduta: a queste si aggiungono pettegolezzi inopportuni e fake news fatte circolare ad arte dal nemico. Questa confusione si ripropone nella testa dell’uomo: Emozione è presa dal panico, mentre Ragione cerca di calmarla. I due danno vita a una rissa, interrotta proprio dal narratore che spiega loro che il loro litigio è sì vantaggioso, ma non certo per il “loro umano”: stanno facendo il gioco di Hitler.

Inside Out Disney Hitler
Il tipico americano medio è spaventato dalle notizie sulla guerra

Hitler, il maestro delle emozioni

Il Führer viene infatti descritto come un vero e proprio “maestro delle emozioni”. Il suo successo, ci dice il narratore, è dovuto alla sua abilità nel fomentare Emozione a discapito di Ragione, facendo leva sui seguenti sentimenti:

  • Paura: dei campi di concentramento e della Gestapo;
  • Compassione: Hitler ama la pace, sono gli altri paesi che lo hanno costretto alla guerra;
  • Orgoglio: i Tedeschi sono dei superuomini, fanno parte di una razza superiore;
  • Odio: nei confronti delle democrazie.

Queste corde, sapientemente toccate dal dittatore tedesco, hanno fatto sì che nella mente dei tedeschi Emozione prendesse il sopravvento, relegando un’impaurita e sconcertata Ragione a un ruolo secondario: privo ormai della componente razionale, il popolo tedesco si è macchiato di una follia collettiva che ha travolto l’intero pianeta.

Inside Out Hitler
Il “maestro” Hitler sfodera una vasta gamma di emozioni

Il narratore ammonisce quindi le due emozioni: se non saranno in grado di convivere e di reagire in maniera razionale alle tensioni della guerra, favoriranno Hitler senza rendersene conto. Ragione dovrà quindi essere al comando della mente e mantenere a ogni costo la sua leadership; di contro, Emozione dovrò sostenerla con un forte, fiero e sano amore per la libertà e per il proprio Paese. Il messaggio patriottico raggiunge infine il suo apice: Ragione ed Emozione collaborano proficuamente per guidare la mente di un aviatore americano nel “difficile cammino verso la vittoria”; il cartone si conclude con scene di aerei, in un tripudio di musica eroica.

Inside Out Disney Hitler
La mente di un aviatore dell’esercito: notare le bombe sullo sfondo!

Cosa abbiamo imparato?

Come vi avevamo anticipato, stiamo parlando di un cartone propagandistico, e quindi il suo principale obiettivo è quello di trasmettere messaggi politici agli spettatori. Gli insegnamenti del corto, per la verità, non sono nuovi per noi di questa rubrica: li abbiamo già visti in Chicken Little Education for Death. Dal primo, infatti, il cortometraggio recupera l’avvertimento di non credere alla propaganda nazista per non fare il gioco di Hitler; dal secondo, invece, riporta l’idea che i tedeschi non siano intrinsecamente malvagi, ma che siano plagiati mentalmente dal Führer e dal Partito. Dunque anche Reason and Emotion, sebbene sia sicuramente meno drammatico di Education for Death, insiste sul fatto che il popolo della Germania, dal momento che si è messo nelle mani di un folle dittatore, si stia avviando alla distruzione.

Alcune curiosità per i secchioni

Reason and Emotion presenta alcune interessanti curiosità storiche:

  • Lord Haw-Haw, ovvero la propaganda nazista negli USA. Il governo americano, infatti, temeva molto alcuni pericolosi programmi radiofonici filonazisti. Questi erano tenuti solitamente da britannici e americani: dopo aver tradito i loro paesi, erano stati assoldati dal ministero della Propaganda del Reich per diffondere notizie false con lo scopo di scoraggiare la popolazione dei paesi nemici. Il più famoso di questi speaker era Lord Haw-Haw, al secolo William Joyce, che durante tutta la guerra trasmise dalla Germania il suo programma di “disinformazione” per sconfortare gli inglesi. A causa del suo inglese affettato, tipico della classe aristocratica, gli venne affibbiato il soprannome di Lord Haw-Haw, che diventò poi per antonomasia il termine per indicare tutti questi radiocronisti. Tale nomignolo venne parodiato in Lord Hee-Haw, giocando sul fatto che questa modifica ricordava il verso dell’asino. Per questo motivo, in Reason and Emotion vediamo una delle tante persone che spargono pessimismo sulla guerra diventare un somaro;
    Una caricatura di Lord Haw Haw (Tokio Jokio, 1943, Warner Bros.)

     

  • L’allusione ai campi di concentramento tedeschi: nella mente di un tedesco che ascolta i deliri di Hitler, infatti, vediamo Emozione che imprigiona Ragione in un campo di concentramento. Anche se questa scena si riferisce ai campi per gli oppositori politici, e non ai famigerati campi di sterminio per la “soluzione finale della questione ebraica”, è sicuramente una rara incursione dell’animazione in uno dei fatti più neri della storia dello scorso secolo;

    Inside out Disney Hitler
  • L’aspetto esteriore di Emozione: il personaggio che rappresenta l’istinto è la caricatura dell’animatore Ward Kimball. Membro dei celebri Nine Old Men (i primi nove storici animatori degli studi), il suo lavoro venne definito spesso più “selvaggio” di quello degli altri animatori: forse per questo venne scelto come modello per Emozione?

    L’animatore Ward Kimball: Emozione è una sua caricatura

Ma quindi… Inside Out è nato grazie a Hitler?

In questa seconda parte ci siamo gettati a capofitto nel pieno della guerra, e abbiamo capito perché Ragione ed Emozione fossero considerate così importanti per le sorti del conflitto. Questo rende il cartone sicuramente interessante dal punto di vista storico, ma anche datato per poter essere visto oggi senza un’adeguata contestualizzazione. La prima parte, invece, è molto più attuale: ma ha davvero ispirato Inside Out o sono solo coincidenze? Una risposta potrebbe arrivare dal regista del film, Pete Docter.

Docter in un’intervista dice infatti di aver ammirato molto Reason and Emotion, e di averlo considerato come punto di riferimento per l’animazione della mente umana; tuttavia, espresse anche alcune critiche su questo cartone: in particolare, il marcato stampo propagandistico e la svalutazione di Emozione, vista solo come primitiva e pericolosa. Possiamo quindi dire che questo corto abbia avuto un qualche ruolo ispiratore nella realizzazione di Inside Out, soprattutto per quanto riguarda la resa dei personaggi all’interno del cervello. Chiaramente la pellicola del 2015 approfondisce molto di più il ruolo dei sentimenti nella vita degli esseri umani: libera dal fardello politico che incombe su Reason and Emotion, prende sicuramente un’altra direzione. Nella sezione delle fonti trovate l’articolo-intervista al regista del film.

Dove trovare Reason and Emotion?

A guerra conclusa, Reason and Emotion finì nel dimenticatoio per il suo contenuto politico: successivamente, la Disney ripubblicò il corto senza i riferimenti alla guerra, mantenendo solo le scene comiche tra le emozioni. Purtroppo, il corto è rimasto inedito nel nostro paese, e quindi non è mai stato doppiato in italiano.

Qui sotto trovate il cartone in lingua originale: il video che vi proponiamo è tratto dal dvd Walt Disney Treasures: On The Front Lines. Questo disco, uscito negli USA, raccoglie tutte le produzioni a sfondo bellico della casa di Burbank: ogni corto è preceduto da una breve introduzione dello storico del cinema Leonard Maltin, che potete apprezzare prima del cartone. 

È sorprendente che in Inside Out, uno dei più geniali film Disney, ci sia lo zampino di un breve ma intelligente cartone nato per combattere Hitler: un ennesimo esempio di come l’animazione in tempo di guerra, seppur prestata alla causa patriottica, sia riuscita a sviluppare idee creative valide ancor oggi.

Francesco Menegale

Immagini © Disney

Fonti:

William Joyce – Wikipedia

Ale Montosi Blog: Reason and Emotion (1943), il predecessore di Inside Out

Pixar’s Mood Master – The Atlantic

Reason and Emotion (1943) – IMDb

Reason and Emotion (1943) – The Big Cartoon Database