Il Deposito di Zio Paperone esiste?

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Chi non ha mai sognato almeno una volta di fare il bagno nelle monete del Deposito di Zio Paperone o, al limite, di visitare qualcosa di simile alla struttura mastodontica che troneggia sulla Collina Ammazzamotori di Paperopoli?

monete paperone deposito

Molti edifici resi famosi da Walt Disney si possono visitare, come il castello del film d’animazione La bella addormentata nel bosco, ispirato al castello di Neuschwanstein in Baviera. Per il Deposito di zio Paperone invece, ideato per la prima volta da Carl Barks nel 1951, sembra non ci sia alcun edificio esistente preso come modello.
È noto come il Maestro dell’Oregon fosse un fedele abbonato della rivista National Geographic, da cui traeva ispirazione per le storie di viaggi, ma non ci sono testimonianze che sfogliandone le pagine abbia visto qualcosa di simile al Deposito prima di inventare il (futuro) monumento più famoso di Paperopoli.

Un’ispirazione interiore

Nella prima apparizione il Deposito è semplicemente una grande cassaforte: un posto dove tenere al sicuro il denaro, senza modelli architettonici di riferimento. Inizialmente è un’idea: la necessità di avere un luogo dove accumulare, proteggere e ammirare i risparmi di una vita ha origine direttamente da zio Paperone. Disegnando il Deposito, Carl Barks ha dato forma architettonica a una delle caratteristiche del papero più ricco del mondo, in un periodo in cui ne stava sviluppando sempre di più la psicologia.

monete deposito paperone

Il binomio inscindibile Paperone-Deposito è sottolineato ulteriormente da Don Rosa in L’ultimo del clan de’ Paperoni, dove nella tavola iniziale ci viene detto che di ogni moneta nel Deposito Paperone conosce la storia “E, tutte insieme, queste monete raccontano la storia della sua vita”. Per creare il Deposito, la fonte primaria di ispirazione è Paperone stesso.

Ma, se non esiste un edificio che Carl Barks ha preso come modello per dare forma al Deposito, la collina su cui sorge è ispirata a un luogo reale.

A cosa si è ispirato Carl Barks per ideare la Collina Ammazzamotori?

Nella sua prima apparizione, in Paperino e la ghiacciata dei dollari, ci viene spiegato come Paperone abbia voluto mettere i suoi amati dollarucci a venti blocchi di distanza dagli altri edifici per tenere i ladri alla larga. Il Deposito sorge in cima alla Collina Ammazzamotori per poter avvistare i nemici e non farsi sfuggire niente, ed è circondato da trappole a fare da deterrente.

Deposito

Carl Barks aveva vissuto a Hemet, nella San Jacinto Valley in California. La città era stata fondata dal multimilionario William F. Whittier, insieme alla costruzione di un’imponente diga che avrebbe dovuto proteggere San Jacinto dalle inondazioni. La compagnia di Whittier aveva assicurato una riserva di acqua ed energia alla città, che iniziò a crescere rapidamente intorno al magnate. L’impianto di filtraggio dell’acqua sorgeva in cima alla collina di Park Hill, intorno alla quale si è sviluppata la città: dalla sua sommità, si poteva tenere sott’occhio l’intera pianura sottostante. A ben guardare, il punto perfetto per costruire il Deposito di Paperone.

Park Hill © Robert Norman

Talmente perfetto che, nella storia Zio Paperone e la Banda Bassotti, è proprio in una vecchia cisterna dell’acqua in cima a Park Hill che lo Zione decide di trasferire il suo denaro…

Nella versione tradotta in italiano, il riferimento a Park Hill è stato perso

Probabilmente, la zona collinare al centro della città di Hemet aveva già influenzato Barks nell’ideazione della Collina Ammazzamotori, ma è in questa storia che il riferimento viene citato esplicitamente. Grazie a una foto a 360° di Google Street view, è possibile vedere l’effetto che fa affacciarsi dalla sommità di Park Hill: è possibile adocchiare i Bassotti a chilometri di distanza!

Altre notizie dalla San Jacinto Valley

Stando a Thomas Andrae, Park Hill non è il solo spunto che l’Uomo dei Paperi ha tratto dalla San Jacinto Valley.

diga lago hemet

Il primo riguarda la già citata diga di Hemet. Nonostante gli sforzi ingegneristici spesi per arginare il fiume San Jacinto, questo continuava a rompere gli argini della diga: le sue inondazioni ispirarono il deposito-diga di Zio Paperone e la disfida dei dollari e la sua celebre esplosione.

diga deposito disfida dei dollari

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L’altro è relativo al fondatore della città, William F. Whittier. Il multimilionario fu l’elemento catalizzatore per lo sviluppo di Hemet: il monopolio che deteneva sulle acque nutriva le sue finanze, che reimpiegava nella città, facendone un centro ricco e benestante. Per contro, la vicina San Jacinto era rimasta esclusa da questo circolo virtuoso: i suoi abitanti erano molto più poveri e vivevano di un’economia agricola mai del tutto scampata al rischio delle inondazioni.

La contrapposizione tra la ricchezza di Hemet e la miseria di San Jacinto è molto simile a quella messa in scena da Carl Barks in Paperino, Zio Paperone e il ventino fatale, dove a una Paperopoli rigogliosa, cresciuta intorno a Paperone, si contrappone la povertà di Shacktown.

shacktown paperino ventino fatale

Il Deposito non ha un modello, ma non mancano i tentativi di collegarlo a edifici esistenti

Nel 2016, ad esempio, pare che alcuni turisti americani in vacanza ad Asti abbiano rivelato che Carl Barks si sia ispirato a una torre medievale della città, la Torre Lombriasco. Si tratta di una fortezza in muratura, alta 24 metri e senza aperture, appartenuta a una famiglia di banchieri. A far circolare la notizia è stata Maria Augusta Mazzarolli, discendente dei Lombriasco e proprietaria del Palazzo Gazzelli di Rossana, in cui è inglobata la torre. La voce di corridoio non è mai stata confermata e si è esaurita rapidamente dopo una breve risonanza datagli dalla stampa locale.

deposito paperone torre asti
Il Deposito, qui in una delle sue prime apparizioni, è solo l’edificio in blu sulla sinistra. La costruzione in aderenza, che ricorda vagamente la Torre di Asti (foto a destra), è opera dei Bassotti: la somiglianza col Deposito, dunque, è presto smentita.


Diversa è invece la vicenda del Mauseoleo di Ciano, edificio incompleto e abbandonato sulle Colline livornesi. Spesso oggetto di dibattito pubblico per valutarne il recupero, nel 2015 ebbe molto seguito la proposta del fumettista Daniele Caluri di ridipingere il monumento funebre per trasformarlo nel Deposito di Zio Paperone. In tal caso non si stava millantando che l’edificio avesse ispirato il mondo dei fumetti ma, al contrario, di prendere un’invenzione di fantasia come modello per riqualificare un monumento esistente.

mausoleo ciano deposito livorno
La proposta di Daniele Caluri di trasforare il Mausoleo di Ciano nel Deposito di Paperone (Livorno)


Purtroppo la proposta è stata bocciata e il sogno di visitare il Deposito di Paperone recandoci in pellegrinaggio sulle Colline livornesi rimane, per ora, un miraggio.

Dobbiamo perciò rassegnarci a non poter visitare mai il Deposito di Paperone?

Abbiamo appurato che per ora non esiste nessun Deposito reale: ma prima di mettere da parte le nostre speranze, rimangono ancora due possibilità da esplorare.

La prima possibilità è che qualcuno di voi decida di sopperire a questa mancanza edificando il proprio Deposito: sarebbe possibile costruire una struttura di tali proporzioni o le leggi della fisica ce lo impediscono? Al Politecnico di Milano, il professor Luca Sgambi si è posto questa domanda, chiedendo la risposta agli studenti del corso di Teoria e progetto di costruzioni e strutture.

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prova di carico monete
Prove sperimentali per valutare la spinta delle monete sulle pareti del Deposito. (Politecnico di Milano/hsh.info)


Partendo dalle planimetrie disegnate da Don Rosa in The Beagle Boys vs The money bin, gli studenti hanno ipotizzato quale struttura portante dovrebbe avere il Deposito e quale dovrebbe essere la forma della piscina monetaria per contenere la spinta di tre ettari cubici di denaro sulle pareti.
Lo studio conferma la possibilità di costruire il vero Deposito, a meno di alcune modifiche rispetto al progetto che conosciamo. Occorre “solo” trovare un terreno adeguato e le risorse finanziarie: una prospettiva che ci fa intendere che il sogno non si realizzerà facilmente.

Per la seconda possibilità, torniamo alla Bella addormentata di cui avevamo parlato all’inizio. Oltre all’originale in Baviera, nei parchi divertimenti Disney esistono e si possono visitare due castelli della fiaba, in California e a Parigi (fino al 2018 anche a Hong Kong, prima dei lavori per dedicarlo a tutte le principesse Disney). Questa consapevolezza può darci la speranza di visitare una riproduzione del Deposito di Paperone, pur non esistendone uno vero. Agli atti, per ora, ne esistono due esempi: si tratta però di installazioni temporanee indette a scopo promozionale, ormai concluse.

Una piscina di monete

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Nel 2013, alla iam8bit Entertainment System gallery di Los Angeles fu montata una piscina di 9 metri quadri con monete e tesori per sponsorizzare l’uscita del videogioco DuckTales: Remastered.

Nel 2017, è stata installata una piscina di dimensioni più grandi provvista di trampolino per i tuffi al D23 Expo, la fiera biennale del The Official Disney fan club. L’iniziativa era collegata al lancio del reboot della serie di DuckTales.

Chissà che il successo della nuova serie non porti in futuro alla realizzazione di attrazioni permanenti nei parchi Disney per poter finalmente visitare il Deposito di Zio Paperone. Intanto possiamo solo aspettare che la Imagineering, la sezione della The Walt Disney company che si occupa di progettare i parchi tematici, decida prima o poi di soddisfare il nostro sogno.

Agnese Amato

Immagini © Disney | La Stampa – Asti | Daniele Caluri | iam8bit.com

Fonti:
Thomas Andrae, Carl Barks and the Disney Comic Book: Unmasking the Myth of Modernity, University Press of Mississippi, 2006
La Stampa – Asti | La Nazione – Livorno | Fumettologica | hsh.info

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