Chi non ha mai sognato almeno una volta di fare il bagno nelle monete del Deposito di Zio Paperone o, al limite, di visitare qualcosa di simile alla struttura mastodontica che troneggia sulla Collina Ammazzamotori di Paperopoli?

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Molti edifici resi famosi da Walt Disney si possono visitare, come il castello del film d’animazione La bella addormentata nel bosco, ispirato al castello di Neuschwanstein in Baviera. Per il Deposito di zio Paperone invece, ideato per la prima volta da Carl Barks nel 1951, sembra non ci sia alcun edificio esistente preso come modello.
È noto come il Maestro dell’Oregon fosse un fedele abbonato della rivista National Geographic, da cui traeva ispirazione per le storie di viaggi, ma non ci sono testimonianze che sfogliandone le pagine abbia visto qualcosa di simile al Deposito prima di inventare il (futuro) monumento più famoso di Paperopoli.

Un’ispirazione interiore

Nella prima apparizione il Deposito è semplicemente una grande cassaforte: un posto dove tenere al sicuro il denaro, senza modelli architettonici di riferimento. Inizialmente è un’idea: la necessità di avere un luogo dove accumulare, proteggere e ammirare i risparmi di una vita ha origine direttamente da zio Paperone. Disegnando il Deposito, Carl Barks ha dato forma architettonica a una delle caratteristiche del papero più ricco del mondo, in un periodo in cui ne stava sviluppando sempre di più la psicologia.

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Il binomio inscindibile Paperone-Deposito è sottolineato ulteriormente da Don Rosa in L’ultimo del clan de’ Paperoni, dove nella tavola iniziale ci viene detto che di ogni moneta nel Deposito Paperone conosce la storia “E, tutte insieme, queste monete raccontano la storia della sua vita”. Per creare il Deposito, la fonte primaria di ispirazione è Paperone stesso.

Il Deposito non ha un modello, ma non mancano i tentativi di collegarlo a edifici esistenti

Nel 2016, ad esempio, pare che alcuni turisti americani in vacanza ad Asti abbiano rivelato che Carl Barks si sia ispirato a una torre medievale della città, la Torre Lombriasco. Si tratta di una fortezza in muratura, alta 24 metri e senza aperture, appartenuta a una famiglia di banchieri. A far circolare la notizia è stata Maria Augusta Mazzarolli, discendente dei Lombriasco e proprietaria del Palazzo Gazzelli di Rossana, in cui è inglobata la torre. La voce di corridoio non è mai stata confermata e si è esaurita rapidamente dopo una breve risonanza datagli dalla stampa locale.

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Il Deposito, qui in una delle sue prime apparizioni, è solo l’edificio in blu sulla sinistra. La costruzione in aderenza, che ricorda vagamente la Torre di Asti (foto a destra), è opera dei Bassotti: la somiglianza col Deposito, dunque, è presto smentita.


Diversa è invece la vicenda del Mauseoleo di Ciano, edificio incompleto e abbandonato sulle Colline livornesi. Spesso oggetto di dibattito pubblico per valutarne il recupero, nel 2015 ebbe molto seguito la proposta del fumettista Daniele Caluri di ridipingere il monumento funebre per trasformarlo nel Deposito di Zio Paperone. In tal caso non si stava millantando che l’edificio avesse ispirato il mondo dei fumetti ma, al contrario, di prendere un’invenzione di fantasia come modello per riqualificare un monumento esistente.

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La proposta di Daniele Caluri di trasforare il Mausoleo di Ciano nel Deposito di Paperone (Livorno)


Purtroppo la proposta è stata bocciata e il sogno di visitare il Deposito di Paperone recandoci in pellegrinaggio sulle Colline livornesi rimane, per ora, un miraggio.

Dobbiamo perciò rassegnarci a non poter visitare mai il Deposito di Paperone?

Abbiamo appurato che per ora non esiste nessun Deposito reale: ma prima di mettere da parte le nostre speranze, rimangono ancora due possibilità da esplorare.

La prima possibilità è che qualcuno di voi decida di sopperire a questa mancanza edificando il proprio Deposito: sarebbe possibile costruire una struttura di tali proporzioni o le leggi della fisica ce lo impediscono? Al Politecnico di Milano, il professor Luca Sgambi si è posto questa domanda, chiedendo la risposta agli studenti del corso di Teoria e progetto di costruzioni e strutture.

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Prove sperimentali per valutare la spinta delle monete sulle pareti del Deposito. (Politecnico di Milano/hsh.info)


Partendo dalle planimetrie disegnate da Don Rosa in The Beagle Boys vs The money bin, gli studenti hanno ipotizzato quale struttura portante dovrebbe avere il Deposito e quale dovrebbe essere la forma della piscina monetaria per contenere la spinta di tre ettari cubici di denaro sulle pareti.
Lo studio conferma la possibilità di costruire il vero Deposito, a meno di alcune modifiche rispetto al progetto che conosciamo. Occorre “solo” trovare un terreno adeguato e le risorse finanziarie: una prospettiva che ci fa intendere che il sogno non si realizzerà facilmente.

Per la seconda possibilità, torniamo alla Bella addormentata di cui avevamo parlato all’inizio. Oltre all’originale in Baviera, nei parchi divertimenti Disney esistono e si possono visitare due castelli della fiaba, in California e a Parigi (fino al 2018 anche a Hong Kong, prima dei lavori per dedicarlo a tutte le principesse Disney). Questa consapevolezza può darci la speranza di visitare una riproduzione del Deposito di Paperone, pur non esistendone uno vero. Agli atti, per ora, ne esistono due esempi: si tratta però di installazioni temporanee indette a scopo promozionale, ormai concluse.

Una piscina di monete

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Nel 2013, alla iam8bit Entertainment System gallery di Los Angeles fu montata una piscina di 9 metri quadri con monete e tesori per sponsorizzare l’uscita del videogioco DuckTales: Remastered.

Nel 2017, è stata installata una piscina di dimensioni più grandi provvista di trampolino per i tuffi al D23 Expo, la fiera biennale del The Official Disney fan club. L’iniziativa era collegata al lancio del reboot della serie di DuckTales.

Chissà che il successo della nuova serie non porti in futuro alla realizzazione di attrazioni permanenti nei parchi Disney per poter finalmente visitare il Deposito di Zio Paperone. Intanto possiamo solo aspettare che la Imagineering, la sezione della The Walt Disney company che si occupa di progettare i parchi tematici, decida prima o poi di soddisfare il nostro sogno.

Agnese Amato

Immagini © Disney | La Stampa – Asti | Daniele Caluri | iam8bit.com

Fonti: La Stampa – Asti | La Nazione – Livorno | Fumettologica | hsh.info

Unagna

Cresciuta con "Il battello a vapore", pirati, moschettieri, Calvino, Terry Deary e - ovviamente - fumetti Disney. Scrive da sempre: ha iniziato a farlo sui muri, dove da piccola scriveva lettere senza ordine prima ancora di aver imparato a scrivere parole sensate, con gran gioia di sua madre. Oggi si è rassegnata a scrivere al computer o sui fogli di carta.