Nel corso della storia è emersa – nei campi del Cinema, del Fumetto, e non solo – una grande qualità degli italiani: quella di saper ridere delle tragedie appena accadute, facendo al contempo riflettere il lettore (o lo spettatore). Questa caratteristica è emersa anche in seguito alla recente emergenza da Coronavirus. In questa recensione vi parleremo di uno dei prodotti che ne sono scaturiti: ovvero Pangolino, un volumetto che raccoglie diverse interpretazioni parodistiche e satiriche dei fumetti Disney di molti autori umoristici italiani, coordinati da Marco Tonus.

 

Pangolino copertina
Copertina di Pangolino

 

Arte in quarantena

Il periodo del lockdown è stato affrontato in maniera differente da ognuno di noi, in maniera più o meno proficua. Molti artisti e fumettisti italiani (e non solo), però, hanno approfittato della quarantena per dare sfogo a un rinnovato estro satirico, che in alcuni casi si è rivelato particolarmente efficace. Mi fa piacere citare in questa sede, a mo’ di esempio, le strisce di Leo Ortolani, i cortometraggi animati di Zerocalcare, il TG Casa 40ena di Maccio Capatonda. Anche lo sceneggiatore disneyano Roberto Gagnor, da noi intervistato di recente, ha voluto tentare questa strada. Dulcis in fundo, vi consiglio caldamente i corti di At Home With Olaf.
Da queste stesse circostanze è fuoriuscita la “fatica” di Tonus e colleghi: Pangolino.

Ridi Topolino (o Pangolino?)

Pangolino ha ricordato al sottoscritto, per toni e impostazione, la vecchia collana Ridi Topolino curata da Tito Faraci. Nelle varie interviste rilasciate, Tonus non ha mai fatto cenno a questa fonte di ispirazione, dunque potrebbe essere una vicinanza inconsapevole. Ma indubbiamente la voglia di giocare sugli stilemi del Mondo Disney, mai irridendoli, anzi omaggiandoli con amore come nel caso di coloro che hanno dato vita a questo volumetto, è la stessa. La conoscenza delle dinamiche disneyane degli autori è evidente, tanto che sembra quasi realizzato da autori appartenenti alla scuderia di Topolino.

 

Ridi Topolino
Copertina del numero 1 di “Ridi Topolino”

 

Come nel caso di Ridi Topolino, la voglia di far ridere e stupire il lettore non si limita alle storie, ma si estende a tutti i contenuti del libretto, dall’editoriale all’angolo della posta, dalle barze alle pubblicità di altre testate fittizie (come I Grandi Classici Veneti e Paper Mes).

Pangolino e il virus mandarino

Per quanto riguarda il contenuto a fumetti, l’albo si apre con la prima parte di Pangolino e il virus mandarino, storia in tre parti scritta e disegnata da Gianluca Maconi. Ricalca molto bene le dinamiche delle avventure di Topolino e Pippo (qui Calippo) con la macchina del tempo di Zapotec (Olmec) e Marlin (Marvin). Pangolino e Calippo vengono mandati indietro nel tempo al mercato di Wuhan, per impedire lo scoppio della pandemia. Nella sua brevità e il suo intento parodistico, la storia risulta anche avvincente. Calippo viene ucciso e lui e Pangolino si salvano grazie all’intervento di Coronino Vid-Vid (alter ego di Atomino Bip-Bip).

 

Pangolino e il virus mandarino
Titolo di Pangolino e il virus mandarino

 

Le altre storie

Si passa poi a Ivo e l’evocazione dell’Inps (di Stefano Antonucci e Fabrizio Pluc Di Nicola) in cui un personaggio simile a Orazio (Ivo per l’appunto) incontra Paperdreotti (parodia del defunto Presidente del Consiglio Giulio Andreotti).

La storia successiva è Pangolino, Qi, Qo, Qa in: Fuga-da-Rebibbia, interamente realizzata da Alessio Spataro. Satira sul sistema carcerario italiano, in cui Pangolino e Pizzettoni (Basettoni) devono vedersela con la fuga dei tre gemelli cinesi Qi, Qo e Qa (che fanno il verso a Qui, Quo e Qua). Guest star dell’episodio è il Ministro Bonafeccia, evidente critica al Ministro della Giustizia penstastellato Bonafede.

Continuando la lettura troviamo Elementare Wilson! La storia a un bivio (soggetto e sceneggiatura di Walter Leoni, disegni di Filippo Peppo Paparelli), che nel titolo richiama le classiche “storie a bivi” di Topolino.

In chiusura dell’albo è presente invece Paparo Francesco e il miracolo del Covidavinci, sceneggiata da Marco Tonus su soggetto di Lino Giustazzi e con i bei disegni di Alessio Rizzo. La storia prende di mira alcune tendenze della Chiesa, mettendo in scena una versione papera di Papa Francesco, e parodiando alcuni romanzi di cui Il Codice da Vinci di Dan Brown è l’esempio più illustre.

 

Paparo Francesco e il miracolo del Covidavinci
Prima pagina di Paparo Francesco e il miracolo del Covidavinci

 

Menzione d’onore infine per la copertina, che richiama quella storica del numero 1 del Topolino Libretto, datata aprile 1949, e poi riutilizzata in altri albi celebrativi.

Una lettura consigliata

Il volumetto in questione è dunque un pregiato prodotto per riguardare con occhio dissacrante l’emergenza che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, e ai personaggi e le storie che noi di questa community tanto amiamo. La lettura è dunque assolutamente consigliata!

Per acquistarlo potete mandare una mail all’indirizzo pangolinomagazine@gmail.com.

 

Topolino libretto 1 copertina
Copertina del numero 1 di “Topolino” in formato libretto

 

Francesco, Antonio Grilli

 

Immagini ©Tonus Publishing – Disney

Fonti:

M. Tonus (a cura di), Pangolino 1, giugno 2020

https://www.fumettologica.it/2020/06/pangolino-pandemia-satira-intervista/

https://www.frizzifrizzi.it/2020/06/05/che-cose-pangolino-intervista-a-marco-tonus-che-ha-lanciato-una-parodia-a-fumetti-sulla-pandemia/

Francesco Grilli

Francesco, Antonio Grilli nasce a Fondi (LT) il 20 agosto del 1993. Si laurea in Studi Umanistici - Curriculum Lettere Moderne, presso l'Università degli Studi di Siena. Attualmente è iscritto al corso di Laurea Magistrale in Editoria e Scrittura presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Contestualmente, frequenta un corso di Scrittura Creativa presso l'Accademia "Professione Artista". Di recente, ha figurato tra i finalisti del Coffi Cortoglobo Film Festival di Vietri sul Mare, in qualità di co-regista e co-sceneggiatore del cortometraggio "Gli ultimi 6 minuti". È parte della redazione di "Ventenni Paperoni" e "Cultura in rete".
Chiudi menu