Ultimamente potreste esservi imbattuti online in un’immagine che mette a confronto diverse firme a nome di Walt Disney realizzate da più persone, tra cui Floyd Gottfredson, Bob Moore e Disney stesso. Secondo molti la firma di Disney lì presentata non avrebbe niente in comune con l’iconico logo dell’azienda, e anzi c’è chi crede che la firma-simbolo possa essere stata creata da qualcun altro. Abbiamo dunque deciso di fare un po’ di ordine sulla questione e di capire dove stia la verità, e siamo stati aiutati in questa impresa da un articolo del 1981 di Dave Smith (primo archivista dei Walt Disney Archives), recentemente ripubblicato sul sito di Leonard Maltin.

firma di Walt Disney
(Fonte: Fumo di China su facebook)

Le firme private di Disney

Partiamo da un presupposto: questa firma di Disney, così lontana dal nostro immaginario, è autentica. È stata apposta su un documento di carattere privato, in questo caso una lettera del 1937. Non si tratta, peraltro, dell’unico esemplare originale giunto fino a noi: i Walt Disney Archives sono ricchi di materiale di questo tipo. Mi riferisco a documentazione, appunto, di tipo privato o comunque a uso di singole persone, in primis lettere ma anche omaggi autografati destinati ai fan o ai visitatori.

firma di Walt Disney
Esempi di firme di Disney su oggetti a uso privato (fonte: https://leonardmaltin.com/yours-truly-walt-disney/, per concessione dei Walt Disney Archives)

 

Disney autografava oggetti di ogni tipo (sue foto, libri, strisce a fumetti e fogli acetati, a sentire Smith), e fino alla metà degli anni ’50 se ne occupava lui direttamente, quantomeno nella maggior parte dei casi, ma non lo faceva con quella sola firma che sta facendo il giro del web. La situazione cambiò col crescere della sua visibilità, legata anche allo sviluppo del medium televisivo, che negli USA iniziò a imporsi già negli anni ’50, riscrivendo per sempre le regole della comunicazione pubblica. Proprio osservando queste altre firme (lo ricordo, di carattere privato), però, possiamo notare due cose: sono tutte ricchissime di particolari e abbellimenti e, soprattutto, sono tutte diverse tra loro. Del resto nessuno si firma due volte nello stesso modo. Dobbiamo fare un discorso diverso per le “firme pubbliche” (ossia destinate ad apparire in pubblicazioni di vario tipo e di larga diffusione) di Disney.

Le “firme pubbliche” di Disney

Se in privato Disney si occupò di firmare più documenti possibile da solo fino a quando ciò non fu reso difficile dalla quantità di materiale, per le pubblicazioni riservate ai suoi personaggi va fatto un discorso diverso. Molti autori hanno usato la firma di Walt Disney nel corso degli anni. Un ottimo esempio, in questo senso, è Floyd Gottfredson, che ha sempre scritto di suo pugno il nome di Disney sulle sue strisce quotidiane dedicate a Topolino, fin dai primi anni. In generale non dobbiamo dimenticare che l’attribuzione di una storia disneyana ai suoi effettivi sceneggiatori e disegnatori è un’acquisizione culturale relativamente recente. Uno dei tanti motivi per cui ancora oggi L’Inferno di Topolino è una storia ricordata e celebrata è proprio questo: Guido Martina venne indicato come autore delle terzine d’accompagnamento, in Italia caso unico per l’epoca e senza imitazioni per gli anni immediatamente successivi.

firma di Walt Disney
In basso, firma di Walt Disney (probabilmente a opera di Gottfredson)

 

La questione

Queste premesse servono secondo me a inquadrare correttamente il problema: le firme pubbliche a nome di Disney hanno qualche legame con Disney stesso? Si tratta solo di un’invenzione di altri autori? La risposta non può non arrivare dall’ampio patrimonio di firme private disneyane in nostro possesso: dal momento che ne abbiamo molte originali (soprattutto entro la metà degli anni ’50), possiamo analizzarle per capire qualcosa in più sulla scrittura di Disney. Vorrei in particolare mostrare un suo sketch di Topolino del 1944, accompagnato da una dedica.

firma di Walt Disney 1944
Sketch autografato di Disney del 1944 (fonte: https://leonardmaltin.com/yours-truly-walt-disney/, per concessione dei Walt Disney Archives)

 

Osservando la firma mi pare che certi tratti siano inequivocabili. Mi riferisco in particolare alla W, al cerchio sopra alla I e ai riccioli della T, della D e della Y. Qui entra in gioco un altro fattore: la semplicità. Le firme a nome di Disney destinate a prodotti pubblici sono tutte estremamente chiare e pulite. In privato invece non esisteva questa esigenza di leggibilità, e Disney poteva permettersi di arricchire la sua firma, di decorarla a piacere. Per questo ho volutamente preso in esame un esemplare autentico e al tempo stesso più asciutto possibile: si tratta di un documento privato (e ce ne sono altri di questo tipo), ma l’assenza di barocchismi vari ci permette di confrontarne la firma con casi pubblici e di notare la somiglianza con essi.

Il verdetto

È giunto il momento di tirare le somme. Da una parte possiamo affermare abbastanza tranquillamente che non sia stato Walt Disney in persona a firmare le storie raccolte nei nostri volumi. D’altra parte, però, questo non significa in nessun modo che si possa parlare di “falso storico”: la firma di Disney, insomma, non è “diversa” da come abbiamo sempre creduto che fosse.

Semplicemente dobbiamo fare attenzione al tipo di documento su cui questa è stata apposta. Se si tratta di atti privati è possibile (ed è accaduto di frequente) che Disney abbia deciso di “divertirsi” un po’ e di giocare con la penna (regalandoci casi come quello della lettera privata del 1937). Se, al contrario, si parla di oggetti pensati per il grande pubblico (è il caso, per esempio, delle storie a fumetti) è probabile che la firma non sia stata apposta da lui in persona, ma è sicuro che questa si basi su una versione priva di decorazioni e ben leggibile della sua, come vari documenti dimostrano.

Alessandro Giacomelli

Immagini © Disney

Fonti:

https://leonardmaltin.com/yours-truly-walt-disney/