Con la storia Superpippo e Indiana Pipps in: Arachidi e Piramidi, pubblicata sul numero 3366 di Topolino, il Maestro Massimo De Vita si ritira definitivamente dalle scene del fumetto. Dopo quasi 60 anni di attività (ufficialmente dal 1961) De Vita viene stimato e amato per il gran numero di storie che ci ha regalato come autore: una straordinaria varietà di avventure, ambientazioni, personaggi e suggestioni impareggiabili e inimitabili, di una ricchezza e qualità tale da collocarlo con merito nell’Olimpo dei Maestri Disney italiani. Per l’occasione del suo ritiro abbiamo chiesto a cinque dei nostri redattori di omaggiare il Maestro raccontandoci appunto di 5 grandi saghe di Massimo De Vita, dove probabilmente più che in altri ambiti ha trovato espressione il suo estro creativo. Di seguito le nostre riflessioni:

Le Tops Stories

Tops Stories

Per anni, in solaio, ho sognato di trovare un baule nascosto che contenesse il diario di qualche esploratore del passato, proprio come accadde a Topolino nella fantastica serie delle Tops Stories.
Leggere le avventure di sir Top de Tops (un ricco esploratore inglese) attraverso i continenti era il mio Superquark quotidiano! Originali viaggi attraverso il globo, tra fascino e mistero, dove l’unico limite era quello tra la storia e la fantasia, più volte oltrepassato per ricreare famosi miti e leggende.

Questa serie di avventure scritte da Giorgio Pezzin costituiscono una delle saghe principali disegnate da Massimo De Vita, (pubblicata sui numeri 2250, 2258, 2280, 2294, 2299, 2329, 2359, 2385, 2412, 2423, 2430 e 2436), che mi avevano appassionato a tal punto che ancora oggi ne ricordo tavole e trame: la pietra Sbilenque, la rivincita degli Highlander, la grotta di re Artù, il popolo del mare… ce ne erano per tutti i gusti, come i Pippidi che immancabilmente comparivano per aiutare il protagonista.

Un viaggio nella leggenda

Tra queste la mia preferita in assoluto era Topolino e il segreto della settima meteora, ambientata nei magnifici monasteri della Grecia, le Meteore appunto, delle quali sei sono ancora accessibili.
Era tutto un alternarsi di informazioni reali e di fantasia, con trame dettagliate e curate, ottimamente sorrette dalle tipiche illustrazioni di De Vita: volti espressivi, dall’alto impatto psicologico, con paesaggi ricchi di fascino e di particolari, ricolmi di indizi e dettagli.
Questi antichi misteri venivano poi risolti con una trovata geniale (sovrannaturale forse, ma verosimile!) e con un insegnamento di vita, di quelli che tornano la notte una volta spenta la luce. Se ancora oggi la storia e i suoi misteri mi appassionano è certamente merito di queste magnifiche favole (e tavole)!

 

Topolino e i signori della galassia

I signori della galassia

Topolino e i signori della galassia è un’opera in quattro atti diretta da Giorgio Pezzin e disegnata da Massimo De Vita (Contatto con la Terra e La guarnigione segreta), Sergio Asteriti (Il cristallo nero) e Giuseppe Dalla Santa (L’invasione dei replicanti).

La Federazione galattica veglia sull’ordine interplanetario cercando di opporsi ai Metalli, robot programmati per sterminare ogni essere vivente della via Lattea. I campi cancellanti proteggono la Terra nascondendoci questa guerra, finché non saremo arruolati nella Federazione insieme a Topolino e Pippo, dopo aver scoperto che quest’ultimo è uno dei 12 Maestri, individui dotati di poteri sorprendenti sparsi per la galassia.

È Massimo De Vita, autore dei primi due episodi, a definire personaggi e ambientazioni della saga.
Libero dall’ambientazione quotidiana di Topolinia, il maestro crea nuovi mondi affascinanti: pianeti, astronavi, tute spaziali, bucanieri galattici, città aliene e robot da guerra. I disegni ci proiettano direttamente in mezzo alla scena, con tratti tanto dinamici da far sembrare animati i personaggi di carta.

Un’opera ispirata e originale

L’espressività di Pippo e degli altri comprimari è molto accentuata e realistica, e si sposa bene con le scene d’azione e con il tono della narrazione, in perfetto equilibrio tra solenne e umoristico: ho riso sonoramente per le soluzioni ai problemi date da Pippo in qualità di Maestro ma non nascondo di aver sofferto con i prigionieri schiavizzati dai Metalli e, soprattutto, ho sospirato per l’amore irrisolto fra Pippo e la principessa Karlyssia, generale della Federazione.

I signori della galassia, una delle più grandi saghe di Massimo De Vita, è forse fra le avventure di fantascienza più belle del fumetto Disney e, come tale, rende omaggio ai grandi del suo genere. Da un lato, il narratore cita spesso l’Enciclopedia galattica quasi fossimo in un libro di Douglas Adams, dall’altro è evidente l’ispirazione a Star Wars di alcune scene e personaggi. Ma non si tratta di una parodia vera e propria: Guerre stellari costituisce un trampolino di lancio per sviluppare autonomamente la trama, creando un mondo a sé stante sul quale forse continueremo a fantasticare anche dopo aver letto l’ultima pagina.

Le storie della Macchina del Tempo

Macchina del Tempo

Il filone della macchina del tempo, elaborato da Giorgio Pezzin e Bruno Concina assieme a Massimo De Vita, inizia nel 1985, manco a  dirlo, con un pasticcio temporale. Per colpa di ritardi nella stesura, la storia che doveva introdurre concetti come la stessa macchina del tempo e il suo inventore, il professor Marlin (da qui in poi fedele amico dello Zapotec di De Vita) ovvero Topolino e gli enigmi del tempo, verrà pubblicata solo più tardi, venendo anticipata da Topolino e il segreto della Gioconda, pensata invece per apparire più tardi.

Eppure, nonostante lo scambio, queste 32 pagine si rivelano un vero e proprio inizio col botto, trovandosi già in essa molti di quegli elementi che costituiscono il DNA della saga, come l’atterraggio doloroso e l’irresistibile simpatia che molti personaggi storici provano nei confronti di Pippo. Uno sviluppo questo non inaspettato se consideriamo che, più che dai grandi uomini, la Storia è fatta da tutti gli uomini, le donne e anche i bambini, di conseguenza i personaggi che la macchina porta a incontrare non possono essere che profondamente umani. Un esempio è proprio il Leonardo della storia citata, apparentemente genio irraggiungibile ma alla fine insicuro anche lui come tutti noi, convinto com’è di non sapere disegnare i denti e creatore così della Gioconda e del suo misterioso sorriso.

A spasso tra i secoli

Tra tutte le saghe di Massimo De Vita, proprio in quella sulla macchina del tempo (che non è propriamente una saga) si pone in evidenza uno degli aspetti principali delle sue storie, che si evince ad esempio in Topolino e il mistero del “Mundial”: il modo di interagire in maniera libera e creativa, ma sempre rispettosa, con la Storia. Qui infatti vediamo come l’abuso della macchina da parte di Zapotec e Marlin, che volevano semplicemente risolvere una curiosità calcistica, rischi di intrappolare Topolino e Pippo 10 anni nel futuro. La morale, semplice e chiara: con la Storia non si scherza.

Situazioni diverse ma stesso cuore in Topolino e l’Atlantide continente perduto dove, fra profezie e doppioni di Pippo, i nostri cronoviaggiatori assistono alla diffusione dell’umanità su tutto il pianeta, in una storia di fantasia ma ispirata ai veri cambiamenti climatici post-glaciazioni che hanno permesso agli uomini primitivi di muoversi sui continenti con molta più agilità. Colpisce subito la premessa irrealistica per un racconto sui viaggi nel tempo, ma va bene così, perché alla fine, più che di educare, lo scopo della saga della macchina del tempo è sempre stato quello di presentare la Storia in maniera accessibile e accattivante ai giovanissimi lettori del Topolino. Obiettivo, considerando quanto ancora oggi la saga sia prolifica, anche se sotto autori diversi, riuscito (a differenza degli atterraggi dei poveri Pippo e Topolino) al 100%.

 

C’era una volta… in America

C'era Una Volta In America

…«C’era una volta… in America».
…«Once Upon a Time… in America».

È una delle rare volte in cui la stessa espressione, pur nella diversità linguistica, evochi le stesse suggestioni, sia intrisa delle stessa poesia. Persino a livello fonetico emanano la stessa bellezza.

C’era una volta… in America (titolo preso in prestito dal capolavoro di Sergio Leone del 1984), a mio parere è una delle vette più alte del fumetto, non solo Disney ma in generale, e non soltanto italiano. Stato di grazia dell’autore delle sceneggiature, Giorgio Pezzin, e di colui «che ha fermato nel tempo» i meravigliosi paesaggi, che fa vibrare gli umori dei personaggi e ci dona uno «stare dentro» le avventure in un Paese che nasce: il Maestro Massimo De Vita. Senza dimenticare l’ottimo lavoro di Silvia ZicheFabrizio Petrossi, che hanno contribuito con il loro tratto disegnando rispettivamente le storie Topolino e il penultimo dei Mohicani e Topolino e la battaglia di Alamo.

La saga è costituita da 14 storie, pubblicate fra il 1994 e il 1999 su Topolino libretto, dai numeri che vanno dal 1996 al 2275. Una saga importante anche dal punto di vista degli sforzi profusi.

Il tanto agognato «Sogno Americano», forse si accese realmente come fiammelle già fra quella gente, che da un porto inglese un giorno partì a bordo del galeone Mayflower per una vita migliore verso una terra «nuova».

Topolino e la Storia Americana 

L’idea, solo in apparenza semplice, alla base della saga, fu questa: intrecciare le vicende di alcuni antenati di Topolino con eventi legati alla nascente nazione americana; si parte dal 1620 fino ad arrivare alla prima metà del 1900. È, fra l’altro, probabilmente l’unica volta in cui si tenta di delineare una specie di discendenza di Topolino, con il protagonista delle due ultime storie della saga — Topolino e L‘ultimo cow-boy e Topolino e il Sogno Americano — che è il padre del Topolino attuale.

Ogni storia è una «diapositiva» ricca di suggestioni, di stelle polari, di paesaggi ancora assolutamente incontaminati, «illuminati di mistero da fuochi accesi».
…E un nuovo sogno verso cui cavalcare il giorno dopo.

Massimo De Vita, certamente ispirato dalle storie di Pezzin, e magari anche dagli amati film Western, in questa saga credo abbia raggiunto un livello splendidamente compiuto nella capacità di evocazione: «respiriamo» quei luoghi. Noi siamo con Topolino, o forse siamo lui.

E desideriamo anche noi, a ogni alba, correre verso un nuovo orizzonte.

 

La Saga della Spada di Ghiaccio

Massimo De Vita Spada di Ghiaccio

In un’altra dimensione esiste un immenso territorio chiamato L’Argaar. I suoi abitanti sono soggiogati dalla tirannia del Principe delle Nebbie. Solo una persona può salvarli: l’eroe Alf, che in passato sconfisse il Principe grazie alla Spada di Ghiaccio, ora perduta. Tuttavia, nel tentativo di avvisarlo, succede un inconveniente e saranno Topolino e Pippo a dover salvare l’Argaar.

La saga della spada di ghiaccio di Massimo De Vita è tuttora una delle migliori saghe fantasy mai realizzate su Topolino. Il primo dei suoi pregi è la perfetta unione tra le atmosfere epiche e favolesche e l’ironia Disney. L’autore riesce a rielaborare in modo comico determinati personaggi ed eventi tipici del fantasy. Basti pensare all’eroe, qui interpretato da Pippo, costretto a spacciarsi per “Cugino di Alf”.

Una ricca avventura nel fantasy nordico

Il secondo pregio è la varietà. Ogni capitolo della saga propone idee e sviluppi sempre nuovi e mai ridondanti. L’Argaar vanta un cast di personaggi e razze molto eterogeneo. L’amalgama tra elementi fantasy e fantascientifici dona maggior personalità al contesto narrativo. Per non parlare della mitologia della saga, in continua espansione con il procedere dei capitoli. Dietro a tutto questo c’è un grande lavoro di documentazione e ispirazione (come spiega il buon Alberto Brambilla su Fumettologica).

Infine, abbiamo lo stile grafico. Come in tutte le saghe di Massimo de Vita, lo stile dell’autore si commenta da solo in quanto a bellezza dei disegni e degli sfondi. L’autore riesce a variare l’impostazione delle vignette, creando scene a effetto: sembra di leggere davvero un libro di favole nordiche. Oltretutto, gioca in modo fine con il metafumetto, facendo interagire con naturalezza i personaggi con l’autore (o con il fumetto stesso).

Per questi motivi, La saga della spada di ghiaccio è un’opera del maestro Massimo De Vita da leggere e rileggere assolutamente.

 

Dario Pezzotti- Le Tops Stories

Agnese Amato- Topolino e i signori della galassia

Filippo Mairani- Le Storie delle Macchina del Tempo

Baf- C’era Una Volta In… America

Guido Romeo- La Spada di Ghiaccio

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