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Paperopoli. Non una città come tante altre bensì la più sicura del mondo. Quando il crimine serpeggia, quando il male trionfa sul bene, i nostri amati supereroi sono sempre pronti a battersi per i deboli e a ristabilire l’ordine cittadino! La criminalità però non va mai in pensione, e se alza il tiro c’è bisogno di nuove reclute. E così che in Lusky & Battista eroi sempre in pista (Badino-Limido, Topo 2538) ispirati dalla loro serie tv preferita, nascono due dei supereroi meno discussi di sempre: Maggiordoom e Segreturbo!

Alba e tramonto dei nuovi eroi

La sceneggiatura di Sergio Badino si apre nel Club dei Miliardari, l’esclusivo ritrovo dei più eccentrici imprenditori paperopolesi. Lì la vita dei soci scorre tranquilla discutendo di affari: vi è però un momento preciso della giornata in cui tutto si ferma. I miliardari non sono più i “padroni” del club, e l’attenzione ricade tutta sui loro maggiordomi i quali, accalcati di fronte a un televisore, acclamano le gesta del supereroe numero 1: l’imbattibile SuperButler, interpretato da niente meno che Adam Duckwest!

Supereroi
“…con Adam Duckwest!”

È ora di agire!

Battista e Lusky, spinti dal desiderio di emulare SuperButler, decidono di trasformare la finzione televisiva nella loro nuova strenua routine: la doppia vita del supereroe!
In momenti diversi, i due corrono da Archimede, il “fabbricatore di supereroi” per eccellenza, e in una sola notte sorgono le nuove reclute nel mondo della giustizia: Maggiordoom (Battista) e Segreturbo (Lusky).

Ma si sa: a ogni supereroe che si rispetti viene sempre assegnato un supercattivo degno di nota. L’indomani Battista e Lusky vengono ridestati dai violenti singhiozzi di Paperone e Rockerduck, disperati a causa dei continui attacchi perpetrati ai loro danni da Dark Waiter, il Cameriere Oscuro.

Supereroi
“Di questo passo finiremo sul lastrico!”

Il valore del gioco di squadra

La situazione precipita quando Paperone e Rockerduck vengono rapiti da Dark Waiter: a Maggiordoom e Segreturbo non rimane che allearsi per sconfiggere il nemico comune.
Giunti nel covo del misterioso avversario, Dark Waiter getta la maschera, rivelando la sua identità e il perché delle sue malefatte. Come ogni supercattivo che si rispetti, il Cameriere Oscuro aveva un passato di oneste ambizioni che sono state distrutte dai due miliardari, verso i quali ora nutre vendetta, e adesso mira alla conquista del mondo imbracciando una superarma da lui costruita.

Siamo davanti a una storia di supereroi che ne ha tutti gli elementi classici e, in quanto tale, possiamo facilmente immaginare che nel finale i buoni avranno la meglio, con annesse numerose moine di Paperone e Rockerduck, riconoscenti per aver salvato loro la vita (e gli introiti!).

Supereroi
“Finalmente ci incontriamo!”

Ribaltamento dei ruoli e citazioni

Piccola nota positiva di questo racconto breve sono le interessanti citazioni interne alla storia.
Innanzitutto, la trama della serie televisiva “SuperButler” ricorda non poco Batman, a partire dal “Bat-signal“, qui parodiato con un abito da maggiordomo proiettato nel cielo. Differentemente dall’uomo pipistrello, vi è un ribaltamento dei ruoli: il supereroe mascherato non è il miliardario, bensì il suo impiegato! Soprattutto, “l’attore” non è un signor nessuno: parliamo di Adam West, colui che ha interpretato il personaggio di Batman nella famosa serie televisiva andata in onda negli anni Sessanta (e nel coevo film). Per quanto riguarda il nome e il costume invece, il riferimento è a un altro noto supereroe: Superman.
Infine, anche l’antagonista è una squisita citazione del Cavaliere Oscuro: non a caso si chiama Dark Waiter (Il Cameriere Oscuro)!
Chicche interessanti che danno un valore aggiunto alla storia.

Super “poteri”, ma quali?

Supereroi
“Benvenuti nella mia umile dimora!”

 

Seppur creato da Archimede, non si può certo dire che l’armamentario di Maggiordoom e Segreturbo sia tra i più sofisticati. Maggiordoom, riprendendo fedelmente la trama, dispone di una macchina antiproiettile (dotata di ruota di scorta) e un anonimo aspiratore. Segreturbo, invece, sorveglia la città a bordo del suo razzo a forma di stilografica (un evidente rimando al suo lavoro) armato di una simpatica bombetta-boomerang e un semplicissimo tubetto di colla.
Naturalmente non ci si poteva aspettare un qualche potere “paranormale” alla Superpippo, ma di certo avrebbero potuto inventare qualche arma in più. Immaginate, ad esempio, se Maggiordoom avesse avuto a disposizione delle mine di prossimità a forma di vassoio (strumento comune tra i maggiordomi) o se Segreturbo avesse potuto sfidare il temibile Dark Waiter brandendo una penna stilo laser. E potremmo immaginare ancora molte altre superarmi in tema con le mansioni svolte da un maggiordomo che avrebbero potuto rendere più interessante la storia.

Ma cosa vuol dire essere super?

Diamo infine credito ai nostri simpatici impiegati. Lusky e Battista, seppur sottinteso all’interno della storia, decidono di entrare a far parte della schiera dei paladini di Paperopoli non per fama o per noia, bensì per puro e semplice altruismo. La fedeltà nei confronti dei propri principali è la dimostrazione di quanto essi siano individui dal cuore sincero.  Battersi contro il male non è una cosa da sottovalutare, anche se si sta parlando di fumetti: mettere a repentaglio la propria vita, portare subbuglio in un’esistenza standard, priva di pericoli, solo per aiutare il prossimo… beh, questo sì è che un superpotere!

 

E voi invece? Quali poteri o armi avreste aggiunto ai nostri amati supereroi? Fatecelo sapere!

Nicola de Martino Norante

Immagini © Disney – Panini

Nicola de Martino Norante

21 anni, studente presso L'Accademia di Belle Arti (FG), da sempre appassionato del mondo fumettistico e videoludico targato Disney. Grandissima passione per la scrittura, nei suoi articoli coesistono approfondimenti dettagliati ed opinioni personali.

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