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Se siete avvezzi al mondo di Topolino conoscerete le Giovani Marmotte, gruppo di scout esploratori di cui fanno orgogliosamente parte anche Qui, Quo e Qua. Non è raro vedere i tre fratelli alle prese con la fonte di sapere per eccellenza: il Manuale con le sue pagine di nozioni, regole e consigli su cui ogni Giovane Marmotta che si rispetti fa affidamento.
Ispirati dalla nostalgia, ve ne abbiamo parlato qui. A distanza di qualche tempo, però, è doveroso tornare a discuterne.

Il ritorno delle GM

Sin da Topolino 3360 Alex Bertani, direttore della testata, aveva annunciato in pompa magna qualcosa di molto interessante, affermando:

La storia delle pubblicazioni Disney è ricca di collane e volumi quasi leggendari. Una di quelle rimaste più scolpite nel nostro immaginario è probabilmente “Il Manuale delle Giovani Marmotte”.

Si tratta di un volume davvero leggendario, storico ed emblematico. La generazione di bambini e neo-adolescenti degli anni Settanta ha avuto la fortuna di poter comperare la prima edizione di quel manuale fantastico: nel 1969 uscì il primo numero della serie, a cui avevano lavorato Elisa Penna, Mario Gentilini e anche Giovan Battista Carpi.
Il successo dell’opera fu enorme, in quanto qualcosa che fino ad allora era esistito solamente nei fumetti era divenuto vera e tangibile realtà. Era uno strumento di divertimento, di fantasia, ma anche didattico, in quanto i consigli e le dritte comportamentali erano molteplici nel corso delle pagine. Insomma, era una vera e propria mini-enciclopedia da cui trarre insegnamenti e conoscenza, in un’era in cui Internet e Wikipedia ancora non esistevano. Tanto fu il successo che la Mondadori diede alle stampe anche vari altri manuali tra cui quello del genio Archimede Pitagorico, di cui abbiamo parlato qui.

Altre edizioni del Manuale delle GM furono stampate nel corso degli anni Settanta, Ottanta e Novanta ed erano dedicate a diversi temi. Ad esempio fu realizzato un manuale dedicato al mare e alle relative attività, o tra gli altri uno avente come tema centrale lo sport, il tutto sempre e comunque con un occhio di riguardo per la natura e il rispetto verso di essa.

Il magazine delle Giovani Marmotte

Come spesso accade ai grandi personaggi e alle storie meritevoli, la fama di questo gruppo fu tale che, negli anni ’90, nelle edicole trovò posto un vero e proprio magazine a loro tutto dedicato. Mensilmente, infatti, si poteva trovare in edicola GM – Giovani Marmotteche fu pubblicato fra il febbraio del 1995 e il marzo del 2000.

Giovani Marmotte

Sei anni di uscite, per un totale di 62 numeri dedicati all’universo degli esploratori più famosi della banda Disney. I volumi si articolavano in storie a fumetti inedite e non, i cui protagonisti erano i nostri paperotti e vari altri membri delle Marmotte, fra cui l’immancabile Gran Mogol. Lo sfondo narrativo era il mondo del campeggio, delle esplorazioni nella natura e delle sue curiosità.
Fra i vari racconti erano presenti delle rubriche esplicative in cui si proponevano tematiche tipicamente “da Manuale”: come far crescere alcune piante, come costruire semplici utensili adatti alle escursioni, consigli su come rapportarsi alle varie situazioni all’aria aperta, curiosità su flora e fauna. Tanti elementi educativi sempre proposti in chiave spensierata, un classico della linea editoriale Disney.

GM vs Internet

Ma un manuale come quello delle Giovani Marmotte può avere ancora oggi, nell’era di internet, un suo spazio o ruolo?

Questa è la domanda che si pone Bertani sul già citato editoriale del Topo 3360. La carta può battere il digitale ora che non serve sfogliare pagine su pagine ma basta un immediato click?
La mia risposta, ma anche la sua, è: sì e no. Un manuale cartaceo può servire per connettersi con il mondo reale, fatto di persone, foglie, aria ed esperienze tangibili. Pertanto sin dall’annuncio il mio animo di collezionista è stato fomentato da questo ritorno del celebre Manuale. La settimana seguente altri indizi sono stati rilasciati: il Manuale sarebbe stato un ibrido fra storie a fumetti, edite e in parte inedite, e rubriche da esploratori DOC. Inoltre sarebbe stata una collana, per un totale di quattro uscite mensili al momento. 

Rullo di tamburi: in allegato col numero 3362 ecco servito il Manuale delle Giovani Marmotte, prima uscita.

Giovani Marmotte

In copertina un magnifico disegno di Francesco D’Ippolito, disegnatore tra l’altro della miniserie che proprio sul numero 3362 ha preso il via, Le GM in: Operazione Alaska.
Una novità che risalta all’occhio è la presenza di un computer connesso a un modem wi-fi, a sua volta collegato ad uno zainetto. Questo oggetto, come afferma D’Ippolito in una intervista rilasciata sulle pagine del Topo, è uno zaino tecnologico ed ergonomico riempito di svariati gadget, equipaggiamento adatto a una Giovane Marmotta moderna. Con mani emozionate, apro il volumetto, desideroso di scoprire cosa avrei imparato dall’edizione moderna.

Dentro il “Manuale”

All’interno, quattro storie edite e quattro inedite: grandi scrittori e grandi matite, tra cui spiccano Carl Barks e Andrea Freccero, ricordi di storie già lette, altre tutte da scoprire.
Bello, sì, ma del Manuale ha ben poco.
Sono all’incirca una ventina le pagine lasciate alla conoscenza e alla diffusione della cultura: un po’ poco, per fregiarsi del nome “Manuale delle Giovani Marmotte”. Si parla di escursionismo, di animali in letargo, di trekking e di must have per dedicarvisi al meglio, elementi certamente interessanti, ma scarni per soddisfare il mio appetito.
Questa serie assomiglia più al magazine degli anni Novanta, e certamente ciò la rende un revival di valore, ma la testata meriterebbe un nome differente, a mio parere. 

Tutto sommato è un volumetto carino, che merita di essere acquistato per il piacere di leggere qualche storia che farebbe felice qualsiasi fan delle Giovani Marmotte.
Forse sono io il vecchio nostalgico, però di Manuale ce n’è uno solo…

Giovani Marmotte

 

Anto Rabbia

Immagini © Panini- Disney

Anto

Vive per scrivere, e vorrebbe scrivere per vivere. Nel dubbio, intanto che sporca fogli con l'inchiostro, frequenta Lettere Moderne, giusto per rimanere in tema. Paperino è il suo spirito guida, il mondo il suo habitat naturale.

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