Indiana Pipps Stella Verde
La copertina del Topolino n° 2069
pagina iniziale Indiana Pipps
La prima tavola

Un piccolo gioiello di Bruno Sarda

Ogni nostalgico lettore di Topolino adora Indiana Pipps, l’intrepido avventuriero nonché archeologo modellato sulle fattezze di Indiana Jones e ideato dall’autore italiano Bruno Sarda.
Sicuramente moltissimi di voi avranno letto il famoso racconto del 1988 intitolato Topolino & Pippo in: I predatori del tempio perduto, in cui Indiana appare per la prima volta. Molti meno però saranno a conoscenza di quella che forse è la miglior storia in cui (ad oggi) sia apparso questo strampalato, ma affascinante, cugino di Pippo, ovvero Indiana Pipps all’inseguimento della stella verde (numero 2069 del 1995 di Topolino), il cui titolo riprende chiaramente All’inseguimento della pietra verde, film di Robert Zemeckis del 1984.

Il vero amore di Indiana Pipps

La particolarità di questa storia è la comparsa di un nuovo personaggio, Giada, una ragazza carismatica, attraente e d’impatto, come mai si ripeterà nelle sue apparizioni future (rimaste poche forse proprio per questo motivo).
I lettori più giovani sono infatti abituati a pensare che Indiana Pipps abbia solamente due amori: la Gippippa, l’indistruttibile fuoristrada che lo accompagna in ogni missione, e le Negritas, liquirizie immangiabili per tutti tranne che per lui (e che desideriamo assaggiare dalla prima volta che le abbiamo viste).

Negritas Indiana Pipps
Le Negritas e la Gippippa

 

In realtà Indiana Pipps, proprio come l’avventuriero creato da George Lucas, finisce spesso per legarsi sentimentalmente a qualche personaggio femminile.
La prima fu Clarabella, che non ricambiò il suo amore, poi fu il turno di Lara Sol, della quale si invaghisce.

Giada 2 Indiana Pipps
Il bacio della fata Giada

 

In questo racconto fa però la sua comparsa quella che, nel nostro ideale di lettori, rimarrà il suo più grande amore, Giada.
L’evoluzione di questo personaggio è spettacolare, sia dal punto di vista della personalità che dell’estetica. La ragazza infatti, da semplice e timida restauratrice, si trasforma in un’intraprendente e bella avventuriera. Sarà persino in grado di ammaliare Indiana Pipps al punto da chiederle di sposarlo.
Tu sei una fata” le dice l’esploratore la prima volta che la incontra. La definisce “la sua fata” anche nelle battute finali poco prima di scoprire che… (attenzione spoiler!)

sgherro Indiana Pipps
Lo sgherro

 

…lo è per davvero, e che la Stella Verde non era altro che la punta della sua bacchetta magica.

Insomma… Love is magic!, e Topolino ci ha spesso aiutato a apprezzare questo tipo di sentimentalismo

La ricerca della Stella Verde

Ma adesso facciamo un ripasso sulle origini di questo personaggio.
In un piccolo paesino della Francia vive una ragazza di nome Giada, un’antiquaria la cui famiglia custodisce una rara gemma nota come Stella Verde.
La sua vita trascorre tranquillamente, sino al giorno in cui Paco Ordoñez, un collezionista senza scrupoli, nota la pietra nel negozio. Ne viene attratto a tal punto da costringere la ragazza a vendergliela con la forza.

Nel tentativo di riottenere la pietra, Giada parte per il Venezuela, dove si trova la villa di Ordoñez, ma il suo piano fallisce. Inseguita dai suoi scagnozzi viene soccorsa proprio da Indiana Pipps, che decide di aiutarla nell’impresa. Anche lui infatti era sulle tracce del perfido collezionista, che lo aveva derubato di alcuni reperti.

il cattivo Indiana Pipps
Il primo incontro tra Indiana e Ordoñez

 

(Attenzione Spoiler!)
Seguendo vari indizi, attraverso un lungo viaggio nella giungla in compagnia della fedele Gippippa, i due trovano rifugio in un villaggio di indigeni. Dopo essere sopravvissuti a un agguato raggiungono la villa, e il pippide riesce a intrufolarsi all’interno con un travestimento.
Scoperto a frugare tra i reperti, Indiana Pipps è però costretto a una rocambolesca fuga, nella quale la Stella Verde viene divorata da un caimano.
In compagnia della ragazza, il pippide riparte alla ricerca della pietra, sempre attraverso la giungla, fino all’apice della storia. Con il recupero della gemma dall’animale, Giada può mostrare tutta la sua forza ai tirapiedi di Ordoñez. Grazie alla magia, che fino a quel momento non aveva potuto usare, li neutralizza, potendo finalmente tornare alla sua vita di sempre.

I tesori di Ordoñez (La villa) Indiana Pipps
I tesori di Ordoñez (La villa)

Due maestri all’opera

La bellezza di quest’opera tutta italiana va certamente attribuita all’ottimo connubio tra i due autori, Bruno Sarda, che si è occupato della sceneggiatura, e Roberto Vian, per i disegni. Si tratta senza dubbio di un racconto studiato a fondo, fatto per catturare gli animi e l’interesse, grazie a un pregevole mix di avventura, mistero e romanticismo (proprio come nei classici film di Indiana Jones).
La sceneggiatura è meravigliosa, dalle ambientazioni stuzzicanti ai personaggi quasi reali: la materialistica malvagità di Ordoñez e dei suoi scagnozzi li rende realmente partecipi della storia, soprattutto a confronto con la genuina bontà (e ingenuità) della protagonista.
Tutto questo pone le basi per un piccolo gioiello, arricchito ulteriormente dalle magnifiche vignette di Roberto Vian.
Ricordiamo questo disegnatore principalmente per illustrazioni dal forte impatto psicologico ed espressivo, dominate da una gestualità molto curata e quasi cupa (con tratti a volte molto pesanti).
Anche in
questa storia riprende parte del suo stile: i personaggi sono di classe e dettagliati, l’ambientazione è ricca di vegetazione e di arredi, e la colorazione aiuta a rendere il tutto migliore. Un livello artistico decisamente apprezzabile, che possiamo trovare anche in alcuni dei lavori più recenti di Vian, come Minni e le tecnologie sfreccianti del numero 2970, della serie Victorian Ladies.
Tra l’altro proprio in questi giorni è uscito in edicola Danger Dome, l’ultimissimo capitolo della saga di PK col debutto pikappico alle matite proprio di Roberto Vian, ma ne parleremo a breve…

Dovete leggerlo!

Cercate questo Topolino in solaio, sotto il letto, in cantina… ovunque, ma andate a leggere questa storia se non l’avete ancora fatto.

Amore Impossibile Indiana Pipps
Il finale

 

Il motivo è semplice, ed è ciò che ha reso indimenticabile la maggior parte delle storie Disney, ovvero un pizzico di magia e un lieto fine. A parte la magistrale narrazione, il cui unico difetto è un finale rapido, quasi aperto (che ti fa desiderare di leggere subito un sequel che non c’è realmente stato), questa storia merita di essere sfogliata per gli ottimi colpi di scena e per il livello dei personaggi coinvolti, entrambi degni di un vero film d’azione.
Il tutto senza la presenza dell’acerrimo nemico di Indiana Pipps, il dottor Kranz, altro personaggio creato da Bruno Sarda e che a malincuore trovo insopportabile per la maggior parte delle storie più recenti.
Dopo anni, ricordo ancora questa favola con gioia, copertina compresa, e sono certo che lo stesso varrà anche per voi.

Dario Pezzotti, Mattia Comincini

Copyright: © Disney, R. Vian, B. Sarda

Fonti: Inducks

Dario Pezzotti & Mattia Comincini

Dario maltratta i Topolino sin dalla tenera età; adora i fumetti e i manga, scrivere, leggere, e tifa per la banda dei paperi (Paperoga in primis); non sa ancora come contenere tutta la sua immaginazione. Mattia, da bravo ingegnere, costruisce grattacieli con Topolino da prima di saper leggere; adora le serie TV, i fantasy, e preferisce Mickey a Donald; è la mente razionale del team. Insieme conquisteranno il mondo!