A partire da La sirenetta (The Little Mermaid,1989), che diede vita al cosiddetto “Rinascimento Disney”, la filmografia Disney sul finire degli anni ’80 e tutti i ’90 è costellata da film ancora oggi molto amati, ricordati con affetto sia da chi li vide allora “in diretta”, sia da chi, più giovane, li ha recuperati in anni più recenti. Molti di questi appartengono al cosiddetto Canone dei Classici. Altri, invece, come Chi ha incastrato Roger Rabbit? (Who Framed Roger Rabbit?, 1988), Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta (Duck Tales: The Movie – Tresaure of the Lost Lamp, 1990) o In viaggio con Pippo (A Goofy Movie, 1995), pur rientrando sicuramente fra i lungometraggi disneyani dell’epoca che il pubblico ricorda con più affetto, esulano da questo Canone. Tuttavia, il caso del film di Pippo si discosta in parte da quello degli altri due film citati: in che modo? Vediamo di fare un po’ di chiarezza, ripercorrendo brevemente il percorso che ha portato alla sua realizzazione.

Disney in Francia

Il percome e il perché in Italia non si sia mai arrivati a produrre Animazione Disney è argomento assai dibattuto. Fatto sta che questo è sempre stato il sogno nel cassetto di Romano Scarpa, che infatti realizzò anche un’animazione di prova, della durata di pochi minuti, per la serie animata Duck Tales – Avventure di paperi (1987-1990). Probabilmente, per quanto artisticamente superiore, l’assetto produttivo italiano sarebbe stato troppo dispendioso in termini economici.

In Francia, altresì, esisteva uno studio d’animazione già ben avviato che faceva capo alla coppia di fratelli gemelli Paul e Gaëtan Brizzi: la Brizzi Films. I due fratelli si erano già cimentati con un mostro sacro come Asterix, dirigendo il lungometraggio animato Asterix contro Cesare (Astérix et la surprise de César, 1985), e con un altro personaggio molto amato in Francia come Babar, realizzando l’omonima serie animata (Babar, 1989) e l’omonimo film (Babar: The Movie, 1989). Inoltre, non va dimenticato che (specialmente dopo l’apertura di Euro Disney – l’odierna Disneyland Paris) la Disney Francese – a livello editoriale – già esercitava una sorta di controllo sulle altre succursali del continente.

Insomma, quando si pensò di subappaltare a uno studio europeo parte del lavoro dell’animazione disneyana, probabilmente quella di individuare tale studio in terra francese, dev’essere parsa una scelta quasi naturale.

Disney Television

Seguì dunque un periodo di rodaggio in cui lo studio (con il nome di Movietoons Studios) fornì il proprio apporto a produzioni della Disney Television Animation: tra queste, oltre al già citato Duck Tales, possono essere annoverati TaleSpin (1990) ed Ecco Pippo! (Goof Troop, 1992-1993). Infine, si decise di affidare a questo studio proprio la produzione del “film di Duck Tales”.

Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta in viaggio con Pippo
Una scena da Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta (Duck Tales: The Movie – Treasure of the Lost Lamp)

 

Nonostante sia oggi, almeno qui in Italia, molto amato, ed effettivamente si trattasse di un ottimo prodotto, Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta non soddisfece pienamente le aspettative della dirigenza. Si impose dunque l’esigenza di rivedere l’assetto creativo del film di Ecco Pippo!, già in produzione.

Il film di Pippo

Come già spiegato in un nostro video, il Pippo di Ecco Pippo! non era esattamente il classico Pippo, ma più un alter ego, discendente dell’antico George Geef. Si decise dunque di recidere quasi del tutto il legame con la serie, rendendo il Pippo protagonista di In viaggio con Pippo il classico Pippo, lo standard character, per così dire: conseguentemente a questa scelta si decise anche di non intitolare il nuovo film Goof Troop: The Movie, come nel caso di Duck Tales, ma A Goofy Movie: ovvero Un film di Pippo, proprio come a sottolineare la genuinità del personaggio che nel film avrebbe agito.

George Geef in viaggio con Pippo
L’alter ego di Pippo George Geef

 

E proprio allo scopo di garantirne il più possibile la genuinità, i legami fra i Walt Disney Animation Studios (lo studio ammiraglio dell’animazione Disney, quello che in quegli anni stava realizzando i Classici del Rinascimento) e lo studio dei fratelli Brizzi si intensificarono. Da questa collaborazione uscirono un Pippo eccellentemente animato e un grandissimo film, che sfiora il capolavoro. Si vocifera addirittura che i Walt Disney Animation Studios vollero fare una sorta di “regalo” allo studio francese, animando una scena presente nel film: non si sa di preciso quale sia, ma si suppone possa essere quella in cui Pietro e Pippo parlano immersi nella piscina dell’hotel, che raggiunge vette molto alte.

Proprio l’ottimo lavoro svolto sul “film di Pippo” convinse la dirigenza dell’epoca a promuovere lo studio dei fratelli Brizzi, e renderlo pochi mesi dopo una succursale dei Walt Disney Animation Studios. Così, a partire da Il gobbo di Notre Dame (The Hunchback of Notre Dame, 1996, ambientato guarda caso proprio in Francia), e per tutto il resto del Rinascimento Disney, il contributo di questo studio nella realizzazione dei Classici, sarà consistente e importante.

Il Classico mancato

Per rispondere quindi alla domanda iniziale posta dall’articolo: In viaggio con Pippo è o non è un Classico? No, tecnicamente In Viaggio con Pippo non è un Classico, ma per un soffio. Poiché, al momento della produzione del film, lo studio dei Brizzi non era ancora una succursale dei Walt Disney Animation Studios, e poiché vengono considerati “Classici” solo i film prodotti da questo studio, non rientra nella lista: pochi altri mesi, e ci sarebbe rientrato. E purtroppo non ci rientrò nemmeno quando la lista venne rivista per far posto a Dinosauri (Dinosaur, 2000).

Tuttavia, come gusto, perizia, spirito, si può dire che A Goofy Movie sia un Classico a tutti gli effetti. Inoltre, siamo sicuri che nell’affetto e nel ricordo dei nostri lettori, questo film occupi un posto non dissimile da quello degli altri capolavori prodotti dalla Disney dell’epoca. E un tale discorso, a quanto pare, vale non solo per i nostri lettori, ma anche per altri animatori disneyani. Infatti, quando la Disney Television (poi Toon Studios), mise mano ad un sequel direct-to-video di In viaggio con Pippo (una pratica che riguardò anche i Classici, i cui sequel vennero chiamati cheapquels) e uscì Estremamente Pippo (An Extremely Goofy Movie, 2000), gli venne applicata nei titoli di coda la stessa dicitura normalmente riservata ai Classici:

Un ringraziamento agli animatori del film originale senza la cui arte questo film non sarebbe mai stato possibile.

Estremamente Pippo in viaggio con Pippo
Una scena da “Estremamente Pippo” (“An Extremely Goofy Movie”, 2000)

 

E sono sicuro che anche tutti noi Ventenni Paperoni, trasformati per l’occasione in Ventenni Pipp… ehm… Pippidi, desideriamo lanciare il nostro ringraziamento a coloro che resero possibile questo splendido film che ormai è un classico, pur non essendo un “Classico”!

Francesco, Antonio Grilli

Immagini ©Disney

Fonti:
https://www.fumettologica.it/2019/12/sirenetta-disney-film/
http://www.ilsollazzo.com/c/disney/scheda/AGoofyMovie
http://www.ilsollazzo.com/forum/viewtopic.php?f=30&t=435
http://www.romanoscarpa.net/articoli/dibattito-con-romano-scarpa-e-giovan-battista-carpi/
Piume Animate

Francesco Grilli

Francesco, Antonio Grilli nasce a Fondi (LT) il 20 agosto del 1993. Si laurea in Studi Umanistici - Curriculum Lettere Moderne, presso l'Università degli Studi di Siena. Attualmente è iscritto al corso di Laurea Magistrale in Editoria e Scrittura presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Contestualmente, frequenta un corso di Scrittura Creativa presso l'Accademia "Professione Artista". Di recente, ha figurato tra i finalisti del Coffi Cortoglobo Film Festival di Vietri sul Mare, in qualità di co-regista e co-sceneggiatore del cortometraggio "Gli ultimi 6 minuti". È parte della redazione di "Ventenni Paperoni" e "Cultura in rete".