Sguardo malandrino, dito sospetto a mezz’aria, stupore degli increduli astanti. E una frase che, estranea al contesto in cui nasce, sembra tradire la più torbida confessione. È una delle vignette più celebri del nostro #giovedìpiselloni, e oggi scopriamo cosa si cela dietro la sua subdola apparenza.

Paperina

Di cosa starà mai parlando Paperino? Ovviamente non di ciò che tutti abbiamo sempre pensato.
Ma andiamo con ordine e partiamo dal contesto.

Febbraio 1987, Topolino numero 1630. L’albo si apre con una storia scritta da Carlo Panaro e disegnata, con il suo inconfondibile tratto, da Romano Scarpa: Il diario di Paperina: le telericette.
La volontà di scrivere storie in cui Paperina racconta attraverso la forma del diario le sue vicissitudini non ha risparmiato nessuno neppure tra i grandi autori (neanche Carl Barks ne fu immune). Attraverso le celeberrime didascalie in corsivo, la papera narra in prima persona avventure più o meno quotidiane con i comprimari più vari. In questo caso il motore dell’azione è un vecchio ziastro di nostra conoscenza, che apre la storia con una visita inaspettata:

Paperina

“La cara Paperina” è al centro dei pensieri di Paperone per un lucroso investimento televisivo: come una sorta di Antonella Clerici ante litteram, viene scelta (in virtù di una comoda retribuzione dichiaratamente assente) per condurre un programma di cucina sulle reti del vecchio cilindro.

Paperina

E dopo un’iniziale titubanza, Paperina accetta. Intuizione fortunata: in breve la nostra eroina diverrà una star del piccolo schermo e una celebrità sulla bocca di tutte le cuoche di Paperopoli.

L’odissea di un papero

Ma l’imprevisto è dietro l’angolo. Un giorno come gli altri, allo studio televisivo è tutto pronto per una nuova puntata (un po’ come quando è approntato il nostro set di Ventenni Peperoni). All’improvviso, però, l’ormai esperta conduttrice si rende conto di aver dimenticato a casa qualcosa di fondamentale: il foglio con la ricetta. Come si può girare (rigorosamente in diretta) senza?
Disperata, Paperina si appiglia alla risorsa più prossima e immediata: Paperino. 

Paperina

Destato dal suo giusto sonno, il nostro eroe corre in soccorso dell’amata ma sul suo cammino, come nel più prevedibile degli scenari, si prospetta una lunga serie di ostacoli. Poliziotti, vecchiette impertinenti, camion, equivoci. Paperino resiste a tutto, con la ricetta ben salda tra le mani, finché succede l’irreparabile: in una sorta di rissa con un camionista minaccioso, il nostro povero papero finisce in una pozzanghera, e la ricetta, drammaticamente, si bagna.

Paperina

Eccovi risolto il mistero: ormai avete capito che l’umido oggetto del contenzioso è proprio la ricetta.
Ma per dovere di cronaca chiudiamo brevemente la vicenda: la puntata culinaria è un disastro, e Paperina viene minacciata e oltraggiata da un’invereconda marmaglia di cuciniere inviperite.
Si scopre che la colpa è di Paperino, che ha riscritto completamente a caso la ricetta divenuta illeggibile, ma la verità salta fuori solo quando la faccenda assume pieghe inaspettate. Al netto dell’ira popolare, infatti, il direttore di una fabbrica di insetticidi di Paperone scopre che l’orrido intingolo è un perfetto repellente per zanzare, garantendo al vecchio arpagone l’ennesima fonte di introiti.
Quel furbone di Paperino pretende la sua parte, e di fronte allo scherno dello Zione, gli sfugge l’incauta confessione:

Paperina

Ed ecco la celeberrima vignetta!
Inutile dire che per Paperino non finisce affatto bene: braccato dalla fidanzata per averle distrutto la carriera televisiva e dalla legge per aver infranto numerose norme durante la sua odissea, il fuggiasco non vede affatto ripagato il suo sforzo di buona volontà.

Cosa rimane in fin dei conti? Una storia che non ci sentiamo di definire bella, tutt’altro. Ma che ci ha regalato una vignetta indimenticabile. Se è vero che il Giovedì è negli occhi di chi guarda, stavolta possiamo supporre che con un pizzico di ironia Paperino ci abbia guardato lui, dalle pagine del Topo, sapendo di regalarci, con quello sguardo sornione e quell’indice ficcante, un istante di pura goliardia dal tempismo perfetto.

Stefano Buzzotta

Immagini © Disney

Stefano Buzzotta

Ama leggere storie, scrivere storie, raccontare storie. Per forza di cose si è quindi laureato in Storia. Appassionato di così tante cose che non sa fare nulla, a meno che non lo mettiate alla prova.
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