Sandopaper e la perla di labuan

Qualche volta la fortuna sorride anche a me. Questa volta mi ha fatto un sorriso davvero smagliante, sotto forma di un gentile cliente, che mi ha regalato uno scatolone pieno di Topolini degli anni ’70.

O gaudio, o gioia e tripudio! Ho portato a casa il mio bottino piangente e l’ho aperto con trepidazione. Eccoli lì, volumetti ben conservati, profumati di ‘vecchio fumetto’, la carta giallognola per il tempo. Ne ho preso con riverenza uno e ho cominciato a gustarmelo. Già la copertina era un tuffo nel tempo, perché quel Topo io l’avevo già posseduto un tempo, appena uscito in edicola. Era il 1976 e la prima storia contenuta era Sandopaper e la perla di Labuan.

Sandopaper
La copertina del numero 1096, contenente la prima parte della storia

 

Il tuffo nel passato è stato immediato, poche cose come un vecchio Topolino mi provocano un’immediata regressione temporale. In un attimo mi è tornato alla memoria tutto quel periodo e un pochino mi sono emozionata.

1976.

A gennaio in televisione c’era Sandokan, uno sceneggiato televisivo che ebbe un successo clamoroso. Dovete ricordare che al tempo non c’era poi così tanta scelta sui programmi: avevamo RAI 1 (detto comunemente il Primo) e RAI2 (cioè il Secondo). Poi c’era la famigerata Quinta Banda, una frequenza che si prendeva con un’antenna diversa e consentiva, a chi la possedeva, di vedere i programmi della TV svizzera e di Capodistria.

Fine dei giochi: niente TV private (sarebbero arrivate in seguito), solo un televisore per famiglia e tendenzialmente ancora in bianco e nero. Forse perché questi programmi erano l’unica alternativa, la qualità era assolutamente più che discreta: ricordo sceneggiati (il vecchio nome delle miniserie TV) davvero notevoli: da Il segno del Comando a Belfagor (che mi sono sognata di notte per anni, ma quanto mi piacevano!), per passare a La Freccia Nera, Michele Strogoff e appunto il fenomeno Sandokan. Ed ecco che ogni lunedì sera, dopo Carosello, ero inchiodata alla sedia a seguire le avventure dell’affascinante pirata malese.

Da Sandokan a Sandopaper
Un intenso primo piano di Kabir Bedi

Per Kabir Bedi presi una cotta gigantesca. Forse la prima della mia vita. Quegli occhi verdi magnetici, truccati con il kajal nero, entrarono nel mio cuore di bambina.

Da quel momento furono scimitarre di plastica e bandane sui capelli come se piovesse. Un periodo di follia collettiva, che travolse letteralmente ogni aspetto del merchandising e della pubblicità, che si trovò a cavalcare letteralmente la tigre (della Malesia). Kabir Bedi era l’idolo di ogni bambino e il sogno erotico di ogni donna, la sua faccia si vedeva su praticamente ogni prodotto in vendita. Anche Topolino dedicò alcune pagine a una sua intervista, nella rubrica I grandi amici di Topolino, con la possibilità di farsi mandare una sua foto autografata con l’invio di un piccolo contributo economico. Manco a dirlo, corsi a inviare la richiesta e dopo un paio di mesi mi arrivò l’agognatissima foto, ora dispersa nei meandri del tempo. 

Sandokan Sandopaper

Sandokan Sandopaper

Poi c’era la colonna sonora. La sigla, cantata dagli Oliver Onions, rimase prima in classifica a lungo, davanti a canzoni del calibro di Ancora tu di Battisti e SOS degli Abba.

Sandopaper

Chi si ricorda la mitica Hit Parade di Lelio Luttazzi?

Andava in onda il sabato ed eravamo tutti pronti con un registratore a cassette e un microfono per registrare le canzoni senza comprare il disco. E in casa doveva vigere il silenzio più assoluto, perché squilli del telefono, abbai del cane o urla materne valevano l’immediato annullamento del procedimento, da rifarsi dunque la settimana successiva. Tempi duri, ahimé, che fanno apprezzare la musica in streaming.

Veniamo dunque alla nostra storia su Topolino: Sandopaper  e la Perla di Labuan uscì alla fine del 1976.

Disegnata da Giovan Battista Carpi su soggetto di Michele Gazzarri, è una sorta di commedia degli equivoci.

Sandopaper (Paperino) si innamora della loquacissima Paperanna (Paperina), nipote di Lord Paperonk (Paperone) e soprannominata ‘La Perla di Labuan’. Decide quindi di rapirla. Lord Paperonk possiede anche la perla di Labuan, una gigantesca perla di valore immenso concupita dai Bassothugs. Da qui, una serie di gags basate sulla confusione tra la papera e la perla.

Da Sandokan a Sandopaper
Sandopaper si dispera per aver ricevuto una perla gigante al posto della sua innamorata

 

Yanez è interpretato dal corvo antropomorfo, tanto simile al famoso Javert nel celeberrimo Mistero dei candelabri. Fumatore incallito come l’originale, il nostro Yanez si fa gabbare ogni volta da Sandopaper, che gli offre sigari esplosivi.

Da Sandokan a Sandopaper
Sandopaper burla il povero Yanez

Una trama assolutamente impensabile ai nostri  giorni, tra tabacco, cannoni e scimitarre.

Pensandoci bene, i fumetti e i libri della nostra infanzia erano tutti infarciti di violenza, armi, cattiverie di ogni genere. Alcuni dei più famosi libri di formazione per ragazzi contengono miserie e violenze inenarrabili: eppure siamo ancora qui, abbastanza sani di mente. Ma con gli anni i contenuti dedicati ai bambini sono cambiati, così come le forme di comunicazione. Alcuni temi, come la violenza o la povertà estrema, non compaiono più sulle pagine di Topolino.

Penso che storie come questa oggi non potrebbero vedere la luce o, comunque, dovremmo immaginare per esse un adattamento diverso. Ma queste perle ci hanno fatto innamorare di Topolino, che leggevamo con occhi pieni di stupore e meraviglia, immaginando un mondo un po’ diverso da quello reale, più divertente e più avventuroso. E ancora oggi queste storie, a distanza di anni, ci permettono di fare un tuffo nel passato per assaporare di nuovo, seppur brevemente, le emozioni che abbiamo vissuto da bambini.

Sabrina Ghini

Immagini © Disney, RAI

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