È un personaggio che compare di rado, ma quando lo fa è capace di rubare la scena come pochi altri. È Gancio il Dritto, e oggi scopriamo cinque curiosità sul suo conto. Se leggere vi annoia, potete guardare comodamente il video che ho realizzato settimana scorsa. Eccolo qui:

1 Gancio non è un corvo

Il nostro drittone, nonostante in alcune storie dei primordi venga chiamato letteralmente “Gancio Corvo”, è in realtà un merlo indiano, o gracula religiosa. Uccello noto per l’abilità di imitare la voce umana e ripetere intere frasi, Gancio rispetta tale caratteristica esasperandola: è un chiacchierone senza peli sulla lingua. Per vedere chiaramente la differenza anche fisionomica tra merli e corvi, basta leggere l’ultima storia in cui il personaggio è comparso, Topolino e il settimo corvo. Lungo la vicenda, Gancio e Bruto si travestono proprio da corvi, esplicitando una volta di più di appartenere a un specie differente.

2 Gancio entra in scena come…acquisto

È un esordio sicuramente sui generis. Tavola domenicale del 30 ottobre 1949: Pippo entra in un negozio e con i suoi ultimi risparmi, un dollaro e settantanove, decide di comprarsi un animale da compagnia. Incredibile ma vero, compare così per la prima volta il buon Gancio, che è a tutti gli effetti un animale. Già parla (e non poco), a breve inizierà a indossare vestiti, a stare a tavola, fumare e svolgere tutte le attività umane che siamo abituati a veder compiere ai nostri funny animals. Ma come prima apparizione è sicuramente una delle più bizzarre della banda Disney.

gancio il dritto

3 Gancio in giro per il mondo ha dei nomi assurdi

Ellsworth. Così chiamano il loro merlo Bill Walsh e Manuel Gonzales, i suoi creatori. Poi scatta qualcosa nella testa dei traduttori, e la fantasia raggiunge vette inarrivabili in ogni angolo del pianeta. Da noi, la prima storia tradotta è del 1951. LE SCALTRE IMPRESE DI GANCIO IL DRITTO. Perdonate il maiuscolo, ma in casi come questo è necessario. Un nome splendido, figlio forse di Guido Martina, traduttore principe del topo dei tempi. Nome in qualche modo copiato dai cugini spagnoli, con piccola variante locale: Gancho. Possiamo dargli dei copioni? Considerata la distanza temporale tra le due traduzioni, direi di sì. Un po’ di sforzo fanno gli ispanofoni non Europei, nella fattispecie i colombiani, che lo battezzano Amadeo. Variante portoghesizzata dai vicini brasiliani (e successivamente dai portoghesi stessi) in Amadeu.

gancio il dritto

Ma è uscendo dal seminato latino che le sorprese aumentano. L’estremo nord Europa contempla varianti spassose del nome del nostro merlo. C’è la versione islandese, Erling, quella norvegese, Kra, i danesi chiamano Gancio Engelbrecht, i finlandesi Kuru Korrpi, gli svedesi Korpus. Ma dulcis in fundo, Gancio in Olanda si chiama Leo de Beo e in Germania Maxi Smart. Tutta questa inventiva è francamente inspiegabile. Sapete come si chiama Topolino rispettivamente in danese, islandese, norvegese, olandese, portoghese, tedesco? Mickey Mouse, Mikki Mús, Mikke Mus, Mickey Mouse, Mickey, Micky Maus. Ora capite?

Gancio il dritto

4 Gancio è laureato

Pico non sei nessuno. Gancio non solo si è cinto di alloro il capo, ma l’ha fatto anche con una discreta velocità. Nella tavola del due aprile 1950, mai proposta in versione italiana, un vigile urbano lo costringe infatti a diventare un merlo istruito. Per tutta risposta, il drittone completa in un giorno solo tutto il ciclo scolastico, e arriva alla sospirata (non per lui) laurea disquisendo con scienziati di atomi e affini.

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5 Gancio compare in storie italiane dai titoli incredibili

Eroe senza paura in decine di tavole e strisce americane (molte non hanno mai attraversato l’oceano), Gancio appare per la prima volta in una storia italiana nel 1962: Pippo e il ritorno DEL Gancio (Barosso – Chierchini), storia che inizia con Pippo che si fa la barba (perché sì):

gancio il dritto

Sarà poi Romano Scarpa (tra l’altro creatore del figlioccio di Gancio, Bruto) ad “adottare” il personaggio e calarlo in una serie di storie dalla struttura tipica delle strisce americane, adorate dal Maestro veneziano. La cosa più bella di queste storie dalla trama spesso surreale sono i titoli, veri manifesti programmatici del carattere strabordante del volatile. Tutto ha inizio nel febbraio 1964, quando esce QUEL DRITTONE DI GANCIO. Dopo tre mesi, GANCIO IL DRITTO ALLA RISCOSSA. Quell’estate, GANCIO IL DRITTO DÀ LEZIONI. Ad aprile 1965 è il momento di GANCIO, SEI GRANDE, e infine, nell’estate dello stesso anno, il titolo definitivo: GANCIO VINCE SEMPRE. Scandiamo di nuovo tutti insieme: GANCIO. VINCE. SEMPRE.

gancio il dritto
Che meraviglia

 

Quel drittone di Gancio è tornato di recente nella già citata Topolino e il settimo corvo, giallo dal sapore filologico e dal ritmo serratissimo, che personalmente ho trovato molto riuscita.
Speriamo di poter ammirare di nuovo a breve l’impavido merlo compiere le sue scaltre imprese. Nel frattempo ci permettiamo di sognare una raccolta di tutte le sue avventure, comprese quelle mai tradotte, di questi settantuno anni di gloria. Non dubitiamo nella buona riuscita dell’impresa.

Perché lui vince. SEMPRE.

Stefano Buzzotta

© immagini Disney

Stefano Buzzotta

Ama leggere storie, scrivere storie, raccontare storie. Per forza di cose si è quindi laureato in Storia. Appassionato di così tante cose che non sa fare nulla, a meno che non lo mettiate alla prova.