crisi d'amore paperino e paperina suicida

L’amore non è bello…

… se non è litigarello, recita un noto adagio. Siamo a febbraio, mese di San Valentino, mese dell’amore… e io vi propongo una carrellata di cortometraggi con le peggiori crisi d’amore tra Paperino e Paperina. 

Avete visto il mio video sul tema? Ve lo lascio qui, bello incorporato. 

Come? Non vi piacciono i video? Allora continuate a leggere!

So che siete in parecchi a detestare la fidanzata storica del nostro Donald Duck. In questo articolo troverete sia dei motivi per corroborare il vostro odio, sia degli spunti per empatizzare con lei.  

5) Don Donald (Ben Sharpsteen, 1937)

crisi d'amore paperino e donna duck

Cortometraggio un po’ particolare. In Don Paperino non abbiamo esattamente Paperina, ma una sorta di suo prototipo, un alter ego messicano: Donna Duck. Donna inizialmente è considerata una versione primitiva di Paperina, ma negli anni ’50 Al Taliaferro e Bob Karp, nelle loro strisce, le assegnano un’identità propria, innestando dunque una sorta di triangolo amoroso tra lei, Paperino e Paperina.

Tornando a Don Donald, in cosa consiste questa crisi di coppia? Donna Duck è praticamente la copia carbone di Paperino, a partire dai nomi (Donald – Donna) e addirittura i due hanno la voce identica, in quanto il loro doppiatore è lo stesso: il leggendario Clarence Nash.

Un’altra cosa che li accomuna è il caratterino abbastanza esplosivo. La frivolissima Donna Duck monta su tutte le furie a causa delle bizze dell’asinello di Paperino, che viene poi barattato in cambio di una macchina nuova fiammante. Le cose però non stanno proprio così, visto che quest’automobile è la 313, qui alla sua prima apparizione in assoluto e che ben presto mostra le sue “qualità” di macinino sempre scassato. Donna ovviamente se la prende e se ne va sdegnata su un monociclo, mentre l’asinello se la ride beffardamente.

In questo corto la 313 non ha ancora la sua iconica targa, che comparirà solo nelle successive strisce di Taliaferro e poi nelle storie di Carl Barks. Parlando di fumetti, Paperino e il segreto della 313, di Fabio Michelini e Massimo De Vita, rivela un retroscena fondamentale del corto, che insinua il dubbio che la storica automobile di Paperino sia dotata di una impercettibile scintilla di vita.

4) Cured Duck (Jack King, 1945)

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Un baldanzoso Paperino si sta recando a casa della sua ragazza mentre fuma un lauto sigaro (!!!). I due si guardano, si strofinano il becco… sarebbe anche un bel quadretto, se non fosse che il fumo del sigaro impone l’apertura della finestra. La semplice operazione risulta difficoltosa per il collerico papero, che ben presto esplode e deflagra mettendo a completo soqquadro il salotto di Paperina, in una scena veramente memorabile.

È proprio per questo che si genera la crisi di coppia che troviamo a questa posizione, in quanto Paperina molla il fidanzato e gli impone di cambiare carattere, dal momento che lei (a suo dire) non perde mai la pazienza. Paperino inizia dunque un percorso di formazione che lo porta a contenere la sua irascibilità, con metodi anche abbastanza discutibili, ma per la prima volta riesce finalmente a trovare la pace interiore.

Un cortometraggio del 1938, Self Control, sempre diretto da Jack King, aveva già indagato il rapporto tra Paperino e l’ira, ma lì la risata scaturiva dal fatto che alla fine Paperino si dimostrava incapace di controllarsi. Qui invece il regista ci mostra effettivamente un Paperino calmo e rilassato, un papero nuovo. In una breve gag, ha addirittura una voce sensuale e profonda, allegoria del suo cambiamento, nonché elemento che ricorrerà in tre cortometraggi del filone psicologico della serie Donald Duck, tutti diretti da King: Donald’s Double Trouble (1946), Donald’s Dilemma (1947) e Donald’s Dream Voice (1948). Questo è sintomo, forse, del fatto che sia più semplice raccontare una storia potente con una voce comprensibile, oltre che simbolo delle metamorfosi di Paperino più immediato da inscenare. 

Tornando a Cured Duck, in una scena speculare a quella iniziale, Paperino entra in casa di Paperina, apre la finestra senza troppi drammi e lei, finalmente, è felice e contenta. Si prepara per uscire, scende le scale e… Paperino non può fare a meno di ridere davanti al suo cappello. Paperina si rivela dunque per quello che è, ossia una perfetta controparte femminile del suo fidanzato, collerica almeno tanto quanto lui.

3) Donald’s Double Trouble (Jack King, 1946)

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A un anno da Cured Duck, Jack King torna a occuparsi del filone più intimo e psicologico della serie di Paperino, e ancora una volta innesca un conflitto tra i due piccioncini. 

Stavolta la crisi ci appare subito chiara: Paperina in questo corto è posta sotto una luce negativa fin dalle prime inquadrature. La vediamo scagliarsi contro il fidanzato a causa del brutto carattere e addirittura della voce starnazzante, difetto a cui chiaramente non può ovviare. 

Il cortometraggio entra nel vivo quando Paperino incontra un suo perfetto doppelganger, un sosia identico a lui nell’aspetto, ma opposto per modi e timbro vocale. Paperino lo assolda per provare a riconquistare Paperina, ma se ne pente quando vede che il dandy approfitta della situazione per pomiciare con Daisy. 

Il corto offre una marea di spunti comici veramente validi e soprattutto estranei alla maggior parte delle gag della serie animata. Qui entrano in gioco sentimenti reali e profondi, in linea con la rappresentazione dell’uomo medio che Paperino incarna a tutti gli effetti.
L’escalation di gelosia di Donald’s Double Trouble, che trabocca nell’esplosivo finale in una sfuriata memorabile, si merita almeno il podio!

2) Donald’s Diary (Jack Kinney, 1954)

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Si tratta di un corto veramente singolare all’interno della serie. Ne Il Diario di Paperino è presente, infatti, un’ironia tagliente e spietata sulle relazioni di coppia e le cacciatrici di dote. Quasi una satira sociale, condotta con occhio critico e anche un po’ rassegnato, in cui i personaggi che siamo soliti conoscere (Paperino, Paperina, Qui, Quo e Qua) prestano i loro corpi per interpretare altri esemplari sociali ben noti e stereotipati.

Sembra quasi di trovarsi di fronte a un cortometraggio di Pippo degli anni ’50, in cui un pippide di nome George Geef recita in delle storie che cercano di mettere in burletta la vita dell’americano medio. Esistono corti in cui Geef illustra l’atteggiamento alla guida di un’automobile, i problemi col fumo o con la dieta, le tribolazioni di essere un genitore. Il motivo è semplice: il regista di Donald’s Diary è lo stesso fautore di quella svolta satireggiante di Pippo, il pungente Jack Kinney.

Siamo in una fase avanzatissima della carriera cinematografica di Paperino, in cui gli sfondi si fanno stilizzati e geometrici e i colori assumono tonalità pastello. Ciò sarà particolarmente visibile nei successivi corti dedicati alle diatribe con l’orso Humphrey. 

La storia è completamente in flashback e ci viene raccontata in prima persona da Paperino, che sta scrivendo il suo diario. Quella che sentiamo è proprio la sua voce, ma curiosamente si tratta di un timbro caldo e misurato, e non del solito starnazzo. Questo però cambia quando lo sentiamo parlare all’interno della diegesi, in cui è doppiato nella maniera consueta.

Questa scelta ci suggerisce che quella che ascoltiamo per quasi tutto il cortometraggio è la “voce interiore” di Paperino, quella dei suoi pensieri, e sottolinea ancora di più lo stacco tra il “solito” Paperino e questa sua versione parallela. Un altro formidabile alter ego è quello di Paperina: la vediamo con un piumaggio rosa e un’acconciatura diversa, a incarnare lo stereotipo della cacciatrice di uomini. 

L’umorismo del corto fa leva sulla discrepanza tra il resoconto romantico e trasognato di Paperino e la ben più meschina realtà dei fatti. I retroscena della love story ci rivelano una situazione assai meno idilliaca di quella che ci racconta Paperino attraverso il filtro dell’amore cieco. In questo caso, la crisi è presente fin dai presupposti ed esplode quando Paperino sogna di sposarsi, premonendo le conseguenze mostruose della vita matrimoniale. 

1) Donald’s Dilemma (Jack King, 1947)

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Nel dopoguerra, King è l’autore di quasi tutti i corti psicologici di Paperino, in cui troviamo una trama di respiro più ampio rispetto alle classiche scaramucce con avversari animali, appannaggio invece di Jack Hannah. King è soprattutto attento all’analisi della personalità di Paperino e ai suoi rapporti con i nipoti e la fidanzata.

Ecco, la fidanzata: Paperina qui è la protagonista assoluta, nel ruolo migliore della sua carriera. La storia è per la maggior parte un flashback e ce la racconta lei, direttamente dallo studio dello psicanalista Sigmund Frump.

Veniamo a conoscenza che lei e Paperino si sono lasciati per una disgrazia. Mentre passeggiavano per Paperopoli, un vaso di fiori si è schiantato sulla testa del papero. Ciò, oltre a causargli una totale amnesia, lo renderà il più grande cantante del mondo. Paperino per tutta la durata del corto non riconoscerà più Paperina, trattandola freddamente e rudemente. Al contempo, diventa celebre in tutti i migliori teatri del mondo per la sua interpretazione di When You Wish Upon a Star.

La narrazione è articolata e complessa, e il suo fulcro è proprio Paperina. Seguiamo passo per passo la sua metamorfosi emotiva. La vediamo passare dalla felicità per questa nuova qualità acquisita da Paperino, allo stupore per l’amnesia, alla vera e propria depressione in cui affonda nei mesi successivi. Ci è mostrata mentre ascolta in lacrime la voce dell’ex fidanzato alla radio o a teatro, senza mai riuscire ad avvicinarglisi. Addirittura, in una scena dal forte impatto visivo, la vediamo meditare il suicidio, mentre confessa di non riuscire più a mangiare o dormire.

Donald’s Dilemma è un cortometraggio di fortissimo impatto, che tratta tematiche non facili e molto profonde, permettendo allo spettatore di empatizzare totalmente con Paperina. La conosciamo come una ragazza follemente innamorata del suo fidanzato, buona e premurosa, con sentimenti reali e intensi, disposta a fare qualsiasi cosa per riavere indietro Donald.

La vediamo addirittura umiliarsi, gettandosi ai suoi piedi in lacrime, mentre lui non la degna di uno sguardo e la liquida lanciandole una monetina. Questo non vuol dire che abbia perso il suo temperamento esplosivo e istintivo: nell’ultima parte, ambientata al presente, ha una reazione scomposta quando lo psicanalista le dice che può guarire Paperino, ma anche che facendolo perderà la sua meravigliosa voce.
“Decida: o il mondo, o lei.” 
“Io, io, io! Ioooooo!”

Donald’s Dilemma è un capolavoro, tra i migliori exploit della serie di Donald Duck in un decennio che lo ha visto assoluto mattatore della banda Disney. Sicuramente è l’apice delle crisi di quella coppia piumata e, tutto sommato, ben assortita che formano Paperino e Paperina. 

Se volete recuperare le mie altre top d’animazione Disney, qui i dieci corti da vedere al calduccio e qui dieci piccoli horror di casa Disney. 

Mattia Del Core

 

Fonti:

Animanìa: indagine sul rapporto tra i prodotti d’animazione e le masse” (M. Del Core)

Anime disegnate” (L. Raffaelli)

Animazione: una storia globale” (G. Bendazzi)

The Illusion of Life: Disney Animation (F. Thomas, O. Johnston)

The Nine Old Men: Lessons, Techniques, and Inspiration from Disney’s Great Animators” (A. Deja)

http://www.ilsollazzo.com/c/disney/

 

Immagini © Disney

Mattia Del Core

Videomaker innamorato da sempre dei Paperi Disney, promulga questa passione sul web dal 2011. Adora il cinema d'animazione, il tè, il silenzio. Admin di Ventenni Paperoni e direttore editoriale di VentenniPaperoni.com. Si dice abbia segretamente becco e piume.
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