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Tito Faraci è innamorato di Ventenni Paperoni

Inizia tutto in una normale giornata di settembre.
Mi trovavo a Treviso per una giornata di formazione del Servizio Civile Nazionale, giornata che si è svolta interamente nel dietro le quinte del Treviso Comics Book Festival ancora in allestimento, alla vigilia dell’apertura al pubblico, che sarebbe avvenuta il giorno successivo.

Tra i formatori c’è un tizio, tal Simon. Grazie a lui vengo a sapere che Tito Faraci (nientemeno!) sarebbe stato tra gli ospiti. E che Simon, che lo conosce, avrebbe potuto presentarmelo.

Il tempo di un rapido giro di messaggi con la redazione ed ecco pronto un appuntamento per il giorno dopo: un colloquio con Tito Faraci!

Prima Giorgio Cavazzano, poi Tito. Niente male, eh?

Un incontro inaspettato

Dopo un po’ di girovagare per la mostra mercato, assaporando l’emozione di essere (per la prima volta!) ad una fiera del fumetto, avviene il primo incontro mistico della giornata: Sio, proprio Sio, domanda a me e Simon se sa dove può riempire la propria borraccia.

Altro giro di messaggi con la redazione e la decisione è presa: intervisterò anche Sio.

Insomma, dopo aver conosciuto Sio, aver girato ancora per l’ex Questura di Treviso e aver messo gli occhi su un Manara, scendo di nuovo al pianterreno… Ed avviene l’epifania.

Tito Faraci e Sio, fianco a fianco, che mi guardano fissarli inebetito ed emozionato.

Ma il ghiaccio viene presto rotto virtù dell’arma segreta che portavo con me, l’asso nella manica che già aveva fatto breccia nel cuore di Sio: il tesserino da redattore di “ventennipaperoni.com”. Il potere dell’arma viene amplificato dall’ideatore di Scottecs, che dice al collega: <<Ma lo sai che è dei “Ventenni”?>>. 

La reazione di Sio verrà descritta in seguito, nella seconda parte di questa storia. Quella di Faraci la conoscete, apre questo articolo:

Ma io vi amo! Vi amo sul serio, mi fate morire dal ridere ogni volta! Non ho Facebook, ma mio figlio Giovanni vi segue e mi manda ogni giorno le vostre vignette decontestualizzate, le uso come stato Whatsapp!

Insomma, intervista richiesta e… concessa con entusiasmo!

La trovate giusto giusto qui di sotto!

L’intervista a Tito Faraci è qui!

Tito Faraci e Sio fianco a fianco. Faccio appena in tempo a dire quanto mi emozioni essere al cospetto di due “mostri” del fumetto che… 

Faraci&Sio: Tu sei un mostro! Basta, finiamo questa intervista! Sei venuto per prenderci in giro! No ma come ti permetti? Ahahahah!

(Segue quindi un eccesso di risate tra i due compagnoni. Consolidata l’atmosfera amichevole inizia l’intervista a Tito Faraci, mentre Sio ascolta e prosegue nel firmare copie e parlare con chi capita nella angusta saletta)

Rock Sassi

Intervistatore: Tito Faraci, dopo un inizio nella musica, approda al mondo del fumetto e crea, per una storia di chiara ispirazione hard-boiled (La lunga notte del Commissario Manetta, Topolino n. 2147 del 21/1/1997) il personaggio del duro detective texano Rock Sassi. Che ne pensa della “piega comica” presa dal Commissariato di Topolinia, ridotto ormai a “macchietta comica”? 

Tito Faraci: No, non dire così! (risata). Io penso che, senza comicità, le storie di Topolino siano come uno scheletro senza ossa, non possono stare in piedi. Anzi, sono molto favorevole quando trovo autori che mettono comicità anche nelle storie più Noir, più commoventi. Non è che la comicità “scarichi” la drammaticità di una storia, assolutamente no, questo bisogna proprio capirlo. Certe volte leggo commenti a storie (non necessariamente Disney, in generale) in cui magari c’è un elemento comico e qualcuno dice <<Eh vabbé però così… l’ha buttata sul ridere>>. Non è vero, perché anche su una storia più drammatica ci può essere un momento più lieve, ce l’ha insegnato Shakespeare, persino in Romeo e Giulietta ci sono delle parti molto divertenti. Quindi l’elemento comico non è mai un elemento che “fa scadere” la forza della storia, perché la vita è ironica, la vita è comica, e io nelle storie del ciclo di Rock Sassi ci ho messo molto umorismo e in altre più recenti ne ho messo di meno, ma questo non vuol dire che sono tornato “più Noir”, ecco. Però, lo ripeto, io vedo con estrema positività la presenza di comicità nelle storie disneyane, anche in quelle più drammatiche, in  quelle più commoventi, romantiche. Ci sta bene e non leva nulla, è solo un qualcosa in più.

Tito Faraci Rock Sassi

Spider-Man a Venezia

I: Oh, ottimo. Maestro, lei è diventato il primo non americano a scrivere una storia di Spider-Man in tandem ovviamente con Giorgio Cavazzano. Che ricordi ha di questa esperienza? 

TF: Lo sai che l’hanno citata nell’ultimo film? [Spider-Man: Far From Home, NDR] ehm… Non ci credevo nemmeno io, quando me l’hanno chiesto. Ero al Lucca Comics, vicino allo stand Panini/Marvel, un tizio mi chiede “Hai fatto di tutto, cosa c’è che non hai ancora fatto?” E io gli rispondo indicando la statua di Spider-Man che avevo dietro di me, e lì c’era Enrico Fornaroli [Consulente editoriale e collaboratore redazionale in qualità di editor e pubblicista della casa editrice Panini Comics, NDR] che mi chiede con chi mi sarebbe piaciuto fare questa storia, e gli dico ovviamente Giorgio Cavazzano, e Enrico ne ha parlato con gli americani, la fama di Giorgio è internazionale e incredibilmente la storia è andata in cantiere ad una velocità cosmica. Ambientarla a Venezia è venuto da sé, no? Sono molto rare le storie di Spider-Man ambientate fuori New York e abbiamo deciso che, dato che è una storia eccezionale, di trasferirlo in un contesto eccezionale.

I: affidato alle matite di quello che è uno dei massimi Maestri tra quelli che Venezia ha espresso. 

TF: Già, Giorgio è uno dei massimi Maestri mondiali del fumetto.

Tito Faraci Spider-Man

La miglior storia mai pubblicata

I: Sempre a proposito della collaborazione con Cavazzano… Come si sente Tito Faraci ad essere uno dei firmatari della Più Bella Storia Mai Uscita su Topolino? 

[momento di vera emozione. Faraci sembra essersi dimenticato di aver firmato un capolavoro immortale! NDR]

TF: Ah sì? E qual è? 

[risate di Sio e del sottoscritto]

I: La Vera Storia di Pippo Novecento, votata ad ampia maggioranza in un sondaggio dei lettori! 

TF: Ma… Ma non è la miglior storia mai uscita! Ma è così, veramente? È come “Vuoi più bene alla mamma o al papà?”, ma con milioni di papà e milioni di mamme… Ok, è una cosa che ci ha molto emozionato. Posso dirlo come se fosse qui Alessandro Baricco [Co-autore della storia, ispirata al suo “Novecento”, NDR]. Lui era veramente felice, in quel momento eravamo entrambi in Sardegna, in due posti diversi. Mi ha telefonato, l’ho raggiunto e abbiamo festeggiato assieme a casa sua ed era veramente fiero. Altra cosa, non credo che gli dia fastidio il fatto che lo dica… Sono andato a casa sua qualche tempo fa e lì sul camino aveva tre o quattro suoi libri (e ne ha scritti tantissimi), c’erano “Novecento”, c’era “Seta”… I libri a cui tiene di più, poteva metterne qualunque… E uno di questi era la versione di La Vera Storia di Pippo Novecento. Una delle prime cose che qualcuno vede quando entra a casa sua è questo, per farti capire quanto ci tiene, e dice sempre che è la miglior versione che abbiano mai tratto da “Novecento”, meglio persino della sua! È stato troppo gentile per le parole che ha speso all’indirizzo del libro mio e di Sio [Sio assente convinto, “Esatto, esatto!”, dice, per sottolineare le parole di Faraci, NDR], delle parole buonissime!

Tito Faraci Novecento

I progetti futuri con Topolino

: Lei è diventato Curatore di Collana per Feltrinelli Comics. Avremo ancora la possibilità di leggere storie di Tito Faraci oppure questo lavoro le impedirà di scrivere ancora per il Topo? 

TF: Tu mi poni questa domanda al passato e io ti rispondo dal futuro! Ho fatto un sacco di roba per Topolino, sto ancora scrivendo tante cose e tante ne scriverò nel 2020, la Terra esisterà ancora… Però stiamo attenti! 

[Interviene Sio, NDR]

Sio: Finché la Terra esiste tu scrivi su Topolino, insomma! [Risate]

TF: Con tutte le cose che ho da fare e scrivere mi servirebbero due vite e 48 ore al giorno, ma se devo privilegiare qualcosa preferisco sempre dare la precedenza a Topolino.

Consigli per il futuro

I: Tutto ciò è veramente fantastico! Ecco, a proposito di Topolino, il nostro settimanale preferito aveva avviato un nuovo corso sotto la direzione di Alex Bertani, e ed erano state aperte le candidature per la selezione degli sceneggiatori di domani. Ha Tito Faraci dei consigli per i giovani aspiranti?

TF: Sì! Fate storie molto attuali, non clonate nessuno, neppure me! Quando imparate dai Maestri del passato dovete tenere presente che loro facevano storie attuali, nel loro momento storico. Si guardavano attorno, vedevano che cosa stava accadendo nel mondo, quale era l’immaginario nella loro epoca e raccontavano il mondo di allora. E quindi imparare da quei maestri lì non è copiare lo stile di quei maestri, ma imparare la lezione che loro ci hanno dato: guardatevi attorno e usate la Disney per raccontare il nostro Mondo, un mondo attuale, guardate la gente come vive oggi. Raccontate insomma quello che ci circonda, questo è il consiglio che do ai ragazzi. 

Giovanni Posocco

Immagini ©️Panini Comics, ©️ Disney, ©️Repubblica

Giovanni Posocco

25 anni, laureato in Storia, passione per il fumetto ereditata da mamma. Hugo Pratt, Keno Don Hugo Rosa, Carl Barks, Alan Moore e Goscinny/Uderzo nel mio Pantheon, eternamente devoto a Pezzin e De Vita per Top De’Tops, strenuo seguace di Artibani, cultista di Cavazzano e Scarpa. Speaker e intervistatore per “VentenniPaperoni.com”.

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