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Archimede e il muro illegale. Vi dice qualcosa? Suppongo tendenzialmente di no, ma non fatevene una colpa: trattasi di una storia breve e tutto sommato trascurabile nel mare magno della meravigliosa produzione di Carl Barks.

Il Maestro dell’Oregon ci ha regalato avventure memorabili in cui ha tessuto, intorno ai nostri eroi piumati, scenari esotici e onirici, nemici meravigliosi e viaggi in ogni angolo del globo. Ma ha saputo anche deliziarci con vicende papere di breve respiro, tendenzialmente di dieci pagine, di ambientazione urbana e quotidiana, pervase da una graffiante ironia. Ironia che non manca nelle storie addirittura più brevi: parliamo di peripezie estese a quattro, due, una sola tavola.

Non fa eccezione la storia in questione, che vede la trama ruotare intorno a una semplice gag ed esaurirsi nel giro di quattro pagine.

Tutta colpa di Gengis Khan

Archimede è alle prese con un problema piuttosto classico: non riesce a concentrarsi. Un vicinato particolarmente molesto gli sottrae la serenità necessaria alla sua inventiva. Nell’ultima vignetta della prima tavola, è costretto a informare un suo cliente: non potrà fornirgli il prodotto ordinato.

Velocino

Chi sarà mai questo Velocino (in originale Speedy), che nella vignetta successiva dichiara di aver bisogno di questa speciale benzina per battere Gastone in una gara tra automobili? Il misterioso personaggio fa la sua comparsa alla fine della seconda tavola. Guardate un po’ (è quello a sinistra):

Velocino

Vi ricorda qualcuno? Mingherlino, cappello alla marinara, macchina dall’inequivocabile profilo (a parte la, ehm, dentatura?) targata 313. È chiaramente Paperino. O per meglio dire, era Paperino. Che succede?

L’arcano è presto svelato. A metà degli anni ’50, al tempo della realizzazione e della pubblicazione della storia, è entrata in vigore una legge postale che garantisce agevolazioni agli albi antologici. Per essere definito tale, un numero di Uncle Scrooge deve quindi contenere personaggi che non compaiano in più di due storie all’interno dello stesso albo. Sul #14, che uscirà nell’estate del 1956, Paperino appare già nella magnifica Zio Paperone e la corona perduta di Gengis Khan e nella breve Zio paperone e la marmotta petroliferaLa Dell rimanda quindi la storia a Barks, che si trova costretto a sostituire il papero con un altro personaggio.

Forbici dalla punta arrotondata e colla vinilica

Il vecchio Carl non è nuovo a questa prassi, dato che per il numero 13, in uscita nel maggio dello stesso anno, aveva già affrontato la stessa situazione. Lì i personaggi incriminati erano Qui, Quo e Qua, opportunamente sostituiti da Tip e Tap (che hanno così trovato la gloria del loro unico cameo barksiano). Ma stavolta è diverso. Chi mai può sostituire Paperino? Nessuno. E così, con un colpo di teatro, l’Uomo dei Paperi estrae dal cilindro Velocino, la cui brillante carriera si esaurisce dopo le quattro buffe tavole della storia.

Alla base di questa necessità di diversificazione negli albi si colloca il fortunato filone barksiano delle brevi avventure di Archimede. L’inventore è il perfetto protagonista di vicende rapide e spassose alle prese con la sua vena creativa, talvolta disastrosa, da collocare accanto alle lunghe avventure di Zio Paperone in giro per il mondo. Ed è probabilmente da rintracciare in questa faccenda di tariffe postali uno dei motivi per cui, sempre nel 1956, Barks inventa Edi, splendido comprimario di Archimede e ottimo escamotage per far interagire l’inventore con un personaggio difficilmente collocabile altrove, evitando di disturbare Paperino e soci.

Quanto è costato Velocino alla Dell Comics? 40 dollari. Curioso dettaglio che emerge dalla busta paga di Barks del 1955, dove il lavoro di taglio e cucito sulla storia è indicato esplicitamente:

 

Velocino
©cbarks.dk

 

La storia non verrà mai rimodificata, e in tutte le successive ristampe, a partire dalla prima italiana su Topolino 150 del novembre 1956, presenterà il buffo Velocino in sella alla fedele 313. In fondo, un modo bizzarro per non dimenticare che i pennuti barksiani sono esseri umani con maschere a forma di becco.

Stefano Buzzotta

Immagini © Disney, cbarks.dk

Stefano Buzzotta

Ama leggere storie, scrivere storie, raccontare storie. Per forza di cose si è quindi laureato in Storia. Appassionato di così tante cose che non sa fare nulla, a meno che non lo mettiate alla prova.
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