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La fine dell’anno è in genere un periodo intenso. E non solo per le cene con i parenti, spesso pesanti, o per lo slalom tra i “Che fai a Capodanno?”, ma poiché in genere ci porta a riflettere sull’anno appena trascorso, sulle esperienze accumulate e sugli obiettivi raggiunti oppure falliti. Ma non vi preoccupate, quella che oggi vi propongo è una riflessione molto più innocua, concentrandoci sulle storie del 2019 pubblicate su Topolino, attraverso una TOP 3 delle migliori (⇑ UP) e peggiori (⇓ DOWN). Nella classifica, costruita su mie opinioni personali, mi concentrerò sulle storie più importanti dell’anno per aspettativa, posizione all’interno dell’albo e contenuti (sarebbe scorretto paragonare una storia breve e di secondo piano ad una di copertina). Cominciamo quindi questa lista di su e giù

Al terzo posto per le migliori (e peggiori) storie del 2019
⇑ UP Topolino e il Castello sulla Luna (Topolino n. 3321-2)

storie del 2019

Casty è stato autore di diverse belle storie del 2019, ma particolare è quella dedicata ai 50 anni dello sbarco sulla luna. Il titolo già suggerisce atmosfere alla Studio Ghibli, e non è l’unico riferimento che si può cogliere. Dei ricercatori scompaiono in circostanze misteriose durante delle esplorazioni del suolo lunare e accidentalmente sarà proprio Topolino, accompagnato da Pippo e dallo zio Bippo ad occuparsi della faccenda. Lo Zio Bippo sognava di diventare un astronauta e di andare sulla luna. Riuscì nel suo intento ma quando credette di vedere un castello sulla superficie lunare mandò a monte l’operazione, venendo allontanato con ignominia.

Sarà proprio lui con il suo razzo (realizzato con i proventi del suo curioso romanzo fantasy) a tornare sulla luna con i nostri per far luce sul vecchio mistero del Castello e su quello nuovo dei ricercatori scomparsi e attaccati da misteriose presenze.

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Il Topo da un Altro Mondo

L’atmosfera tesa e i problemi legati alla sopravvivenza in un luogo ostile rendono credibili e coinvolgenti le avversità affrontate. Da brividi la comparsa dei presunti colleghi scomparsi, riferimento alla Cosa, che aleggia per tutta la durata del primo episodio. Nel secondo invece la storia cambia registro, accentuando la critica al capitalismo sfrenato delle multinazionali e di converso l’attività positiva della ricerca scientifica disinteressata e del progresso dell’umanità.

Per finire la chiosa è romantica e pienamente fantascientifica: lo zio Bippo si unisce alla principessa Gael e insieme partono per esplorare nuovi pianeti e stelle lontane, con il castello scopertosi in realtà una nave spaziale precipitata 2 secoli prima sul suolo lunare. Come al solito Casty da una seria caratterizzazione a Topolino e Pippo rifuggendo lo stereotipo, con una storia tutto sommato semplice ma che riesce a canalizzare bene le emozioni e suggestioni del lettore e quindi classificandosi al terzo posto di questa classifica di belle storie del 2019.

 

⇓ Down Indiana Pipps e il falso pianeta (3331)

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Dispiace inserire tra le peggiori storie del 2019 una del Maestro Massimo De Vita. Durante una conferenza all’Accademia delle Scienze di Topolina, un professore (nome ignoto, sebbene sia una presenza fissa della storia) illustra i piani di esplorazione spaziale per la ricerca di nuovi pianeti abitabili. Il problema, a suo dire, è scoprire se esistano ancora persone in grado di affrontare questo genere di sfide, assetate di avventure. Coinvolge Zapotec nel progetto che spinge Topolino e Indiana a prendere parte al test attitudinale, fingendo di spedirli su un reale pianeta abitabile a “solo” 2 anni luce di distanza. Indiana quindi si trova ad essere osservato h 24, nonostante lamentasse la continua lesione della privacy che stava subendo in città.

I due affrontano vari pericoli simulati che riescono a superare (brillantemente?). Alla fine Pipps costruisce una zattera e naviga col topo verso l’orizzonte in via esplorativa ma, in pieno The Truman Show, vengono fermati da Zapotec che svela loro la verità sulla missione. Il pippide, infuriato, molla un cazzotto allo stravagante ed innominato professore e ripara nella giungla. Nel finale però Indiana si scopre essere spiato da dei misteriosi alieni.

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Big Professor is watching you

L’idea centrale che sorregge Indiana Pipps e il falso pianeta ha come fulcro la ricerca di selvaggia tranquillità di Indiana, osteggiata da un complesso tranello che al contrario lo analizza e lo segue passo passo. Base per una storia in sé buona, se non fosse per le premesse piuttosto incerte e per un finale che definirei straniante (se non casuale). Una base multimilionaria con costosissime attrezzature viene impiegata per il capriccio di un professore che inganna i suoi candidati per testare il loro senso d’avventura.

Gli ostacoli generati sono simpatici, ma in due occasioni mettono a dura prova la sospensione dell’incredulità. Si può davvero pensare di deviare il corso di un fiume di lava con una calamita (che Indiana ha casualmente in tasca) o di interrompere il vorticare di un gorgo con un fischio? Anche per Topolino è un po’ troppo. La storia quindi soffre passaggi piuttosto questionabili, con uno svolgimento carente. Apprezzabile però l’ispirazione a The Truman Show e l’ansia dell’essere spiati.

Al 2° posto della classifica
UP Topolino e il Settimo Corvo (3317)

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Tra le più belle storie del 2019 al secondo posto si colloca “Topolino e il Settimo Corvo” di Artibani/Pastrovicchio.  La storia è dedicata ai 70 anni della prima apparizione di Gancio il Dritto, e per l’occasione viene approfondito il legame tra il suddetto e il figlio adottivo Bruto, detto Gancetto, che si è immischiato in un brutto giro d’affari. Proprio per questo motivo Gancio chiama Topolino che accorre in suo soccorso a Londra. Per scoprire dettagli sul suo passato Gancetto ha deciso di collaborare con un pericoloso gruppo di criminali intenzionati a rubare il tesoro della corona, sfruttando una curiosa leggenda londinese.

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Il mio nome è Mouse, Mickey Mouse 

Tra agguati, travestimenti e risse in malfamati pub la storia si rivela un buon thriller d’azione, arricchito da una buona dose di personaggi secondari con un distinto character design che non fa mai male. Vengono introdotti anche un paio di nuovi pericolosi nemici che sarebbe bello rivedere in futuro (Tina, la capobanda, è infatti figlia di Svlat, vecchissima conoscenza di Gancio dei tempi della legione straniera). Una bella avventura del topo e un glorioso ritorno in scena dei due amati merli, che alza l’asticella della qualità di storie apparse sul settimanale.

 

⇓ Down Paperinik, Tutto cominciò così (3316)

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Fantomius o si ama o si odia. Personalmente ho apprezzato alcune sue storie mentre altre non mi hanno convinto del tutto. Questa, purtroppo, è una di quelle. Paperinik, Tutto cominciò così si pone l’ambizioso obiettivo di riscrivere una pietra miliare del fumetto disney italiano, una sorta di reboot in grado illustrarci  Paperinik Il Diabolico Vendicatore (la prima storia di Paperinik del 1969, precisamente 50 anni fa) da un altro punto di vista, quello di Fantomius. Missione Compiuta?

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Paperinik Begins

Nonostante il titolo, non fatevi ingannare: il protagonista della storia è Fantomius. Dietro l’erronea vincita di Paperino si cela proprio il ladro gentiluomo che, viaggiando nel futuro, individua proprio lui come suo degno erede (non si sa come e perché). Da lì in poi Paolino verrà seguito passo passo  dal ladro gentiluomo per fornirgli mezzi e indirettamente idee per i suoi piani. Sbucando in maniera insistente dappertutto, insufficienti sono i momenti di piena autonomia scampati al reboot.

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Uno storico Paperino che si cimenta nel Lancio del Cane (da Paperinik Il Diabolico Vendicatore)
Fantomius, odi et amo

La storia all’inizio promette bene nei suoi riferimenti e nel colmare piccole lacune della trama originale. Poi prende la solita piega delle storie di Fantomius : l’infallibile (anche troppo) ladro assorbe tutta la scena, travolgendo nel suo percorso personaggi alleati e avversari. La debolezza di questa storia non sta quindi nella revisione dell’originale, né negli ottimi disegni o nell’inevitabile censura. Ritrarre cani volanti o ironizzare su paralitici sarebbe stato quantomeno inopportuno. Probabilmente a far storcere di più il naso ai fan storici  è stato vedere quello che doveva essere l’assolo di Paperino trasformarsi rapidamente in un duetto, per arrivare a scalzare lo stesso formale protagonista.

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Cominciò Così?

Evidente il contrasto con la storia originale, fatidica e solitaria prima vittoria dopo innumerevoli umiliazioni subite dal povero Paperino a causa di parenti e amici, e quindi prima autoaffermazione di un personaggio in cerca di dignità. Tra le storie del 2019 Paperinik, Tutto Cominciò Così  è plausibile che risulti bella e godibile per un lettore giovane e alle prime armi, un po’ meno per quelli “navigati” con diverse letture del papero mascherato alle spalle.

 

Al Primo Posto in classica, la peggiore e la migliore tra le storie del 2019:

 

⇓Down Young Donald Duck (3324-31)

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Numerosi cicli di storie sono stati pubblicati su Topolino quest’anno. Tranne limitate eccezioni però solo pochi sono risultati davvero convincenti mentre la maggior parte (L’enigma della lettera dal passato e Paperino Qui Quo Qua e il grande gioco geniale, per citarne un paio) mi sono sembrati piuttosto spenti, se non addirittura mediocri, ispirati com’erano da promozioni commerciali e privi di uno svolgimento realmente interessante. Ma tra le saghe riguardanti le storie del 2019 merita una menzione (in negativo) Young Donald Duck, a cui avevamo già accennato QUI.

Un papero campagnolo in città 

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Paperino non è più un paperotto ma un teenager scapestrato che lascia la pacifica vita a Quack Town dalla nonna per trasferirsi alla Jeremy Ratt, una scuola di Topolinia (a causa delle pressioni di un certo zio che desidererebbe si responsabilizzasse). Proprio in quella scuola incontrerà Topolino, Paperina e gli altri personaggi storici della banda Disney. Il soggetto è di Ambrosio-Artibani, mentre vari autori si susseguono alle sceneggiature (Artibani principalmente ) e ai disegni (come Mazzarello, Intini e D’Ippolito). La storia si snoda su ben 8 episodi, ognuna con protagonista il Giovane Donald, essendo la saga concepita per omaggiare gli 85 anni del noto papero e  di commercializzarla negli States.

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8 Storie per 8 Episodi

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Ogni episodio ha una trama autoconclusiva ed incentrata sulle tematiche tipiche degli adolescenti americani: fiere scientifiche per esempio, o una gita al mare, una rappresentazione teatrale, lo spettacolo scolastico o una manifestazione sportiva. Tipiche le premesse, e altrettanto tipiche le conclusioni, che non spiccano per grande originalità. Vale la pena ricordare però il 3 episodio Un Pizzico di Coraggio, che ruota attorno al bullismo subito da una giovane e impacciata Trudy. Il tema particolarmente delicato viene trattato con sensibilità e cognizione di causa, facendo prendere coscienza all’intera comunità scolastica con un fermo atto di condanna. Persino Young Donald, che per tutta la serie in genere si dimostra un ragazzino piuttosto superficiale e avventato, gioca un ruolo positivo nella vicenda.

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I Dolori del Giovane Paperino

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La serie cerca di narrare in chiave moderna le avventure adolescenziali di un giovane Paperino, ma fallisce su entrambi i fronti. Young Donald Duck parla di teenagers ma non riesce a rievocare le atmosfere adolescenziali. Si limita piuttosto ad accennarli brevemente non approfondendoli, dando quasi l’impressione di volerli parodiare (o peggio scimmiottare). Fallisce inoltre nell’omaggiare la gioventù di Paperino semplicemente perché fatico a considerare Young Donald Paperino. Il carattere mostrato dal papero, il suo atteggiamento e sviluppo mi sembra più somigliante ai giovani protagonisti di commedie italiane contemporanee ( se non di cinepanettoni). Quindi privo di spessore, coinvolgimento se non per i propri immediati interessi (con poche eccezioni) e con cui è difficile entrare in sintonia. Lo stesso dicasi per gli altri personaggi che hanno le fattezze dei membri della banda Disney, ma con cui hanno poco in comune.

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Young Donald meets Sharknado
Gioventù Bruciata

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Il finale della serie poi è improvviso e così inaspettato che sembra piovuto per caso: YD viene trasferito in un’altra scuola. Senza commiato, senza una scena in grado di sciogliere la narrazione pregressa (se c’era) e senza una sincera emozione che coroni tutta la serie che si era sviluppata in 8 episodi. Purtroppo tra le storie del 2019 Young Donald Duck è la più deludente, date le curiose premesse con cui era stata introdotta, risultando a mio avviso una serie debole e povera di contenuti, ed in definitiva facilmente dimenticabile.

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⇑UP Orgoglio e pregiudizio (3292-4)

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Ironico come la prima delle storie del 2019 ad essere stata pubblicata su Topolino sia anche, a mio avviso, la migliore.

Orgoglio e Pregiudizio (RadiceTurconi) non è una semplice parodia. Parliamo invece  di un adattamento in salsa Disney dell’omonimo romanzo inglese, dove per l’occasione Paperino e gli altri abitanti di Paperopoli svestono i loro tipici panni per indossare quelli ottocenteschi della campagna dell’Hertfordshire. Nonostante ciò i vari personaggi (in particolare i protagonisti) si muovono con particolare naturalezza in quegli scenari tanto lontani da quelli abituali, risultando naturali e spontanei, molto più che in altre storie pubblicate sullo stesso settimanale.

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Leggendo di Miss Elizabeth e Mr Duckcy non troveremo solo gli alter-ego di Paperina e Paperino, ma anche aspetti poco conosciuti di personaggi che si prestano facilmente a più letture. Vediamo un Paperino finalmente non schiavo di ruoli comici ma una volta tanto vero degno protagonista della storia, e una Paperina lontana anni luce dalla fidanzata nevrotica di una ormai passata caratterizzazione, ma anzi una ragazza dolce, determinata e intelligente.

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Un tuffo nel passato

A narrare la storia è proprio l’autrice del romanzo Jane Ducksten (versione papera di Jane Austen) all’amica Martha Llyod, intervenendo di tanto in tanto con rapidi e ficcanti commenti, che rendono più scorrevole e familiare la narrazione. La vicenda riguarda le allegre ma povere Pennet, una famiglia di campagna composta da sole donne. Le papere sono affiatate, ma la zia Bridget (Brigitta) preme affinché le due nipoti più grandi Jane (Paperetta Yeyè) e Elizabeth (Paperina) contraggano presto matrimonio. L’occasione propizia si presenta quando i ricchi Bingpap prendono in affitto la villa vicina per l’estate, e danno un sontuoso ricevimento.

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Conoscono così Fethry Bingpap (Paperoga), la sorella (Amelia) e il loro distaccato amico Donald Duckcy. Il primo incontro tra Lizzy e Duckcy non è però dei migliori:

storie de 2019

I Personaggi

La trama si evolve rapidamente, e il lettore si ritrova a divorare una pagina dopo l’altra. Teresa Radice sviluppa un totale di 3 episodi (l’ultimo in 2 parti) in cui non si rilevano tempi morti, dando a tutti il giusto spazio e una curata caratterizzazione. Con un ricco parterre di personaggi secondari, vedremo così il nucleo centrale ruotare attorno a Lizzy e Donald tra rimbeccate, parole non dette, riflessioni e sguardi eloquenti. Ammiriamo così l’evolversi di una relazione vera e coinvolgente, non trascurando vari intrecci secondari.

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L’apparizione di Gaston Wickham

 

La storia, come chi ha una conoscenza di base del romanzo può facilmente intuire, segue piuttosto fedelmente la trama originale, con dei necessari ma intelligenti adattamenti, per equilibrare le due anime di Orgoglio e Pregiudizio, di romanzo e parodia disney. Curiose le gag che si intervallano in secondo piano ( tra musicisti pasticcioni e bicchieri incastrati), che efficacemente arricchiscono e smorzano i momenti più riflessivi.

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La dote di Lydia , in questa versione una ricetta

 

Gli scenari

Oltre a una trama solida e scorrevole (come ci si poteva facilmente aspettare dall’adattamento di un classico della letteratura) la ciliegina sulla torta sono i disegni, che ci regalano paesaggi bucolici fiabeschi della campagna inglese, paesaggi naturali, ville e stradine urbane. L’ispirazione e l’attenzione ai particolari è evidente, per delle rappresentazioni che trovo memorabili, grazie alle dedizione e ai riferimenti di Stefano Turconi

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Il palazzo di Lord Paperon De Bourgh

 

Mister Duckcy e Miss Elizabeth

L’Orgoglio e il Pregiudizio caratterizzano entrambi i protagonisti. Lizzy e Duckcy giudicano entrambi in maniera  affrettata, guidati dall’orgoglio e dall’apparenza fuorviante. Le qualità e la gentilezza d’animo rimangono quindi celati, finché diversi gesti altruistici rivelano la vera natura di Donald, essendo prestati senza la speranza di un ritorno affettivo o di un guadagno personale, dopo anzi essere stato rifiutato.

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Epilogo

L’episodio si conclude con l’atteso lieto fine e con una simpatica punizione per chi se l’è meritata. Ma a noi lascia anche altro, un’elegante e delicata saga che per questo si classifica al primo posto tra le migliori storie del 2019, dovuto a disegni strepitosi e a una narrazione curata e fluida per un’opera divertente che finalmente non si vergogna di impegnarsi, alzando l’asticella dei contenuti del fumetto disney e viaggiando su più livelli.

 

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CONCLUSIONE

Termina così questo articolo sulle migliori e peggiori storie del 2019 pubblicate su Topolino. Ribadisco comunque che questa classifica si basa su mie riflessioni personali e vi consiglio dunque di recuperare i vari ⇑UP e ⇓DOWN in quanto ci farebbe piacere sapere cosa ne pensate. Dando uno sguardo a questo 2019 del nostro settimanale preferito non possiamo fare a meno di notare i diversi rilevanti cambiamenti in atto, e sperando che il 2020 sia un anno ancora più positivo, penso di dover ringraziare i numerosi autori che con il loro lavoro ci danno la possibilità di leggere tante belle storie.

Ma dato che non vi facciamo mancare niente e l’articolo non è abbastanza lungo, vi allego ancora una manciata di storie uscite quest’anno escluse dalla classifica che meritano una menzione.

I Grandi Esclusi
Le ⇓DOWN

Reginella e il crapulongo sbadigliante (3327). Reginella si impegna per ritagliarsi un spazio extra-Paperino, esulando dal suo ruolo di amore impossibile, ma il risultato non è dei migliori: Nonna Papera catapultata su Pacificus, nuovi avversari e i tentativi di ampliare il world building non sono sufficienti a mitigare il tangibile impoverimento narrativo.

Paperoga insegna: il fotografo naturalistico (3305). Sarebbe potuta passare tranquillamente inosservata come una normale storia di secondo piano, se non fosse per l’evidentissima e ridicola censura della pesca, malamente camuffata in fotografia. Diverse scene sarebbero esilaranti per quanto immotivate se, appunto, non ne conoscessimo il motivo.

La grande barriera (3311). Non ve l’aspettavate vero? La storia in sé è ottima, così come i disegni, i dialoghi e il significato. Peccato che non abbia nulla a che fare con la storia originale, l’inarrivabile L’ombra del drago, e quindi difficilmente identificabile anche solo come spin-off della suddetta. Forse sarebbe stato meglio utilizzare un’ambientazione diversa e libera da ingombranti eredità.

Le  ⇑ UP

Paperoga, Teneroga, Tenebroga (3336). Ne avevamo già parlato QUI. Faccini quest’anno ci ha intrattenuto con parecchie brevi storie di qualità, ma Paperoga, Teneroga, Tenebroga è un gradino sopra le altre. Le ambientazioni suggestive (secondo me affini a The Nightmare Before Christmas), le gag e il senso intrinseco la rendono particolarmente sfiziosa.

Klondike – Il Papero dei Ghiacci (3306-7), viene escluso per un soffio dalla Top 3. Paperone torna dopo tanti anni nel Klondike per un nuovo giacimento aurifero e si ritrova a difendere la sua identità e la sua storia. Klondike ci dice molto sul Paperone attuale, sui suoi interessi e sul rapporto col rivale storico Rockerduck.

Foglie Rosse (3336-9) La famosa saga di Sciarrone (leggi QUI l’articolo in proposito) ha portato con le sue foglie un vento fresco di novità per il settimanale, con un soggetto che richiama noti film anni ’80 e serie netflix, senza però appiattirsi sulle medesime. Presenta disegni assai godibili e evoca un’atmosfera pre-adolescenziale a tratti nostalgica. Foglie Rosse rimane però esclusa dalla top 3 per l’assenza di svolgimenti rilevanti nel 2° e 3° episodio, concentrando tutto il succo nel 1° e nell’ultimo, dedicando poco spazio ai personaggi secondari (come agli inediti compagni dei topi). Speriamo di vedere il seguito di quest’ottima saga.

 

(Immagini © Disney – Panini Comics)

Antonio Manno

 

 

Antonio Glide Manno

Studente, è appassionato di fumetti disney dall'età prescolare. Di natura malinconica ed apparentemente quieta, tra le altre cose ama Kingdom Hearts e One Piece. Odia il cocco e i fagiolini.

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