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Lo speciale sul giornalismo di Topolino è un tassello socioculturale nevralgico per le vecchie e le nuove generazioni. E non solo perché si parla del ruolo del giornalista.

Salve, mi chiamo Angelo Andrea Vegliante e sono un giornalista. E, da qualche anno, il mio è un lavoro particolarmente bistrattato e giudicato negativamente da ogni dove. Personalmente, sono incappato in numerose situazioni al limite del tragicomico. Un inverno fa, ad esempio, sono stato definito con il termine p*****a da un ignaro passante, senza che quest’ultimo avesse mai letto un mio lavoro. Oppure mi capita sovente che quando affermo la mia categoria, le persone attorno a me cominciano a enunciare frasi come “Uh, starò attento a quello che dico, così non potrai usare parole contro di me”. Non sono gli unici episodi incresciosi, e non saranno gli ultimi.

Tale preambolo serve per comprendere la situazione attuale del giornalista, una figura spesso al centro delle critiche. Talvolta a ragion veduta: siamo pur sempre essere umani, l’errore (anche grossolano) è dietro l’angolo. Alcune volte, però, il giudizio critico è assente, e lascia posto a un inqualificabile qualunquismo che vomita frasi fatte sentite altrove.

Per questo motivo, mi sono recato con interesse all’edicola più vicina per acquistare Topolino 3340, un numero interamente dedicato al mio universo. L’ho fatto principalmente per curiosità: in una contemporaneità dove il giornalista è nemico se parla male di me, ma è mio amico se parla bene di me, ho voluto capire come una ‘semplice rivista‘ potesse comunicare la mia vita lavorativa ai più piccoli. E quello che ho letto è decisamente positivo.

Curiosità e narrazione: due elementi cardini del giornalista

Non tutte le storie di Topolino 3340 sono dedicate al giornalismo. In particolare, ne troviamo due. La prima è “Topolino e la navigazione istruttiva” (di Giuseppe Zironi) che mette in luce le emozioni e gli ostacoli di un fotoreporter giramondo. Al centro del racconto, a mio avviso, emerge con chiarezza uno dei ruoli fondamentali del giornalista: saper esporre una storia. Il nostro è un ruolo nevralgico all’interno della società, in quanto fa venire a galla narrazioni che, forse, da sole non sarebbero in grado di smuovere l’interesse, la conoscenza e la coscienza dell’opinione pubblica. Grazie a queste tavole, invece, il nostro amico topo rievoca l’importanza di essere narratori di un fatto che diventa notizia.

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La seconda storia, invece, è “Paperino Paperoga e il biscotto indigesto” (di Corrado Mastantuono). In questo caso, la sceneggiatura è incentrata sulla curiosità del giornalista, una caratteristica che non deve mancare mai in questo ambiente. Di fatto, uno degli elementi che alimenta la professione è il desiderio della conoscenza. In parte, la condivisione di un possibile arricchimento socioculturale permette agli addetti ai lavori di portare in auge al meglio un fatto. Nel caso di Paperino e Paperoga, l’interesse per una fabbrica di biscotti porterà ad affondare il becco in una possibile inchiesta.

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Le rubriche ad hoc

Lo speciale sul giornalismo, però, non si ferma qui. Infatti, tra una storia e l’altra, troviamo numerose rubriche che spiegano le basi di questo lavoro. Dalla lettera del direttore di Tv Sorrisi e Canzoni Aldo Vitali alle regole delle 5W, dal percorso per diventare giornalista pubblicista e professionista alla distinzione tra titolo caldo e freddo, dai vari ruoli presenti in una redazione all’importanza del Fact-Checking. Insomma, Topolino 3340 espone con accuratezza e chiarezza millimetrica le peculiarità di questo mestiere, diventando strumento non solo di conoscenza per i più piccoli, ma anche di aggiornamento per i più grandi.

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Perché servirebbero altri speciali così?

La risposta è molto semplice: per contrastare l’ignoranza galoppante. In un modo o nell’altro, lavorare in questo campo ti permette di avere un quadro dello spaccato sociale moderno. E quanto raccolto negli ultimi anni racconta un popolo avverso all’informazione, servo degli slogan di vario tipo e incline a non comprendere quello che raramente legge (il famoso fenomeno dell’analfabetismo funzionale).

Pertanto, attraverso lo speciale sul giornalismo, Topolino ricopre un tassello importantissimo per la comprensione sociale: in questo caso, combattere gli stereotipi legati a una professione. Tale lavoro, tuttavia, non deve essere circoscritto unicamente al mondo del giornalista, bensì dovrebbe riguardare anche altri mestieri, come l’astronauta, il nutrizionista, l’influencer e così via. Insomma, presentare con ampiezza e approfondimento le regole basilari di una professione, qualunque essa sia. È anche (e soprattutto) attraverso queste metodologie che possiamo rivoluzionare la cultura contemporanea.

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Angelo Andrea Vegliante

Immagini © Disney – Panini Comics

Ps: menzione d’onore a Silvia Ziche che inquadra con lucidità tutti gli argomenti del giornalismo in un’unica vignetta.

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Angelo Andrea Vegliante

Romano, classe 91, bilaureato in comunicazione e giornalismo. Giornalista pubblicista, speaker radiofonico, videoreporter e, all'occorrenza, imitatore di Paperino.
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