Sono i giorni di Natale. E come tutti gli anni, tra i libri che leggiamo, tra i film che vediamo, tra le fiabe che andiamo a raccontare per vivere appieno l’atmosfera di festa, non può certamente mancare il Canto di Natale. E sicuramente non mancheremo di gustarci ancora la versione disneyana del racconto di Dickens: il Canto di Natale di Topolino. Diciamoci la verità: chi di noi non lo ha visto così tante volte da sapere tutte le battute a memoria? Da rovinare all’inverosimile il nastro della videocassetta? D’altronde l’atmosfera natalizia, unita ai nostri personaggi Disney preferiti, genera un’alchimia semplicemente irresistibile.

Vale la pena però soffermarsi sul contributo che danno i nostri beniamini. Il Canto di Natale di Topolino è infatti uno dei pochi riadattamenti Disney in cui i personaggi non interpretano loro stessi, inseriti in un nuovo contesto (come ad esempio ne I tre moschettieri). In linea con l’estrema fedeltà al romanzo, qui Topolino e i suoi amici impersonificano i personaggi originali del racconto di Dickens. E come degli attori veri e propri, ognuno di loro presenta similitudini e differenze con i propri alter-ego. In questo articolo, andremo a scoprire quali sono, personaggio per personaggio.

Canto di Natale di topolino

 

Ebenezer Scrooge / Paperon de’ Paperoni

Partiamo quindi dall’ovvio. Il ruolo di Scrooge non poteva che essere affidato al papero più ricco del mondo. Non è infatti un mistero che Barks, nella creazione del suo personaggio di punta, si sia ispirato proprio al protagonista dell’opera di Dickens (Scrooge McDuck guarda caso). Paperone infatti, esattamente come Scrooge, è avido, spilorcio, incredibilmente attaccato al denaro, scorbutico e odia i fannulloni (ma ha anche dei difetti). Il vecchio cilindro però dimostra una sostanziale differenza dal ricco londinese: non ha mai guadagnato un centesimo in modo disonesto. Cosa che non si può affermare altrettanto facilmente con Scrooge, è noto essersi comportato spesso da strozzino. Oltre che aver truffato molte persone deboli. Non effettivamente un esempio di onestà.

Canto di natale - Scrooge

 

Bob Cratchit / Topolino

Beh, anche qui andiamo sullo scontato. Chi poteva mai impersonificare il personaggio più positivo dell’opera? Uno così puro di animo da difendere dalle malelingue il suo perfido padrone, nonostante lo paghi una miseria e lo sfrutti fino in fondo? Chi, se non Topolino? In questo caso sarebbe molto difficile trovare delle differenze tra i due personaggi. Il ruolo di Cratchit calza perfettamente a pennello su Topolino. L’impiegato di Scrooge è estremamente positivo, nonostante la miseria, la malattia del figlio e le vessazioni del perfido uomo d’affari. Anzi, difende Scrooge dalle critiche, ringraziandolo per il lavoro che gli offre. Non si perde d’animo e passa il Natale felice e sereno, circondato dalla sua famiglia. Praticamente un santo, come il nostro topo preferito.

Canto di natale - Cratchit

 

Jacob Marley / Pippo

Caso diametralmente opposto al precedente. Se con Cratchit si faceva fatica a trovare differenze con Topolino, stavolta sono le somiglianze tra Marley e Pippo a scarseggiare. Marley prima di morire era infatti esattamente come Scrooge, se non anche peggio. Viene affermato che Marley derubasse le vedove e truffasse i poveri. Praticamente un vero e proprio criminale. Definizione che si associa con difficoltà allo scanzonato e sempre gentile Pippo. Molto probabilmente, la scelta è stata effettuata per affidare comunque a Pippo una parte rilevante nella storia, e non relegarlo ad una semplice comparsa. Inoltre, è probabile che la sua presenza serva ad allentare leggermente la tensione, visto che la scena dell’apparizione del fantasma di Marley è piuttosto inquietante, oltre che bizzarra. E d’altronde chi è più bizzarro di Pippo?

Marley

 

Fred / Paperino

Qui la scelta era praticamente obbligatoria. Fred è il nipote di Scrooge e quindi il ruolo andava affidato automaticamente a Paperino. Oltre a questo, lo sfortunato papero condivide con il suo personaggio il carattere gioviale. La cosa è molto evidente quando tenta di convincere lo zio Scrooge a partecipare al pranzo di Natale con lui e la moglie. Altro punto in comune tra i due caratteri (che però non compare nel Canto di Natale di Topolino, ma solo nel libro originale) è quella sorta di disprezzo, misto a compassione, che i due provano per i rispettivi zii. In particolare, nessuno dei due sopporta l’austerità con cui vivono Scrooge e Paperone, e li considerano solo dei vecchi ricchi e soli.

Fred

 

Isabelle / Paperina

Anche in questo caso, come per Pippo, è probabile che Paperina si sia conquistata il ruolo principalmente perché Isabelle è l’unico personaggio femminile di rilievo. Quindi solo qualcuno di altrettanto importante avrebbe potuto interpretarlo, visto anche che il ruolo di Minni doveva essere giustamente quello della moglie di Cratchit. Ma è solo questo il motivo? Forse no. Paperina, nell’universo Disney, rappresenta l’amore turbolento. Due di picche, buche agli appuntamenti, scenate di gelosia… Quante ne ha passate il povero Paperino? Ed anche la storia tra Isabelle e Scrooge pare essere nello stesso modo. Solo che qui il finale è capovolto. Isabelle viene… rifiutata! Cosa a cui la corteggiatissima Paperina non è molto abituata. Ma sicuramente non si è dovuta sforzare troppo nel “recitare”, quando fulmina Scrooge con lo sguardo e se ne va sbattendo la porta del suo ufficio.

Isabelle

 

E adesso veniamo agli Spiriti del Natale, che non essendo persone fisiche, forniscono i migliori spunti. Volutamente, non sono in ordine di apparizione.

Spirito del Natale Presente / Willie il Gigante

Lo Spirito del Natale Presente, che mostra a Scrooge come se la passa il suo dipendente e gli rivela l’esistenza del piccolo Tim, è rappresentato come un gigante ben vestito e dal carattere gioviale che banchetta. Avete detto gigante? Allora chi meglio di Willie, il gigante antagonista di Topolino e il fagiolo magico? E qui forse, si esauriscono i punti in comune tra i due personaggi. Al massimo possiamo aggiungere delle affinità di carattere tra lo Spirito e Willie, entrambi molto allegri e festosi, anche se Willie è sostanzialmente un “cattivo” e ha degli scatti d’ira tali da fargli lampeggiare gli occhi. Difficile trovare altri spunti, visto che il nostro gigante è apparso solo nell’opera di esordio e pochissime altre, quindi non c’è stata molta occasione di approfondirlo.

Spirito del natale presente

 

Spirito del Natale Futuro / Pietro Gambadilegno

Lo Spirito del Natale Futuro, il più inquietante di tutti, si presenta nel libro come uno scheletro rivestito da una lunga veste nera, che lascia scoperto solo un braccio. La Morte. Perfettamente sensato, visto che nel futuro di Scrooge c’è solo morte. La sua e quella del piccolo Tim, di cui è il principale artefice. E per interpretare un personaggio così oscuro, non si poteva che scegliere il cattivo dei cattivi. Il primo malvagio del mondo Disney. La nemesi eterna di Topolino. Pietro! Che qui nel Canto di Natale di Topolino dà il meglio di sé, lasciando da parte tutti i suoi aspetti goffi e dando libero sfogo a tutto il male che ha dentro. Perfido. Vile. Sadico. Crudele. Tutto raccolto nella sua risata, quando vede Scrooge che tenta di non cadere nella sua tomba. E un buon sigaro cubano è il tocco di classe.

Spirito del natale futuro

 

Spirito del Natale Passato / Grillo Parlante

E veniamo al primo Spirito incontrato, quello del Natale Passato. Nel libro è descritto come una figura eterea e indefinita. Una specie di fiammella con un volto. Ha il compito di far vedere a Scrooge come passava il Natale quando era giovane, in particolare alla festa del vecchio Fezziwig, dove era ancora timido e innamorato di Isabelle. Qui è il Grillo Parlante ad assumersi questo compito ingrato, con la sua saggezza, ma anche con i suoi modi bruschi. Fantastica la scena del volo su Londra, che il Grillo compie facendosi trascinare dall’ombrello, come solo Mary Poppins saprebbe fare. Ma quindi, perché proprio il Grillo Parlante? Diverso fisicamente e anche caratterialmente dallo Spirito… Beh, lo Spirito del Natale Passato mostra semplicemente i rimpianti della vita di Scrooge, lo mette davanti ai suoi errori, ai suoi pentimenti… E questo compito di solito a chi spetta, se non alla nostra Coscienza?

Spirito del natale passato

 

Federico Ravagli

Immagini: © Disney