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La strada, Cavazzano omaggia Fellini

La strada, Cavazzano omaggia Fellini

A Topolino vanno riconosciuti molti meriti

Uno su tutti quello di avvicinare i giovani lettori a grandi opere narrative di ogni tempo e luogo. Chi scrive fa parte proprio di coloro che grazie alle parodie disneyane si è avvicinato alla letteratura, ma anche al mondo del cinema. Nel corso degli anni gli autori Disney si sono cimentati anche in riletture goliardiche di capolavori della settima arte. Una di queste porta la firma di Massimo Marconi e Giorgio Cavazzano ed omaggia La Strada, celeberrimo film di Federico Fellini vincitore del Leone d’argento a Venezia e dell’oscar per il miglior film straniero nel 1957.

La Strada: un omaggio a Federico Fellini

Su un numero di Topolino del 1991 compare Topolino presenta “La strada”: un omaggio a Federico Fellini. La storia nasce da un’idea di Vincenzo Mollica, che la propose a Giorgio Cavazzano. Dopo aver ricevuto il via libera da parte dell’allora direttore Gaudenzio Capelli, il maestro veneziano, su sceneggiatura di Massimo Marconi, iniziò a lavorare al progetto.

La Strada

Il risultato è una parodia che tuttavia sembra tradire il proprio intento. La storia vede infatti protagonisti Federico Fellini e sua moglie Giulietta Masina e qui si nota una prima evidente caratteristica. A differenza di molte altre parodie, dove le guest stars assumono i tratti topolineschi o papereschi, qui il regista di Rimini e la sua consorte mantengono le loro fattezze umane. Non è un caso, dato che La Strada di Marconi-Cavazzano inizi a Roma nel marzo del 1956 dove Federico, nel cuore della notte, viene svegliato da una telefonata. A chiamarlo è proprio sua moglie Giulietta, che lo esorta a prendere un volo per Los Angeles il giorno seguente. Il suo film La Strada è infatti candidato all’oscar come miglior film straniero e Fellini deve recarsi all’Accademy per la cerimonia di premiazione. 

Il sogno di Federico

Sull’aereo il regista è seduto accanto ad un ragazzino che sta leggendo Topolino e gli confessa la sua passione per i fumetti. Il ragazzino gli passa la rivista e, leggendo, Federico si addormenta e inizia a sognare.

Compaiono Topolino e Minni che si ritrovano sul set de La Strada. Il regista e sua moglie coinvolgono loro e altri personaggi della banda Disney sul set del film assegnandogli delle parti. Topolino interpreta il bizzarro acrobata “Il Matto” e Minni Gesolmina, l’assistente del burbero e arrogante Zampanò, per l’occasione interpretato da Gambadilegno.

Le riprese iniziano: Gelsomina viene venduta a Zampanò dalla madre, affinché le insegni un mestiere. Il rude circense la tratta male e ad un certo punto Gelsomina segue una banda che la porta in un paesino dove si sta esibendo “Il Matto”. Questi le confessa che adora prendere in giro Zampanò, il quale riprende la ragazza e la porta con sé al circo dove dovrà esibirsi

Era davvero soltanto un sogno?

La situazione non tarda a degenerare. Infatti Topolino e Gambadilegno escono dai loro personaggi e iniziano a malmenarsi, mostrando la loro naturale indole. Minni si dispera e piange e a quel punto il sogno finisce. Federico si sveglia, scende dall’aereo e viene accolto dalla moglie Giulietta che ha una sorpresa per lui. Lo conduce a Disneyworld e il regista, una volta arrivato, non riesce a credere a quello che vedono i suoi occhi. 

La Strada

Ad accoglierlo ci sono Topolino, Minni, Gambadilegno, Pippo e tutti i personaggi comparsi nel suo “sogno”. Come se non bastasse gli si avvicina.. Federico Fellini stesso! Il clone del regista però si toglie subito la maschera e rivela la sua identità: Walt Disney in persona. La rievocazione dell’incontro avvenuto nel 1956 tra il regista riminese e il padre di Topolino conclude la storia. Proprio la creatura di Disney, nell’ultima vignetta, seduta in sala montaggio saluta il pubblico e ringrazia i lettori.

Una parodia atipica

La Strada di Cavazzano è una parodia diversa dalle altre. Anzitutto Cavazzano disegna  i personaggi della banda Disney con l’aspetto che avevano nei corti animati degli anni ’30, ricalcando lo stile di Floyd Gottfredson. Topolino indossa gli iconici pantaloncini rossi, Minni il suo gonnellino e così via.  Un procedimento che il disegnatore veneto aveva già attuato in Paperino e l’insolito remake del 1987.

Tra film e parodia esistono dovute differenze. Alcune vignette rispecchiano pienamente scene del film originale, seppur maggiormente virate verso il comico. Essendo principalmente rivolta ad un target di giovanissimi, la storia di Cavazzano risparmia ovviamente le scene “forti” del film e anche l’atmosfera strettamente malinconica. Fellini infatti gira un’opera dal retrogusto fiabesco sullo sfondo delle zone povere dell’Italia anni Cinquanta, Cavazzano invece predilige l’atmosfera  onirica. Tuttavia lascia inalterata la tematica del circo, di stampo felliniano.

Federico Fellini e Walt Disney: un incontro tra due geni

Chi conosce la vita di Fellini sa benissimo che, oltre ad essere regista, fu lui stesso un fumettista. Oltre a disegnare lo storyboard dei suoi film, Fellini collaborò anche con Milo Manara sul finire degli anni Ottanta. La Strada

Il regista inoltre inviò alla redazione di Topolino due disegni. Uno di questi rievoca l’incontro che ebbe con Disney a Disneyworld, proprio quando giunse ad Hollywood per la cerimonia degli Oscar nel 1957. Fellini racconta di come Walt lo accolse in modo molto eccentrico: vestito come il direttore di una banda mostrò a lui e alla moglie le attrazioni del suo parco giochi. Giunti poi a Frontierland, la zona che ricrea le atmosfere dei film western, lo zio Walt fece inscenare una rissa nel saloon e fece abbassare a terra i suoi due ospiti, dando loro persino delle pistole. Ovviamente si trattava di una burla e tutto si risolse con una risata generale.

Non c’è alcuna ombra di dubbio che sia Disney che Fellini fossero due geni visionari, legati entrambi dal fascino verso l’ingenuità e l’innocenza verso il fiabesco e il fantastico. Walt esprimeva tutto questo nei disegni animati, mentre Fellini cercava nei suoi film di trapiantare sprazzi di fantastico e di ingenuità fanciullesca nella grigia attraverso i suoi personaggi, tanto ironici quanto malinconici e divenuti senza tempo. Un po’ come lo sono Topolino e tutta la banda Disney.

 

Ciro Gianluigi Barbato

Immagini © Disney – Panini Comics

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