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Qui, Quo, Qua in: Tre paperi in gioco, la recensione

Qui, Quo, Qua in: Tre paperi in gioco, la recensione

Dal numero 3327 sino al 3330 abbiamo assistito a una minisaga disneyana molto incisiva. Come protagonisti, abbiamo le tre GM con più medaglie al mondo, i tre gemelli più celebriQui, Quo e Qua! 

La parola al direttore

Sul numero 3326, l’hype è stato portato ad alti livelli per annunciare la saga d’impatto di questa fine estate. Qui, Quo, Qua in: tre paperi in gioco, infatti, non si concluderà con l’ultima puntata, com’è solito accadere, bensì avrà ripercussioni sul prossimo futuro. Lo spiega il direttore Alex Bertani:

Si tratta, come capirete presto, di una saga piuttosto importante, destinata a ridefinire alcune caratteristiche dei nostri amati nipotini. Tenete d’occhio quello che accadrà in questa avventura perché alcune delle saghe del prossimo autunno ( e persino dell’anno prossimo) saranno diretta conseguenza dei fatti narrati in queste pagine.

Insomma, non una storiella qualunque, e che reca firme importanti: abbiamo Bruno Enna alla sceneggiatura, Alessandro Perina e Marco Mazzarello ai disegni. E’ proprio Enna a parlare ai lettori del Topo di ciò che accadrà: temi importanti come l’adolescenza, la ricerca della propria identità, la scoperta di questo “io” così diverso da tutti gli altri “tu”. 

La prima parola che viene in mente pensando a Qui, Quo e Qua è ‘unione’. Tre piccoli paperotti che, sin dalla prima irruzione in casa Paperino, si sono mossi in simbiosi, indivisibili. Come non ricordare le molteplici vignette in cui completano l’uno la frase dell’altro, in una sorta di magica telepatia riservata solo ai fratelli. Ciò è quello a cui in tanti e tanti anni di storie siamo stati abituati, e non nego la fatica nel riconoscerli, essendo totalmente identici all’infuori del colore dell’inseparabile berrettino. Si sa, le abitudini fanno comodo, e quando vengono messe in discussione possono portare a diverse reazioni: la novità può far piacere, oppure far storcere il naso. In questo caso, le novità riguardanti i nostri tre mi hanno proprio fatto cascare la mascella. Si è verificata la rivoluzione

Primo episodio: tre per uno

Qui, Quo, Qua in: tre paperi in gioco

Il primo episodio si apre con un preoccupato zio Paperino che, alle prese con la gioventù impersonata dai suoi nipotini, deve riuscire a districarsi nel mestiere di parente ed educatore. Cercando di capirci qualcosa, telefona all’amata Paperina, spiegandole che i tre hanno iniziato a dormire separati, ad avere interessi diversi, usare uno slang linguistico a lui incomprensibile. Litigano, si isolano dietro un paio di cuffie ed un becco imbronciato. Insomma, i tipici anni adolescenziali hanno raggiunto anche loro.

Dal canto suo, Paperino tenta di risolvere alla… paperinesca maniera la situazione, ma Paperino è Paperino, e invece di migliorare le cose, le fa solo peggiorare. Scatena la rivalità calcistica tra Qui e Quo che si ritrovano a giocare in squadre avversarie, una delle quali è quella -udite, udite!- dell’amatissimo vicino Anacleto Mitraglia, che con il suo serafico carattere non fa altro che mettere ulteriore zizzania. Qua, invece, pare non avere alcuna passione per il pallone, piuttosto si interessa del mondo della musica, volendo addirittura reclutare membri per una sua band.

Secondo episodio

Come le passioni, così le storie si dividono a metà. Una divisione non perenne, come vedremo nello sviluppo, ma comunque portatrice di conseguenze, belle e brutte.

Chi vince perde

Qui, Quo, Qua in: tre paperi in gioco

Nella prima parte del secondo episodio, Quo gioca nella squadra capitanata da Anacleto, mentre Qui in quella di Paperoga. La squadra di Quo, ovvero i Leoncini di via dei Platani, si ritrova sponsorizzata da un losco figuro, e deve giocare secondo regole dettate da un auricolare collegato a un tablet. Ciò fa perdere del tutto lo spirito di divertimento che il calcio porta con sé, e questo provoca un moto di ribellione nei piccoli calciatori in erba. A ‘salvarli’, il motto che sembra fatto apposta per i tre gemelli: “l’unione fa la forza”, da soli non si va da nessuna parte. Solamente che, questa volta, Quo fa squadra con qualcuno di diverso rispetto ai suoi fratelli.

Un papero in musica, è nata una stella

Mentre Quo e Qui sudano sui campetti d’erba sintetica, Qua a scuola è alle prese con dei bulli che si mettono in mezzo al suo sogno di fondare una band, e con internet, che lo aiuta a coronare i suoi desideri. Una bella ed intonata ma timida paperetta, Angelica, un duo di quelli che assomigliano molto ai nerd liceali, ed infine una gotic-papera, iniziano a provare nel garage di Paperino, con strumenti un po’ scassati, tante note stonate, ma un fiume di entusiasmo. Ed è proprio grazie a uno dei bulli, che li denomina “I Rintronati” in un video di sfottò, che i nostri musicisti in erba ottengono quella che sembra essere un’occasione d’oro: un produttore vuole girare un videoclip!

Terzo episodio
Grandi speranze

Paperoga allena la sua squadra, i Pulcini, con metodi un po’ troppo alternativi, proprio alla Paperoga, non graditi dalla maggioranza dei genitori dei giocatori. Passa dai trampoli alle noci di cocco, di palloni e scarpette da calcio non sembra volerne proprio parlare.

Qui, Quo, Qua in: tre paperi in gioco.

Paperino, ancora una volta, infila il becco in questioni non sue, e si finge Paperoga per calmare il malcontento, facendo allenare la squadra in maniera più tradizionale. Ma le meccaniche strampalate del cugino pasticcione si rivelano salvifiche, dando luogo ad un tiro alla mongolfiera. Si, avete capito, leggere per credere.

Note dolenti

I Rintronati sono alle prese con un videoclip da girare, ma empatia e spirito d’aiuto hanno la meglio sul sogno di gloria e fama. Un concerto di beneficenza viene organizzato proprio per quel bullo che tanto aveva dato loro fastidio, perché Qua cerca sempre di trovare il lato migliore delle persone. E non si sbaglia: il bullo, per farsi perdonare dei brutti tiri che ha giocato, insiste affinché la band si iscriva ad un noto talent show, X-Music, facendo inoltre nascere un’insolita amicizia.

Quarto episodio. Il gran finale…oppure no?

La divisione che ci ha accompagnato negli scorsi episodi qua dà luogo ad un’unica storia, dove calcio e musica, i fili conduttori dell’opera, si intrecciano, facendo nascere una fine temporanea. Gioco di squadra fa da titolo e motto alla finale di campionato di quartiere, che si disputa proprio tra Leoncini e Pulcini; ciò significa Qui vs Quo! La tensione sale alle stelle, i litigi si fanno sempre più accesi, urge un intervento.

Qui, Quo, Qua in: tre paperi in gioco.

Per concentrarsi meglio nei loro rispettivi compiti, i tre vanno addirittura ad abitare in case diverse! Che questa sia la loro fine definitiva? Ad aprire la partita è la band di Qua: una performance disastrosa, note stonate a non finire. Ed è solo il primo fiasco di una serie: Qui e Quo sbagliano i passaggi e le mosse calcistiche assegnate ai loro ruoli, dando vita ad una partita carica di gol da entrambe le parti. Il fischio finale, però, vede vincitori i Leoncini…ma soprattutto il nostro amato trio di fratelli! Difatti, ogni arcano viene svelato: i tre si sono scambiati i ruoli a vicenda, dimostrando che il filo che li ha sempre uniti non si è mai spezzato.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene: i gemelli sono tornati quelli di sempre, seppur cresciuti e lievemente differenziati per carattere e passioni. Sono tornati a fare molte cose assieme, senza più litigare. Parrebbe essere una bella parola fine, ma le sorprese non sono finite.

Qui, Quo, Qua in: tre paperi in gioco.

 

Immagini © Panini-Comics

Anto

Anto

Vive per scrivere, e vorrebbe scrivere per vivere. Nel dubbio, intanto che sporca fogli con l'inchiostro, frequenta Lettere Moderne, giusto per rimanere in tema. Paperino è il suo spirito guida, il mondo il suo habitat naturale.

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