Gli affezionati lettori del Topo sanno bene che La strega Nocciola combatte una battaglia personale contro la più improbabile balena bianca del mondo Disney: Pippo!

La strega Nocciola e il suo amico-nemico Pippo

Pippo che tollera le idee più strampalate, e che anzi spesso manda ai matti chiunque con la propria leggerezza, si dimostra insolitamente rigido nei confronti della strega Nocciola, che lui considera cocciutamente una “stramba, simpatica vecchina”.

Nocciola, una magica genesi

La strega Nocciola (che, curiosità, è uno dei pochissimi dei fumetti Disney ad essere dotato di cinque dita per mano) nasce come personaggio completamente slegato da Pippo. La si incontra per la prima volta in occasione del cortometraggio animato ambientato ad Halloween Trick or Treat del 1952, diretto da Jack Hannah, in italiano Paperino e le forze occulte. Nel cartone Nocciola, alias Vildibranda Crapomena (questo il nome completo) aiuta Qui, Quo e Qua a vendicarsi di Paperino, il quale ha sottratto loro dei dolcetti.

Paperino e la strega Nocciola

Nello stesso anno la strega Nocciola compare sempre con il titolo Paperino e le forze occulte a cura di Carl Barks, sulla serie a fumetti Donald Duck. Quattro anni dopo in Italia, su Topolino, fa la sua comparsa sul numero 56 del 1952. Dobbiamo aspettare il numero 236 (5 giugno 1960) per assistere al primo incontro tra Nocciola e Pippo, nella storia Pippo e la fattucchiera, ad opera del maestro Luciano Bottaro.

Da quel momento, Nocciola combatte una battaglia contro il suo personale mulino a vento: l’incredulità del personaggio più credulone del mondo fumettistico Disney.

Nocciola non è un personaggio fisso delle strisce del settimanale, ma ciclicamente torna, testarda e cocciuta, per perseguire il suo scopo. La sua motivazione la rende diversa da qualsiasi altro personaggio, poiché puramente ideale.

Nocciola: una lotta di identità

Paragonandola alla collega Amelia emerge una differenza sostanziale. La nemica di Paperon de’ Paperoni, infatti, combatte mille battaglie per un singolo oggetto, il famoso decino che, se gettato nel Vesuvio, potrebbe renderla immensamente ricca.

Nocciola è lontana anni luce da tutto ciò. La sua cocciutaggine nei confronti di Pippo mira a un riconoscimento che potremmo definire identitario, per lei fondamentale in quanto parte della sua stessa essenza, la stregoneria.

Nocciola suscita simpatie proprio per questo motivo. Quanti di noi hanno dovuto lottare, almeno una volta nella vita, per affermare il proprio essere o il valore delle proprie capacità di fronte a una o più persone scettiche e poco disposte a darci attenzione?

Pippo non osteggia la strega per cattiveria. Persino di fronte all’evidenza però continua ad essere convinto che quelli di Nocciola non siano altro che trucchi da prestigiatore ben riusciti.

Luciano Bottaro adotta la simpatica strega e la conduce nelle sue avventure italiane. Insieme al collega Carlo Chendi ne stabilisce anche data di nascita (817 a.C.), luogo di residenza (Via della Tregenda n. 13, Paese delle Streghe) e anno di conseguimento della licenza stregonesca (999 d.C.). Bottaro non è l’unico a renderla protagonista delle strisce Disney, ma è certamente il primo e l’ultimo.

Nocciola e Pippo: l’epilogo

A Bottaro spetta la battuta finale della strana coppia. L’epico e pluriennale scontro si gioca nella storia intitolata Pippo e la corona delle streghe, pubblicata sul numero 2567 di Topolino.

Al termine di quest’ultima Pippo decide, gentilmente, di ammettere l’essenza stregonesca di Nocciola, firmandole una dichiarazione in cui la riconosce come strega.

La strega risale in sella alla sua scopa Belzebù, finalmente ripagata di anni di sacrifici, mentre Pippo commenta tra sé e sé: “In fondo basta poco per fare felice qualcuno… come la simpatica Nocciola, che crede di volare su una scopa!”

Elisa Campra

Immagini: © 2000 – 2018 eredi di Luciano Bottaro (tutti i diritti riservati)

Fonti

https://inducks.org/story.php?c=W+DD+++26-02

https://inducks.org/story.php?c=I+TL++236-A

https://www.ventennipaperoni.com/2019/05/08/viaggio-magia-amelia-parteuno/