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La mia prima volta (Ep.6): Zio Paperone Bianco Papero

La mia prima volta (Ep.6): Zio Paperone Bianco Papero

Trama: Bianco Papero segna l’esordio della carriera di Paperino e Paperoga come giornalisti della casa editrice diretta da Zio Paperone. Il loro primo incarico è compiere un reportage della prima di uno spettacolo lirico in città. Tuttavia, la vicenda è destinata a degenerare.

Autore: Dick Kinney

Disegnatore: Tony Strobl

Perchè è una “prima volta”? Perchè è la prima di tante storie dedicate al giornale Papersera.

Le comiche giornalistiche

In linea con l’articolo scritto da Kappa Jack, oggi parlerò della storia che ha dato gli albori allo storico giornale di Paperopoli. Quello che possiamo notare è l’aria scanzonata e delirante in cui si colloca la vicenda. Si vede come Dick Kinney sia un autore che si è fatto le ossa nell’animazione Disney, in quanto sembra di assistere ad un corto animato. Sicuramente, la scelta di Paperino e Paperoga come “strana coppia” era la più logica per il tipo di vicenda, essendo il primo è più razionale e l’altro estremamente strampalato. L’autore riesce a dare il giusto spazio ad entrambi, coinvolgendo anche Zio Paperone in corso d’opera. Alcune trovate, poi, sono molto azzeccate, coinvolgendo la natura stessa dei personaggi principali (le gag con le oche sono sicuramente le più memorabili).

Gag oche parte 1

Gag oche parte 2

I disegni di Tony Strobl

Bianco Papero

Per un episodio di commedia fisica il lato grafico è fondamentale, dovendo contribuire alla resa scenica dei siparietti. Da questo punto di vista, Tony Strobl si rivela una scelta appropriata. Il fatto che sia definito come uno degli eredi effettivi di Carl Barks non è casuale: ad un primo impatto è possibile notare come il suo stile ricordi quello dell’uomo dei paperi negli anni ’60, ossia meno definito e più grezzo. Eppure, osservando più nel dettaglio, si può capire che Strobl realizzi i personaggi in maniera maggiormente sinuosa e rotondeggiante. Forse questa impostazione li rende meno naturali, ma contribuisce ad accentuarne la parte caricaturale.

In favore della risata

A conti fatti, su questa storia non ci sono troppe riflessioni da porre. Il mood generale di Zio Paperone: Bianco Papero punta maggiormente sulla comicità pura e semplice, utilizzando un aspetto del giornalismo come semplice pretesto per inscenare delle gag di stampo slapstick. Di conseguenza, a differenza di storie successive, non si sente ancora il potenziale di satira che una serie come questa è in grado di sfruttare. Questa situazione non è necessariamente un male, in quanto rimane comunque godibile e funzionale nel suo scopo. Inoltre, essa è utile per prendere dimestichezza con il contesto narrativo delle storie dedicate al Papersera.

In conclusione

Zio Paperone: Bianco Papero è una storia molto carina, magari importante più per quello che ha introdotto che per la qualità in sé, ma comunque degna di una lettura, specialmente se lo scopo principale è quello di ridere e comprendere quali dinamiche caratterizzano questo tipo di storie.

Immagini © Disney

Guido Romeo

Guido Romeo

Amante della settima e nona arte, avvicinatosi ad esse grazie alla Disney, il sottoscritto è un umile piccolo uomo che vuole mettersi in gioco in segno di gratitudine a questo piccolo grande universo narrativo.

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