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Saludos Amigos, il classico Disney dedicato al Sudamerica
(Qui sopra; la locandina originale del film, datata 1942)

Saludos Amigos, il classico Disney dedicato al Sudamerica

Anno 1942: il mondo è in piena seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti sono freneticamente attivi nel contribuire allo sforzo bellico.

La situazione di crisi non ha impedito però ai talentuosi artisti ed alla creatività di sfornare opere e novità.
Così mentre Eisner disegna il PS Magazine, Stan Lee e Jack Kirby servono la patria ed i “Super” prendono a sberle sul muso i soldati dell’Asse, c’è un altro signore che si sta dando molto da fare: Walt Disney.
Già attivissimi da ben prima della guerra con titoli come Biancaneve, Cenerentola o Pinocchio, Walt ed il suo studio di animazione sono al lavoro già da diversi anni con la creazione di cartoni animati di propaganda producendone sia per il governo americano che per quello canadese con risultati il più delle volte pomposi ed esagerati.

La guerra andava avanti e gli alti vertici statunitensi erano in apprensione per una probabile alleanza dei paesi sudamericani con l’Asse, cosa già tentata nel primo conflitto mondiale. Gli Studios ricevettero quindi un compito molto importante direttamente dalla Casa Bianca: la realizzazione di cartoni animati con lo scopo di accattivarsi le simpatie dell’America Latina.
Grazie, anche se involontariamente, allo sciopero degli animatori Disney di inizio decennio, Walt in persona e diversi suoi collaboratori si fecero un viaggio di documentazione (spacciato dal governo di Roosevelt come viaggio diplomatico), e alla fine del viaggio ne uscirà materiale per due pellicole distinte: Saludos Amigos e I Tre Caballeros.

In queste opere non è il solito messaggio propagandistico (che tanto premeva al governo americano) a farla da padrone, quanto più la volontà di titillare il lato romantico ed sognatore di spettatori che non avevano mai conosciuto posti come il Messico, l’Argentina, il Cile e sopratutto il Brasile.
Il vecchio Walt, grazie ad un tripudio di colori, danze, musiche esotiche e sequenze pittoriche ha donato dei ritratti calorosi e sinceri di quei lontani paesi sia agli americani che ai popoli autoctoni. Degno di nota anche il fatto che per l’occasione sia stato creato José Carioca, colui che introduce Paperino alla samba, al ritmo brasiliano ed ai colori tipici del posto.

Saludos Amigos, che per la lunghezza complessiva sarebbe più corretto definire mediometraggio, si compone di quattro corti animati: Lago Titicaca, Pedro, El Gaucho Goofy ed infine Aquarela do Brasil. Vi sono poi alcuni intermezzi live action che ci mostrano in pieno stile documentaristico le bellezze di Rio de Janeiro e Buenos Aires. Inoltre vi è presente un narratore che è pronto fare la cronaca dei viaggi dello staff di Walt attraverso tutta una serie di “cartoline” disegnate e dipinte nel classico stile Disney.

 

Saludos Amigos, locandina del classico Disney del 1942
(Qui sopra; la locandina originale del film, datata 1942)

 

 

I corti

Lago Titicaca, il primo dei corti, ci presenta un Paperino nelle vesti del turista che cerca di capire come funziona la vita nel Cile. Tra gite in barca tutto tranne che tranquille ed esperienze con la popolazione locale, egli avrà anche modo di confrontarsi con i superbi ed altezzosi lama, in particolare uno di essi esegue gli ordini tramite melodia di un flauto.
Scontato dire che il nostro papero farà più pasticci che altro.

Pedro, il corto successivo, si apre con la presentazione di nucleo familiare di aeroplani antropomorfi (sì, esatto) composto dal padre, dalla madre e infine da Pedro, tutto intento nelle sue attività di scolaro.
Arriva però il momento nel quale al giovane aeroplanino viene detto che dovrà sostituire il padre per una missione di consegna postale poiché quest’ultimo si è ammalato. La cosa che più lo spaventa non è la missione, quanto più l’avere a che fare con il monte Aconcagua (6962 metri di altezza). Essa è considerata la più alta, spaventosa ed ostica montagna di tutta la catena delle Ande, e Pedro ne ha giustamente paura.
Dopo un primo incontro svelto e poco piacevole col monte, Pedro riesce a prendere la posta a Mendoza (Argentina) e deve fare ritorno in Cile. Il viaggio di ritorno si rivelerà un calvario, tra bufera di neve, benzina agli sgoccioli ed il carico che è sempre sul bilico di scivolare. I genitori sono preoccupatissimi, la nebbia è fittissima, ma all’ultimo e con uno sforzo considerevole Pedro atterra a casa sua: è riuscito nella sua missione di consegna della posta (la quale si rivelerà essere una singola cartolina indirizzata al famoso artista Jorge Delano).

El Gaucho Goofy, il terzo corto, ha invece per protagonista il nostro Pippo, in veste di cowboy prestato al ruolo di gaucho (corrispettivo argentino del cowboy). Questo corto, in pieno stile “How to” (una serie di corti estremamente popolari dello stesso Pippo) ci mostra la vita del gaucho a partire dalla vestizione. Si passa poi alla cattura del cavallo, compagno di mille avventure, ed alla montatura della sella. Non viene trascurato il lato gastronomico, con una succulenta seppur breve disamina sull’asado (la squisita carne argentina), sui modi di consumarla e sul mate (bevanda simile al thè). Si continua poi con le bolas, utili strumenti per la cattura degli struzzi argentini. Con queste ultime il nostro Pippo riesce perfettamente nella cattura dei suddetti (nonostante un replay in slow motion tanto divertente quanto ingloriosamente veritiero).
Si conclude poi con la scena della dimostrazione dei balli tipici dell’ Argentina, con la spassosa interazione tra Pippo ed il suo cavallo. Infine troviamo una scena in cui Pippo viene fatto tornare negli Stati Uniti, rivolgendosi poi direttamente agli spettatori dicendo “Hasta la vista, adios amigos!”.

Saludos Amigos, Pippo gaucho
(Guardatelo, un vero e proprio mascalzone latino…)

 

Aquerela do Brasil è infine l’ultimo dei 4 corti proposti, probabilmente il più noto di questi, nel quale ritorna Paperino protagonista. In esso il nostro Paperino deve però dividere la scena con l’esordiente José Carioca (chiamato all’inizio Joe). Costui fa da “Virgilio” della situazione e guida Pato Donald (come chiamano Paperino in Brasile n.d.r.) attraverso una visita della città.
Le scene sono costruite sul momento, con un magico pennello metanarrativo che dipinge i vari elementi uno ad uno; giochi di colore molto suggestivi ed animazioni fluide come un liquido si alternano. Le musiche di Aquarela do Brasil, la canzone di Ary Barroso e Aloysio Oliveira da cui il film prende il titolo, mantengono il ritmo scoppiettante ed allegro; fondono il tutto in un ritratto sincero e spensierato di quello che, per il cittadino americano medio, era un vero e proprio paradiso esotico.

Piccola curiosità a margine: la canzone che dà il titolo al corto diventò un successo strepitoso e attualmente è una delle canzoni brasiliane più famose e amate in tutto il mondo. Qualche decennio dopo ha ispirato il regista Terry Gilliam nella realizzazione del capolavoro distopico Brazil. Potete ascoltarla qui nella versione di João Gilberto.

Saludos Amigos, incontro tra Josè e Paperino
(L’incontro tra Paperino e Josè si scalda che è una meraviglia…)

 

In conclusione questo classico Disney si mostra come un’alternativa decisamente inconsueta, e visto oggi può far sorridere o storcere il naso, soprattutto per chi è abituato al classico Disney da millemila premi Oscar o a cui non vanno giù i documentari.
L’esperimento però fu un piccolo successo, inoltre le sue atmosfere saranno indirettamente riprese dalla stessa Disney 75 anni dopo con Coco (altro successo al botteghino tra i latinoamericani).

Milo

Immagini © Disney

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