Crea sito
Zio Paperone e l’uomo dei paperi
immagini ©Panini Disney

Zio Paperone e l’uomo dei paperi

Quando Salvagnini e Cavazzano “incontrarono” Carl Barks

Era il 6 settembre 1992 quando nelle edicole usciva il numero 1919 di Topolino. Il prezzo era di Lire 2300 e già dalla copertina le aspettative si rivelavano altissime. 

“Eccezionale!” si legge, seguito dal titolo della storia centrale di tutto il numero: “Zio Paperone e l’uomo dei paperi”. Il disegno rappresenta un signore baffuto con degli occhialini tondi che dipinge su una tela i personaggi principali che da sempre animano Paperopoli.

copertina-zio-paperone-uomo-dei-paperi
immagini ©Panini Disney

Con tutta probabilità ad un bambino del ’92 quel volto non poteva dire molto. Un “ventenne paperone” però – qualsiasi sia la sua reale età anagrafica – non potrà che riconoscere a colpo d’occhio l’immagine di Carl Barks.

barks-uomo-dei-paperi-cavazzano
immagini ©Panini Disney
«Grant Pass, Oregon, Usa. In un momento qualsiasi nello spazio-tempo dei nostri desideri…»

Con queste parole Rudy Salvagnini introduce una storia relativamente semplice dal punto di vista dell’intreccio narrativo ma magistralmente sceneggiata. Mescola sapientemente citazioni, aneddoti della vita di Barks e mostrando al contempo l’evoluzione del personaggio di Paperone nel corso del tempo.

Salvagnini immagina che una giornalista si rechi a casa Barks per intervistarlo in occasione della proiezione di un film sulla vita del papero più ricco del mondo addirittura alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il vecchio fumettista, ormai ultranovantenne, e sua moglie Garè la accoglieranno nello studio di lui, proprio mentre Barks è intento a dipingere un quadro con tutti i protagonisti delle sue storie.

barks-cavazzano-uomo-dei-paperi
immagini ©Panini Disney

Inizia così il racconto della fruttuosa collaborazione tra Barks e un recalcitrante Paperone che – complice anche Paperino – si convince finalmente ad accettare che la propria vita diventi l’oggetto di una serie di storie a fumetti. 

La personalità del vecchio taccagno diventa più definita e lo scambio con Barks sempre più intimo fino a trasformarsi in una ottima amicizia.

barks-paperone-cavazzano
immagini ©Panini Disney

«Lo divertiva il fatto che avevo sbarcato il lunario disegnando cartoon umoristici – dice direttamente Barks al lettore – lo interessava soprattutto il mio lavoro di intercalatore per disegni animati. Gli piaceva l’idea che i disegni prendessero vita sullo schermo!»

Le storie citate all’interno dell’immaginario racconto barksiano sono tante in un dolcissimo delirio di nerditudine disneyana che appagherebbe ogni appassionato.

«Ma dovete proprio fare quella espressione arcigna?»

Che Giorgio Cavazzano sia un’icona del fumetto disneyano lo sappiamo tutti. Il suo tratto inconfondibile viene fuori anche in questa storia fin dalla prima tavola e rimane in primo piano lungo tutto lo svolgersi della storia principale.

paperone-barks-cavazzano-uomo-dei-paperi
immagini ©Panini Disney

La particolarità sta però nel cambio di fronte ogni volta che nella trama Barks si ritrova a citare episodi del passato. Cavazzano infatti riesce in modo abilissimo a riprodurre il segno di Barks dando prova non solo di una profonda conoscenza dello stile barksiano ma di una capacità non comune di mescolare stili e tratti differenti pur rimanendo perfettamente riconoscibile.

Un lavoro questo che, senza ombra di dubbio, rende “Zio Paperone e l’uomo dei paperi” un piccolo gioiello per amatori, una storia da leggere ma soprattutto da guardare e ammirare, vignetta dopo vignetta. 

Francesca Arca

 

Francesca Arca

Doppia ventenne, giornalista, speaker radiofonica, si divide tra l'amore per i Paperi e quello per Star Wars. Nerd fino al midollo da quando esserlo non era di moda ma solo da poveri sfigati. Il suo sogno è che Paperino diventi il nuovo Darth Sidious.
Close Menu